Discorso del capo dello Stato alle alte magistrature della Repubblica
"Giustizia e Costituzione, serve approccio bipartisan". "Non sottovalutare la crisi economica"
Napolitano: "Subito riforme condivise"
Bossi al premier: "Ora accordo con la sinistra"


Dal governo sì a proposte del Pd: nel nuovo testo del ddl delega
sul federalismo c'è la commissione bicamerale sui decreti attuativi




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Il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano


ROMA - "Sulla giustizia si avvii un confronto condiviso in Parlamento": il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano torna a chiedere alle forze politiche di superare le pregiudiziali per arrivare ad un accordo. Invito apprezzato da Umberto Bossi, che giudica le parole del capo dello Stato sagge e chiede a Silvio Berlusconi di trovare un accordo con la sinistra sulle riforme "perché i tempi sono maturi".

Napolitano ha parlato in occasione dell'incontro con le alte magistrature della Repubblica. Ha affrontato anche la preoccupazione per la crisi economica, "che non va sottovalutata", ha ricordato la necessità di un approccio bipartisan sulla riforme - Costituzione prima di tutto - e ha chiesto alla politica di creare fiducia nei cittadini.

Confronto condiviso in Parlamento. Sulla giustizia, Napolitano auspica una discussione in Parlamento e "attraverso ogni altro canale di consultazione", e chiede che si cerchino "soluzioni condivise senza partire da opposte pregiudiziali e posizioni rigidamente precostituite". Il presidente sottolinea come il clima politico sia dominato da esasperazioni e tensioni. Ricorda come il ruolo dell'opposizione sia "essenziale in ogni sistema democratico" e tocca il problema della "decretazione d'urgenza", punto dolente della politica italiana, cui si ricorre con "abnorme" frequenza.

Bossi a Berlusconi: ora accordo con la sinistra. Parole elogiate dal ministro delle Riforme, che commenta: "La saggezza prima o poi si sparge, prima o poi troverà un aggancio". E sollecita Berlusconi a un accordo con la sinistra sulla giustizia: "I tempi sono maturi". L'invito al dialogo è stato rivolto dal leader del Carroccio al premier: "Io - ha spiegato al Cavaliere - sul federalismo ho trovato l'intesa; ora tocca a te sulla giustizia".


Un segnale di distensione c'è già: il governo ha accolto alcune proposte del Pd, modificando in diversi punti il ddl delega in materia di federalismo fiscale. Tra le proposte inserite nel testo portato oggi al 'comitato ristretto' da Roberto Calderoli e dal relatore Antonio Azzollini, c'è la commissione bicamerale sui decreti attuativi.

Costituzione, riforma bipartisan. Dopo gli auguri di pronta guarigione a Silvio Berlusconi, bloccato da un mal di schiena, Napolitano è tornato ad auspicare che il cammino di riforma costituzionale "venga ripreso in un clima di costruttivo confronto e nella ricerca della più ampia condivisione, come sempre si conviene quando si tratta di modificare la Costituzione". "La permanente validità dei principi fondamentali dei primi 12 articoli non impedisce di formulare essenziali e ben determinate proposte di riforma dell'ordinamento repubblicano", aggiunge.

Crisi economica da non sottovalutare.
Il capo dello Stato invita il paese ha "fare con lucida consapevolezza i conti con se stesso, non sottovalutando l'impatto che la crisi globale può avere specificamente sulla realtà italiana". Si è associato alle preoccupazioni per la recessione, i rischi di arretramento "cui è esposta anche da noi l'attività produttiva e con essa l'occupazione, specie tra i giovani", per i rischi "di un diffuso malessere sociale". Non ci si deve, però, demoralizzare, né cadere nel panico o scoramento. E cita Roosevelt: "L'unica cosa di cui dobbiamo avere paura è la paura stessa".

Poi, un monito. Di fronte a "una situazione molto seria", serve "un costume di severità, uno sforzo senza precedenti di gestione corretta e oculata in molti campi dell'azione pubblica", "il massimo rigore nell'uso del denaro pubblico", oltre a interventi "che non possono essere elusi di razionalizzazione e di riforma".

Durata processi intollerabile. Per il capo dello Stato la situazione della giustizia civile è "gravissima" e la durata dei processi "intollerabile". E' è "unanime il riconoscimento dell'esigenza di intervenire decisamente" in materia. Accenna allo scontro fra le procure di Catanzaro e Salerno ("Ho sentito il dovere di reagire") e chiede una migliore definizione del ruolo dei giudici in relazione al loro rapporto fondamentale con le forze dell'ordine nella lotta alla criminalità.

Politica non perda il senso del limite. Infine, un appello alla politica, che non deve perdere il senso del limite ma creare fiducia "impulso capace di suscitare fiducia e coesione sociale, sollecitare quella vitale reazione alla crisi e quella rinnovata spinta in avanti che la nazione italiana é in grado di sprigionare come in altre fasi critiche della sua storia''.

(17 dicembre 2008) Tutti gli articoli di politica
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