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Risultati da 1 a 8 di 8
  1. #1
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    Predefinito il federalismo, la storiella dei costi standard

    Mi pare che finora , nel dibattito sul federalismo elaborato dal governo, l'unico punto che la stampa di dx e sx ha fatto passare come positivo è il fatto che la perequazione dei servizi essenziali (sanità, istruzione, trasporto pubblico locale, assistenza e non so che altro ancora) da garantire a tutte le regioni itagliane sarà basata sui "costi standard" di quei servizi, ossia sui costi sostenuti dalle regioni più efficienti e risparmiose per garantire quei servizi, e non più su quelli storici. Questo, si dice, dovrebbe consentire un abbassamento della spesa pubblica generale (perchè le regioni del sud sarebbero costrette ad attenersi ai costi delle regioni più efficienti anzichè ai loro) e dunque un abbassamento della pressione fiscale.

    SOLO CHE....pare che le regioni assunte come modello di riferimento per determinare questi fantomatici "costi standard" non possano essere le due regioni più efficienti, quelle che spendono meno, cioè Lombardia e Veneto, perchè...spendono troppo poco!
    No, bisognerà prendere come regioni modello le terze e le quarte tra le regioni con i conti in pari , ossia l'Emilia Romagna e la Toscana....col risultato che ci sono alcune regioni del sud , come per es. la Puglia, che si troverebbero ad avere addirittura molte più risorse di quelle che hanno avuto finora...e anche una regione come la Campania non si vedrebbe di fronte a chissà quali sacrifici, anzi! ; solo le regioni piccolissime, del sud ma anche del centro, avrebbero di fatto meno trasferimenti!
    Risultato, la pressione fiscale anzichè scendere potrebbe addirittura salire, e soprattutto le regioni del nord non ci guadagnerebbero una cippa!!!

    http://www.noisefromamerika.org/inde...i_d'Italia

    http://www.astrid-online.it/il-siste...a_04_10_08.pdf

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  2. #2
    Lumbard
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    che ci fosse il solito imbroglio itagliano ne eravamo tutti convinti

    l'itaglia è irriformabile

  3. #3
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    Citazione Originariamente Scritto da sciadurel Visualizza Messaggio
    che ci fosse il solito imbroglio itagliano ne eravamo tutti convinti

    l'itaglia è irriformabile
    Va anche detto forte e chiaro che questo cd "federalismo fiscale", fortemente voluto dal PDL, ricalca in pieno il "federalismo" elaborato nella scorsa legislatura di csx, basato sull'accordo tra tutte le regioni itagliane senza eccezione; non si vede nulla in questa bozza del federalismo fiscale voluto dalla Lega in campagna elettorale, e neppure del federalismo fiscale lombardo inserito nel programma elettorale del PDL.
    Quello che si sta approvando non è nient'altro che il federalismo voluto dalla sinistra, quello che secondo Visco sarebbe stato l'unico applicabile in itaglia e che in ogni caso non avrebbe mai consentito nè di abbassare la spesa pubblica, nè di conseguenza di abbassare le tasse (c' è una sua sincera intervista sul sole 24 ore in proposito, almeno ha il pregio di dire le cose come stanno).

    Ma c'era bisogno della Lega al governo per approvare il federalismo voluto da PD e PDL?

  4. #4
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    Problema già sollevato a suo tempo (off topic: mi piacerebbe un tuo parere Novis sul mio post nel 3d delle province!):

    http://www.politicaonline.org/forum/...&postcount=109
    http://www.politicaonline.org/forum/....php?p=8874240

    Federalismo col trucco

    Il Sud riceve meno soldi del Nord per la sanità, però li usa male. Con la riforma potrebbe riceverne di più. Ma, pur di far passare il progetto Calderoli, la Lega digerisce tutto: soldi a Catania, a Roma, al Lazio... Snaturerà il suo sogno politico.

    http://blog.panorama.it/opinioni/200...mo-col-trucco/

    Dacché se ne parla, ossia da una quindicina di anni, il federalismo non incontra molte simpatie nel Mezzogiorno. I cittadini delle regioni meridionali temono di avere tutto da perdere da una riforma che, promettendo efficienza, responsabilità, lotta agli sprechi e all'assistenzialismo, pare destinata a interrompere o inaridire il fiume di denaro che, specie in campo sanitario, ha finora sostenuto le regioni meridionali. Per analoghe e opposte ragioni il federalismo è popolare al Nord, in particolare fra gli elettori della Lega. E tuttavia c'è un errore di base in questo ragionamento. La spesa sanitaria pro capite del Sud (escluso il Lazio) è, sia pure di un soffio, inferiore a quella del Nord: 1.733 euro per abitante, contro i 1.748 del Nord (dati 2007): se il Sud è sprecone, non è perché spende troppo, ma perché usa male, anzi malissimo, le risorse che riceve.

