Non si dimettono secondo me per due buoni motivi:
- non riconoscono autorevolezza a Veltroni, che consderano (a torto o a ragione) un leader di cartapesta, visto che il primo ha collaborato con un certo Enrico Berlinguer, la seconda ha conosciuto numerosi dirigenti della DC. Entrambi fanno il confronto con Veltroni e ne traggono le conseguenze, disubbidendogli con la massima tranqullità, così come gli ha duisubbidito Villari;
- Bassolino e Iervolino sono GARANTI di rapporti fra poltica e affari che si sono consolidati nel tempo, fino a produrre la cancrena venuta alla luce negli ultimi mesi. Non sono loro che hanno creato questi rapporti, non sono loro i responsabili dello sfacelo; essi sono solo i più abili "equilibristi" in grado di mediare e di garantire lo status quo.
La Campania è sempre stata terra di notabili. Che fossero di destra o di sinistra è secondario: da Lauro (di destra) a Gava (di centro) a Valenzi (dsi sinistra). Ora è il turno di Bassolino e Iervolino, che sono solo più sfortunati, perchè hanno a che fare con una Magistratura divenuta parte attiva nello scontro politico.
Il PD quest lo sa benissimo, come lo sa Di Pietro, solo che nessuno evidentemente se la sente di difenderli, perchè difendendoli farebbe harakiri.
Ciao
Elios




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