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    L'estremista moderato
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    Predefinito Marco Pannella: dichiarazioni e articoli

    Pannella: i radicali delinquono "come tutti i partiti"? Basta con questa operazione storica antidemocratica contro la verità!

    http://www.radicali.it/view.php?id=133650
    Roma, 10 dicembre 2008
    • Dichiarazione di Marco Pannella

    Ho dato incarico al mio legale di querelare il magistrato Carlo Nordio e il direttore responsabile del Corriere della Sera per diffamazione pluriaggravata (moralmente dovrei dire: calunnia) ai danni del Partito Radicale e mia personale, quando, tra l'altro, si torna a ribadire ancor oggi che:"... in un determinato periodo tutti i partiti, sottolineo tutti, venivano finanziati in modo illegale e clandestino...".
    Si tratta di un atteggiamento che non lede "solamente" la storia della RESISTENZA, liberale e laica, dei Radicali, ma quella dell'Italia, dei democratici, dell'antipartitocrazia, onore del nostro Paese. Ma si tenta di eliminare, come negli anni trenta, la verità storica per ridurla a quella di un paese unanime con i "ladri di verità, di danaro, di legalità, di tutto" ancor oggi, da mezzo secolo, dominanti l'Italia, grazie anche ai veri e propri golpe, compiuti persino dal Parlamento, con il contributo determinante della Suprema Cupola della Mafiosità partitocratica dello Stato italiano.

    •   Alt 

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  2. #2
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    Pannella: la verità su equiparazione e innalzamento pensioni. Risposta alla barzelletta di D’Alema.


    Roma, 14 dicembre 2008
    • Il seguente intervento di Marco Pannella sarà pubblicato nell’edizione di domani, lunedì 15 dicembre, su Notizie Radicali, il giornale telematico di Radicali Italiani. Si prega di citare la fonte.

    Per Massimo D’Alema la proposta parlamentare radicale su innalzamento e equiparazione delle pensioni sia di uomini che di donne non è altro che una barzelletta imputabile al Ministro Brunetta. Per Veltroni sembra non esistere, o non avere importanza.



    A D’Alema rispondo che la sua barzelletta riesce per il momento a sgominare quelle pronunciate o attribuite al Presidente Berlusconi. La proposta-barzelletta è infatti, in sede parlamentare, dall’Aprile 2007, e nell’attuale legislatura dal Maggio 2008, Proposta di Legge coincidente con la posizione fatta propria dalla maggioranza dei 27 Paesi dell’U.E., dalla Commissione europea e, persino, in sede di giurisdizione vincolante per tutti i suddetti Paesi membri, decisione dell’Alta Corte di Giustizia che ha condannato l’Italia per inadempienza, condanna che si tradurrebbe in una pesantissima ammenda entro un anno, a carico, naturalmente, dei contribuenti italiani, lavoratori dipendenti e pensionati sia pubblici che privati, aggiungendosi al debito e ai relativi interessi che gravano su ogni cranio italiano, da quello neonato, al centenario, al disoccupato: diciamo un centinaio di milioni di lire annue.

    In particolare, la barzelletta (imputata al meritorio Ministro Brunetta) diventa cupa e oscena se di fatto riferita – come leggiamo – alla proposta radicale; promossa, sostenuta, pubblicizzata in primo luogo dal Ministro, ora Vice Presidente del Senato, e leader Radicale , Emma Bonino.

    Questa Proposta di Legge ha per titolo e svolgimento: “Delega al Governoi per la riforma del sistema degli ammortizzatori sociali e della disciplina dei contributi sociali, nonché per l’istisuzione dell’Agenzia nazionale per la gestione dell’indennità di disoccupazione e il reinserimento dei lavoratori disoccupati. Elevazione del requisito anagrafico per l’accesso alla pensione di anzianità e parificazione dell’età pensionabile delle lavoratrici e dei lavoratori”.



