Il buco di bilancio pagato dai turisti

Fondazione al crac per le spese folli: biglietti più cari per la Cappella Palatina


Alla fine, il conto della mala amministrazione lo pagheranno i turisti della Cappella Palatina, che dal primo gennaio subiranno il caro-biglietto (da 6 a 7,5 euro) anche per colpa del buco del bilancio della Fondazione Federico II. Per effetto di un deficit da quasi un milione e mezzo di euro accumulato dall´ente che gestisce il complesso monumentale di Palazzo dei Normanni, il cui ex direttore generale, Alberto Acierno, aveva il vizio - queste le accuse nei suoi confronti al vaglio della Procura - di liquidare con la carta di credito aziendale viaggi alle Maldive e puntate al casino on-line.

Una gestione allegra che - fatte salve le conclusioni dell´inchiesta giudiziaria - si ripercuote direttamente sulle tasche dei cittadini. Anche Francesco Cascio, nuovo presidente della Fondazione che sta tentando di risanare i bilanci, allarga le braccia: «Con quest´aumento del prezzo del biglietto cerchiamo di respirare un po´». Ma sembra giunta l´ora del redde rationem, per gli amministratori di manica larga, abituati ai lussi o semplicemente affezionati a pratiche clientelari. Gli eccessi di manager scelti dalla politica - spesso ex parlamentari non rieletti - colpiscono direttamente gli utenti. E si notano di più, in tempo di crisi. Il Natale delle brutte sorprese. Quella che l´Amat ha riservato a un´ampia fascia di "svantaggiati" (dai disoccupati ai pensionati, sino ai Cavalieri di Vittorio Veneto, se ce ne sono ancora) che avevano diritto a viaggiare gratis o a uno sconto sul prezzo del biglietto.

Il Comune che non ha esitato a spendere 320 mila euro per un albero natalizio fatto giungere dal Trentino e per le luminarie in centro - più del doppio di quanto abbia investito in addobbi qualsiasi altro municipio siciliano - ha sospeso il finanziamento per questo tipo di benefici e addio: il disabile si goda le luci delle feste, e paghi la corsa per il resto dell´anno. L´Amat del presidente Sergio Rodi non poteva fare a meno di sospendere le agevolazioni, visto che il bilancio della municipalizzata è in rosso. E pazienza se sui conti dell´azienda ha pesato anche la scelta, fatta prima delle elezioni del 2007, di reclutare come autisti 70 Lsu che avevano l´unico difetto di non avere la patente.



I corsi di guida li hanno dovuti fare dopo, i neo-assunti, con una spesa di 50 mila euro. D´altronde, l´Amat dal primo settembre aveva già deliberato l´aumento delle tariffe dei bus, così come stabilito da un decreto regionale contro il quale il sindaco Cammarata aveva protestato. Lo stesso rincaro ha colpito i passeggeri dei pullman dell´Ast, azienda regionale con 1.200 dipendenti il cui presidente - un altro politico "trombato", l´ex forzista Vincenzo Giambrone - è stato di recente rimosso dall´incarico anche per aver favorito all´interno dell´ente Tanina Maniscalchi, un´avvocatessa che ha patteggiato una condanna per favoreggiamento.

E, da quanto risulta da una relazione del presidente dell´organismo di vigilanza Francesco Foti, il trattamento di riguardo non è stato a costo zero: Giambrone - che si picca di aver risanato l´ente - il 16 marzo 2007 affidò alla Maniscalchi una consulenza da 40 mila euro «malgrado l´Ast a quel tempo fosse ben dotata -scrive Foti - di una grandemente efficiente direzione legale e, inoltre, per un importo dell´ordine degli stessi 40 mila euro - intratteneva giù proficuamente un rapporto di consulenza ad acta con lo studio Pitruzzella». Il compenso annuo per la Manisalchi è stato poi aumentato a 50 mila euro, prima che la stessa legale venisse beneficiata di una carriera folgorante. E nominata amministratrice unica di una società partecipata (Ast turismo), segretaria del consiglio di gestione e, addirittura, coordinatrice delle direzioni.

«Ha ricoperto in sostanza in modo illegittimo il ruolo di superdirettore», scrive (con dovizia di punti esclamativi) l´organo di vigilanza. Lo stesso Giambrone, poco dopo la nomina avvenuta nel marzo del 2007, deliberò la promozione di 110 dipendenti. Nulla a che vedere con l´infornata di parenti e amici che, sempre alla vigilia delle elezioni del 2007, fece crescere l´organico dell´Amia di 126 unità. Tutti dipendenti assunti senza concorso, la cui assunzione ha contribuito a determinare la voragine dell´ex municipalizzata che si occupa della raccolta dei rifiuti.
Un´azienda che cerca di fare affari ad Abu Dhabi e in Tunisia ma che, come ha certificato la Corte dei conti, perde quasi 3 milioni di euro al mese, ovvero 100 mila euro al giorno. Il presidente, Enzo Galioto, è stato inserito nelle liste del Pdl per il Senato (ed eletto) e mentre il sindaco Cammarata attende ancora il trasferimento degli 80 milioni richiesti al governo nazionale, la soluzione alla crisi potrebbe essere un nuovo aumento della Tarsu, la tassa per i rifiuti solidi urbani che solo un anno e mezzo fa è stata incrementata del 75 per cento. Sarebbe l´ultimo regalo sgradito della mala amministrazione.
(17 dicembre 2008)
http://palermo.repubblica.it/dettagl...isti/1562996/2