Il mondo è diviso in casa dell’islam e casa della guerra. Dar al islam e Dar al harb. Inquietante? Certo! E’ il fondamentalismo islamico. Lo stesso che ha provocato gli attentati dell’11 settembre 2001 negli Stati Uniti, quelli a Madrid e a Londra e da ultimo, a Bombay. Non tutti i fondamentalisti sono terroristi. Il fondamentalismo – o meglio questo termine, e non la sindrome che esso esprime, ben più antica - nasce in realtà negli Stati Uniti, nel 1920, come reazione alla secolarizzazione e alla conseguente marginalizzazione della religione, in ambiente protestante. Si tratta di una corrente di pensiero, nata all'interno della Chiesa battista, che intendeva opporsi al modernismo e al razionalismo teologici che si diffondevano fra i fedeli evangelici. Il termine fondamentalismo non aveva all'origine accezioni negative, è legato al fatto che nel 1909 venne pubblicata una raccolta di dodici volumi di saggi intitolata
The Fundamentals. Il termine fondamentalismo, che all'origine si riferiva al mondo protestante, fu sostituito negli anni '50 quando i principali esponenti della corrente religiosa decisero un cambio di denominazione ufficiale. Questo termine però si è diffuso nell'uso comune per identificare tutti quei punti di vista - correnti di pensiero e pratica nell'ambito religioso - che insistono sull'interpretazione letterale dei testi sacri quali la Bibbia o il Corano, e che hanno carattere di movimenti anti-modernisti all'interno delle rispettive religioni.
I fondamentalisti, tutti, buoni e cattivi
· agiscono contro dei simboli
· reagiscono al secolarismo, cioè alla corruzione della modernità, contro la religione e alla marginalizzazione o eliminazione del sentimento religioso nella vita di tutti i giorni
· non vogliono alcun dialogo
· si sentono guardiani della verità
· “o con noi o contro di noi”
· Sono creazionisti, leggono il testo sacro alla lettera senza interpretazione storica. Se sono cristiani ogni passo della Bibbia è preso come storico, mentre esistono invece diversi generi letterari, tra cui quello mitico e simbolico (Eva parla con un serpente). Non è il caso della Chiesa cattolica, ma di diverse confessioni evangeliche protestanti. Se sono islamici è molto più facile che siano creazionisti. Ogni parola del Corano va presa alla lettera…
Il fondamentalismo ebraico ha portato al sionismo. Scopo del movimento era creare uno Stato per gli Ebrei, come difesa dall'antisemitismo – sorto col significato politico nel XIX secolo, facendo seguito al precedente antigiudaismo, di carattere prevalentemente religioso –; per la forma di sionismo che vinse era fondamentale che questo stato fosse in Palestina. Per l'ebraismo ortodosso, il regno di Israele deve ristabilirsi all'arrivo del messia. Per accelerare la venuta di questo non c'è che un sistema: obbedire alla volontà divina, vale a dire adempiere ai 613 comandamenti ebraici (mitzvoh). Il sionismo invece era un movimento laico: di qui gli scontri con gli Ebrei osservanti. Vedi, anche recentemente, l’assassinio di Yitzhak Rabin da parte di un colono estremista e terrorista.
In senso teologico viene chiamato fondamentalista ogni approccio letterale ad un testo che rifiuta l'analisi critica di tipo filologico, nel caso che non accordi con i dogmi tradizionali definiti precedentemente. Il fondamentalismo religioso riguarda la lettura diretta dei testi sacri, con il rifiuto di strumenti esegetici o di critica testuale. Questa prassi è propria di alcune correnti protestanti, ma è presente anche in alcune interpretazioni del cattolicesimo più tradizionalista.