    LA RIFORMA DEGLI AMMORTIZZATORI SOCIALI DI TIPO UNIVERSALISTICO; IL SOLO STRUMENTO ACCESSIBILE PER TUTTI UNITO A POLITICHE DI WELFARE TO WORK (IL GOVERNO DELLA DISOCCUPAZIONE, CONSIDERATA COME RISORSA: RIQUALIFICARE E SPOSTARE I LAVORATORI ESPULSI DAI SETTORI DECOTTI VERSO I SETTORI CHE “TIRANO”).



    LA COPERTURA FINANZIARIA VIENE TROVATA ATTRAVERSO LA RIFORMA DELLE PENSIONI: AUMENTO GRADUALE UN ANNO OGNI DUE, INNALZAMENTO PROGRESSIVO A 65 ANNI (entro il 2018, ma se i cittadini fossero informati su cosa c’è in gioco i tempèi potrebbero essere molto più ravvicinati), CONTESTUALE EQUIPARAZIONE DONNE-UOMINI, RISPARMI A REGIME FINO A 7 MILIARDIDI EURO L’ANNO.



    LA PROPOSTA DI LEGGE RADICALE (“MENO PENSIONI, PIU’ WELFARE”) E’ STATA DEPOSITATA:


    - LA PRIMA VOLTA NELLA XV LEGISLATURA, ATTO CAMERA N. 2484, PRESENTATO IL 3 APRILE 2007, DA TUTTI I PARLAMENTARI RADICALI A COMINCIARE DA DANIELE CAPEZZONE, PIU’ TABACCI, DELLA VEDOVA E URSO;


    - LA SECONDA VOLTA ALL’INIZIO DI QUESTA LEGISLATURA, ATTO CAMERA N. 1003, PRESENTATO IL 13 MAGGIO 2008 A PRIMA FIRMA ZAMPARUTTI E SOTTOSCRITTA DA TUTTI I DEPUTATI RADICALI.

  3. #3
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    Pannella «La proposta già fatta da noi con Prodi»


    • da Il Giornale del 15 dicembre 2008, pag. 2


    L’equiparazione dell’età pensionabile delle donne a quella degli uomini non è un’invenzione del ministro Brunetta. Anzi, è già contenuta in una proposta di legge presentata dai radicali nell’aprile del 2007 e reiterata nel maggio scorso. Parola di Marco Pannella, che in un intervento su Notizie radicali, il giornale telematico del partito, si rivolge con toni duri ai vertici del Pd smemorati, visto che criticano ora la proposta fatta un anno e mezzo fa da un ministro del loro governo, Emma Bonino. «La barzelletta imputata al meritorio ministro Brunetta - dice Pannella - diventa cupa e oscena se di fatto riferita alla proposta radicale, promossa, sostenuta, pubblicizzata in primo luogo dal ministro, ora vicepresidente del Senato, e leader radicale, Emma Bonino». Pannella ricorda che la proposta radicale «produrrebbe risparmi fino a 7 miliardi di euro l’anno», e paventa il rischio che l’Italia sia pesantemente sanzionata per la mancata equiparazione in seguito alla decisione dell’Alta corte di giustizia europea.

  4. #4
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    Pannella: «A Chiodi i miei auguri»


    • da Corriere della Sera del 16 dicembre 2008, pag. 5


    «È stato un buon sindaco della mia città. Tengo molto a inviare subito le mie felicitazioni al presidente Chiodi». Marco Pannella, radicale, alleato pd, ha fatto gli auguri al vincitore del Pdl.

  5. #5
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    Pannella: la verità su equiparazione e innalzamento pensioni. Risposta alla barzelletta di D’Alema.


    Roma, 14 dicembre 2008
    • Il seguente intervento di Marco Pannella sarà pubblicato nell’edizione di domani, lunedì 15 dicembre, su Notizie Radicali, il giornale telematico di Radicali Italiani. Si prega di citare la fonte.

    Per Massimo D’Alema la proposta parlamentare radicale su innalzamento e equiparazione delle pensioni sia di uomini che di donne non è altro che una barzelletta imputabile al Ministro Brunetta. Per Veltroni sembra non esistere, o non avere importanza.



