La speaker della Camera statunitense, Nancy Pelosi, ha spiegato durante
un’intervista all’emittente Abc che i programmi di controllo delle nascite serviranno a risanare l’economia.
In due battute, a un sorpreso giornalista che provava a capirne di più, ha scodellato una sbrigativa ricetta di antinatalismo doc:
“La contraccezione ridurrà i costi per gli stati e il governo federale” ha detto.
Come?
Ma naturalmente facendo nascere meno bambini, e quindi tagliando voci molto pesanti sul bilancio degli stati e aiutandoli a soddisfare meglio le loro
“esigenze finanziarie”.
Grazie alle capriole spazio-temporali che la politica in cerca d’ispirazione spesso sa fare, Pelosi si tuffa in uno scenario anni Sessanta, quando il nemico
pubblico numero uno era il boom demografico e il pensiero dominante era
promuovere un drastico controllo delle nascite.
Mezzo secolo dopo, invece di investire nella salute e nell’istruzione per i bambini che vengono al mondo, l’America investirà massicciamente in
“pianificazione familiare”.
A parte che non è una grande novità, l’idea di trasformare l’antinatalismo in
settore di sviluppo (per le case farmaceutiche, per esempio), decrepita e
smentita dalla storia è l’idea che meno nascite significhi più ricchezza per un
paese.
Ma permetteteci, soprattutto, di essere un po’ sconcertati dal fatto che
Nancy Pelosi, cinque figli e donna immagine del new deal obamiano, non trovi
di meglio che allinearsi alla solita idea:
i poveri non facciano figli.
anche questa viene da www.ilfoglio.it di oggi
saluti




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