209.La nostra epoca tollera una sola specie di ricchi,quelli che si vergognano della propria ricchezza.Se di qualcuno si sente dire che "è molto ricco",subito si ha una senzazione simile a quella che si prova di fronte a un tumore ripugnante,a un'obesità o a un'idropisia: ci si deve a viva forza ricordare della propria umanità per poter trattare con un tale ricco senza che egli si accorga del nostro disgusto.Ma quando addirittura egli si vanta della propria ricchezza,al nostro sentimento si mescola uno stupore quasi pietoso per un grado così alto di umana insensatezza:sicchè si vorrebbero levare le mani al cielo e gridare "povero uomo snaturato,gravato,cento volte incatenato,al quale ogni ora porta o può portare qualcosa di spiacevole,nelle cui membra si ripercuote il sussulto di ogni evento di venti popoli,come puoi darci a credere di trovarti bene nella tua condizione?Quando appari in pubblico,-noi sappiamo che è una specie di passaggio per le forche caudine,tra sguardi che per te hanno solo freddo odio o sfrontatezza o scherno silenzioso.Il tuo acquistare può essere più facile di quello degli altri:ma è un'acquistare superfluo,che da poca gioia,e comunque conservare tutto quel che hai acquistato è cosa oggi più tormentosa di qualsiasi faticoso acquistare.Soffri continuamente perchè perdi continuamente.A che ti vale che ti procuri sempre nuovo sangue artificiale:non per questo fanno meno male le ventose continuamente incollate alla tua nuca!Ma,per non diventare ingiusti,è difficile per te,forse impossibile,non esser ricco:tu devi conservare,devi far nuovi guadagni,la tendenza ereditaria della tua natura ti sta addosso come un giogo,-ma per questo non ci ingannare,e vergognati apertamente e sinceramente del giogo che porti: poichè in fondo al tuo animo tu sei stanco e irritato di portarlo.Questa vergogna non disonora".(Nietzsche,UMANO TROPPO UMANO,II)




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