
Originariamente Scritto da
silence
Ho avuto una discussione con Winnie sulle libertà negative e le libertà positive.... Partendo dalla recensione di questo libro:
I liberali/liberalisti difendono a tutti i costi le ragioni dell'individuo. I socialdemocratici/comunitari contrappongono quelle della società nel suo complesso. Ma, scrive Sen, questo "è un falso dilemma". Soprattutto se la libertà è intesa in senso pieno, non solo negativo (libertà dalla violenza, dal furto, ecc.) ma anche positivo (libertà di un pieno esercizio di tutti i diritti di cittadino). La 'libertà di' riguarda ciò che, tenuto conto di tutto, una persona può o meno conseguire. Al contrario la 'libertà da' si concentra precisamente sull'assenza di una serie di limitazioni che una persona può imporre a un'altra (o che lo Stato o altre istituzioni possono imporre agli individui). Una adeguata concezione della libertà dovrebbe essere sia positiva che negativa, poiché entrambe sono importanti: la piena libertà dell'individuo non può che raggiungersi attraverso un impegno collettivo, sociale. Questo saggio tratta di un conflitto - vero o presunto - che è fondamentale per la politica sociale ed economica contemporanea e che assume una particolare rilevanza nel dibattito corrente in Europa. Esso riguarda la tensione tra gli 'obblighi pubblici di una società, da un lato, e la necessità del 'rigore finanziario', dall'altro. Una riflessione magistrale che entra nel vivo del dibattito politico e filosofico attuale, rompendo gli schemi consolidati sul rapporto tra individuo e società.
http://www.lafeltrinelli.it/products...=0&cat1=1&prm=
Winnie mi ha fatto notare che la teoria di Sen non regge, mi spieghereste perchè? Perchè libertà negative e libertà positive non possono coesistere?
Aiutatemi a chiarmi le idee su questo tema!
