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Risultati da 1 a 10 di 10
  1. #1
    Conservatorismo e Libertà
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    Arrow Ecco la squadra che condurrà l'America ad un tragico declino

    Cinque donne, un premio Nobel, tre ex generali, un paio di repubblicani, un manipolo di ex avversari politici e una schiera di collaboratori dell'ex presidente Bill Clinton. La squadra di governo di Barack Obama, il presidente eletto degli Stati Uniti, è al gran completo. L'ultimo pezzo del puzzle è la nomina della californiana Hilda Solis, deputata di origini ispaniche, al dipartimento del Lavoro.
    Gli elementi di rottura con il passato non mancano, il primo: il baricentro del potere si sposta dal sud al nord degli Stati Uniti, e in particolare a Chicago, la città adottiva di Obama. Nei dintorni di Chicago è nata e cresciuta l'ex first lady Hillary Clinton (fino ai primi anni di college era un'attivista repubblicana); dalla città del vento vengono il capo di gabinetto di Obama, Rahm Emanuel e Arne Duncan, provveditore agli Studi della città. Di Chicago è anche Valerie Jarrett, consulente legale della Casa Bianca. Di Peoria, la città di Caterpillar, sempre in Illinois è Ray LaHood, la scelta di Obama per il dipartimento dei Trasporti.
    L'unico ministro del Sud degli Stati Uniti è l'ex sindaco di Dallas Ron Kirk cui Obama ha affidato il Commercio Internazionale e alla nomina ha contribuito il fatto che fosse un texano. Il sud degli Stati Uniti è una nozione culturale, piuttosto che geografica. Stati come la California e la Florida, seppure siano sul confine meridionale degli Stati Uniti non sono a sud, e lo stesso vale per Stati come l'Arizona e il Nuovo Messico, che per gli americani fanno parte dell'Ovest. Il sud è essenzialmente composto dai 13 stati della confederazione, che va dalla Virginia, alle porte di Washington, al Texas. La Florida, complice l'imponente immigrazione di americani del New England e del Midwest, ha perso l'etichetta di Stato del sud: gli abitanti non hanno neppure l'inflessione caratteristica dei vicini di Georgia e Alabama.
    Clinton, il prossimo segretario di Stato, guida la schiera delle cinque donne di governo, che secondo alcuni osservatori sono comunque troppo poche. Oltre a Solis nel consiglio dei ministri siederanno la governatrice dell'Arizona Janet Napolitano (ministro per la Sicurezza Interna), Lisa Jackson, capo di gabinetto del governatore del New Jersey che guiderà l'agenzia per la protezione ambientale (una sorta di ministero dell'ambiente) e Susan Rice, il cervello della politica estera di Obama, sarà ambasciatrice americana alle Nazioni Unite, con un mandato forte che avvicina la sua nomina al Palazzo di Vetro a quella di un membro dell'esecutivo.
    Nel team di Obama c'è in compenso un 'cowboy', Ken Salazar, che ha lasciato la sua fattoria per fare il senatore del Colorado e che guiderà il ministero del Territorio. La squadra per l'ambiente può contare anche su un premio Nobel, il docente di fisica e biologia molecolare californiano Steven Chu, che ha il pregio di avere pure origini asiatiche. Al suo fianco Obama ha voluto anche Nancy Sutley, l'unico membro del governo scelto tra i leader dalla comunità gay.
    La promessa di costruire un team di rivali, più volte fatta in campagna elettorale, è stata pienamente rispettata, oltre alla rivale Clinton, e al vice, l'ex avversario delle primarie, Joe Biden, Obama ha affidato a Tom Vilsack il dipartimento dell'Agricoltura e al 'messicano' Bill Richardson il Commercio. Tra i candidati delle primarie democratiche l'unico grande escluso dal governo è l'ex senatore della North Carolina John Edwards, tagliato fuori dalla politica americana dall'ammissione di avere tradito la moglie Elizabeth, ammalata di cancro. Peccato, Edwards è un uomo del sud con tanto di accento marcato.
    Il presidente eletto non si è accontato di semplici rivali, ha anche pescato tra i nemici. Obama ha confermato alla Difesa il segretario uscente Robert Gates, un repubblicano della generazione di Bush padre, ovvero pre 'neocon'. Bush lo volle a Washington dopo le politiche del 2006, al posto del falco Donald Runsfeld, per evitare che fossero i democratici a sfiduciarlo, con gli strumenti della nuova maggioranza al Congresso. Gates ebbe il mandato di salvare la guerra. Obama punta su un obiettivo molto diverso, quello di abbassare il sipario e gestire il ritiro delle truppe. Ha già dato il primo segnale del nuovo indirizzo ordinando i piani per la chiusura del carcere di Guantanamo. L'altro repubblicano è Ray LaHood.
    Tre sono i generali in pensione, l'ex marine James Jones, consigliere per la Sicurezza Nazinale e Eric Shinseki, un americano di origini giapponesi, che sarà alla guida del dipartimento dei Veterani. Il direttore nazionale dell'Intelligence è invece l'ex ammiraglio Denny Blair, ex comandante delle forze americane nel Pacifico.
    A guidare il team economico c'è un volto nuovo, Tim Geithner, il governatore della Fed di New York e un coetaneo di Obama, scelto per il ministero del Tesoro. Ma due grandi vecchi, il clintoniano Lawrence Summers e l'ex presidente della Fed Paul Volcker, hanno comunque trovato un posto alla Casa Bianca. Tra gli altri clintoniani spiccano, oltre all'ex first lady, anche Richardson ed Eric Holder, il vice di Janet Reno e prossimo ministro della Giustizia.