    A D’Alema rispondo che la sua barzelletta riesce per il momento a sgominare quelle pronunciate o attribuite al Presidente Berlusconi. La proposta-barzelletta è infatti, in sede parlamentare, dall’Aprile 2007, e nell’attuale legislatura dal Maggio 2008, Proposta di Legge coincidente con la posizione fatta propria dalla maggioranza dei 27 Paesi dell’U.E., dalla Commissione europea e, persino, in sede di giurisdizione vincolante per tutti i suddetti Paesi membri, decisione dell’Alta Corte di Giustizia che ha condannato l’Italia per inadempienza, condanna che si tradurrebbe in una pesantissima ammenda entro un anno, a carico, naturalmente, dei contribuenti italiani, lavoratori dipendenti e pensionati sia pubblici che privati, aggiungendosi al debito e ai relativi interessi che gravano su ogni cranio italiano, da quello neonato, al centenario, al disoccupato: diciamo un centinaio di milioni di lire annue.

    In particolare, la barzelletta (imputata al meritorio Ministro Brunetta) diventa cupa e oscena se di fatto riferita – come leggiamo – alla proposta radicale; promossa, sostenuta, pubblicizzata in primo luogo dal Ministro, ora Vice Presidente del Senato, e leader Radicale , Emma Bonino.

    Questa Proposta di Legge ha per titolo e svolgimento: “Delega al Governoi per la riforma del sistema degli ammortizzatori sociali e della disciplina dei contributi sociali, nonché per l’istisuzione dell’Agenzia nazionale per la gestione dell’indennità di disoccupazione e il reinserimento dei lavoratori disoccupati. Elevazione del requisito anagrafico per l’accesso alla pensione di anzianità e parificazione dell’età pensionabile delle lavoratrici e dei lavoratori”.



    LA RIFORMA DEGLI AMMORTIZZATORI SOCIALI DI TIPO UNIVERSALISTICO; IL SOLO STRUMENTO ACCESSIBILE PER TUTTI UNITO A POLITICHE DI WELFARE TO WORK (IL GOVERNO DELLA DISOCCUPAZIONE, CONSIDERATA COME RISORSA: RIQUALIFICARE E SPOSTARE I LAVORATORI ESPULSI DAI SETTORI DECOTTI VERSO I SETTORI CHE “TIRANO”).



    LA COPERTURA FINANZIARIA VIENE TROVATA ATTRAVERSO LA RIFORMA DELLE PENSIONI: AUMENTO GRADUALE UN ANNO OGNI DUE, INNALZAMENTO PROGRESSIVO A 65 ANNI (entro il 2018, ma se i cittadini fossero informati su cosa c’è in gioco i tempèi potrebbero essere molto più ravvicinati), CONTESTUALE EQUIPARAZIONE DONNE-UOMINI, RISPARMI A REGIME FINO A 7 MILIARDIDI EURO L’ANNO.



    LA PROPOSTA DI LEGGE RADICALE (“MENO PENSIONI, PIU’ WELFARE”) E’ STATA DEPOSITATA:


    - LA PRIMA VOLTA NELLA XV LEGISLATURA, ATTO CAMERA N. 2484, PRESENTATO IL 3 APRILE 2007, DA TUTTI I PARLAMENTARI RADICALI A COMINCIARE DA DANIELE CAPEZZONE, PIU’ TABACCI, DELLA VEDOVA E URSO;


    - LA SECONDA VOLTA ALL’INIZIO DI QUESTA LEGISLATURA, ATTO CAMERA N. 1003, PRESENTATO IL 13 MAGGIO 2008 A PRIMA FIRMA ZAMPARUTTI E SOTTOSCRITTA DA TUTTI I DEPUTATI RADICALI.

