Trovo in un articolo di Lamendola:
"Come è ormai noto, le tesi dell’Autore si possono riassumere in questi termini. Dopo la distruzione di Gerusalemme da parte di Tito, figlio dell’imperatore Vespasiano, nel 70 d. C., gli Ebrei non furono affatto cacciati dai Romani fuori dalla Palestina. La proibizione di residenza valeva solo per la colonia di Elia Capitolina, ricostruita dai vincitori sulle rovine di Gerusalemme e dedicata a Giove Capitolino. L’esilio degli Ebrei, quindi, non è altro che un mito: la loro fu una partenza volontaria".




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