    http://notizie.alice.it/notizie/este...,17285012.html



    --------------------------------------

    Teniamoci bene in mente questi nomi, nei prossimi 4 anni avremo sicuramente modo di analizzare le azioni dell'esecutivo statunitense e l'operato complessivo di Obama. Non nutro alcuna fiducia in queste personalità (neppure nei repubblicani che si sono compromessi con l'avversario politico), e temo che entro poco tempo potremo saggiare le reali capacità di personaggi come Hillary Clinton (tanto per fare un esempio).
    Questo è il governo delle "meraviglie", dell'immagine, dell'apparenza, del fumo, che unisce persone che fino ad un attimo
    prima si scannavano a vicenda. E già questo costituisce serio indizio di una certa ipocrisia, o peggio, di un futuro disastro causato dall'incoerenza e da probabili contraddizioni interne.
    Contraddizioni che sorgeranno soprattutto dall'impossibilità di coniugare i sogni, le fantasie, il buonismo e il facile dialogo con una realtà ben più cruda e pericolosa. L'America - temo - si risveglierà presto dall'incanto per ritrovarsi nell'incubo...
    Mah! Speriamo ovviamente di essere smentiti in queste previsioni, per il bene degli Stati Uniti e dell'Occidente intero. Ma i dubbi sono molti, e le premesse non certo confortanti...

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  2. #2
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    l'elemento più inquietante è certo la guida delle politiche ambientali,personaggio tristemente vicino a quel fanatico di Al Gore....

  3. #3
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    Citazione Originariamente Scritto da perplesso666 Visualizza Messaggio
    l'elemento più inquietante è certo la guida delle politiche ambientali,personaggio tristemente vicino a quel fanatico di Al Gore....
    Spaventoso. Se quanto affermi si avvicina anche solo minimamente alla realtà (ma ovviamente ti credo, e so bene che sei un esperto di politica statunitense e al tempo stesso una persona molta attenta al tema ambientale) prepariamoci a decisioni folli ed autodistruttive.

  4. #4
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    diciamo che è opinione comune considerare la nomina di Steven Chu come frangiflutti alle possibili derive goriane: insomma,la rockstar non poteva non affidare l'ambiente all'entourage di Gore per pure ragioni d'equilibrio interno ai dems,ma sa benissimo che lasciargli carta bianca significherebbe il suicidio energetico della Nazione.....

  5. #5
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    Sembra la riedizione in salsa americana dello scapestratissimo governo Prodi. Prendi un extracomunitario qui, un democristiano là, un ecologista da quest'altra parte... un paio di professori universitari a fare da finti tecnici, e poi condisci il tutto con almeno una coppia di transfughi avversari.
    Speriamo duri anche meno di Prodi.

