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  1. #1
    Operam non perdit
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    Predefinito la Gloria dello squadrismo / un greco nelle terre di San Marco

    Alcuni giorni fa in altro inserto si ricordava l'eclatante azione di Vicenza.
    Trovo che Paolo sia un camerata a tutto tondo che unisce l'impegno nella causa alla gloria dell'azione.
    In questo inserto potremo raccogliere i ricordi di lui stesso, fin da quella mirabolante azione di Padova, dove assaltò una videoteca "gay" che aveva venduto VHS pedopornografici, il cui clamore arrivò fino a Parigi, dove io ero allora, ma anche i ricordi dei camerati di Forza Nuova, che in Veneto sono eccellenti, per quello che ho potuto conoscere, come, ad esempio, i fatti della famosa marcia su Venezia e l'assalto di Ca' Farsetti, Municipio lagunare.
    Non è un inserto di piaggeria fine a sè stessa ma partendo da uomini concreti, che sanno coniugare Virtù e Forza, si vuole fare un affresco di un decennio di lotte squadriste nelle terre di San Marco.

    Raffaele

  2. #2
    Angelo Con La Spada
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  3. #3
    Operam non perdit
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    Predefinito una squadra di rivoluzionari fascisti


  4. #4
    Operam non perdit
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    Predefinito agenzie epocali

    Padova, 11 gen. 2003 - (Adnkronos)
    ''Quel che ci pare strano e' che noi saremo perseguitati, subiremo repressioni, mentre Smith diventera' un eroe, solo perche' c'e' gente ignorante che non capisce qual'e' il pericolo. Fortunatamente abbiamo gia' messo in moto qualche nostra conoscenza e stiamo raccogliendo molta solidarieta' soprattutto dalla base dei partiti, anche da numerosi deputati da Lega Nord e Alleanza Nazionale''. Questo il commento di Paolo Caratossidis, segretario veneto di Forza Nuova al risveglio dalla 'lunga notte' di Telenuovo, che ha portato all'arresto di sei esponenti del movimento di destra per aggressione al presidente dell'Unione Islamici Italiani Adel Smith e del segretario Massimo Zucchi, nel corso della diretta di 'Il rosso e il nero' dal titolo 'Smith contro tutti'.
    Caratossidis, in attesa di ''un chiarimento dei fatti'', da' la sua ricostruzione delle violenze. ''Non e' stata usata nessuna spranga, si e' trattato di una contestazione degenerata perche' colui che aveva atterrato il professor Pelanda durante la trasmissione di 'Teleserenissima', il segretario dell'Unione Islamici Italiani Zucchi, primo aveva una pistola, secondo ha preso in mano uno sgabello e ha cominciato ad agitarlo contro i ragazzi''.
    Per Caratossidis ''e' chiaro che c'e' stata una reazione, poi degenerata''. ''Il tutto -spiega il segretario regionale di Forza Nuova- doveva essere, ed era, una contestazione, sebbene pesante e con uova''. Per Caratossidis ''il problema e' anche che non c'era polizia, non c'era nessuno''. ''In uno spazio di venti metri quadrati -racconta- ci siamo trovati ad essere in 70 o 80 persone''. ''E' chiaro -aggiunge il segretario- che noi non possiamo neanche permettere che un personaggio, che fa apologia diretta del terrorismo di Al Qaeda, abbia asilo politico in Veneto e nei nostri territori, quindi invece di arrestarci dovrebbero darci una medaglia''.
    ''Ora abbiamo sei ragazzi -continua Caratossidis- tra i 18 e i 20 anni, tre trevigiani e tre padovani, che sono i galera, perche' l'arresto e' stato convalidato dal gip nel corso della notte''. ''Eravamo andati per fare una contestazione, abbiamo suonato e ci hanno aperto -prosegue nella sua ricostruzione- nessuno si e' introdotto dal retro, visto che i campanelli sono solo due quelli di Telenuovo e di Telenord: la verita' e' che abbiamo suonato e che la porta ci e' stata aperta, peraltro senza risponderci, e visto che lo studio di Telenuovo non e' piccolo, abbiamo chiesto ai segretari dov'era la trasmissione e proprio loro ci hanno accompagnati''. ''Altro che intrusioni'', contrattacca l'esponente di Forza Nuova smentendo le sommarie ricostruzioni che vorrebbero ''un'irruzione da parte dei manifestanti''.
    ''E' chiaro -sostiene Caratossidis- che ora, ognuno cerca di nascondere le proprie mancanze, compresa anche la Polizia di Stato, che ha fermato i ragazzi non sul posto, ma dall'altra parte della citta', mentre raggiungevano le auto per tornare a casa''. Le responsabilita' su quanto accaduto, secondo il segretario di Forza Nuova, ''sono tutte da accertare, cosi' come tutte da vedere sono le immagini della videocassetta della diretta''. ''Penso e spero -continua Caratossidis- che venga fuori cio' che deve venire fuori, anche se purtroppo quello che e' stato prospettato per gli arrestati e' l'aggravante della legge Mancino sull'istigazione all'odio etnico, razziale e religioso''.
    ''In questo caso -prosegue- il razziale non c'entra, pero' alla Procura di Verona vogliono far rientrare, in maniera orchestrata, nell'accusa la cossiddetta discriminazione religiosa: un assurdo proprio per noi che con gli islamici di fede pulita, candida abbiamo sempre avuto ottimi rapporti''. ''Smith -conclude Caratossidis- e' da noi considerato un pazzo e non abbiamo piu' intenzione di ascoltare le pazzie che propaganda, perche' sono pericolose''.

