Nassiriya, chieste due condanne e un rinvio a giudizio per due generali e un alto ufficiale italiani
L'accusa della Procura militare, «omesse precauzioni contro i terroristi»

Il procuratore militare di Roma, Antonino Intelisano, ha chiesto la condanna per due alti ufficiali, che si sono avvicendati al comando del contingente italiano in Iraq, con l'accusa di non aver protetto adeguatamente la base italiana “Maestrale” di Nassiriya
che il 12 novembre 2003 fu bersaglio della strage costata la vita a 19 italiani tra militari e civili.
«Omesse precauzioni contro i terroristi» l'accusa mossa dalla Procura militare nei confronti del generale Vincenzo Lops, per il quale la Procura ha chiesto una condanna a 10 mesi, e per il generale Bruno Stano, che si è avvicendato con Lops al comando del contingente italiano in Iraq e per il quale sono stati chiesti 12 mesi di reclusione. Entrambi hanno chiesto di essere giudicati con il rito abbreviato. Per il colonnello Georg Di Pauli, comandante dell'Unità specializzata multinazionale dei carabinieri che aveva il quartier generale nella base Maestrale, è stato invece chiesto il rinvio a giudizio e per lui vale il rito ordinario.
I militari sono accusati di «aver colposamente omesso di approntare una serie di misure idonee alla difesa della base», reato previsto dall'articolo 98 del Codice penale militare di guerra (omissione di provvedimenti per la difesa militare), che punisce «il comandante che, per colpa, omette di provvedere ai mezzi necessari alla difesa dell'opera di cui ha il comando, ovvero trascura di porli in stato di resistere al nemico». La decisione del Gup è attesa fra circa tre settimane, dopo le arringhe delle difese. Nel corso dell'udienza preliminare sono numerose le parti civili che si sono costituite in giudizio, chiedendo un risarcimento complessivo di diversi milioni di euro.
f.l.
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