    Tutti i dati disponibili, da quelli di soddisfazione soggettiva fino a quelli della mobilità ospedaliera (farsi curare in altra regione), mostrano che i servizi erogati nel Mezzogiorno non sono commisurati alle spese sostenute e che la sanità meridionale spreca circa un terzo delle risorse che riceve. Insomma, la credenza che il federalismo porrà un argine al fiume di denaro che inonda il Sud non sta in piedi semplicemente perché non è vero il suo presupposto, ossia che il Sud riceva più del Nord.

    Ma allora, se le regioni meridionali spendono come quelle settentrionali, perché mai il federalismo dovrebbe far paura al Sud? Il dubbio deve essere venuto anche ai governatori delle regioni meridionali, visto che nel giro di poche settimane, fra agosto e settembre, sono diventati tutti federalisti. E hanno perfettamente ragione:se fatto in un certo modo, il federalismo può addirittura essere conveniente per il Mezzogiorno. Vediamo dove sta il trucco.

    Una delle poche cose chiare del federalismo è che il finanziamento dei servizi gestiti da regioni, province e comuni non avverrà più sulla base della spesa storica bensì in base ai costi standard, ossia in modo (tendenzialmente) uniforme in tutt'Italia. Ma come si decide il costo standard? Secondo i «rigoristi», il costo standard è la spesa pro capite dei territori più virtuosi: nel caso della sanità la Lombardia (1.659 euro a cittadino). Adottando questo metro la sanità nazionale risparmierebbe 6,4 miliardi l'anno, di cui 1,5 sottratti al Sud. Secondo i «lassisti», il costo standard andrebbe fissato usando come modello (benchmark) non già la regione più virtuosa, ma una regione (o gruppo di regioni) virtuosa, sì, ma non «secchiona» come la Lombardia: per esempio l'Emilia-Romagna o la Toscana.

    Scegliendo la Toscana (ossia la più costosa delle regioni virtuose), la spesa sanitaria nazionale aumenterebbe di 650 milioni all'anno e ben 11 regioni su 20 sarebbero rifinanziate, ossia riceverebbero più soldi di prima (perché spendono meno della Toscana). Nel Sud, in particolare, solo i governatori di Abruzzo e Molise dovrebbero ragliare qualcosina (70 milioni in tutto), mentre tutti gli altri ci guadagnerebbero: 20 milioni in più affluirebbero in Basilicata, 82 in Calabria, 173 in Campania, 174 in Sardegna, 274 in Puglia, 268 in Sicilia (grafico). Ecco perché il federalismo potrebbe anche essere un affare per le regioni meridionali.

    Ma perché i governatori si sono convinti che lo sarà effettivamente? È semplice, perché hanno ottenuto garanzie (chi avesse dei dubbi legga l'intervista del ministro Roberto Calderoli al Corriere della sera, 29 settembre). E le hanno avute perché ormai, pur di far passare il disegno di legge sul federalismo, la Lega è disposta a digerire tutto: il salvataggio del Comune di Catania, i finanziamenti a Roma capitale, le erogazioni alla sanità del Lazio, ma anche, ahimè, lo snaturamento del sogno federale.

  5. #5
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    Citazione Originariamente Scritto da Bèrghem Visualizza Messaggio
    Problema già sollevato a suo tempo (off topic: mi piacerebbe un tuo parere Novis sul mio post nel 3d delle province!):

    http://www.politicaonline.org/forum/...&postcount=109
    http://www.politicaonline.org/forum/....php?p=8874240

    Federalismo col trucco

    Il Sud riceve meno soldi del Nord per la sanità, però li usa male. Con la riforma potrebbe riceverne di più. Ma, pur di far passare il progetto Calderoli, la Lega digerisce tutto: soldi a Catania, a Roma, al Lazio... Snaturerà il suo sogno politico.

    http://blog.panorama.it/opinioni/200...mo-col-trucco/

    Dacché se ne parla, ossia da una quindicina di anni, il federalismo non incontra molte simpatie nel Mezzogiorno. I cittadini delle regioni meridionali temono di avere tutto da perdere da una riforma che, promettendo efficienza, responsabilità, lotta agli sprechi e all'assistenzialismo, pare destinata a interrompere o inaridire il fiume di denaro che, specie in campo sanitario, ha finora sostenuto le regioni meridionali. Per analoghe e opposte ragioni il federalismo è popolare al Nord, in particolare fra gli elettori della Lega. E tuttavia c'è un errore di base in questo ragionamento. La spesa sanitaria pro capite del Sud (escluso il Lazio) è, sia pure di un soffio, inferiore a quella del Nord: 1.733 euro per abitante, contro i 1.748 del Nord (dati 2007): se il Sud è sprecone, non è perché spende troppo, ma perché usa male, anzi malissimo, le risorse che riceve.

    Tutti i dati disponibili, da quelli di soddisfazione soggettiva fino a quelli della mobilità ospedaliera (farsi curare in altra regione), mostrano che i servizi erogati nel Mezzogiorno non sono commisurati alle spese sostenute e che la sanità meridionale spreca circa un terzo delle risorse che riceve. Insomma, la credenza che il federalismo porrà un argine al fiume di denaro che inonda il Sud non sta in piedi semplicemente perché non è vero il suo presupposto, ossia che il Sud riceva più del Nord.