  5. #5
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    Predefinito


  6. #6
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    Predefinito "Il Mattino di Padova" del 9 giugno 2002

    Tra gli estremisti con le svastiche.

    «Dobbiamo reagire, loro non possono adottare i bambini»
    di Simonetta Zanetti

    PADOVA. «Un grosso successo, che non ha nulla da invidiare alla vergognosa parata omosessuale». Così Paolo Caratossidis, segretario veneto di Forza Nuova, definisce il «suo» corteo che ha manifestato contro il Gay Pride. «E questa è anche la risposta a quel manipolo dei centri sociali che pensava di spaventarci» prosegue Caratossidis.
    «Finalmente la società comincia a svegliarsi e a reagire alla subcultura omosessuale. Non permetteremo mai che le coppie di fatto arrivino a godere degli stessi diritti di quelle tradizionali, che ricevano contributi o che addirittura possano adottare dei bambini: l'Italia ha bisogno di difendere le sue tradizioni e i padovani hanno dimostrato di essere al nostro fianco».
    Caratossidis è un fiume in piena: «Hanno permesso che una banda di transessuali depravati insidiasse l'arrivo dei pellegrini a pochi giorni dalla festa del Santo, macchiando l'onore e la dignità della città e né la Curia né il clero hanno avuto il coraggio di prendere posizione, scegliendo la via dell'apertura a improbabili diritti e lasciando proliferare pericolosi permissivismi che mettono in discussione il primato dei valori della nostra civiltà».
    Ai lati della strada la gente guarda il corteo della destra con preoccupazione. «C'è da avere la pelle d'oca: sotto questa linea politica abbiamo già sofferto le pene dell'inferno», dicono Antonio e Maria. «L'unica consolazione è che è una manifestazione pacifica, speriamo finisca presto». «E' un insulto che cantino l'inno di Mameli» aggiunge Marta. «Così come il logo, che richiama chiaramente la svastica, è un oltraggio alla memoria storica». Vicino a lei Roberta non crede ai suoi occhi: «Il fatto che siano tutti ragazzi giovani mi fa pensare che si tratti di un'intemperanza dovuta all'età: tra loro non vedo casalinghe, anziani o adulti, quindi ne deduco che in questo corteo non ci sia il vero polso della società. Certo che fa impressione». «E' una vergogna» aggiunge Simona. «Sono tutti giovani che chiedono di essere liberi, di poter fare quello che vogliono, ma di fronte alla libertà degli altri protestano, insultano i gay, ma chiedete ai maschietti che sono lì in mezzo se l'idea di due donne che si baciano fa veramente schifo...».

