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  1. #1
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    Predefinito La Casta di Siena. I segreti di Chiesa, finanza e PD

    http://www.lastampa.it/_web/cmstp/tm...ne=80&sezione=

    Ascheri "Ho messo a nudo
    la casta di Siena"

    I segreti di Chiesa, finanza e Pd. Un professore sconvolge la città
    GIUSEPPE SALVAGGIULO
    INVIATO A SIENA
    Come nella favola di Andersen, in cui tutti vedono il re nudo ma nessuno lo dice tranne un bambino, a Siena c’è voluto un «bambino» di 38 anni per mettere nero su bianco quello che tanti sanno ma nessuno dice. Raffaele Ascheri, insegnante di italiano-storia-geografia nella scuola media Cecco Angiolieri, ha messo a nudo il re uno e trino (Partito democratico, Montepaschi, Chiesa) che governa questa città-Stato opulenta e permalosa.
    Lo ha fatto con un libro intitolato «La casta di Siena» e diventato in cinque mesi un caso editoriale: stampato in proprio per mancanza di editore disponibile, è arrivato alla quarta edizione e ha venduto 5000 copie in una città di 54 mila abitanti. I mass media locali lo ignorano. I potenti ostentano indifferenza: «Tutte cose già note». Eppure i senesi lo comprano e lo regalano agli amici. Come un «libro proibito».

    I tre volti del palazzo
    Proibito perché ricostruisce le vicende del potere cittadino come manifestazioni di un’oligarchia fondata sul mutuo soccorso. C’è un ampio capitolo ambientale, con la cementificazione della campagna senese (da Monticchiello a Casole d’Elsa) a opera delle giunte comunali e provinciale. C’è il contestato ampliamento dell’aeroporto voluto dai politici e benedetto dal Montepaschi. Ci sono le disavventure giudiziarie di monsignor Giuseppe Acampa, economo della Curia e pupillo dell’arcivescovo Antonio Buoncristiani, sotto processo per la gestione del patrimonio ecclesiastico (truffa), per aver incendiato documenti custoditi in Curia (incendio doloso), accusando poi l’archivista (calunnia). E ci sono i privilegi e gli sprechi, gli appalti «fatti in casa», la carta di credito da 15 mila euro al mese per le «spese di rappresentanza» del presidente della Provincia Fabio Ceccherini.
    La camera di compensazione della casta è la Fondazione che controlla il Montepaschi, terzo gruppo bancario italiano. Dal 2001, nella Fondazione ci sono Comune e Provincia (in mano ai Ds ora Pd), ma anche la Curia, che nomina un rappresentante. Ogni anno, la Fondazione distribuisce sul territorio circa 200 milioni di contributi: inevitabile che lì dentro vadano tutti d’accordo. Il Pd esprime il presidente del Montepaschi, Giuseppe Mussari. La Curia «flirta» con gli ex comunisti. E Mussari scende in campo come penalista in difesa della Curia finita sotto processo.

