Nel decreto Milleproroghe e' infatti stata inserita una nuova proroga
Restano fuori i crac Cirio, Giacomelli e Parmalat. L'ira dei consumatori


La class action slitta ancora
Il via ai ricorsi a luglio 2009


http://www.repubblica.it/2008/12/sez...vio-class.html

ROMA - Ancora una sospensione per l'operativita' della class action. Nel decreto Milleproroghe e' infatti stata inserita una proroga al 30 giugno 2009 per l'entrata in vigore del ricorso collettivo risarcitorio. La class action, introdotta con la finanziaria per il 2008, sarebbe dovuta entrare in vigore a giugno di quest'anno, poi con il decreto estivo sulla manovra il nuovo strumento era stato sospeso fino al 31 dicembre 2008. Con il decreto di oggi e' arrivato un ulteriore slittamento di sei mesi.

Oltre allo slittamento, il governo ha varato una class action che riduce i margini di operatività. La possibilità per i consumatori di ricorrere ad un'azione collettiva di risarcimento scatterà soltanto per gli illeciti avvenuti a partire dal primo luglio 2008. Viene eliminata, inoltre, l'esclusiva alle associazioni dei consumatori nel promuovere l'azione e si concede maggiore potere di filtro ai giudici sull'ammissibilità.

L'esecutivo depotenzia così la norma che era stata introdotta con l'ultima finanziaria di Prodi. Con la forte limitazione alla retroattività si vieta quindi di far ricorso collettivo sulle più note vicende che hanno colpito i risparmiatori, da Cirio a Giacomelli, da Parmalat ai bond argentini.

Furiosi i consumatori. "Vergogna! Siamo indignati - dicono i presidenti di Federconsumatori e Adusbef, Rosario Trefiletti ed Elio Lannutti - E' evidente che gli obiettivi sono altri. Il Governo e la Confindustria vogliono rendere impossibile l'azione di risarcimento per i danni subiti dai cittadini nelle truffe Cirio, Parmalat e vogliono rimandare il più possibile l'attuazione della legge stessa".

"Il rinvio è un' ulteriore cattivissimo segnale della assenza di attenzione di questo Governo alle necessità e alle preoccupazioni dei cittadini e dei consumatori" commenta Paolo Fiorio del Movimento Consumatori.

Critica anche la posizione di Legambiente. Per l'associazione ambientalista l'obiettivo del rinvio è quello di "allontanare i cittadini dalla tutela dei propri diritti".

(18 dicembre 2008)