Si parla oggi comunemente - anche se non sempre con identico significato - di "fondamentalismo islamico", "fondamentalismo ebraico", "fondamentalismo cristiano" eccetera. Il termine, che ha oggi una diffusa valenza negativa, si riferisce anche più in generale a un atteggiamento politico e culturale contrario al dialogo, che rivendica principi religiosi "non negoziabili" senza possibilità di approccio critico, insiste sul presupposto che il proprio punto di vista o dogma è l'unico giusto, in modo spesso rigido e moralmente giudicante.
Per alcuni versi il fondamentalismo religioso è un fenomeno moderno, caratterizzato da un senso di alienazione per l'assedio della cultura circostante, persino quando tale cultura può venire nominalmente influenzata dalla religione degli aderenti. Il termine può anche riferirsi specificamente alla credenza che i propri testi religiosi siano infallibili e storicamente accurati, malgrado le possibili contraddizioni di tali rivendicazioni possano essere messe in luce dalla dottrina moderna.
Sin qui, niente violenza. Non tutti i fondamentalisti sono terroristi. Ad esempio, per quanto riguarda l’Islam, vi sono i fondamentalisti nazionalisti, che rivendicano l’autonomia di una terra (Palestina, Cecenia, Curdi, ecc.) e quelli semplicemente religiosi, ma a volte innocui, come i wahabiti, la salaffya o usullya, anche se, a dire il vero, Osama Bin Laden si è formato alla scuola wahabita…
Quelli cattivi vogliono la khilafah, cioè l’islamizzazione dell’Occidente, e questo è lo scopo del sesto pilastro dell’islam, che in realtà non dovrebbe esistere nella teologia islamica. I pilastri (arkan al Islam) sono cinque, ma loro aggiungono anche la, o meglio il jihad, guerra santa contro i kafirun, i non islamici. Per qualsiasi musulmano un fratello è solo un altro musulmano. Il concetto di fratellanza universale è solo cristiano. I fondamentalisti cattivi vedono i kafirun (non islamici) come nemici, quelli buoni e gli islamici moderati vedono i kafirun semplicemente come persone non musulmane, non fratelli, comunque da rispettare.
L'integralismo islamico è per lo più associato a movimenti germinati successivamente al fallimento dell'esperienza del "riformismo" fiorito nel XIX secolo specie con la nascita in Egitto - alla fine degli anni '20 - del movimento dei Fratelli Musulmani. La maggior risonanza internazionale si è però avuta negli anni '70 in Iran, con la cosiddetta "Rivoluzione islamica" dell'ayatollah Ruhollah Khomeyni.
L'integralismo islamico sostiene il dovere dell'applicazione rigida e totale della legge islamica, basata sul Corano e la Sunna, estesa anche alla vita politica e sociale. Dato però che l'autodefinizione dell'Islam è quella di dīn wa dunya, ossia "religione e mondo", o "ultramondanità e mondanità", la definizione di "integralismo" è inutile perché per l'Islam o si coniugano costantemente gli aspetti sacri e profani dell'esperienza umana, oppure non si è semplicemente all'interno del sistema islamico, anche se occorre specificare che l'affermazione di "incapacità" dell'Islam di distinguere il laico dal religioso non trova e non ha quasi mai trovato un’attuazione storica nei circa 1.400 anni di storia della civiltà islamica.
Il wahabismo è uno dei movimenti militanti contemporanei arabi e islamici che si propongono di disegnare nuovi equilibri geo-strategici planetari in funzione dell'eccellenza del modello islamico; e problematico rimane un giudizio non di parte sulla sua positività o negatività, dal momento che il pensiero hanbalita sembra possedere in teoria strumenti metodologici meglio orientati ad affrontare positivamente, con l'arma dialettica dell'ijthad, il difficile problema del rapporto fra la modernità e Islam. Ma purtroppo molto sangue dovrà ancora scorrere per i simboli della modernità occidentale.
Gli attentati di Bombay sono il seguito di altri troppo facilmente dimenticati (per rimanere al contesto indiano, basta ricordare quello messo in atto il 13 dicembre 2001 contro il parlamento di Nuova Delhi)
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