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  1. #1
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    Predefinito Per la festa del Solstizio natale

    Verona dovrebbe essere rivalutata, è una piccola Roma.
    Ripropongo a Voi pagani una giornata in concomitanza con il solstizio d'inverno a Verona sopra il Sacrario di Castel San Pietro. Non importa quanti saremo, l'importante è come porsi.
    L'inizio di un nuovo ciclo!
    Dato che la città ospiterà il concerto di natale, sperando e stimolando altre nascite.

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  2. #2
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    Predefinito Per fissare il giorno

    La data potrebbe essere il 21 di dicembre o attorno a quel giorno.
    Una parte della città è orientata sul 21 , lo stesso kardo è allineato sull'alba del solstizio d'estate e sul tramonto del solstizio d'inverno.
    Tutt'ora, in questi giorni particolari l'allineamento persiste e lo potremo vedere se ci sarà un tramonto senza nuvole.
    Per dormire si potrà usufruire dell'ostello della gioventù che con meno di 15 euro potrete avere una sistemazione dignitosissima, pulita e con la prima colazione compresa. L'ostello è posto ai piedi del Sacrario di Castel San Pietro e nelle vicinanze è presente una cavità che in origine era un tempio dedicato ad apollo (sole nascente).

  3. #3
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    Predefinito Sul forum dell'MTR hammo aderito in due

    Se qualcuno fosse interessato si faccia avanti, il viaggio vale lo sforzo!

  4. #4
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    Predefinito Siete tutti invitati

    Il giorno dobbiamo ancora deciderlo, sarà intorno al 21 di dicembre.
    Fatemi sapere visiteremo posti incantati.

  5. #5
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    Predefinito Il giorno è fissato

    Il giorno per trovarci a Verona è fissato per domenica 21 dicembre.

  6. #6
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    Predefinito Per contatti

    Mandatemi un mess privato e vi darò i miei recapiti ciao!

  7. #7
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    Predefinito Canovaccio per la visita

    1-Introduzione

    Molti misteri avvolgono la nascita delle città, forse alcuni di essi sfuggono ai nostri sensi ed alla mentalità moderna, forse alcuni di essi non avranno mai soluzione.
    Verona ha origini sconosciute. Sappiamo che esisteva già, lungo le pendici del colle di S.Pietro, prima ancora che i romani estendessero il loro dominio sulle terre del Nord Italia, sappiamo che questi, nel 148 a.C. costruirono la Via Postumia, da Genova ad Aquileia, che attraversava l’Adige nel suo punto più sicuro, l’attuale Ponte Pietra. Sappiamo che fortificarono il passaggio con un Oppidum. Sappiamo poi che attorno alla metà del I° secolo a.C. fondarono una città nuova sulla riva destra del fiume secondo i canoni delle città romane, e mantennero il nome che sempre aveva avuto: Verona
    Ma non tutto è così chiaro, così semplice; molti indizi suggeriscono una visione più ampia della sua fondazione, legata alla spiritualità ed alle conoscenze ermetiche degli antichi auguri e dei gromanti; i sacerdoti e i tecnici preposti alla scelta del luogo ed al disegno delle nuove città.


    2-Il Piloton

    Su un’ insellatura posta a poco meno di quattro chilometri dalle mura di Verona si erge un monolito le cui origini restano un mistero. E’ un blocco di pietra calcarea bianca mozzato di circa due metri e mezzo di altezza e reca ancora oggi incisi i simboli della cristianità.
    Tutta la zona ha restituito tracce di insediamenti fin dalla preistoria; poco più a Nord si trova il castelliere del Monte Pipaldolo; il Monte Tesoro con l’insediamento di S.Fidenzio che conserva ancora una chiesetta medievale e un’ara di epoca romana. A sud invece si stagliano gli imponenti ruderi del Castello di Montorio e l’ottocentesco Forte John. Tra i due i resti di una chiesetta dedicata a S.Venerio, che qualcuno vuole legato ad un precedente luogo di culto dedicato a Venere. Tracce di vasti insediamenti dell’età del Ferro sono venuti alla luce durante recenti scavi su tutto il pendio meridionale della collina del Castello.
    Questa colonna, ben nota alle popolazioni locali, rimase pressoché estranea alla città fino a quando, negli anni a cavallo della seconda guerra mondiale, un studioso della storia cittadina, di nome Umberto Grancelli, notò una strana coincidenza…


