SOLIDARIETÀ alle enclave SERBE del KOSOVO
A distanza di nove anni dall’intervento umanitario dell’Onu, il cui fine era la pacificazione dell’antica terra serba di Kossovo e Metohija garantendo un’esistenza pacifica per la popolazione serba e l’autonomia politica per la minoranza albanese, i fatti si sono evoluti diversamente.
I guerriglieri dell’UCK - signori della guerra - si sono lasciati dietro una pesante fardello: antichi monasteri e chiese rase al suolo, cimiteri distrutti e profanati, villaggi bruciati, donne violate e bambini assassinati. A tale genocidio è seguito un esodo della popolazione serba, sfollata e costretta a sopravvivere, aspettando una giustizia che è sempre più un miraggio.
Siamo testimoni impotenti dinanzi a una pulizia etnica avallata dalla comunità internazionale tramite un silenzio complice. La popolazione serba rimasta in Kossovo testimonia la volontà di non arrendersi dopo un millennio di partecipazione alla storia e alla cultura dell'Europa, vivendo in situazione di costante pericolo e in condizioni di precarietà.
Donne e bambini costretti in villaggi come fossero in oasi protette, circondati da popolazioni ostili e sotto il rischio costante di aggressioni, che risulterebbero fatali, a cui si oppone di fatto spesso solo qualche sparuto presidio dell’Onu.
Solidarité Kosovo è un’organizzazione non governativa nata in Francia, che si prodiga al loro sostegno, raccogliendo fondi e materiale che porta direttamente in loco organizzando apposite missioni umanitarie (l’attività svolta è visibile al sito www.solidarite-kosovo.com).
L’associazione ha recentemente dato vita alla sua filiale italiana che promuove una campagna di raccolta in previsione della prossima missione umanitaria nel dicembre 2008.
L’obbiettivo è raccogliere giocattoli e vestiario per i bambini (0 -15 anni) e incentivare i versamenti in denaro da effettuarsi direttamente sul conto indicato nel sito stesso (alla pagina ‘aider’ ). Un dono, un piccolo atto di solidarietà, che può infondere grande gioia nei bimbi che lo ricevono, facendoli sentire meno soli, ma anche un incoraggiamento ai genitori a farli crescere nelle terre dei loro avi, secondo le proprie usanze.
Aiutarli non è solo un dovere morale o un obbligo verso il sofferente, ma un pegno per future generazioni europee, per dire che ancora ci siamo e ci saremo, nonostante i soprusi, a prescindere dalla violenza.
Aiutaci ad aiutarli!
e-mail solidaritekosovoitalia@yahoo.com




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