    Dal basket alle biblioteche
    A Siena, Raffaele non è proprio uno sconosciuto. Anche per la casta. Figlio di Mario Ascheri, storico del diritto ed ex indipendente del Pci oggi consigliere comunale per una lista civica, da piccolo giocava a pallone con Aldo Berlinguer, figlio di Luigi, ex rettore e ministro Ds. Una decina di trofei sportivi tra corsa campestre e calcio, trascorsi giornalistici come telecronista di basket, una tessera del Pds presa e stracciata nel 1992, una tesi in storia contemporanea sul fascismo a Siena. Dopo la laurea, vince un concorso ma deve girare otto anni per la provincia da precario prima della cattedra di ruolo. Nel frattempo, ha iniziato a scrivere libri, sulla visita di Hitler a Siena nel 1938 e sulle apparizioni di Medjugorie, che gli valgono ampie recensioni sulla stampa locale e qualche comparsata televisiva. Poi, un anno fa, mentre fa jogging lungo il fiume con un amico, gli viene l’idea di scriverne uno sul potere senese. Ha appena letto «La casta» e ne parla al padre Mario, ma lo avverte: «Te lo farò leggere solo alla fine» («Perché il mi’ babbo è un rompi…»).
    Raffaele lavora al libro tutta l’estate. La mattina consulta i quotidiani locali al bar: ore a prendere appunti davanti a un cappuccino con gli anziani che lo prendono in giro: «Te tu non fai prima a fare una fotocopia?». Pomeriggi nella biblioteca comunale. Cerca sull’elenco telefonico i numeri degli attivisti dei comitati ambientali: «Buongiorno, sto scrivendo un libro sulla Val d’Elsa, possiamo vederci?». «Certo, si tratta di una guida turistica?». Interpella «gole profonde» all’interno della casta. Qualcuna la trova, ma solo dietro garanzia di anonimato «perché temono ritorsioni».
    Seguono trattative per concordare appuntamenti riservati. «Vediamoci in chiesa». «Scherza? Le chiese sono pericolose». Alla fine s’incontrano all’ombra dei cedri libanesi nell’orto botanico. Mentre accumula ritagli e documenti, Raffaele scrive. All’alba, nella veranda con vista sulla collina («Bugiardo! - lo redarguisce la fidanzata Sandra - anche la sera: interrompevi solo per le partite di calcio!»).

    In macchina per le consegne
    A metà novembre, il libro è pronto. Lo leggono un paio di avvocati per evitare querele (non ne ha ricevuta nemmeno una). Manca solo l’editore. Raffaele fa un paio di tentativi, contatta quelli dei suoi volumi precedenti ma non trova ascolto. «Allora decido di rischiare. Mi rivolgo a una tipografia, porto il libro e me lo faccio stampare». Prima tiratura: 1500 copie per 3500 euro. Prezzo di copertina: 18 euro, come «La casta». Il 1° dicembre Raffaele torna in tipografia, carica l’auto e inizia la distribuzione. «All’inizio solo in due librerie, perché non posso entrare con la macchina nel centro storico, devo parcheggiare fuori e fare un paio di chilometri a piedi con i pacchi di libri».
    Quando si presenta alla Libreria senese, a due passi da piazza del Campo, e apre la cassa di libri, la titolare Laura chiede: «Non è che qui si va tutti in galera?». Chiarito che è esente da responsabilità, inizia la vendita. Tre ore dopo la prima consegna, squilla il cellulare. È la Feltrinelli: «Raffaele, abbiamo esaurito i libri, devi portarmene altri». Lui si rimette in macchina, risale fino alle mura, carica il borsone e via. Le altre librerie telefonano al babbo: «Per favore dici a tuo figlio di consegnarci il libro?».

    «E ora la seconda puntata»
    Nonostante il silenzio di tv e giornali (telefonata a una libreria per il classico articolo sui volumi più venduti: «In testa c’è la Casta di Siena? Ah sì? Allora passiamo al secondo»), in città si sparge la voce e il tam tam arriva nei palazzi del potere. Il libro lo leggono tutti, a cominciare dai big della «casta» che rifiutano di commentarlo. Leggono i capi del Pd. Leggono al Montepaschi: alla Feltrinelli arrivano i commessi della banca per comprarlo. Legge l’arcivescovo. Un giorno si presenta in libreria un prelato: «Mi mandano dal Vaticano, trovatemene una copia». Intanto Raffaele torna in tipografia, paga altri 3500 euro e prende un nuovo carico di libri. Esauriti in un mese. Ora siamo alla quarta ristampa «e il libro ancora si vende», dicono nelle librerie.
    Raffaele c’ha preso gusto e prepara un seguito, anche perché nel frattempo si sono fatte vive altre «gole profonde». Ma avrà un problema in più: trovare un nuovo stampatore. La tipografia, infatti, gli ha già fatto sapere che non è il caso di fare il bis.
    «Per quieto vivere».

    Autore: Raffaele Ascheri
    Titolo: La Casta di Siena
    Pagine: 175

  2. #2
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    A breve Siena sarà sconvolta dalle inchieste che già si profilano all'orizzonte.

    Un intero SISTEMA sta crollando.

    Si salvi chi può.