  6. #6
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    beh su questo non ci contare Ugo,mai state elezioni presidenziali anticipate in 232 anni,il sistema prevede tutta una serie di passaggi di funzione da far paura: il massimo che si può sperare è che le decisioni di uno o più segretari siano talmente balzane da costringere la rockstar ad avvicendarli,come fece Bush jr con Rumsfeld

  7. #7
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    Io sono paradossalmente d'accordo con voi, perché queste nomine le avrebbe potute fare benissimo un G.W. Bush al suo terzo mandato. I decisori chiamati ad arrestare il declino sono in sostanziale continuità con chi ha posto tutte le premesse degli Stati Uniti più deboli degli ultimi cento anni. Se non credete a me, credete a loro B (cosa che dovreste fare abitualmente, peraltro):


    La nuova amministrazione comincia bene.
    Mitch McConnell, leader repubblicano del Senato.

    Superbo… il meglio dei membri di Washington… questa sarà una valedictocrazia – guidata dai migliori laureati delle High School.
    David Brooks, cronista conservatore del New York Times.

    Virtualmente perfetto.
    Joe Lieberman, ex democratico e principale delegato di John McCain nella campagna 2008.

    “Rassicurante.”
    Karl Rove, principale consigliere di Bush.

    “Sono stupefatto da queste nomine, la maggior parte delle quali potrebbero giusto essere state fatte da un presidente McCain… questo non significa altro che un termine alla timetable di 16 mesi per il ritiro dall'Iraq, i summit incondizionati con i dittatori e altre sciocchezze inizialmente emanate dalla campagna di Obama… [Hillary] Clinton e [James] Steinberg agli interni dovrebbero essere voci potenti per il ‘neo-liberalism’ che non è così differente per molti aspetti dal ‘neo-conservatorivismo.’”
    Max Boot, attivista neoconservatore, ex membro del personale di McCain.

    “Le vedo come una specie di centro destra del partito democratico.”
    James Baker, ex (contestato) ministro dell'interno nell'elezione 2000.

    “Sorprendente continuità sulla politica estera fra il secondo termine del presidente Bush e la prossima amministrazione… certamente niente che rappresenti un cambiamento drastico su come Washington conduce i suoi affari. L'aspettativa è che Obama continui il corso fissato da Bush…”
    Michael Goldfarb, del neoconservatore Weekly Standard.

    “Certamente applaudo molte delle nomine…”
    John McCain, candidato repubblicano alle presidenziali.

    “Fin qui, tutto bene.”
    Lamar Alexander, leader congressuale repubblicano.

    “Hillary Clinton sarà ‘eccezionale’ come ministro dell'interno”
    Henry Kissinger.

    “Rahm Emanuel è ‘una scelta saggia’ nel ruolo di capo del personale”
    Senatore repubblicano Lindsey Graham, migliore amico di John McCain.

    La squadra di Obama dimostra che “la nostra politica estera è indipendente.”
    Ed Rollins, massimo stratega repubblicano e responsabile della campagna di Mike Huckabee 2008.

    “Il paese sarà in buone mani.”
    Condoleezza Rice, ministro di George W. Bush.

    Qui

  8. #8
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    Citazione Originariamente Scritto da Cato Visualizza Messaggio
    Io sono paradossalmente d'accordo con voi, perché queste nomine le avrebbe potute fare benissimo un G.W. Bush al suo terzo mandato. I decisori chiamati ad arrestare il declino sono in sostanziale continuità con chi ha posto tutte le premesse degli Stati Uniti più deboli degli ultimi cento anni. Se non credete a me, credete a loro B (cosa che dovreste fare abitualmente, peraltro):


    La nuova amministrazione comincia bene.
    Mitch McConnell, leader repubblicano del Senato.

    Superbo… il meglio dei membri di Washington… questa sarà una valedictocrazia – guidata dai migliori laureati delle High School.
    David Brooks, cronista conservatore del New York Times.

    Virtualmente perfetto.
    Joe Lieberman, ex democratico e principale delegato di John McCain nella campagna 2008.

    “Rassicurante.”
    Karl Rove, principale consigliere di Bush.