  7. #7
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    Predefinito Il Gazzettino, edizione di Padova, 20 aprile 2002

    Annunciata la contro-manifestazione
    Forza nuova: "Il gay pride non arriverà al Santo"

    "Non permetteremo al Gay Pride di invadere piazza del Santo e nemmeno riviera Ponti Romani dove faremo la nostra manifestazione, costi quello che costi".


    Paolo Caratossidis e Sergio Celin, leader del movimento di destra Forza Nuova, rilanciano la loro campagna politica contro la sfilata omosessuale programmata per l'8 giugno in città. "Non indietreggeremo di un passo dalla nostra posizione - affermano entrambi - e vogliamo avvisare fin d'ora i responsabili dell'ordine pubblico, noi non ci tireremo indietro".

    "Attraverso la sfilata vogliono portare in piazza una rivoluzione di costume - dice Caratossidis per cambiare le regole che da sempre hanno caratterizzato la nostra civiltà. Vogliono far passare l'omosessualità come la normalità, ma non è così. Vogliono regolarizzare le coppie di fatto, spianare la strada alle adozioni e agli altri benefici di legge. Noi ci opporremo sempre".

    Per Celin, il Gay Pride, "è un insulto, uno sfregio al buoncostume", afferma. E annuncia che se ci sarà il Gay Pride, allora "ci sarà anche il Forza Nuova Pride". "Andremo - dice - anche a protestare ai loro convegni, e a tutte le altre iniziative che metteranno in piedi".

    Caratossidis rincara la dose: "In città si sta costituendo una lobbies omosessuale, uno schieramento trasversale alla politica, noi non lo vogliamo".

    I due esponenti forzanuovisti tirano in ballo anche l'Università. "L'Asu - dice Caratossidis - l'associazione universitaria pagata dagli studenti ha dato uno spazio all'interno della sede all'Arci Gay. Non è giusto che con i soldi di tutti si finanzino iniziative omosessuali. Se gay e lesbiche vogliono una sede devono pagarsela come tutte le altre associazioni".

  8. #8
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    Predefinito

    Citazione Originariamente Scritto da cariddeo
    ''In questo caso -prosegue- il razziale non c'entra, pero' alla Procura di Verona vogliono far rientrare, in maniera orchestrata, nell'accusa la cossiddetta discriminazione religiosa: un assurdo proprio per noi che con gli islamici di fede pulita, candida abbiamo sempre avuto ottimi rapporti''.
    E' questo l'aspetto più triste della vicenda. Ci spertichiamo a sostenere la causa iraqena contro l'invasione americana, e ci si porta in tribunale per anti-islamismo.

  9. #9
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    Predefinito i compagni rosicano

    Uno dei punti di forza é il Veneto con Gioventù nazionale, una scissione della Fiamma, guidati dal leader degli ultrà e studente di Scienze politiche Paolo Caratossidis
    Nell’aprile 1999, Caratossidis, spiega la strategia movimentista di Forza Nuova in un’intervista a Repubblica: “Lo stadio, le discoteche, le birrerie e anche i centri sociali sono un bacino da sfruttare per la ricerca di voti e consensi…Se si fa propaganda con i volantini, mille distribuiti tra gli spalti hanno più valore che davanti a un supermercato. Con pochi soldi, uno striscione allo stadio ha una visibilità nazionale”


    http://www.laltralombardia.it/public...marzo2005.html

  10. #10
    Operam non perdit
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    Predefinito il Manifesto, 18. Gennajo 2003

    Raid in tv, in manette 15 neofascisti

    Per il pestaggio di Adel Smith in manette il leader veneto di Forza Nuova Paolo Caratossidis

