Risultati da 1 a 8 di 8
  1. #1
    Μάρκος Βαφειάδης
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    Predefinito Sull'attacco terroristico a Mumbai

    Attacco terroristico a Mumbai

    L'Ufficio Politico del Partito Comunista dell'India (Marxista) ha rilasciato la seguente dichiarazione riguardo l'attacco terroristico a Mumbai

    27/11/2008

    L'Ufficio Politico del CPI (M) esprime il suo profondo shock e indignazione di fronte al multiplo attentato di Mumbai, che ha causato la perdita di oltre un centinaio di vite umane e il ferimento di molti. Questi attacchi destinati contro una stazione ferroviaria, alberghi e altri luoghi da parte di gruppi ben armati anche di esplosivi, recano il segno inequivocabile di un attentato terrorista attentamente pianificato.

    Il paese si aspetta che il governo e le agenzie per la sicurezza scoprano la portata di tale nefasto attacco e delle forze che stanno dietro. In considerazione della frequenza e della diffusione di attacchi di matrice terroristica nel paese, il governo centrale deve assicurare al popolo che si stanno compiendo intensi sforzi per affrontare il problema.

    E' prioritario per il popolo far fronte a questa preoccupante situazione con coraggio e scongiurando qualsiasi settario tentativo di strumentalizzare la situazione. L'intero paese esprime la sua solidarietà con il popolo di Mumbai in questa difficile situazione.

    L'Ufficio Politico esprime le sue più sentite condoglianze a tutti coloro che hanno perso i loro cari, compreso il personale di polizia deceduto. La perdita di Hemant Karkare, il coraggioso ufficiale che era a capo della squadra antiterrorismo Maharashtra e di altri ufficiali di polizia è particolarmente dolorosa.
    http://www.resistenze.org/sito/te/po...m29-004111.htm

  2. #2
    Μάρκος Βαφειάδης
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    La segreteria del Partito Comunista dell'India ha rilasciato la seguente dichiarazione riguardo l'attacco terroristico a Mumbai

    Comunicato stampa

    Il segretariato centrale del Partito comunista indiano ha rilasciato la seguente dichiarazione alla stampa:

    Il Partito Comunista dell'India condanna nei termini più forti il vile e criminale attacco terroristico su inermi, pacifici cittadini colti in luoghi diversi di Mumbai ieri, e che ha preso altri innocenti in ostaggio. Difficile trovare un parallelo con la barbarie perpetrata. Tutto ciò è destinato a indebolire e destabilizzare l'India e a dividere il suo popolo. Il nefasto disegno dei terroristi non avrà successo. L'India è coraggiosamente unita nel combattere la minaccia terroristica che purtroppo è in crescita nel paese. Esprimiamo il cordoglio per le vittime e rendiamo un tributo di riconoscenza al valoroso personale di polizia e agli ufficiali che hanno perso la vita negli attentati terroristici.

    Resta da indagare come un attacco così ben pianificato non abbia attratto l'attenzione della rete di intelligence: è un fallimento colossale; ripetutamente i servizi non sono stati capaci di impedire gli attacchi. Il Ministro degli Interni deve assumersene la piena responsabilità. Tutta la nazione, tutte le forze politiche devono far fronte comune per fronteggiare la sfida e siamo certi che l'India sarà implacabile nella lotta al terrorismo.

    (Kshetra Panda)
    Segretaria

    http://www.resistenze.org/sito/te/po...m29-004112.htm

  3. #3
    Μάρκος Βαφειάδης
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    Partito Comunista del Pakistan sull'attacco terroristico a Mumbai
    Comunicato stampa

    02/12/2008

    In un comunicato stampa rilasciato dalla Segreteria Generale del Partito Comunista del Pakistan, il compagno Imdad Qazi ha espresso il punto di vista del partito sui recenti atti terroristici, in cui si afferma che la carneficina di Mumbai è una cospirazione perpetrata da forze interessate a fomentare il fanatismo religioso nella regione.

    Queste forze contribuiscono così a creare il clima ideale per gli USA di proseguire la cosiddetta guerra contro il terrorismo. Sembra che l'India sia indotta a svolgere un ruolo di primo piano in questa guerra imperialista a seguito del possibile futuro ripiego da parte dell'entrante amministrazione di Obama. Il compagno Qazi ha specificato che la nostra regione è diventata uno snodo centrale della cospirazione dell'imperialismo statunitense e di oscure forze fasciste.

