CASA SARDISTA 1° PARTE
Perché il Consiglio Nazionale non riesce da mesi a costituirsi col numero legale?
La risposta di Nazione Sarda è semplice: il Partito Sardo d’Azione è commissariato nelle sue otto federazioni provinciali dall’otto di agosto con una procedura iniziata a giugno. Procedimento e merito illegittimi, secondo Nazione Sarda; illegittimi secondo la maggioranza della Federazione di Cagliari, di Gallura e del Sulcis. In altre Federazioni non si sa se mai se ne sia discusso. Ma le Federazioni di Cagliari (52% del tesseramento) della Gallura e del Sulcis rappresentano larga maggioranza degli iscritti al P. S. d’Az. Sono stati nominati commissari delle Federazioni esponenti della minoranza interna in spregio a qualsiasi buon senso e, per quanto inutile, buon gusto. Si doveva riorganizzare il partito attraverso i commissari. Niente è stato fatto. A dicembre non sono state ancora consegnate le tessere del 2007. E si pretende che i militanti Sardisti si tesserino per il 2008, sotto commissario e senza alcuna attività politica in corso. Non bastano i comunicati stampa o i proclami. Anche se fossero buoni, intelligenti e coerenti. Le iniziative pubbliche fatte e quelle annunciate vedono esclusi i dirigenti del partito che non condividono la gestione autoritaria, antidemocratica. Ma c’è sempre qualcuno che si riempie la bocca di democrazia violata in casa d’altri, e predica contro l’autoritarismo Soriano. Bisogna guardarsi ogni mattina allo specchio e cercare di riconoscersi. A meno che lo specchio non rifletta ciò che non si può dire, ciò che non si può fare e rappresenti ciò che si vuole. Qualcuno si è lamentato perché dopo mesi i ricorrenti contro il commissariamento non si sono presentati al Consiglio Nazionale. Bene farebbe questo “gran qualcuno” a sforzarsi di capire che nessuno è fesso. Ancor meno Nazione Sarda e ancor meno i militanti sardisti. Il trascorrere vuoto del tempo; l’immobilismo dei commissari (e non poteva che essere così); la volontà continua, ottusa di coltivare le divisioni interne come metodo di sopravvivenza in assenza di idee, progetti e programmi; la pretesa rancorosa di imporre le proprie scelte private di potere contro, quanto meno, metà del partito; l’improvvisazione e mutevolezza delle opinioni politiche; la falsa rappresentazione del Partito Sardo pronto a seguire, a corpo morto, nelle linee avventuriste di alleanza col centro destra per contrattare posti personali; la negazione delle evidenti connessioni tra P. S. d’Az. e centro-destra al fine di rompere alleanze storiche e vincenti negli Enti Locali e nelle Province; tutte queste cose e altre ancora fanno si che l’attuale gruppo dirigente da mesi non riesca a formare il numero legale del Consiglio Nazionale. Con la conseguenza che quanto vanno affermando sia da considerarsi loro privata (autorevole?) opinione. Chi ha leso statuto, offeso democrazia, coltivato prevaricazione, bruciato rapporti politici e personali si faccia carico di rimediare ai danni fatti. Se ne ha voglia e interesse. Non spetta ai sardisti di Nazione Sarda fare niente, oltre la paziente sopportazione e senso di responsabilità finora dimostrate. Che comunque sono finite
(Nazione Sarda)




Rispondi Citando