    Ma allora, se le regioni meridionali spendono come quelle settentrionali, perché mai il federalismo dovrebbe far paura al Sud? Il dubbio deve essere venuto anche ai governatori delle regioni meridionali, visto che nel giro di poche settimane, fra agosto e settembre, sono diventati tutti federalisti. E hanno perfettamente ragione:se fatto in un certo modo, il federalismo può addirittura essere conveniente per il Mezzogiorno. Vediamo dove sta il trucco.

    Una delle poche cose chiare del federalismo è che il finanziamento dei servizi gestiti da regioni, province e comuni non avverrà più sulla base della spesa storica bensì in base ai costi standard, ossia in modo (tendenzialmente) uniforme in tutt'Italia. Ma come si decide il costo standard? Secondo i «rigoristi», il costo standard è la spesa pro capite dei territori più virtuosi: nel caso della sanità la Lombardia (1.659 euro a cittadino). Adottando questo metro la sanità nazionale risparmierebbe 6,4 miliardi l'anno, di cui 1,5 sottratti al Sud. Secondo i «lassisti», il costo standard andrebbe fissato usando come modello (benchmark) non già la regione più virtuosa, ma una regione (o gruppo di regioni) virtuosa, sì, ma non «secchiona» come la Lombardia: per esempio l'Emilia-Romagna o la Toscana.

    Scegliendo la Toscana (ossia la più costosa delle regioni virtuose), la spesa sanitaria nazionale aumenterebbe di 650 milioni all'anno e ben 11 regioni su 20 sarebbero rifinanziate, ossia riceverebbero più soldi di prima (perché spendono meno della Toscana). Nel Sud, in particolare, solo i governatori di Abruzzo e Molise dovrebbero ragliare qualcosina (70 milioni in tutto), mentre tutti gli altri ci guadagnerebbero: 20 milioni in più affluirebbero in Basilicata, 82 in Calabria, 173 in Campania, 174 in Sardegna, 274 in Puglia, 268 in Sicilia (grafico). Ecco perché il federalismo potrebbe anche essere un affare per le regioni meridionali.

    Ma perché i governatori si sono convinti che lo sarà effettivamente? È semplice, perché hanno ottenuto garanzie (chi avesse dei dubbi legga l'intervista del ministro Roberto Calderoli al Corriere della sera, 29 settembre). E le hanno avute perché ormai, pur di far passare il disegno di legge sul federalismo, la Lega è disposta a digerire tutto: il salvataggio del Comune di Catania, i finanziamenti a Roma capitale, le erogazioni alla sanità del Lazio, ma anche, ahimè, lo snaturamento del sogno federale.
    Articolo davvero lucido, e trattandosi di Panorama viene anche da una fonte "amica" alla Lega , non si può proprio negare l'evidenza .

    Bene, un simile tradimento per poter piazzare un governatore leghista alla regione Lombardia o alla regione Veneto? per quanto apprezzi Tosi e molti altri leghisti...non più col mio voto e con quello dei miei !!

  6. #6
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    Non sarebbe male mettere insieme qualche notizia come questa in una paginetta chiara, tipo volantino, perché ognuno se la possa stampare e distribuire.
    Sarebbe tra l'altro un'iniziativa coerente con le finalità del forum.

  7. #7
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    La lega si è assunto il compito di portare avanti il federalismo per due compiti precisi:

    Uno è che vuole essere sicura che al Sud vadano più soldi in modo da mantenere calmo il meridione.

    Mentre per mantenere calmo il Nord è sufficiente questa parola che può essere propinata in vari modi.

    Il Nord è stato condizionato ad aspettare per 20 anni, si pensa di continuare.

    Oggi la politica italiana dipende dalla lega .

    Il federalismo è urgente per permettere alle regioni di contrarre più debiti, alleggerendo il peso allo stato centrale.

    Occorre fare in fretta, non si sa fino quando il sistema bancario italiano possa tenere.

    Quando vi è un lavoro sporco per aiutare la partitocrazia e mantenere tutto insieme, la lega è una gran maestra.

  8. #8
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    ormai mi sembra chiaro che a son di " aggettivarlo" " limarlo" e " procrastinalrlo il cosidetto " federalismo" sara' solo un nuovo cappello per trasferire ALTRI soldi pubblici al " povero" sud prelevati con ALTRE tasse prese al " ricco " nord ..

    che cosa ci hanno guadagnato i lombardi da ventanni di leghismo ? che per questi bei " risultati" venti anni fa in lombardia comandavano direttamente i terroni " etnici" ( craxi, pillitteri il fratello di de mita ect.. ) ma adesso e' stato necessario farlo fare a dei " padani etnici " ( bossi ,berlusconi ,tremonti , formigoni ,galan ect.. ) ...
    ....insomma che per suonare la stessa " musica" sono stati ASSUNTI " musicisti del posto" .

    e magari parecchi sono soddisfatti cosi' , la merda messa su di un bel piatto puo' anche sembrare cioccolata ..
    "dammi i soldi, e al diavolo tutto il resto "
    Marx


    (graucho..:-))

 

 

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