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    Predefinito 14/12/2008: Liberazione, giornale de "La Sinistra".

    Titolo: "Qualcosa si muove, la nuova sinistra è in cantiere".

    Immagine di prima pagina: "Queer - Soru, we can in sardo".

    Editoriale: "Ma il muro di Berlino era una schifezza o no?" - Piero Sansonetti.


    http://liberazione.it




    Chissà se l'hanno letto al cpn...

  2. #2
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    Ma il muro di Berlino
    era una schifezza o no?
    Piero Sansonetti
    Sono rimasto molto colpito da un articolo, che ieri abbiamo pubblicato su Liberazione , di un giovane dirigente di Rifondazione, Simone Oggionni, che spesso collabora con questo giornale, il quale sosteneva una tesi, secondo me, piuttosto ardita. Diceva - in sostanza - che la caduta del muro di Berlino, avvenuta giusto vent'anni fa, coincide con il trionfo del capitalismo e rappresenta, di fatto, il simbolo dell'anticomunismo. Dunque - riassumo - è un avvenimento negativo, e per questo è molto sbagliato mettere sulla copertina della nuova tessera dei giovani comunisti (quella per il 2009, ventesimo anniversario della caduta del muro) proprio l'immagine dei giovani che nel novembre del 1989 festeggiavano quell'avvenimento, accostata all'immagine dei giovani dell'Onda. Oggionni polemizza con questa decisione del gruppo dirigente dei giovani comunisti, organizzazione alla quale anche lui appartiene, e sostiene che spingerà molti ragazzi - che non si riconoscono in quella immagine, anzi, sono ostili a quella immagine - a non prendere la tessera.
    Si chiede Oggionni: «E' stata fatta questa scelta per provocare il dibattito? Non è questo il modo migliore».
    Mi ha colpito soprattutto quest'ultima frase. A me piacciono - si sa - le provocazioni, le rotture. Ma in questo caso non trovo che ci sia assolutamente nessuna provocazione nella scelta - da parte di una forza giovanile e di sinistra - di celebrare la caduta di un sistema di dittature che aveva provocato danni e lutti atroci in molti paesi europei, aveva annientato la libertà, ucciso milioni di persone, aveva soffocato ribellioni e rivolte e grandi movimenti (come quello di Dubcek in Cecoslovacchia, per esempio) e aveva bruciato in pochi decenni la grandezza del sogno di Carlo Marx.
    A me sembra che questo sia un punto fermo per la sinistra del terzo millennio: le dittature ci fanno ribrezzo. Tutte. Se non c'è neanche questa piccola certezza in comune, diventa difficile discutere di politica, di prospettive, di futuro, di strategie.
    Oggionni conclude il suo articolo invitando i giovani comunisti a celebrare, piuttosto che l'89, il '69, e cioè l'anno nel quale la rivolta degli studenti italiani incontrò la protesta degli operai, e nacque l'autunno caldo. Ha ragione, il '69 fu un anno importante. E ha ragione a dire che in quei mesi nacque l'ipotesi di una sinistra nuova. Essendo, purtroppo, parecchio più vecchio di Simone, quell'anno lo ricordo benissimo. Entrai all'università. Da qualche tempo avevo iniziato a leggere i giornali di sinistra. E mi capitò per le mani una rivista molto bella, che si chiamava "il manifesto". La lessi avidamente. Era la rivista di un gruppo di dissidenti del Pci che rimproverano al Pci di non sapere condannare con fermezza la dittatura sovietica e di non voler rompere con Mosca. Uscì proprio quell'anno il primo numero, a settembre. Il Pci non resse alla critica ed espulse i compagni del "manifesto". I quali diventarono il nucleo attorno al quale si costruì la nuova sinistra, della quale, oggi, Rifondazione è la lontana erede.
    Nel Pci poi si aprì il dibattito sulle dittature dell'est. L'iniziativa del "manifesto" ebbe effetti positivi. Berlinguer fece lo strappo con l'Unione sovietica. Il partito lo seguì. Si oppose Armando Cossutta, il quale però - gli va dato atto - non arrivò mai, negli anni successivi, a condannare la caduta del muro di Berlino.