    “Sono stupefatto da queste nomine, la maggior parte delle quali potrebbero giusto essere state fatte da un presidente McCain… questo non significa altro che un termine alla timetable di 16 mesi per il ritiro dall'Iraq, i summit incondizionati con i dittatori e altre sciocchezze inizialmente emanate dalla campagna di Obama… [Hillary] Clinton e [James] Steinberg agli interni dovrebbero essere voci potenti per il ‘neo-liberalism’ che non è così differente per molti aspetti dal ‘neo-conservatorivismo.’”
    Max Boot, attivista neoconservatore, ex membro del personale di McCain.

    “Le vedo come una specie di centro destra del partito democratico.”
    James Baker, ex (contestato) ministro dell'interno nell'elezione 2000.

    “Sorprendente continuità sulla politica estera fra il secondo termine del presidente Bush e la prossima amministrazione… certamente niente che rappresenti un cambiamento drastico su come Washington conduce i suoi affari. L'aspettativa è che Obama continui il corso fissato da Bush…”
    Michael Goldfarb, del neoconservatore Weekly Standard.

    “Certamente applaudo molte delle nomine…”
    John McCain, candidato repubblicano alle presidenziali.

    “Fin qui, tutto bene.”
    Lamar Alexander, leader congressuale repubblicano.

    “Hillary Clinton sarà ‘eccezionale’ come ministro dell'interno”
    Henry Kissinger.

    “Rahm Emanuel è ‘una scelta saggia’ nel ruolo di capo del personale”
    Senatore repubblicano Lindsey Graham, migliore amico di John McCain.

    La squadra di Obama dimostra che “la nostra politica estera è indipendente.”
    Ed Rollins, massimo stratega repubblicano e responsabile della campagna di Mike Huckabee 2008.

    “Il paese sarà in buone mani.”
    Condoleezza Rice, ministro di George W. Bush.

    Qui
    Il medico non mi ha ordinato di concordare sempre e comunque con i Repubblicani; io mi tengo l'opinione che ho espresso al primo post. Rimango ovviamente deluso per questi elogi a tratti sperticati. Mah! E' davvero tempo di fare una bella pulizia all'interno di un GOP irriconoscibile...

  9. #9
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    Altre cattive notizie...


    ------------------------
    Il fisico di Harvard John Holdren e la biologa marina Jane Lubchenco sono i due nuovi consiglieri scientifici nominati dal presidente eletto degli Stati Uniti Barack Obama: una svolta rispetto all'Amministrazione Bush in quanto entrambi sono esperti di cambiamenti climatici e difensori di una decisa iniziativa governativa a favore della riduzione dei gas serra. Holdren occuperà l'incarico di direttore dell'Ufficio della Casa Bianca per le politiche scientifiche e tecnologiche e presiederà il consiglio scientifico del Presidente con il Nobel per la medicina Harold Varmus e il genetista del Mit Eric Lander come vice; Lubchenco guiderà invece l'Amministrazione Nazionale Oceanica ed Atmosferica (Nooa), l'ente che si occupa della maggior parte degli studi federali sui cambiamenti climatici.
    "Dall'allunaggio alla sequenza del genoma umano all'invenzione di Internet, l'America è stata la prima ad attraversare le nuove frontiere perché avevamo dei leader che aprivano la strada: leader che non solo investivano nei nostri scienziati, ma che rispettavano l'integrità del processo scientifico", ha ricordato Obama annunciando le nomine e sottolineando come la promozione della ricerca non consista solo nel fornire le risorse, ma nel proteggere "la ricerca libera e trasparente, assicurando che fatti e prove non vengano oscurate dall'ideologia o dalla politica".
    Il compito che attende la squadra scientifica di Obama non è facile, data la sostanziale passività dell'Amministrazione Bush, che per anni ha definito la lotta ai cambiamenti climatici come una "causa liberal", mettendo la sordina alle pubblicazioni che sottolineavano la pericolosità della situazione e privilegiando la politica rispetto alla scienza.





    http://notizie.alice.it/notizie/este...,17304386.html

  10. #10
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    non conosco direttamente costoro,ma da queste dichiarazioni par confermato un allineamento della nuova amministrazione alla moda ambientalista.
    per il resto,mi pare che il parere di Baker sia il più vicino alla verità

 

 

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