  3. #3
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    http://www.0577news.it/index.asp?idn=1753

    La diocesi senese minaccia querele per l'autore de 'La casta di Siena'
    13/06/2008 - 12:12 È un vero e proprio caso letterario e politico. Ora rischia di diventare anche un caso giudiziario. Pietra dello scandalo è il libro La casta di Siena, in cui il maestro Raffaele Ascheri racconta (e critica) i poteri forti della città: politici, amministratori, personalità della cultura e dell'economia e della chiesa. Ma il racconto delle alterne vicende della diocesi senese, ad alcuni non è piaciuto; tanto che l'arcivescovo Antonio Buoncristiani e don Giuseppe Acampa, economo della curia, «al fine di tutelare la loro buona fama», hanno dato incarico agli avvocati di intraprendere «le opportune azioni legali nei confronti di Raffaele Ascheri». Non è un caso che per mesi nessuno volesse pubblicare il libro di Ascheri; né fargli pubblicità, benché risultasse regolarmente esaurito in tutte le librerie.

  4. #4
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    Citazione Originariamente Scritto da ConteMax Visualizza Messaggio
    http://www.0577news.it/index.asp?idn=1753

    La diocesi senese minaccia querele per l'autore de 'La casta di Siena'
    13/06/2008 - 12:12 È un vero e proprio caso letterario e politico. Ora rischia di diventare anche un caso giudiziario. Pietra dello scandalo è il libro La casta di Siena, in cui il maestro Raffaele Ascheri racconta (e critica) i poteri forti della città: politici, amministratori, personalità della cultura e dell'economia e della chiesa. Ma il racconto delle alterne vicende della diocesi senese, ad alcuni non è piaciuto; tanto che l'arcivescovo Antonio Buoncristiani e don Giuseppe Acampa, economo della curia, «al fine di tutelare la loro buona fama», hanno dato incarico agli avvocati di intraprendere «le opportune azioni legali nei confronti di Raffaele Ascheri». Non è un caso che per mesi nessuno volesse pubblicare il libro di Ascheri; né fargli pubblicità, benché risultasse regolarmente esaurito in tutte le librerie.


    E quindi cosa vuole dire?

    Faliciteranno ancor di più le inchieste..

    Ripeto la voragine si sta aprendo.. Si salvi chi può..

    A Siena già lo sanno..

  5. #5
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    Citazione Originariamente Scritto da Miele di Acacia Visualizza Messaggio
    E quindi cosa vuole dire?

    Faliciteranno ancor di più le inchieste..

    Ripeto la voragine si sta aprendo.. Si salvi chi può..

    A Siena già lo sanno..
    Vuol dire che Ascheri ha parlato del processo che coinvolge i vertici della diocesi di Siena

    http://www.corriere.it/Primo_Piano/C...vo_siena.shtml

    Gli inquirenti cercano contatti con le indagini di Firenze Estorsione, indagato arcivescovo di Siena Inchiesta sulla vendita di case. E un incendio doloso in Curia



    L’arcivescovo di Siena Antonio Buoncristiani (Ansa)
    FIRENZE — Gestione del patrimonio immobiliare e incontri proibiti organizzati da sacerdoti. C’è un’altra inchiesta che coinvolge le gerarchie ecclesiastiche della Toscana. Mentre la procura di Firenze dispone nuovi accertamenti sull’attività del vescovo ausiliare Claudio Maniago, quella di Siena iscrive nel registro degli indagati l’arcivescovo Antonio Buoncristiani per estorsione. L’alto prelato viene coinvolto nell’indagine che ha già portato alla richiesta di rinvio a giudizio di monsignor Giuseppe Acampa, 38 anni, l’economo della Curia cittadina accusato di incendio doloso, calunnia e truffa. E adesso gli inquirenti fiorentini vogliono accertare se ci sia un collegamento tra le due vicende, soprattutto per quanto riguarda l’amministrazione degli immobili e del denaro della Chiesa.

