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  1. #1
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    Talking Il mattarello della "massaia" di Amburgo

    6 dic 2008
    Corriere della Sera
    DAL NOSTRO CORRISPONDENTE Danilo Taino
    Affondo della Merkel: la recessione? È figlia del modello anglosassone


    La Cancelliera chiede disciplina sui mercati e sui conti pubblici

    Il vertice di lunedì tra Sarkozy e Brown, senza i tedeschi: «Non ci sentiamo isolati»
    BERLINO— La domanda del momento, sui mercati e in molte capitali, è se Angela Merkel abbia tendenze suicide oppure, semplicemente, i nervi saldi. La crisi dell’economia è violenta, anche in Germania: ieri, si è saputo che gli ordini industriali hanno avuto un crollo record in ottobre, il 6,1%. Mezzo mondo la critica perché il suo governo non fa abbastanza per stimolare la domanda interna e aiutare ad affrontare la crisi. I giornali tedeschi la invitano a svegliarsi quando sono amici, la accusano di incapacità negli altri casi. Eppure, la Cancelliera sorride, è rilassata, si dice tutto sommato ottimista.
    Anche la «riunione dei volonterosi» di lunedì prossimo— a Londra, tra Nicolas Sarkozy, Gordon Brown e José Manuel Barroso, ai quali piacerebbe che Berlino fosse più aggressiva nel sostegno dell’economia europea — sembra non turbarla: un suo portavoce ha negato ieri che l’iniziativa, un’esclusione senza precedenti, isoli la Germania e ha sostenuto che chiamare la Cancelliera Madame Non, come qualcuno fa a Bruxelles, significa dire il contrario della verità. Berlino tira diritto. Il fatto è che Frau Merkel è del tutto convinta della giustezza di quello che sta facendo. Nei giorni scorsi l’ha spiegato al congresso del suo partito a Stoccarda e si appresta a farlo un po’ ovunque, non solo in Germania. È il Paradigma Merkel.

    In tre anni di governo, la Grosse Koalition tra Cdu, Csu e Spd ha impostato una politica di riduzione del deficit pubblico e di finanze virtuose, tanto che oggi il bilancio federale è sostanzialmente in pareggio. Per riuscirci, ha soprattutto portato l’Iva dal 16 al 19%, scelta che ha ovviamente frenato i consumi. In parallelo, l’industria si è ristrutturata. Il risultato è che la Germania cresce perché esporta molto, non perché consuma (il tasso di risparmio è tra i più alti dell’Occidente). Sia la Cancelliera che il suo ministro delle Finanze, Peer Steinbrück, pensano che la maggioranza dei tedeschi non accetterebbe, ora, un rovesciamento di quella politica e nemmeno vorrebbe un Paese che affronta baldanzoso la crisi spendendo e indebolendo le finanze pubbliche. Semplicemente, i tedeschi hanno sempre pensato, dal dopoguerra, che la forza stia nei conti in regola e continuano a pensarlo.
    Non solo. La signora Merkel è convinta che la ragione di base della crisi che investe il mondo sia il denaro con il quale alcuni Paesi hanno lastricato le strade dal 2001. E non vuole che si rifaccia lo stesso errore, è sicura che non sia la larghezza la cura giusta ma piuttosto la disciplina. Una visione culturale, prima di tutto. Ma anche politica. Le critiche che la Cancelliera ha mosso alla finanza anglosassone partono dalla convinzione che mercati non regolati e non controllati finiscano con il produrre disastri, ma anche da un’ambizione: quella di vedere il "modello sociale di mercato" tedesco riconosciuto come il sistema migliore di governo dell’economia: non troppo chiuso e non troppo aperto, giusto. Alternativo alla way of life anglosassone, disordinata, a suo sentire.
    In concreto, questo significa volere essere protagonista della scrittura delle nuove regole finanziarie che il mondo si dovrà dare nei prossimi mesi e anni. Domenica, a Stoccarda, ha parlato di una "Onu economica" che dovrebbe avere proprio il compito di diffondere il "modello sociale di mercato": alle Nazioni Unite, in effetti, esistono organismi già molto sensibili all’idea di tenere insieme crescita economica e istanze sociali. Da quello che si capisce, per ora, la visione tedesca del nuovo governo del mondo, o del nuovo ordine globale, è questa: istituzioni come il Fondo monetario internazionale che tengano sotto controllo la finanza, a cominciare dagli strumenti derivati e dal funzionamento delle agenzie di rating, e avvertano dei rischi quando si creano; un G8 allargato a diventare G16 — come indica il ministro degli Esteri tedesco Frank-Walter Steinmeier — oppure G20 o G21 (se ci entrerà anche la Spagna); l’Onu dell’economia che dovrebbe favorire uno sviluppo socialmente equilibrato del capitalismo.
    Detto diversamente, la Cancelliera sembra ferma e poco ambiziosa ma in realtà si muove, punta alto e lo fa sulla base di una sua lettura della situazione. Certo, non stanno nel Paradigma Merkel le analisi — come quella avanzata giovedì dal commentatore economico principe del Martin Wolf — che vedono nella politica tedesca la spinta a creare sempre maggiori e pericolosissimi divari tra i Paesi che hanno un surplus della bilancia dei conti correnti (come la Germania) e i Paesi che hanno un deficit. Se la signora si sbagliasse, in effetti, sarebbe un disastro, non solo per lei. Fatto sta che, sotto pressione, per ora tiene i nervi a posto.

