dall'inviato Roberto Galullo
PESCARA - Altra inchiesta, altro fascicolo, altro giro di accuse nei confronti di Carlo Toto, patron di AirOne.
L'ordinanza con la quale la Procura di Pescara ha arrestato il sindaco Luciano D'Alfonso e indaga complessivamente 38 persone, a pagina 17 rivela una sorpresa: la variante alla statale abruzzese che unisce l'entroterra pescarese al mare ( la cosiddetta " mare-monti"), per i cui lavori fu costituita una joint venture tra Anas (per la quale in passato D'Alfonso aveva lavorato)e Provincia, avrebbe garantito«ingenti vantaggi all'imprenditore » grazie alle «clamorose illegittimità amministrative» compiute dal '99 dall'allora presidente della Provincia.Chi era?Luciano D'Alfonso, diventato poi sindaco di Pescara nel 2003, che ieri al termine di tre ore di interrogatorio ha respinto ogni accusa affermando di non essere mai entrato nelle scelte dei tecnici comunali e di non sapere nulla dei movimenti didenaro scrupolosamente annotati dal suo ex braccio destro Guido Dezio.
La Procura dedica appena 13 righe a questa vicenda ma –in una lunga nota allegata – svela che tra il 28 febbraio e il 17 settembre di quest'anno sono state depositate numerose informative e relazioni che fanno parte di un procedimento separato. «L'ho appreso anche io leggendo stralci dell'ordinanza – dichiara al Sole 24 Ore l'avvocato della famiglia Toto, Augusto La Morgia – e mi sono ripromesso di parlarne con i miei assistiti domani (oggi per chi legge, ndr) ».
Le accuse (anche se non si conoscono i capi di imputazione perché oggetto appunto di un altro procedimento) sono gravi. Alla Toto sarebbe stata concessa una perizia di variante «predisposta – scrivono i magistrati – dall'impresa medesima, idonea a stravolgere l'originario progetto, peraltro portando il tracciato stradale a invadere i confini della riserva naturale di Lago di Penne ». Sul fatto che ne fossero tutti consapevoli, la Procura non nutre dubbi. Negli appunti acquisiti in fase di perquisizione della società, ne è stato rinvenuto uno nel quale Alfonso Toto, figlio del patron della compagnia aerea, annotava che «era necessario modificare i confini della riserva medesima».Il cantiere è stato sequestrato a febbraio perché l'arteria invadeva un'area protetta del Wwf.
La manina che ha modificato il progetto era quella del geometra Giuseppe Cantagallo, su sollecitazione dello stesso D'Alfonso, alla presenza tra gli altri dell'assessore ai Lavori pubblici Rocco Petrucci. Cantagallo, per il calcolo del prezzo, lavorerà a stretto contatto con tale Rapposelli, che si scoprirà poi essere un dipendente di Toto spa. «Per volontà di D'Alfonso – si legge nella nota allegata dalla Procura – Toto ha partecipato alla redazione dell'elenco prezzi ancor prima che la gara venisse bandita ». Toto si aggiudicherà l'originaria licitazione privata con il 31,31% di ribasso. Le offerte ammesse furono 18 ma Toto fu l'unica in grado di interpretare correttamente la procedura di calcolo della voce "spese generali". L'Anas approverà la variante solo il 3 febbraio 2005. Lo stravolgimento del progetto originario aumentava significativamente l'importo dei lavori.
Cantagallo - ascoltato l'ultima volta il 17 settembre scorso farà mettere a verbale una serie di dichiarazioni che (se saranno puntualmente verificate) inaspriranno la posizione degli imprenditori e di D'Alfonso. Il loro patto appare d'acciaio. Secondo quanto racconta Cantagallo, lo stesso D'Alfonso in una riunione avrebbe apertamente riferito la condotta spregiudicata di Toto che,pur di riprendersi l'appalto avrebbe pagato un miliardo a una ditta del Nord che in realtà aveva presentato l'offerta migliore. La Procura, però, sta indagando su questo aspetto perché quella ditta fece ricorso (senza successo) al Tar per l'esclusione subita.
http://www.ilsole24ore.com/art/SoleO...lesView=Libero




Rispondi Citando