    Diversi centri di potere al mondo fanno a gara nella propaganda. L'India deve evitare la trappola e dovrebbe scoraggiare tutti gli sforzi volti a creare un clima antipakistano; analogamente i media pakistani non dovrebbero sollecitare sentimenti antiindiani. Piuttosto occorrerebbe dar vita a raduni e manifestazioni di pace e solidarietà per la perdita di vite e per i danni materiali causati dagli attacchi terroristici.

    La sinistra indiana dovrebbe cercare di scoraggiare nel paese tutti i tentativi dei centri di potere volti a promuovere l'ostilità verso il Pakistan.

    Il Partito Comunista del Pakistan solidarizza con il governo indiano e il suo popolo per le perdite subite ed esprime la speranza che le forze imperialiste e fasciste non riescano nei loro disegni. L'India e il Pakistan continueranno il loro percorso verso l'amicizia e la pace.

    Segreteria Generale
    http://www.resistenze.org/sito/te/po...n02-004143.htm

  4. #4
    Μάρκος Βαφειάδης
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    L'ALIBI PER OBAMA
    considerazioni su Mumbai


    Che ci siano molte cose strane nell'attacco a Mumbai sono in molti ad averlo avvertito. Se ne sono accorti anche giornalisti e commentatori che pur utilizzando il logoro clichè dell'attacco da parte di fondamentalisti islamici non riescono ad essere convincenti e fanno capire che ci sono molte cose non chiare nella vicenda. L'unica cosa convincente è il parallelo con l'11 settembre americano e per questo Mumbai viene definito l'11 settembre indiano. Il parallelo è riferibile però, a nostro parere, non al terrorismo internazionale, ma all'intrigo di fattori che ha portato a dimostrare che le due torri di New York sono state abbattute non da Al Qaeda, bensì dai servizi americani e israeliani per iniziare la 'guerra infinita'. Un autoattentato insomma.
    Partiamo dalle cose strane che emergono dai pochi dati messi in circolazione. Citiamone almeno due: la consistenza e l'identità dei commandos e le tecniche militari adottate. La prima domanda che viene spontanea è questa: perchè è stata annunciata la morte di un numero esiguo di 'terroristi' senza nessuna documentazione e senza spiegare come un piccolo gruppo abbia potuto gestire giorni interi di battaglie con l'esercito indiano e con i corpi speciali e allo stesso tempo tenere in ostaggio migliaia di persone. E' verosimile questa versione dei fatti? Sopratutto poi quando si annuncia che l'unico 'terrorista' catturato è un pakistano?
    Eppoi, seconda questione, se si analizzano le modalità degli attacchi - sbarchi di commandos via mare, equipaggiamenti militari e dileguamenti di molti degli assalitori - ci si accorge che ci troviamo di fronte a una perfetta e oliata macchina militare che certamente non è caratteristica di gruppi terroristici, ma di forze professionali.
    Dunque che cosa è veramente successo a Mumbai? Non abbiamo ovviamente la possibilità di dimostrare, documenti alla mano, la dinamica effettiva dei fatti. Possiamo però partire dalla considerazione sul movente e, come nei gialli che si rispettano, il movente indica anche l'assassino.
    Se si parte da ciò che il nuovo presidente americano ha detto sul rafforzamento dell'intervento americano in Afganistan e sulla possibilità di estendere questo intervento al Pakistan dove si raccolgono le forze strategiche dei talebani e dei loro alleati pakistani, si capisce già il perchè dell'attacco di Mumbai e del terrorista pakistano catturato. La questione però è ancora pià complessa perchè come nell'11 settembre americano il vero obiettivo di chi ha organizzato l'attacco è quello di scatenare una reazione emotiva internazionale che giustifichi ulteriori interventi militari occidentali, ma allo stesso tempo di rafforzare un rapporto strategico in Asia con l'India che è l'ago della bilancia nei rapporti di forza nell'area. Infine la ciliegina della sinagoga, per legittimare il ruolo di Israele nella guerra al 'terrore' e galvanizzare il sionismo.
    Erregi
    1 dicembre 2008