  6. #6
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    Pannella: perché subito auguri pubblici e fiduciosi al Presidente Chiodi


    Roma, 15 dicembre 2008
    • Dichiarazione di Marco Pannella

    Tengo molto ad inviare subito pubblicamente le mie felicitazioni e i miei auguri al Presidente Gianni Chiodi.
    Non sono intervenuto, assolutamente e in nessun modo, nella campagna elettorale anche per corrispondere all'esemplare, direi elegante, comportamento del candidato Chiodi che, oltre ad esser stato un buon Sindaco della mia città Teramo, ha spesso nei suoi comportamenti testimoniato un atteggiamento civilissimo nei confronti non solo miei, ma anche nostri, e che, in quest' occasione, in nessun modo, diretto o indiretto, mi ha contattato.
    Ora sono lieto della sua affermazione e formulo a lui e alla mia Regione l'augurio più fervido, quanto necessario.
    Mi auguro - presidenzialista quale sono - che il Presidente Chiodi voglia e sappia far fiducia e rivolgersi a tutti i cittadini abruzzesi, in primo luogo per rianimare speranze e impegno in quella metà d'Abruzzo che ha comprensibilmente disertato le urne come segno di sfiducia nei confronti delle istituzioni e dell'assenza di democrazia e dello Stato di diritto, forse non più solamente nei confronti della politica abruzzese.

  7. #7
    L'estremista moderato
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    Pannella: Presidente Schifani, le rispondo "viva Villa-ri"


    Roma, 15 dicembre 2008
    • Il seguente intervento di Marco Pannella sarà pubblicato nell’edizione di domani, martedì 16 dicembre, su Notizie Radicali, il giornale telematico di Radicali Italiani (si prega di citare la fonte)

    Ascolto in questo momento l'inaudito intervento della seconda carica dello Stato, il Presidente Senatore Renato Schifani.
    La situazione parlamentare e istituzionale nella quale il Presidente interviene non va - come egli fa - rimossa per meglio difendere e affermare la scandalosa realtà partitocratica che annulla democrazia e Stato di diritto nel nostro paese.

    Per un intero semestre il Parlamento italiano si è posto manifestamente e letteralmente fuori legge, contro prescrizioni e obblighi di assoluta rilevanza costituzionale. In particolare, la partitocrazia è riuscita ad impedire per quell'intero periodo ogni esercizio della funzione di indirizzo e di controllo sull'intero sistema audiovisivo ed, in particolare, la Rai-Tv.
    In questo periodo, interessi inconfessabili tanto quanto consueti hanno così potuto imporsi in tutta la loro natura delittuosa e criminogena.
    Malgrado solenni impegni di accogliere l'obiettivo di rientro nella legalità, obiettivo di lotte strenue da parte dei Radicali, con la mancata elezione del Presidente della Commissione Parlamentare per l'Indirizzo Generale e la Vigilanza dei Servizi Radiotelevisivi ha continuato a protrarsi per l'intera estate, in patente dispregio anche di interventi straordinari del Capo dello Stato.
    Procedere a quella elezione era riconosciuto e affermato come non mero dovere, ma OBBLIGO inderogabile da parte del Parlamento stesso. Il Presidente Schifani, invece, pubblicamente subordinava l'adempimento immediato di quell'obbligo al comporsi degli interessi partitocratici ai quali esplicitamente egli faceva riferimento, dichiarandosi impegnato a facilitarne il suo disfacimento.
    Quando, infine, la Commissione, in modo assolutamente regolare, ripeto in modo assolutamente, istituzionalmente regolare, finalmente in ottemperanza ad un minimo di moralità politica e civile democratica, il Presidente Schifani subito intervenne come lui stesso riconosce sollecitando il Presidente della Commissione, regolarissimamente eletto, a compiere un atto palesemente illegittimo e di immediata reintegrazione del Parlamento nella sua condizione di fuori-legge, aggiungerei di "delinquente abituale", dopo tanti anni di battaglie Radicali ed anche mie personali.
    Se, infatti, il Presidente avesse convocato la Commissione come primo punto all'ordine del giorno quello delle sue dimissioni, tutti gli atti, secondo anche il Presidente della Repubblica, "obbligati e inderogabili" che, in quanto tali, avevano assoluta ed immediata precedenza, sarebbero di nuovo stati consegnati ad un eversivo comportamento del Parlamento. Sono questi, invece, gli atti che doverosamente il Presidente Villari ha compiuto e sta compiendo.
    Comprendo perfettamente gli scrupoli minuziosi, di pretto stile rococò insulare, esposti direttamente dai telegiornali al Paese dal Presidente del Senato, Co-Presidente del Parlamento.
    Lo comprendo così bene che ribadisco la mia e nostra determinata convinzione di una Resistenza liberale e costituzionale che nsia l'ora di liberare il paese da mezzo secolo di regime sempre più erede del Ventennio che della Resistenza. Resistenza liberale condotta in nome dello Stato di diritto e della Democrazia politica.
    È davvero l'ora che attorno alla grande storia di "Giustizia e Libertà", liberale, laica, socialista e Radicale, finalmente per rispetto dei sentimenti popolari straordinariamente maggioritari tante volte manifestati e traditi in occasioni referendarie e oggi confermate da tutti i sondaggi sui grandi temi etici, sociali ed istituzionali, è l'ora - dunque- che si aggreghi un movimento di esplicita, liberatoria alternativa di Regime e di Governo delle Istituzioni.
    Mandare finalmente in pensione l'intera classe dirigente dopo oltre 50 anni di progressivo, ininterrotto monopartitismo imperfetto, di corruzione istituzionale, giuridica, civile e morale, è quanto sicuramente questo Paese è sicuramente in grado di esigere e di far trionfare. Basta ormai riuscire a proporglielo.
    Presidente Schifani Le rispondo: "Viva Villa-ri", semmai si dimetta Lei.