    P.S. Ho cinquantotto anni, e ho anche dichiarato che da qualche tempo non mi considero più comunista (o comunque penso che la parola comunista non sia assolutamente in grado di «comprendere» tutte le mie identità politiche, le mie aspirazioni e le battaglie che mi piacerebbe combattere). Da molti anni non sono iscritto ad alcun partito. Nonostante questo, e pur rendendomi conto che tutto posso dire di me tranne che di essere un giovane comunista (però lo sono stato...) presento, timidamente, alla portavoce dei giovani comunisti, Betta Piccolotti, domanda di iscrizione alla sua organizzazione. Vorrei potere avere anch'io quella tessera con i giovani berlinesi e i ragazzi dell'Onda.

    http://liberazione.it/giornale_artic...rticolo=423222
    http://liberazione.it/giornale_artic...rticolo=423251




    Bastaaaaaaaaaaaaaaa

  3. #3
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    Siamo al grottesco.

  4. #4
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    Citazione Originariamente Scritto da catartica Visualizza Messaggio

    Bastaaaaaaaaaaaaaaa
    Non ci siamo mai stati così vicino...

  5. #5
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    fa cascare le palle, anche a livello giornalistico. ma che cazzo ce ne frega a noi delle sue memorie!

  6. #6
    Nessun vincitore crede al caso
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    Maiori forsan cum timore sententiam in me fertis quam ego accipiam
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    Citazione Originariamente Scritto da Mattia_99 Visualizza Messaggio
    Titolo: "Qualcosa si muove, la nuova sinistra è in cantiere".

    Immagine di prima pagina: "Queer - Soru, we can in sardo".

    Editoriale: "Ma il muro di Berlino era una schifezza o no?" - Piero Sansonetti.


    http://liberazione.it




    Chissà se l'hanno letto al cpn...
    La nuova tessera dei GC ha il crollo del muro con a fianco i giovani dell'onda?

    Mi sa che questa è la goccia che fa traboccare il vaso: nel 2009 faccio la tessera del partito.

  7. #7
    Leonid
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    A me piacciono - si sa - le
    provocazioni, le rotture. Ma in questo
    caso non trovo che ci sia assolutamente
    nessuna provocazione nella
    scelta - da parte di una forza giovanile
    e di sinistra - di celebrare la caduta
    di un sistema di dittature che aveva
    provocato danni e lutti atroci in
    molti paesi europei, aveva annientato
    la libertà, ucciso milioni di persone,
    aveva soffocato ribellioni e rivolte
    e grandi movimenti (come quello
    di Dubcek in Cecoslovacchia, per
    esempio) e aveva bruciato in pochi
    decenni la grandezza del sogno di
    Carlo Marx.