    http://www.aginform.org/gabri112.html

  5. #5
    Μάρκος Βαφειάδης
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    Abbiamo ancora tutti negli occhi le impressionanti scene degli “attacchi terroristici” di ieri a Mumbai, la capitale economica dell’India. Ovviamente, è arrivata la prima rivendicazione, a firma “Deccan Mujahideen “, sigla praticamente sconosciuta. Chiaramente, per poter fare un’analisi completa della vicenda, bisognerà aspettare qualche giorno, e cercare di capire quali piste siano le più credibili; infatti, va ricordato che in India è anche presente una forte componente di guerriglia comunista. Personalmente, mi sbilancio e penso che si tratti di quello che in gergo viene chiamato “False flag attack”, cioè un’ operazione condotte, o tollerata, dai servizi segreti per poter scatenare una reazione esponenzialmente superiore, i più famosi casi del genere sono Pearl Harbour e l’11 Settembre
    Per spiegare la mia opinione, farò un piccolo passo indietro, alla campagna elettorale americana e alla sua “mente occulta”. Il vero “cervello” dell’”operazione Obama” è tale Zbigniew Brzezinski, docente universitario e fondatore della Trilateral Commission. Non mi dilungherò troppo su tale argomento, ma basti dire che la Trilateral Commission, è un’organizzazione che comprende i più importanti politici e uomini d’affari Europei, Statunitensi ed Asiatici. In diversi suoi libri, il più significativo dei quali può essere considerato “The Grand Chessboard” del 1977, Brzezinski sosteneva che la priorità per gli Stati Uniti debba essere prendere il controllo del “cuore” di Eurasia, in particolar modo, delle risorge energetiche dell’Asia Centrale. Guarda caso, proprio in campagna elettorale, Barack Obama ha dichiarato che se fosse stato eletto avrebbe spostato le truppe dall’Iraq all’Afghanistan (“dove si nascondono i terroristi che ci hanno attaccato”) e inoltre affermava che se il Pakistan non avesse fatto nulla per fermare i terroristi presenti sul suo territorio, sarebbe intervenuta direttamente Washington. Solo coincidenze, oppure le parole dette da Obama sembrano prese dai libri di Brzezinski? Direi che vi sono pochi dubbi, soprattutto se si guarda ai primi nomi che circolano sul suo governo, da Axelrod alla Clinton, per finire con Volcker, tutti membri della Trilateral o del suo fratello Bilderberg Group. A questo va aggiunto che l’India si trova sostanzialmente ad un bivio: restare un alleato fedele di Washington, come negli anni passati, oppure avvicinarsi a Russia e Cina per creare un polo alternativo?
    La mia impressione, pertanto, è che assisteremo, nel breve tempo, ad un’accentuarsi dei conflitti in Asia. Anzi a dire il vero ci sono già i primi segnali: basti considerare la situazione della Thailandia che internamente è minata dall’esercito(da sempre vicino alla CIA) che sostiene gli oppositori del governo, e all’esterno attaccata dalla Cambogia che da tempo ha l’appoggio di elementi del Bilderberg Group; oppure al Pakistan, e alle dimissioni forzate di Musharraf; e ora tocca all’India, colpita pochissimo tempo dopo l’insediamento di Obama alla Casa Bianca, e dove i “terroristi” non volevano colpire gli occidentali in genere, ma “casualmente” solo quelli di nazionalità Britannica o Statunitense.
    Tutto questo, potrebbe fornire una “giustificazione” a Obama per “invadere” il cuore di Asia, secondo i disegni della sua guida Brzezinski. Più o meno quello che successo con l’Afghanistan e l’Iraq dopo l’11 Settembre. Il che mi porta a due considerazioni. La prima è che forse tutti quelli che si sono esaltati per la vittoria di Obama, dovrebbero riflettere meglio su quello che è realmente successo a Washington. La seconda è che stavolta non so se la Russia, ormai accerchiata, e soprattutto la Cina, che ha disperatamente bisogno delle risorse energetiche dell’Asia Centrale, staranno a guardare. Mie supposizioni o realtà? A breve avremo le risposte.