    L’INCENDIO DOLOSO — Comincia tutto il 2 aprile del 2006 quando un rogo divampa nella sede dell’Economato della Curia di Siena. Monsignor Acampa accusa un archivista di aver appiccato l’incendio, ma gli accertamenti della polizia delineano un quadro diverso. E alla fine è proprio lui a finire indagato. Secondo i magistrati avrebbe dato alle fiamme l’ufficio «con l’unica finalità di distruggere documenti attinenti operazioni finanziarie promosse dalla diocesi attraverso la Curia». Gli affari curati dal sacerdote vengono analizzati attraverso accertamenti bancari e patrimoniali. Si scopre così che il prelato ha venduto a un imprenditore veneto uno degli immobili ereditati dalla diocesi, «a prezzi molto inferiori a quelli di mercato». Come ricompensa per il favore si sarebbe fatto regalare «un’Audi A3 dal valore di 27.000 euro» e per questo viene accusato di truffa ai danni della Chiesa. Si scopre anche che avrebbe partecipato a incontri particolari con altri due preti. Le testimonianze di alcuni sacerdoti forniscono i dettagli. Nessun reato viene contestato per questi episodi, ma la sua immagine ne esce a pezzi. Alla fine di giugno arriva la svolta. Le intercettazioni telefoniche e ambientali svelano i tentativi che sarebbero stati fatti dall’arcivescovo di Siena per convincere i testimoni a ritrattare. Qualche giorno dopo Buoncristiani viene iscritto nel registro degli indagati per estorsione. Sospettato di aver indotto numerose persone «anche con mirate pressioni» a fornire una versione diversa da quella verbalizzata davanti ai pubblici ministeri. Nei suoi confronti sono ancora in corso gli accertamenti, le stesse autorità ecclesiastiche stanno valutando la situazione. Intanto esplode il caso di Firenze.

    APPARTAMENTI E FESTINI —Dopo aver accertato che don Lelio Cantini, il parroco accusato di violenza sessuale su numerose ragazze minorenni, si era fatto consegnare dai fedeli denaro e proprietà, i pm hanno deciso di verificare eventuali «coperture» che per anni gli avrebbero garantito l’impunità. Le verifiche hanno consentito di stabilire che la curia fiorentina ha beneficiato di eredità e donazioni, arrivando a possedere almeno 2.000 immobili. Palazzi e terreni, accusano adesso due dipendenti e due sacerdoti, che il vescovo ausiliare Claudio Maniago avrebbe gestito in maniera disinvolta. «Ci minacciava intimandoci di non parlare della sua attività», hanno raccontato a verbale prima di accusarlo di non essere intervenuto per fermare don Cantini pur essendo perfettamente a conoscenza dei suoi illeciti.E di aver partecipato a festini a luci rosse, circostanza confermata da un uomo di quarant’anni che si è presentato in Procura lo scorso aprile per raccontare i dettagli di un incontro avvenuto dieci anni fa. «Dichiarazioni infamanti », secondo la Curia e l’arcidiocesi cittadina che hanno già annunciato di voler «procedere per vie legali di fronte ad incredibili affermazioni di presunti testimoni». Versioni da verificare, secondo imagistrati. Non nasconde irritazione per la fuga di notizie il procuratore Ubaldo Nannucci: «Si tratta di rivelazioni molto gravi per l’indagine, che spero non sia morta, ma è certamente compromessa».
    Fiorenza Sarzanini
    19 settembre 2007

  6. #6
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    Citazione Originariamente Scritto da ConteMax Visualizza Messaggio
    Vuol dire che Ascheri ha parlato del processo che coinvolge i vertici della diocesi di Siena

    http://www.corriere.it/Primo_Piano/C...vo_siena.shtml

    Gli inquirenti cercano contatti con le indagini di Firenze Estorsione, indagato arcivescovo di Siena Inchiesta sulla vendita di case. E un incendio doloso in Curia



    L’arcivescovo di Siena Antonio Buoncristiani (Ansa)
    FIRENZE — Gestione del patrimonio immobiliare e incontri proibiti organizzati da sacerdoti. C’è un’altra inchiesta che coinvolge le gerarchie ecclesiastiche della Toscana. Mentre la procura di Firenze dispone nuovi accertamenti sull’attività del vescovo ausiliare Claudio Maniago, quella di Siena iscrive nel registro degli indagati l’arcivescovo Antonio Buoncristiani per estorsione. L’alto prelato viene coinvolto nell’indagine che ha già portato alla richiesta di rinvio a giudizio di monsignor Giuseppe Acampa, 38 anni, l’economo della Curia cittadina accusato di incendio doloso, calunnia e truffa. E adesso gli inquirenti fiorentini vogliono accertare se ci sia un collegamento tra le due vicende, soprattutto per quanto riguarda l’amministrazione degli immobili e del denaro della Chiesa.