  8. #8
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    Vigilanza, Villari verso la revoca Schifani: "Si dimetta prima"


    • da La Repubblica del 16 dicembre 2008, pag. 10

    di Silvio Buzzanca

    Riccardo Villari potrebbe essere molto presto "revocato" dall’incarico di commissario della Vigilanza Rai. E quindi perderebbe automaticamente la contestata poltrona di presidente della commissione. L’uovo di Colombo l’hanno trovato negli uffici del Senato e servito su un piatto d’argento a Renato Schifani. Villari, ha spiegato ieri il presidente del Senato, è stato cacciato dal gruppo senatoriale del Pd ed è stato iscritto al Misto di Palazzo Madama. Ma il Misto, ha fatto notare Schifani, ha già il suo esponente nella commissione bicamerale di Vigilanza, (il deputato Luciano Sardelli, Mpa) e l’arrivo di Villari finisce con alterare il principio di rappresentanza proporzionale che presiede alla formazione della Vigilanza.

    Dunque, spiega Schifani, Villari non può essere rimosso dalla carica di presidente, ma potrebbe essere eliminato dalla lista dei commissari. «Io sto approfondendo la questione di cui mi sono fatto carico essendo lui senatore - spiega il presidente del Senato - e poi mi confronterò con Fini». Certo, precisa Schifani, si lavora per convincere Villari a presentare le dimissioni e non arrivare a questo atto di forza. Ma alla fine i commissari sono nominati dai presidenti delle Camere e questi devono rispettare gli equilibri fra i gruppi. Schifani ha fatto studiare la questione e alla fine si è convinto che «in presenza di questa casistica, vi sono dei margini, perché una cosa è la revoca così, un’ altra cosa la revoca per alterazione». «Mi auguro che il senatore Villari - ha insistito Schifani - prenda atto dei problemi, anche regolamentari, che si sono aperti come conseguenza del suo passaggio al Gruppo misto». Ma se non la fa, ha concluso il presidente del Senato, si va verso un nuovo passaggio politico che «dovrebbe essere il frutto di un’intesa tra il sottoscritto e il presidente della Camera». Intesa che potrebbe arrivare sulla revoca. E sulla motivazione politica, dice il presidente del Senato, che la presidenza Villari sta paralizzando la commissione e impedendo l’elezione del consiglio di amministrazione della Rai.

    Schifani, inoltre non si "appoggia" a caso al collega di Montecitorio. Fini, infatti, ieri si è visto recapitare sulla questione Villari un aut aut da Walter Veltroni: o il presidente eletto con i soli voti del centrodestra lascia la poltrona a Sergio Zavoli, come concordato da maggioranza e opposizione, o il Pd passa all’ostruzionismo su tutti i provvedimenti in questione. E visto che siamo a metà dicembre e di spazio per i lavori parlamentari ne è rimasto pochino, la minaccia ha una sua forza. Nelle aule ci sono infatti ancora la Finanziaria e alcuni decreti in scadenza.

