Siamo negli anni immediatamente successivi alla prima guerra mondiale.
Precisamente siamo nel gennaio del 1920. In quella data la Chiesa di Costantinopoli pubblicò un'Enciclica intitolata : "Alle Chiese di Dio Dovunque queste potrebbero essere" indirizzandosi alla denominazioni fuori dalla Santa Chiesa ortodossa come "loro compagne e compartecipi della stessa promessa di Dio in Cristo Gesù".
L'Enciclica era firmata dal metropolita Doroteo di Prusa (locum tenens del patriarca) e da altri dieci Metropoliti. Già il titolo di quest' Enciclica supponeva che la Chiesa non fosse solo Una , la sua intenzione era quella di aprire un dialogo ecumenico con tutti i diversi corpi eterodossi su di un piano di parità.
La prima voce di quest'agenda proponeva l'adozione di un comune calendario delle festività in modo che tutte le "Chiese" potessero celebrare simultaneamente le grandi feste cristiane. Seguiva poi una lista di altri propositi che sarebbero serviti a guarire le divisioni tra le chiese.




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