    •   Alt 

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  2. #2
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    ...altra tiratina di giacchetta ai Chicago boys...

  3. #3
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    ho sempre sostenuto, che ogni economia,
    deve essere rappresentata da una moneta,
    che ne diventa lo specchio fedele di vizi e virtù
    di quella determinata nazione.

    aver imposto una unica moneta che rappresenta berlino,
    parigi, bucarest, canicattì e domani il maghreb e il sahel,
    è stata una forzatura che ora rivela tutte le contraddizioni.

    tornare indietro si può, realizzando quella europa a più
    velocità, che la lega di altri tempi, sosteneva con
    vigore.

  4. #4
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    Citazione Originariamente Scritto da Maxadhego Visualizza Messaggio
    ho sempre sostenuto, che ogni economia,
    deve essere rappresentata da una moneta,
    che ne diventa lo specchio fedele di vizi e virtù
    di quella determinata nazione.

    aver imposto una unica moneta che rappresenta berlino,
    parigi, bucarest, canicattì e domani il maghreb e il sahel,
    è stata una forzatura che ora rivela tutte le contraddizioni.

    tornare indietro si può, realizzando quella europa a più
    velocità, che la lega di altri tempi, sosteneva con
    vigore.
    Calma Max, che indietro ci fanno ritornare

    http://www.corriere.it/economia/08_d...4f02aabc.shtml
    L'Agenzia internazionale per l'energia: greggio in discesa per la prima volta dal 1983

    La Bce: nell'area euro rallenta l'inflazione
    Cala nel mondo la domanda di petrolio


    Secondo la banca centrale europea sono attesi brusche cadute attorno alla metà del 2009



