Ieri, ore 210. Pioviggina e vado in pizzera, per strada non c'è nessuno. Visto che la pizzeria è vicino casa sono a piedi e senza nemmeno il cappotto e l'ombrello. Prendo le pizze, pago ed esco, incamminandomi a casa mentre fischietto aranciameccanicamente "I'm singing in the rain" con molta naturalezza e passione, melodia che nel vuoto della strada risulta davvero meravigliosa. Ad un tratto, da lontano sento partire un auto sgommando e mi giro come per dire "e sto tamarro chi catz è?". Con ogni probabilità il guidatore della vettura (fra)intende il mio voltarmi come un "uh, mamma, chi è questo cattivone? Ho paura, qualcuno mi salvi, adesso inizio a scappare!", ma la sua prima aspettativa viene delusa, non accelero il passo e proseguo normalmente. Arrivatomi dietro le spalle, in prossimità della curva, preme il clacson con decisione emettendo un luogo e fastidioso ed inutile suono, forse cerca di spaventarmi, un po' come quando sei sovrappensiero e senti un forte rumore e "salti". Ma se ti ho visto prima, come puoi "sorprendermi" così? Indi, anche questo secondo tentativo va a vuoto, continuo sulla retta via con lo stesso passo. Mentre gira, mi accorgo che il tamarro non è solo, ma con altre due persone e sorride. Lo guardo negli occhi alzando le sopracciglia come per dire "contento tu...". Non contento, (fra)intende il mio sguardo negli occhi come un "uh, mamma, adesso lo guardo bene così saprò dare informazioni utili alla polizia scientifica dopo che avranno trovato il mio cadavere" e così decide di fare il terzo tentativo. Manco a dirlo, dopo la curva l'auto percorre una ventina di metri e, pur non essendoci un'altra auto nei prossimi 5 Km, si ferma inspiegabilmente. Chissà cosa vuole...boh, forse che mi fermi a mia volta? Jamais! Incuriosito, inizio a guardare nello specchietto anteriore sinistro in modo che, pur non vedendo un cacchio, i nostri sguardi possano eventualmente incrociarsi e giacchè ci sono emetto uno sbadiglio come per comunicare che sono più tranquillo di Jimi Hendrix dopo un'overdose di tranquillanti. Proseguo e pian piano mi avvicino all'auto ferma in mezzo alla strada. Altri due metri e mi avvicino ancora di più, fino a quando arrivo all'altezza del paraurti posteriore e si rende manifesta la mia intenzione di voler aprire la portiera del guidatore, onde poter meglio ascoltare il suo pensiero filosofico sulla vita e sul mondo. Ma è proprio sul più bello che l'auto parte e se ne va.
Ero indeciso se postare o meno questa storia, sono sicuro che verrò - once again - frainteso o preso in giro o cose simili e la cosa è anche accettabile. Mi limito ordunque a dire che il vero significato di questa favola non è quello che potrebbe sembrare più evidente, ma l'altro.




0. Pioviggina e vado in pizzera, per strada non c'è nessuno. Visto che la pizzeria è vicino casa sono a piedi e senza nemmeno il cappotto e l'ombrello. Prendo le pizze, pago ed esco, incamminandomi a casa mentre fischietto aranciameccanicamente "I'm singing in the rain" con molta naturalezza e passione, melodia che nel vuoto della strada risulta davvero meravigliosa. Ad un tratto, da lontano sento partire un auto sgommando e mi giro come per dire "e sto tamarro chi catz è?". Con ogni probabilità il guidatore della vettura (fra)intende il mio voltarmi come un "uh, mamma, chi è questo cattivone? Ho paura, qualcuno mi salvi, adesso inizio a scappare!", ma la sua prima aspettativa viene delusa, non accelero il passo e proseguo normalmente. Arrivatomi dietro le spalle, in prossimità della curva, preme il clacson con decisione emettendo un luogo e fastidioso ed inutile suono, forse cerca di spaventarmi, un po' come quando sei sovrappensiero e senti un forte rumore e "salti". Ma se ti ho visto prima, come puoi "sorprendermi" così? Indi, anche questo secondo tentativo va a vuoto, continuo sulla retta via con lo stesso passo. Mentre gira, mi accorgo che il tamarro non è solo, ma con altre due persone e sorride. Lo guardo negli occhi alzando le sopracciglia come per dire "contento tu...". Non contento, (fra)intende il mio sguardo negli occhi come un "uh, mamma, adesso lo guardo bene così saprò dare informazioni utili alla polizia scientifica dopo che avranno trovato il mio cadavere" e così decide di fare il terzo tentativo. Manco a dirlo, dopo la curva l'auto percorre una ventina di metri e, pur non essendoci un'altra auto nei prossimi 5 Km, si ferma inspiegabilmente. Chissà cosa vuole...boh, forse che mi fermi a mia volta? Jamais! Incuriosito, inizio a guardare nello specchietto anteriore sinistro in modo che, pur non vedendo un cacchio, i nostri sguardi possano eventualmente incrociarsi e giacchè ci sono emetto uno sbadiglio come per comunicare che sono più tranquillo di Jimi Hendrix dopo un'overdose di tranquillanti. Proseguo e pian piano mi avvicino all'auto ferma in mezzo alla strada. Altri due metri e mi avvicino ancora di più, fino a quando arrivo all'altezza del paraurti posteriore e si rende manifesta la mia intenzione di voler aprire la portiera del guidatore, onde poter meglio ascoltare il suo pensiero filosofico sulla vita e sul mondo. Ma è proprio sul più bello che l'auto parte e se ne va.
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