Risultati da 1 a 5 di 5
  1. #1
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    Predefinito "La grande riforma di Arlecchino" di Michele Ainis

    L'articolo completo uscito su LA STAMPA lo potete visionare qui :

    La grande riforma di Arlecchino - LASTAMPA.it

    Volevo discutre con voi del contenuto di questo articolo:

    Cosa ne pensate ? quale è secondo voi il contenuto di esso ? l'autore dove vuole andare a parere ? e sopratutto con quali argomenti del nostro diritto costituzionale vuole andare a parare ? forse le forme di governo ?

    Vi ringrazio


    Alfieri Saul

  2. #2
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    Predefinito Rif: "La grande riforma di Arlecchino" di Michele Ainis

    Io penso che in Italia, tra secessioni, federalismi, presidenzialismi alla francese o confederazioni all'americana, bipolarismi, accuse di cesarismo da una parte e peronismo dall'altra, progetti di riforma che non si sa quanto verranno a costare, tra veltroni vari che ritornano sulla scena del delitto, baffini che si incazzano con sedicenti giornalisti pagati appositamente per fare incazzare i baffini, presidenti del consiglio con il cerone che dicono che va tutto bene, con gli speculatori che attacano l'euro, con comici che fanno i tribuni della plebe, con i comunisti che erano scomparsi con la caduta del muro e invece te li ritrovi dappertutto, persino sotto il letto...

    NON SI CAPISCE PIU' NIENTE!iango:

  3. #3
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    Predefinito Rif: "La grande riforma di Arlecchino" di Michele Ainis

    Evidentemente siamo ad un punto di non ritorno nel quale servono riforme ma per gattopardismo o per non saper che pesci pigliare ognuno cerca di dire la sua sperando di scongiurare un cambiamento che potrebbe spiazzare molti italiani.

    Del resto così non si può andare avanti, accumulando debiti da scaricare oramai su questa generazione, oltre che sulle prossime.

    Düra minga!
    Ultima modifica di ugolupo; 13-05-10 alle 12:09
    "... e accenderemo un altro rogo il 4, al "fante ignoto" che non vuol più stare a Roma divenuta una Bisanzio putrefatta sempre più gonfia della sua putrefazione"

    (G. D'Annunzio)

  4. #4
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    Predefinito Rif: "La grande riforma di Arlecchino" di Michele Ainis

    Penso che l'articolo si concentra sulle possibili riforme della legge elettorale e s'interroga sulla proposta leghista di prendere come esempio il modello francese.
    Il giornalista non nasconde la sua perplessità al riguardo, evidenziando le incongruenze e i problemi a cui porterebbe una riforma di questo genere e conclude affermando che non si può riformare uno stato sulla falsa riga di un altro, bisogna tener conto della propria storia e della propria cultura, facendo delle riforme che calzino su misura alla propria nazione.

    E questo è chiaro.

    Non capisco invece il quarto capoverso :

    "Ma forse per i politici italiani vale di più l’unica certezza che si può comprare in Francia: la doppia poltrona. In una ci fai sedere Berlusconi, nell’altra può sempre accomodarsi Bossi. E Fini? Se il metro di giudizio è questo, più che un semipresidenzialismo servirebbe un tripresidenzialismo, un presidenzialismo al cubo. Senza dire che i modelli non si possono copiare a pezzi, questo sì, quello no. In Francia c'è una legge elettorale che contempla il doppio turno, e che a sua volta è un po’ come il cemento che tiene insieme l’edificio: prendiamo pure quella? Sempre in Francia c’è uno Stato accentrato, dove i 36 mila municipi hanno ben pochi poteri, le regioni men che meno, e dove i prefetti esprimono la voce del padrone: come si concilia questo monolite con il federalismo della Lega? Tanto varrebbe allora spingere lo sguardo verso un autentico Stato federale, gli Usa di Barack Obama. A patto d’importare tuttavia anche i poteri del Congresso americano, dove il presidente non può nemmeno metter piede. Nonché la sacralità del potere giudiziario, che può permettersi di convocare il Papa in qualità di testimone, come è stato appena chiesto al tribunale di Louisville."

    Cosa intende per Comprare la doppia poltrona ?
    Cosa centrano Berlusconi Bossi e Fini ?
    Cosa significa doppio turno elettorale ?

    poi la parte sul fatto che la francia sia accentrata e pariginocentrica e che questo non cincide per nulla con le idee della lega pro federalismo e quindi per maggiore autonomia alle regioni è chiaro.

    Poi non capisco perchè viene tirato in ballo Obama e gli USA ?

    E poi che centra il papa e il tribunale della Louisville ?

  5. #5
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    Predefinito Rif: "La grande riforma di Arlecchino" di Michele Ainis

    Io dell' articolo non capisco questo quarto capoverso:

    "Ma forse per i politici italiani vale di più l’unica certezza che si può comprare in Francia: la doppia poltrona. In una ci fai sedere Berlusconi, nell’altra può sempre accomodarsi Bossi. E Fini? Se il metro di giudizio è questo, più che un semipresidenzialismo servirebbe un tripresidenzialismo, un presidenzialismo al cubo. Senza dire che i modelli non si possono copiare a pezzi, questo sì, quello no. In Francia c'è una legge elettorale che contempla il doppio turno, e che a sua volta è un po’ come il cemento che tiene insieme l’edificio: prendiamo pure quella? Sempre in Francia c’è uno Stato accentrato, dove i 36 mila municipi hanno ben pochi poteri, le regioni men che meno, e dove i prefetti esprimono la voce del padrone: come si concilia questo monolite con il federalismo della Lega? Tanto varrebbe allora spingere lo sguardo verso un autentico Stato federale, gli Usa di Barack Obama. A patto d’importare tuttavia anche i poteri del Congresso americano, dove il presidente non può nemmeno metter piede. Nonché la sacralità del potere giudiziario, che può permettersi di convocare il Papa in qualità di testimone, come è stato appena chiesto al tribunale di Louisville."

    Cosa intende per "comprare la doppia poltrona" ?
    Cosa significa che in francia c'è una legge lettorale che contempla il doppio turno? doppio turno di cosa?
    E poi la parte sul fatto che la francia sia pariginocentrica ci sta col fatto che la lega vuole il parlamentarismo e quindi si contraddice e qui è ok.

 

 

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