    La sede della Bce a Francoforte (Afp)MILANO - L'inflazione nei Paesi dell'area euro sta continuando a rallentare. E con il greggio in forte calo non si possono escludere «bruschi cali» intorno alla metà del prossimo anno, dovuti soprattutto ad un effetto base. Lo scrive la Banca centrale europea (Bce) nel suo bollettino mensile, spiegando che, tuttavia, «il tasso d'inflazione potrebbe tornare ad aumentare nella seconda metà dell'anno, anche a seguito di effetti base, e quindi i bruschi cali dell'inflazione dovrebbero essere di breve durata».
    CROLLO DELLA DOMANDA - Secondo l'istituto di Francoforte, inoltre, ci sarà una forte riduzione della domanda di beni e servizi: «Gli effetti dell'acuirsi e del diffondersi delle turbolenze dei mercati finanziari - si legge ancora nel bollettino - freneranno probabilmente la domanda su scala mondiale e nell'area dell'euro per un periodo di tempo prolungato».
    CRESCITA A RISCHIO - Per la banca europea, l'incertezza relativa alle prospettive economiche di Eurolandia «resta eccezionalmente elevata» e «i rischi per la crescita economica sono orientati verso il basso e sono connessi principalmente alla possibilità di un maggiore impatto sull'economia reale delle turbolenze nei mercati finanziari». Nel bollettino la Bce riporta le proiezioni degli economisti esperti per il Pil di Eurolandia, che si aspettano una crescita compresa fra lo 0,8 e l'1,2% nel 2008, fra il -1% e lo 0% nel 2009 e fra lo 0,5% e l'1,5% nel 2010.
    IL RUOLO DEI GOVERNI - Visto che si prevede che la crisi durerà a lungo, i governi - secondo l'Eurotower - devono attuare «rapidamente» le misure annunciate. «Le significative misure annunciate dai governi per far fronte alle turbolenze finanziarie - si evince ancora dal bollettino di dicembre - dovrebbero essere attuate rapidamente in modo da contribuire ad assicurare l'affidabilità del sistema finanziario e da evitare limitazioni nell'offerta di credito alle imprese e alle famiglie».
    PETROLIO MENO RICHIESTO - La situazione di recessione è fotografata anche da altre previsioni, quelle dell'Agenzia internazionale dell'energia (Aie), secondo cui - per la prima volta dal 1983 - il 2008 farà registrare una diminuzione della domanda mondiale di petrolio. Il calo sarebbe da mettere in stretta connessione con la crisi. «I consumi mondiali di petrolio - scrive l'Aie nel suo tradizionale rapporto mensile - sono attesi in calo nel 2008 per la prima volta dal 1983 e dovrebbero contrarsi di 0,2 milioni di barili al giorno (mbj) a 85,8 mbg». Nel 2009, precisa ancora, «la domanda dovrebbe tornare a crescere, a 86,3 mbg», meno comunque di quanto stimato (86,5 mbg) in novembre.


    11 dicembre 2008

  5. #5
    naufrago
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    OT Gioann, come vanno Vesta e NDCDA? E' un po' che non sento nè te, nè Birrafondaio nè Fenrir...

  6. #6
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    Non ci resta che apprezzare l'inversione di tendenza della Sigra Merkel, in passato ultras filo-atlantista (non dimentichiamo che fu punita dall'elettorato per un programmaa ultra liberista e quindi costretta ad unirsi all'opposizione per poter formare un governo ).


    INDIPENDENZA

  7. #7
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    Citazione Originariamente Scritto da Lancelot Visualizza Messaggio


    Non ci resta che apprezzare l'inversione di tendenza della Sigra Merkel, in passato ultras filo-atlantista (non dimentichiamo che fu punita dall'elettorato per un programmaa ultra liberista e quindi costretta ad unirsi all'opposizione per poter formare un governo )
    .

    quoto e ricordo che fu la germania
    a opporsi all'ultimo momento all'europa
    a più velocità, non volendo contribuire
    alla probabile nascita di una padania confederale
    e ad altre distinte entità socio-economiche europee.

    insomma la fine dell'europa costruita
    dalle solite lobbies, che nell'ultimo secolo,
    hanno disgregato popoli e culture del vecchio
    continente.

  8. #8
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    Citazione Originariamente Scritto da Maxadhego Visualizza Messaggio
    quoto e ricordo che fu la germania
    a opporsi all'ultimo momento all'europa
    a più velocità, non volendo contribuire
    alla probabile nascita di una padania confederale
    e ad altre distinte entità socio-economiche europee.
    La Deutsche Bank.

  9. #9
    Mé rèste ü bergamàsch
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  10. #10
    Non si fitta ai terroni.
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    Non sono razzista. Il razzismo è un crimine, e il crimine è roba da negri.
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    Perchè? Cosa abbiamo fatto di male per non meritarci un politico non dico all'altezza, ma almeno comparabile alla Merkel...

 

 
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