    http://liberazione.it/giornale_artic...rticolo=423253


  8. #8
    Guardia Rossa
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    Citazione Originariamente Scritto da catartica Visualizza Messaggio
    Ma il muro di Berlino
    era una schifezza o no?
    Piero Sansonetti
    Sono rimasto molto colpito da un articolo, che ieri abbiamo pubblicato su Liberazione , di un giovane dirigente di Rifondazione, Simone Oggionni, che spesso collabora con questo giornale, il quale sosteneva una tesi, secondo me, piuttosto ardita. Diceva - in sostanza - che la caduta del muro di Berlino, avvenuta giusto vent'anni fa, coincide con il trionfo del capitalismo e rappresenta, di fatto, il simbolo dell'anticomunismo. Dunque - riassumo - è un avvenimento negativo, e per questo è molto sbagliato mettere sulla copertina della nuova tessera dei giovani comunisti (quella per il 2009, ventesimo anniversario della caduta del muro) proprio l'immagine dei giovani che nel novembre del 1989 festeggiavano quell'avvenimento, accostata all'immagine dei giovani dell'Onda. Oggionni polemizza con questa decisione del gruppo dirigente dei giovani comunisti, organizzazione alla quale anche lui appartiene, e sostiene che spingerà molti ragazzi - che non si riconoscono in quella immagine, anzi, sono ostili a quella immagine - a non prendere la tessera.
    Si chiede Oggionni: «E' stata fatta questa scelta per provocare il dibattito? Non è questo il modo migliore».
    Mi ha colpito soprattutto quest'ultima frase. A me piacciono - si sa - le provocazioni, le rotture. Ma in questo caso non trovo che ci sia assolutamente nessuna provocazione nella scelta - da parte di una forza giovanile e di sinistra - di celebrare la caduta di un sistema di dittature che aveva provocato danni e lutti atroci in molti paesi europei, aveva annientato la libertà, ucciso milioni di persone, aveva soffocato ribellioni e rivolte e grandi movimenti (come quello di Dubcek in Cecoslovacchia, per esempio) e aveva bruciato in pochi decenni la grandezza del sogno di Carlo Marx.
    A me sembra che questo sia un punto fermo per la sinistra del terzo millennio: le dittature ci fanno ribrezzo. Tutte. Se non c'è neanche questa piccola certezza in comune, diventa difficile discutere di politica, di prospettive, di futuro, di strategie.
    Oggionni conclude il suo articolo invitando i giovani comunisti a celebrare, piuttosto che l'89, il '69, e cioè l'anno nel quale la rivolta degli studenti italiani incontrò la protesta degli operai, e nacque l'autunno caldo. Ha ragione, il '69 fu un anno importante. E ha ragione a dire che in quei mesi nacque l'ipotesi di una sinistra nuova. Essendo, purtroppo, parecchio più vecchio di Simone, quell'anno lo ricordo benissimo. Entrai all'università. Da qualche tempo avevo iniziato a leggere i giornali di sinistra. E mi capitò per le mani una rivista molto bella, che si chiamava "il manifesto". La lessi avidamente. Era la rivista di un gruppo di dissidenti del Pci che rimproverano al Pci di non sapere condannare con fermezza la dittatura sovietica e di non voler rompere con Mosca. Uscì proprio quell'anno il primo numero, a settembre. Il Pci non resse alla critica ed espulse i compagni del "manifesto". I quali diventarono il nucleo attorno al quale si costruì la nuova sinistra, della quale, oggi, Rifondazione è la lontana erede.
    Nel Pci poi si aprì il dibattito sulle dittature dell'est. L'iniziativa del "manifesto" ebbe effetti positivi. Berlinguer fece lo strappo con l'Unione sovietica. Il partito lo seguì. Si oppose Armando Cossutta, il quale però - gli va dato atto - non arrivò mai, negli anni successivi, a condannare la caduta del muro di Berlino.

    P.S. Ho cinquantotto anni, e ho anche dichiarato che da qualche tempo non mi considero più comunista (o comunque penso che la parola comunista non sia assolutamente in grado di «comprendere» tutte le mie identità politiche, le mie aspirazioni e le battaglie che mi piacerebbe combattere). Da molti anni non sono iscritto ad alcun partito. Nonostante questo, e pur rendendomi conto che tutto posso dire di me tranne che di essere un giovane comunista (però lo sono stato...) presento, timidamente, alla portavoce dei giovani comunisti, Betta Piccolotti, domanda di iscrizione alla sua organizzazione. Vorrei potere avere anch'io quella tessera con i giovani berlinesi e i ragazzi dell'Onda.

    http://liberazione.it/giornale_artic...rticolo=423222
    http://liberazione.it/giornale_artic...rticolo=423251




    Bastaaaaaaaaaaaaaaa

    povero Marx.... questo elemento non merita neppure di poterlo nominare

  9. #9
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    Che schifo!
    Un panegirico di tutto il peggio che la pseudo sinistra ha prodotto, condito da ovvietà tipo: "le dittature ci fanno ribrezzo. Tutte."

    Pure il giornale e libero sono più a sinistra!

  10. #10
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    "sogno" di carlo marx? Ma cristo, questo non sa neanche di cosa sta parlando

 

 
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