    3-Gli allineamenti

    Un’ ipotetica linea retta collegherebbe infatti la colonna ad alcuni luoghi caratteristici della città: la Chiesa di S.Giovanni in Valle, dedicata al Battista l’Edicola di Piazza delle Erbe, l’antico Foro Romano;verso sud, il monastero dimesso di S.Lucia, presso Porta Palio, e oltre, la chiesa e il sobborgo di S.Lucia Extra.
    Questo allineamento ha attirato l’attenzione di molti poiché coincide, con buona precisione, con la direzione dell’alba del Solstizio d’Estate, verso nord-est, e il tramonto del Solstizio d’Inverno, verso sud-ovest. Quindi le stesse dediche a S.Giovanni Battista, legato alla luce, e di Santa Lucia, legata al buio, non sembrano affatto casuali.
    Inoltre, in una vasta e complessa ricerca, il Grancelli trova traccia di un altro allineamento che interseca il primo nel punto della Chiavica e con direzione ad angolo dimezzato rispetto al primo verso Nord. La linea partirebbe dall’angolo meridionale delle mura romane, la cui ottusità non ha mai trovato spiegazione, per toccare un edificio a forma circolare i cui ruderi sono stati osservati in Via Stella durante le ricostruzioni a seguito dei bombardamenti del 1944; quindi la Chiavica, il centro del piazzale superiore del Colle di San Pietro, per poi raggiungere un luogo carico di fascino e di mistero, l’ipogeo di Santa Maria in Stelle, un’antica fonte romana utilizzato per secoli come luogo di culto pagano e poi paleocristiano.
    Oltre a questi un terzo allineamento è riscontrabile partendo da Porta Leoni, attraversando Piazza Erbe e proseguendo oltre fino a giungere all’eremo di San Rocchetto, sopra Quinzano, una collina ricca di storia e di antiche vestigia. La Chiesa parrocchiale di Quinzano è dedicata a San Giovanni Battista, mentre, dalla parte opposta dell’allineamento troviamo il Tempio nord del Cimitero monumentale di epoca Asburgica, probabilmente una coincidenza, ma an[IMG]file:///C:/Documents%20and%20Settings/luigi%20pellini/Documenti/Immagini/Immagine.jpg[/IMG]che qui troviamo la luce e le tenebre.
    [IMG]file:///C:/Documents%20and%20Settings/luigi%20pellini/Documenti/Immagini/Immagine.jpg[/IMG]
    [IMG]file:///C:/Documents%20and%20Settings/luigi%20pellini/Documenti/Immagini/Immagine.jpg[/IMG]
    4-La Scacchiera

    Non solo, lungo la direttrice del solstizio si sarebbe sviluppato l’impianto a scacchiera della città nuova romana, ancora oggi infatti si può chiaramente distinguere lo schema di vie ortogonali tra loro, caratteristico dei nuovi impianti di città romane. L’allineamento con il solstizio, il cui vero motivo resta un mistero, andrebbe a sostenere la tesi che l’antico Cardo Massimo romano si sviluppasse lungo l’attuale Via Pellicciai e Via Santa Maria in Chiavica, mentre il Decumano Massimo lungo Via Cappello e Via Sant’Egidio; in netto contrasto con la tesi tradizionale che vede il Decumano lungo Corso Portoni Borsari e Sant’Anastasia e il Cardo in Via Cappello e Sant’Egidio.
    Sotto il fornice superstite di Porta Leoni, troviamo un calco in gesso dell’iscrizione posta al centro della facciata di epoca repubblicana ora seminascosta dal rifacimento di età imperiale. L’iscrizione ricorda un collegio di quatturoviri: Valerio, Cecilio, Servilio e Cornelio che ordinarono la costruzione delle mura, delle porte, delle torri e delle cloache. E’ una formula comune anche in altre città romane che sancisce la fondazione delle città secondo i canoni dell’urbanistica romana.
    Il collegio dei quattuorviri era un’istituzione propria dei Municipi romani, e la municipalità fu estesa ai territori dell’odierna pianura padana in un periodo compreso tra il 49 e il 42 a.C. Gli storici quindi fanno risalire la fondazione della città nuova di Verona a quegli anni.

