16:20 07.12.2008
India: per corte suprema nulle nozze tra indù e cristiani
Il matrimonio tra indù e cristiani non è valido. Lo ha stabilito la Suprema Corte indiana, secondo la quale l'Hindu Marriage Act, la legge induista che disciplina i matrimoni, prevede solo l'ipotesi in cui a stringere il vincolo matrimoniale siano due persone appartenenti alla religione indù.
La questione era stata portata all'esame della Corte dopo che una donna, di religione induista, aveva chiesto l'annullamento del suo matrimonio sulla base del fatto che suo marito l'avrebbe ingannata inducendola a credere di essere induista ma essendo invece un cristiano.
I due si erano sposati nel 1996 con rito religioso indù e il matrimonio era stato poi registrato in base alle disposizioni dell'Hindu Marriage Act. Pochi mesi dopo il matrimonio la donna, scoprì che il marito era in realtà cristiano. Si era allora rivolta al tribunale indiano, invocando la nullità del matrimonio. Il tribunale, dando ragione alla donna, nel 2002 dichiarò che "il matrimonio tra un indù e un cristiano è nullo ab initio".
Sulla base di questa prima sentenza la donna sposò poi un altro uomo, di religione induista. Ma il primo marito, non convinto, fece appello alla Suprema Corte affermando che l'Hindu Marriage Act non preclude esplicitamente il matrimonio di un indù con persone appartenenti ad altre fedi religiose. Ipotesi respinta invece ora anche dalla Suprema Corte per la quale non ci sono dubbi che la legge induista sui matrimoni si applichi solo alle persone appartenenti a questa religione.
In India sono fondamentalmente due le leggi che regolano il matrimonio. L'Hindu Marriage Act e lo Special Marriage Act. L'Hindu Marriage Act prevede la possibilità di registrare il matrimonio religioso solo per persone appartenenti alle religioni induista, buddista e sikh, ma non per i cristiani né per appartenenti ad altre fedi religiose, che possono tuttavia procedere alla registrazione dei loro vincoli matrimoniali avvalendosi invece dello Special Marriage Act. Quest'ultimo prevede inoltre la possibilità di effettuare un matrimonio soltanto civile, che viene celebrato da un ufficiale di stato civile e che prevede anche delle pubblicazioni che devono restare affisse per un mese prima della celebrazione. Si tratta tuttavia di una formula quasi per niente usata. La maggior parte degli indiani si sposa solo con rito religioso, spesso omettendo del tutto la registrazione civile.
(ats)




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