    Lo scontro intorno alla Vigilanza dunque è destinato a riaccendersi presto. E Villari questa volta, volente o nolente, potrebbe essere costretto a gettare la spugna. Anche se continua ad avere in Marco Pannella uno strenuo difensore. «Al presidente Schifani rispondo: "Viva Villari", semmai si dimetta lei!", ha commentato il leader radicale. Pannella, in un intervento pubblicato, su Notizie Radicali, il giornale telematico di Radicali Italiani, definisce «scandalose e intollerabili» le affermazioni di Schifani «co-Presidente di un Parlamento spesso fuori-legge e, non di rado, eversivo».

  9. #9
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    La giustizia planetaria di Marco Pannella: «Bush va processato»


    • da Il Giornale del 11 dicembre 2008, pag. 12


    Radicali ditutto il mondo, unitevi. Al consiglio federale del Partito Radicale transnazionale, che si apre oggi in quel di Bruxelles, Pannella va all’attacco. E propone all’assemblea nientemeno che ala messa in stato d’accusa del Presidente uscente degli Stati Uniti, George W. Bush: sua la colpa della guerra in Iraq.

    Per lo storico leader dei radicali italiani, Bush è responsabile di aver scatenato la guerra in Iraq “per impedirne la liberazione pacifica dal dittatore Saddam Hussein, ormai prossima con la sua accettazione dell’esilio”. Non solo, c’è anche la questione tibetana. Pannella chiede anche alla comunità internazionale «di accertare la verità sui negoziati, sulle proposte tibetane, su quelle attuali e non solamente su quelle del passato» per quanto riguarda l’offerta del Dalai Lama alla Cina di «un accordo per assicurare, con la concessione di uno statuto autonomo per il Tibet, l’effettiva possibilità di esercitare i diritti per il suo popolo».

  10. #10
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    Pannella: il Vietnam ci fa sapere che nostra presenza non è gradita


    Phnom Penh, 22 dicembre 2008
    Durante il fine settimana il nostro addetto commerciale ad Hanoi è stato convocato di urgenza dal Ministro degli esteri vietnamita che lo ha messo a conoscenza di una serie di messaggi di protesta di cittadini ed associazioni vietnamite relativamente alla presenza di Pannella e Perduca in Vietnam".

    Lo ha detto lo stesso leader radicale in diretta questa mattina con Radio Radicale, annunciando che da parte del governo vietnamita c'è stata ieri la comunicazione che "il ministro degli Esteri di Hanoi è "preoccupato" da questo tipo di reazione popolare e ritiene che il ministero degli interni non possa garantire la nostra sicurezza, stante la nostra visita di due giorni e mezzo in Vietnam. Ha chiesto dunque all'ambasciata italiana di farci sapere che la nostra presenza non è più gradita". Pannella e Perduca si trovano da sabato in sudest asiatico, in una missione dedicata a incontri in Cambogia, Vietnam e India. I due dovrebbero entrare in Vietnam domani con un volo da Phnom Penh. Tra i motivi della visita della visita dei Radicale a Saigon e ad Hanoi un tentativo di incontro con uno dei due capi della chiesa unificata buddista vietnamita, illegale nel Paese, da una trentina d'anni agli arresti nella sua pagoda, ma anche una richiesta di incontro con le autorità istituzionali, a partire dal Presidente del Parlamento, per sollevare il tema delle libertà religiose nel Paese.




    "Se noi avessimo voluto fare una incursione nonviolenta non avremmo certo coinvolto le ambasciate, il nostro ministro degli esteri, non avremmo preannunciato ufficialmente le nostre tappe, non avremmo chiesto incontri con le autorità", ha detto Pannella. "Noi manifestamente stiamo cercando di dialogare con i responsabili vietnamiti. Ci respingeranno all'aeroporto? Lo sapremo presto, noi intanto continuiamo i nostri incontri in Cambogia", ha concluso il leader radicale.

 

 
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