    L’INCENDIO DOLOSO — Comincia tutto il 2 aprile del 2006 quando un rogo divampa nella sede dell’Economato della Curia di Siena. Monsignor Acampa accusa un archivista di aver appiccato l’incendio, ma gli accertamenti della polizia delineano un quadro diverso. E alla fine è proprio lui a finire indagato. Secondo i magistrati avrebbe dato alle fiamme l’ufficio «con l’unica finalità di distruggere documenti attinenti operazioni finanziarie promosse dalla diocesi attraverso la Curia». Gli affari curati dal sacerdote vengono analizzati attraverso accertamenti bancari e patrimoniali. Si scopre così che il prelato ha venduto a un imprenditore veneto uno degli immobili ereditati dalla diocesi, «a prezzi molto inferiori a quelli di mercato». Come ricompensa per il favore si sarebbe fatto regalare «un’Audi A3 dal valore di 27.000 euro» e per questo viene accusato di truffa ai danni della Chiesa. Si scopre anche che avrebbe partecipato a incontri particolari con altri due preti. Le testimonianze di alcuni sacerdoti forniscono i dettagli. Nessun reato viene contestato per questi episodi, ma la sua immagine ne esce a pezzi. Alla fine di giugno arriva la svolta. Le intercettazioni telefoniche e ambientali svelano i tentativi che sarebbero stati fatti dall’arcivescovo di Siena per convincere i testimoni a ritrattare. Qualche giorno dopo Buoncristiani viene iscritto nel registro degli indagati per estorsione. Sospettato di aver indotto numerose persone «anche con mirate pressioni» a fornire una versione diversa da quella verbalizzata davanti ai pubblici ministeri. Nei suoi confronti sono ancora in corso gli accertamenti, le stesse autorità ecclesiastiche stanno valutando la situazione. Intanto esplode il caso di Firenze.

    APPARTAMENTI E FESTINI —Dopo aver accertato che don Lelio Cantini, il parroco accusato di violenza sessuale su numerose ragazze minorenni, si era fatto consegnare dai fedeli denaro e proprietà, i pm hanno deciso di verificare eventuali «coperture» che per anni gli avrebbero garantito l’impunità. Le verifiche hanno consentito di stabilire che la curia fiorentina ha beneficiato di eredità e donazioni, arrivando a possedere almeno 2.000 immobili. Palazzi e terreni, accusano adesso due dipendenti e due sacerdoti, che il vescovo ausiliare Claudio Maniago avrebbe gestito in maniera disinvolta. «Ci minacciava intimandoci di non parlare della sua attività», hanno raccontato a verbale prima di accusarlo di non essere intervenuto per fermare don Cantini pur essendo perfettamente a conoscenza dei suoi illeciti.E di aver partecipato a festini a luci rosse, circostanza confermata da un uomo di quarant’anni che si è presentato in Procura lo scorso aprile per raccontare i dettagli di un incontro avvenuto dieci anni fa. «Dichiarazioni infamanti », secondo la Curia e l’arcidiocesi cittadina che hanno già annunciato di voler «procedere per vie legali di fronte ad incredibili affermazioni di presunti testimoni». Versioni da verificare, secondo imagistrati. Non nasconde irritazione per la fuga di notizie il procuratore Ubaldo Nannucci: «Si tratta di rivelazioni molto gravi per l’indagine, che spero non sia morta, ma è certamente compromessa».
    Fiorenza Sarzanini
    19 settembre 2007




    Le indagini e i processi manderanno sotto scacco tutta Siena, te lo ripeto; tutta Siena.

 

 

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