Parte la campagna “Nonmenodi8″, con la quale inizieremo la raccolta firme per la proposta di legge di iniziativa popolare per l’ istituzione dello “Smog” (Salario minimo orario garantito).
Dopo le “Primarie della precarietà”, che ci hanno visti impegnati nei giorni scorsi e con le quali abbiamo cercato di riproporre all’attenzione dell’agenda politica il tema del lavoro precario, la campagna sullo Smog rappresenterà un ulteriore tassello per cercare di superare quello che oggi rappresenta il vero e proprio “cancro” dell’universo giovanile, la precarietà appunto, intesa non come un contratto a termine, ma come vera e propria condizione esistenziale che non permette più di vivere in maniera dignitosa e sicura.

La nostra proposta di istituzione dello Smog prende avvio dall’art. 36 della Costituzione, laddove recita che: «Il lavoratore ha diritto a una retribuzione proporzionata alla quantità e qualità del suo lavoro e in ogni caso sufficiente ad assicurare a sé e alla famiglia un’esistenza libera e dignitosa». Il “sistema lavoro” che si è venuto formando in Italia negli ultimi anni ha permesso l’aumento “legalizzato” del numero dei lavoratori, in prevalenza giovani, che, regolati da quella miriade di contratti atipici istituiti dalla Legge 30, percepiscono retribuzioni che li collocano al di sotto della soglia di povertà.
Il disegno di legge sullo Smog si pone su questo solco proponendo, come già in vigore in numerosi paesi d’Europa, l’istituzione di un salario minimo orario garantito come “protezione” per tutti i lavoratori non coperti dalla contrattazione collettiva. Noi crediamo che l’istituzione dello Smog potrà, assieme ad altri interventi, porre una barriera al fenomeno della flessibilizzazione del salario verso il basso, consentendo anche ai lavoratori atipici di percepire compensi che permettano loro di arrivare con tranquillità alla fine del mese.
Non pretendiamo, con questa legge, di superare il problema della precarietà, ma siamo convinti che lo Smog sia uno strumento indispensabile per migliorare le condizioni di vita delle giovani generazioni, e non solo. Porteremo avanti questa battaglia in maniera determinata, nella convinzione che bisogna iniziare a parlare di provvedimenti concreti per poter risolvere il problema della precarietà in questo paese. Un paese che vede i propri giovani sempre più rassegnati a non avere fiducia nel futuro, destinati a non avere un posto fisso, con uno stipendio adeguato, sempre più rassegnati a dover rinunciare a costruire un progetto di vita: sempre più rassegnati a vivere da precari.
Vogliamo dimostrare loro che non sono soli, che c’è ancora chi, in maniera ostinata, crede che un nuovo mondo del lavoro, che non consideri i lavoratori come merci, sia possibile. Siamo convinti che l’istituzione dello Smog possa rappresentare un primo passo fondamentale per ridare dignità e sicurezza ai lavoratori, soprattutto giovani, che oggi non riescono più a credere ad un futuro sereno e stabile. Perché quando si è rassegnati si è già perso. Noi, invece, la battaglia per il nostro futuro la vogliamo e la dobbiamo vincere. Studenti e lavoratori, insieme, ce la possono fare, e costruire una società più giusta, più sicura, una società in cui a pagare non siano sempre gli stessi. Una società in cui tutti, come recita la nostra Carta fondamentale, hanno diritto ad un’esistenza libera e dignitosa.


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La nostra proposta di istituzione dello S.M.O.G., Salario Minimo Orario Garantito, prende avvio dall’art. 36 della Costituzione, laddove recita: “Il lavoratore ha diritto ad una retribuzione proporzionata alla quantità e qualità del suo lavoro e in ogni caso sufficiente ad assicurare a sé e alla famiglia un’esistenza libera e dignitosa”. È indubbio che, negli ultimi anni, è aumentato in Italia il numero dei lavoratori, in prevalenza giovani, che, non rientrando nella contrattazione collettiva, percepiscono retribuzioni che li collocano sotto la soglia di povertà, non garantendo loro una vita sicura e dignitosa.
Questo stato di cose, in pratica, si traduce nella mancata attuazione del principio costituzionale sopra richiamato, della retribuzione proporzionata e sufficiente, la cui realizzazione viene di fatto affidata all’azione della magistratura, tramite l’applicazione estensiva delle clausole inerenti i minimi salariali dei contratti nazionali e, laddove esistono, territoriali. Spetta quindi al giudice stabilire la retribuzione minima sufficiente, facendo riferimento ai minimi salariali fissati dai contratti collettivi di categoria vigenti. Nondimeno vi sono numerosi lavoratori, e il loro numero aumenta di anno in anno, che sfuggono a tale possibile inquadramento e percepiscono quindi un salario insufficiente ad arrivare con tranquillità a fine mese. Il disegno di legge sullo S.M.O.G. si pone su questo solco proponendo, come già in vigore in numerosi paesi d’Europa, l’istituzione di un salario minimo orario garantito come “protezione” per tutti i lavoratori non coperti dalla contrattazione collettiva. Noi crediamo che l’istituzione dello S.M.O.G potrà, assieme ad altri interventi, porre una barriera al fenomeno della flessibilizzazione del salario verso il basso, in modo da far assumere ai lavoratori in genere, e in particolare a quelli più giovani (maggiormente colpiti dall’uso e dall’abuso degli strumenti contrattuali atipici previsti dalla legislazione attuale) un ruolo di propulsione ed indirizzo. Il salario minimo orario garantito dovrà essere determinato dalla competenza regolamentare del governo in concerto con le associazioni sindacali e le associazioni datoriali e dovrà essere naturalmente “agganciata” alle variazioni effettive del costo della vita. Per garantire l’effettività della tutela proposta con questo progetto di legge sono previste sanzioni amministrative a carico dei datori che violino l’obbligo del salario minimo.
Siamo convinti che l’istituzione dello S.M.O.G possa rappresentare un primo passo fondamentale per ridare dignità e sicurezza ai lavoratori, soprattutto giovani, che oggi non riescono più a credere ad un futuro sereno e stabile.


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