    Iconografia Rateriana o rappresentazione schematica della città di Verona databile VIII sec. era volgare



    5-Indizi

    Nel 1739 il nobile veronese Scipione Maffei si recò nel monastero di Lobbes, vicino a Namur in Francia, per raccogliere gli scritti lasciati dal Vescovo Raterio alla sua morte nel lontano 974 a.C. Raterio venne eletto per ben tre volte vescovo di Verona, ma secondo la tradizione, a causa della sua inflessibilità contro il potere temporale della Chiesa, fu più volte allontanato finchè non torno alle sue terre natali per trascorrervi gli ultimi anni di vita. Portò con se alcuni testi che il Maffei riuscì a trovare e ricopiare prima che la rivoluzione francese spazzasse via i monasteri con le loro biblioteche e i loro tesori.
    Un documento era particolarmente importante: un ritratto ideale di Verona conosciuto come Iconografia Rateriana che bene si accompagnava ad un poema già conosciuto e nominato Versus de Verona o Ritmo Pipiniano; un poema di 33 terzine più un verso di chiusura che cantava le lodi alla città.
    Sull’Iconografia datata tra il IX e il X secolo, come il Versus, vengono rappresentati in maniera semplificata alcuni luoghi caratteristici di Verona. Accanto ad alcuni di facile interpretazione come il Theatrum, l’Arena, la chiesa di S.Pietro, il Palatium di Teodorico e l’Arena minor ovvero il Teatro romano, troviamo un torrione chiamato Orfanum nella zona di S.Giovanni in Valle e una costruzione a cupola l’Horreum, il granaio, nella zona sud-est della città.
    Inoltre nel Ritmo, nei versi che descrivono la città si parla di Fana et Templa, ovvero di luoghi sacri, e di sette templi dedicati alla Luna, a Marte, a Minerva, a Giove, a Venere, a Saturno e al Sole, quindi ai sette giorni della settimana.
    Un’ altra stranezza tutt’oggi visibile riguarda ancora la Chiesa di S.Giovanni in Valle, infatti, in una posizione perfettamente simmetrica verso est rispetto al centro del piazzale superiore di Castel S.Pietro, venne costruita la Chiesa di Santo Stefano, la cui ricorrenza è legata al Solstizio d’inverno, e quindi ancora la luce e il buio.



    6-Percorso mitico
    Tutti questi indizi vennero raccolti da Grancelli(e durante la promenade giornaliera saranno ricordati e visualizzati) per ipotizzare la presenza di un percorso sacro di sette tappe dove la prima coincideva con l’ultima, e quindi sei luoghi sacri.
    Il Grancelli attribuisce al culto di Giano le vestigia rilevate a metà del 1800 in cima al Colle di S.Pietro durante la demolizione della chiesa di S.Pietro(la collina e la chiesa di San Pietro fu fatta saltare dai francesi che dovevano lasciare il colle agli austriaci) per costruire la caserma austriaca; e qui pone la partenza e l’arrivo di un percorso ciclico che altri autori paragonano alla Ruota della Fortuna del rosone di San Zeno, dove sembra siano rappresentate le alterne vicende di caduta e risalita della vita dell’uomo.
    Il culto di Giano è poco conosciuto, sappiamo che veniva rappresentato con due facce, opposte, in cui si potevano riconoscere un giovane ed un vecchio, quindi l’inizio ed il termine del percorso terreno dell’uomo, e nel nostro caso la partenza e l’arrivo. Per il Grancelli rappresentano anche il Sole e Saturno…
    La seconda tappa coincideva con l’Orfanum posto fra la chiesa di San Giovanni in valle e il museo comboniano, resti di una costruzione circolare riutilizzati e sparsi dietro l’abside della chiesa si possono attualmente vedere dato gli ultimi scavi effettuati
    La terza in una zona denominata Organum da cui prenderà il nome la Chiesa di S.Maria in Organo…
    La quarta all’Horreum, il granaio…
    La quinta alle Terme, dove successivamente sarebbe sorto il complesso del Duomo…
    La sesta a Santo Stefano…
    La settima, dedicata a Saturno, è quella terminale al Colle di S.Pietro…