    http://anchesetuttinoino.splinder.co...INSKI+E+MUMBAI

  6. #6
    Μάρκος Βαφειάδης
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    Oleodotti e nucleare, il grande gioco asiatico
    Gli intrecci tra Usa, Cina, India
    di Manlio Dinucci
    La battaglia di Mumbai, qualunque sia la regia degli attacchi, si inquadra in una contesa di vasta portata condotta con strumenti politici, economici e militari da più soggetti: non solo India e Pakistan, ma Stati uniti, Russia e Cina. Principale terreno di confronto è l'Asia centrale, area di enorme importanza per la sua posizione geostrategica e per il controllo del petrolio del Caspio e dei «corridoi energetici».
    L'epicentro è in Afghanistan. Qui s'impantanò per dieci anni l'esercito sovietico. Qui, nel 2001, sono arrivate le truppe statunitensi, ufficialmente per combattere i taleban e dare la caccia a bin Laden. L'obiettivo strategico è in realtà quello di occupare una posizione chiave nel nuovo scenario creato in Asia dalla disgregazione dell'Urss e dall'emergere delle potenze cinese e indiana. «Esiste la possibilità che emerga nella regione un rivale militare con una formidabile base di risorse», avvertiva un documento pubblicato dal Pentagono una settimana prima dell'invasione dell'Afghanistan.
    Questo obiettivo strategico è stato confermato dal presidente eletto Barack Obama, che ha annunciato di voler «uscire dall'Iraq» e «passare al giusto campo di battaglia in Afghanistan e Pakistan». Viene quindi considerato campo di battaglia anche il Pakistan, ritenuto a Washington un alleato non molto affidabile, i cui servizi segreti sono sospettati di avere legami con i taleban. Quando nel gennaio 2008 gli Usa chiesero al presidente Musharraf di avere mano libera nelle zone di confine con l'Afghanistan, ricevettero un rifiuto. E, a causa della forte opposizione interna, anche l'attuale presidente Zardari appare riluttante.
    A rendere ancora più complessa la situazione è la scelta di Washington di privilegiare le relazioni con l'India, per impedire un suo avvicinamento alla Russia e alla Cina. Rientra in tale politica l'accordo, ratificato il 2 ottobre dal senato, attraverso cui gli Stati uniti «legalizzano» il nucleare militare dell'India, che non ha mai aderito al Trattato di non-proliferazione, permettendole di mantenere otto reattori nucleari militari al di fuori di ogni controllo internazionale. Ciò spinge il Pakistan, che non ha mai aderito al Tnp, ad accelerare i suoi programmi nucleari militari. Col risultato che i due paesi già schierano complessivamente circa 110 testate nucleari e sono in grado di fabbricarne molte di più.
    Su questo terreno entrano in gioco, in concorrenza con gli Usa, Russia e Cina. A settembre è stato confermato che la Russia fornirà all'India una portaerei con 16 Mig-29; contemporaneamente, la joint-venture russo-indiana BrahMos Aerospace ha annunciato che accrescerà la produzione di missili da crociera supersonici lanciati dall'aria, armabili con testate sia convenzionali che nucleari. La Cina sta invece stringendo relazioni particolarmente strette col Pakistan: il 18 ottobre è stato annunciato che il presidente Zardari, in visita a Pechino, ha firmato 12 accordi, uno dei quali impegna la Cina a costruire altri due reattori nucleari in Pakistan. La Cina fornisce inoltre al Pakistan caccia Jf-17 dotati di motori russi, la cui fornitura è stata autorizzata da Mosca.
    Nella «guerra degli oleodotti», entra in gioco anche l'Iran, col progetto di un gasdotto che, attraverso il Pakistan, dovrebbe portare in India il gas iraniano. Sotto pressione statunitense, l'India non ha finora aderito all'accordo. L'Iran si è però dichiarato disponibile, l'11 ottobre, a costruire il gasdotto (costo 7,5 miliardi di dollari) fino in Pakistan, in attesa dell'adesione dell'India. Oggi ancora più difficile, dopo gli attacchi a Mumbai.


    http://www.contropiano.org/Documenti...tiNucleare.htm

  7. #7
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    Ovviamente subito dopo sono arrivati gli arresti di due mussulmani in Italia. La notizia in se dell'arresto è durata 24 ore, senza particolari approfondimenti e tanto meno dettagli, giusto il tempo di lanciare nell'aria l'immagine di integralisti islamici che parlano di fantomatiche "bombe cinesi", scaricano da internet video di arti marziali russe e il pastone è fatto per dar vita al teatrino degli opinionisti e tuttologi dell' "Occidente minacciato".

  8. #8
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    Citazione Originariamente Scritto da Soso. Visualizza Messaggio
    Ovviamente subito dopo sono arrivati gli arresti di due mussulmani in Italia. La notizia in se dell'arresto è durata 24 ore, senza particolari approfondimenti e tanto meno dettagli, giusto il tempo di lanciare nell'aria l'immagine di integralisti islamici che parlano di fantomatiche "bombe cinesi", scaricano da internet video di arti marziali russe e il pastone è fatto per dar vita al teatrino degli opinionisti e tuttologi dell' "Occidente minacciato".

    E intanto la pista hindù è totalmente sparita...

 

 

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