    Adel Smith Pretesto per lo show violento e razzista di Forza Nuova

    PAOLA BONATELLI
    VERONA
    Si sgretola il muro d'impunità di Forza Nuova. Ieri mattina alle sette, in un blitz condotto dalla Digos di Verona con la collaborazione delle questure di Padova e Treviso, sono stati arrestati (ma lasciati a casa ai domiciliari) altri quindici autori dell'azione squadristica compiuta la sera di venerdì 10 gennaio durante una trasmissione in diretta negli studi veronesi di Telenuovo. Paolo Caratossidis, 26 anni, segretario regionale di Forza Nuova, che dopo i primi sei arresti aveva dichiarato di volersi costituire, è stato accontentato. Il suo nome figura insieme a quello degli altri sei padovani: Alessandro Baldan, 26; Marco Bettini, 22 anni; Michele Facco, 23; Andrea Minchio, 25 anni; Lorenzo Rambaldi, 22; Giovanni Vettorello, appena diciannovenne. Quattro i veronesi, alcuni dei quali nomi noti: Stefano Armigliato, 25 anni; Luca Castellini, 27; Yari Chiavenato, 26 anni, oltre al diciottenne Massimiliano Fiorini. Due i trevigiani, Denis Garbin, 21 anni, e Marco Trincia, anche lui ventunenne; due anche i veneziani, Fabio Angelini, 22 anni, e il ventenne Luca Fortin.

    La maggior parte ha precedenti di polizia per episodi di violenza, qualcuno ha già avuto una condanna. Le forze dell'ordine hanno perquisito le loro abitazioni ed anche quelle degli altri sei, arrestati in flagranza la sera dell'irruzione, poi scarcerati e inviati agli arresti domiciliari.

    I ventuno arrestati sono accusati di lesioni personali, ingiurie, violenza privata e concorso nel reato, con due aggravanti, una specifica per il numero rilevante dei partecipanti all'aggressione, l'altra riguarda l'istigazione all'odio per motivi razziali, etnici, nazionali e religiosi. «C'è una diversificazione di alcune posizioni - ha spiegato Alessandro Meneghini, dirigente della Digos di Verona nella conferenza stampa di ieri in questura - che saranno esaminate alla fine della fase istruttoria. L'autorità giudiziaria poi deciderà eventuali altre misure».

    I difensori della "civiltà cristiana", che hanno "punito" a suon di sberloni Adel Smith, leader dell'Unione musulmani d'Italia, e il suo segretario Massimo Zucchi per le loro dichiarazioni contrarie alla religione cattolica, rischiano da sei mesi a quattro anni di galera. Durante le perquisizioni domiciliari, gli agenti hanno rinvenuto e sequestrato materiale di vario genere: manganelli retrattili, armi da taglio, una carabina ad aria compressa, alcuni proiettili, magliette con la svastica, manette e diversi appunti sulle attività del gruppo, che dovrebbero servire per chiarire - ha detto il dirigente della Digos - «le fasi organizzative dell'irruzione a Telenuovo».

    Il procuratore Guido Papalia, titolare di alcune delle inchieste più scottanti del Nordest e specialista nelle indagini sui reati associativi a sfondo razzista, spesso vittima di minacce e perennemente scortato, non ritiene di aver terminato il suo lavoro: «Gli arresti - dice - riguardano le persone identificate in maniera certa; c'è ancora qualcuno che non è stato completamente identificato. Inoltre bisogna procedere all'esame del materiale sequestrato durante le perquisizioni sia delle sedi che delle abitazioni».

    L'inchiesta dunque non è conclusa e, se tutti gli episodi di violenza di cui si sono resi protagonisti i militanti di Fn (solitamente indagati come singoli) nelle diverse città italiane venissero ricondotti a Forza Nuova stessa e ad una sua violenza connaturata, potrebbero esserci novità pesanti per Fiore e camerati.

 

 
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