    Ricostruzione del sacrario acropoli attualmente denominata
    Colle San Pietro

    7-Il Colle

    Tutto ha quindi inizio e fine dal Colle di S,Pietro, forse dai cunicoli che si aprono nella pietra tufacea dei suoi fianchi, come quelli che ancora oggi si possono vedere nel giardino di villa Francescatti e ai cui forse si riferiscono il Ritmo accennando ad un Labyrintum e all’ Iconografia dove in alto troviamo la frase Dedalea factum arte viisque tetris.
    Ma come si presentava in realtà il Colle duemila anni fa?
    Gli storici sono concordi che, nonostante la carenza di reperti, il primo nucleo della città si sia sviluppato lungo le sue pendici.
    Quando i romani decisero di fondare la nuova città procedettero ad una radicale trasformazione del colle: demolirono quello che vi era costruito, scavarono il tufo per potervi costruire il Teatro, e ricavarono una serie di terrazzamenti e rampe che permettevano di raggiungere il piazzale superiore, su cui sorgeva un Tempio, forse dedicato a Giano.
    Era quindi un imponente complesso di carattere sacro che trova similitudini nei grandi santuari del centro Italia, chiuso ai lati dai due ponti; quello della Pietra e il Postumio, ricco di decorazioni, di ornamenti, di statue, di piante e fontane, risplendeva del bianco della sua pietra sulle acque dell’Adige e nell’azzurro del cielo.
    Una vista spettacolare si presentava a chi lo osservava dai più lontani angoli della città e da chi, lungo le vie consolari si avvicinava a Verona.




    8-Conclusioni

    Vi è quindi un messaggio nascosto nella nostra città, una conoscenza che ancora ci sfugge? Una città nuova romana concepita come continuazione della città Vecchia (sinistra Adige) Resta il fascino di una acropoli che domina come un tempi nato sfruttando una collina.Il santuario federato di Praeste o Palestrina, il tempio acropoli di Giove Anxurus sopra Terracina, l’antico santuario collina di Raconis dimora di sarcofagi di tori apis che prese il nome di Alessandria alla foce del Nilo.
    Sono domande alle quali, per ora, non è possibile dare risposta, ma che danno ancora più fascino ad una delle città più belle al mondo

  8. #8
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    Predefinito Ora e luogo della partenza

    Il 21 dicembre a Verona in estrema semplicità organizzeremo una cerimonia con relativa visita della città nascosta. Alle ore 9,30 ci troveremo nel piazzale di Castel San Pietro.

  9. #9
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    Predefinito Se qualcuno desidera

    Chi volesse accodarsi e vuole assicurarsi un posto per passare la notte dignitoso pulito e a prezzi modici 15 euro con prima colazione questo è il numero 045 590360 ostello della gioventù di Verona sotto il colle di San Pietro.

  10. #10
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    Predefinito L'incontro: la visita è aperta a tutti

    Rinnovo l'invito aperto a tutti. Nell'occasione della festa del Sole Invitto terremo una piccola cerimonia e una visita che durerà tutto il giorno sulle tracce della Verona sconosciuta legata ai culti e alle religiosità pagane che prima e durante il periodo romano si sono susseguite.
    Domenic 21 dicembre ore 9,30 del mattino sul piazzale di Castel San Pietro

 

 
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