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<H1>Conflitto d'interessi, blind trust per Soru
A un fiduciario le azioni di Tiscali e Unità

Blind trust inglese per tutte le azioni di Tiscali e le quote dell'Unità che fanno capo a Renato Soru. Il presidente dimissionario della Regione ha firmato davanti a un notaio l'atto con cui cede il possesso e la gestione dei beni, mentre conserva la nuda proprietà. Il tutto nel rispetto del regime sul conflitto di interessi previsto dalla legge Statutaria della Sardegna e dallo Statuto del Partito Democratico

Renato Soru
Il presidente dimissionario della Regione Sardegna, Renato Soru, ha ceduto a un fiduciario tutte le sue partecipazioni azionarie in vista di una sua ricandidatura alle elezioni regionali del prossimo anno. Sarà il professore di diritto commerciale all'università di Cagliari, Gabriele Racugno, a gestire, con un regime di "negozio fiduciario", che equivale al blind trust inglese, tutte le azioni di Tiscali e le quote dell'Unità. L'ha annunciato lo stesso Soru, dopo aver firmato davanti a un notaio l'atto col quale cede il possesso delle sue quote azionarie e la gestione dei beni, di cui comunque conserva la nuda proprietà.

Decisione nel rispetto delle legge statutaria. La decisione di Soru rispetta quanto stabilito dalla legge statutaria del 10 luglio scorso. Il cosiddetto "negozio fiduciario" è infatti lo strumento previsto per sanare i casi di conflitto d'interesse. A Racugno passerà circa il 20% delle azioni di Tiscali, detenute da Soru, e quelle con cui il presidente controlla la Nie, la società editrice del quotidiano l'Unità. Nel contempo il fratello del presidente, Emanuele Soru, entrato nei giorni scorsi nel cda della Nie, "si è dimesso oggi".

"Risolto il conflitto d'interessi". "Ho appena firmato gli atti per risolvere l'eventuale conflitto d'interessi", ha detto il presidente. "Sono felice di averlo fatto. E' un tema che si è posto fin dai primi giorni della mia elezione, all'inizio per il mio ruolo in Tiscali poi come proprietario dell'Unità. Mi sono subito fatto parte attiva con la Giunta per un disegno di legge per risolvere il problema. Il Consiglio regionale ha inserito queste norme, scritte con la consulenza di esperti come l'ex presidente della Consob Guido Rossi e Gianmario Demuro, nella legge statutaria, una legge rafforzata. E anche se non esiste ancora la prevista Consulta di garanzia che ha il compito di accertare eventuali casi di conflitto d'interesse, ho deciso di comportarmi come se ci fosse e ne avesse acclarato l'esistenza e quindi di applicare i rimedi previsti nella statutaria, cioè il negozio statutario". Senza la costituzione della Consulta, infatti, le norme sul conflitto d'interesse non sono applicabili.



Ceduta anche SharDNA. Tra le proprietà cedute c'è anche oltre alla partecipazione in SharDNA, società sarda specializzata nella ricerca genetica e biomedica, dove lavorano 18 ricercatori sardi. "Racugno dovrà venderla al miglior offerente, pubblico o privato", ha precisato Soru stasera in una conferenza stampa in sala Giunta a Cagliari, che si è tenuta una volta chiuse le contrattazioni di Borsa, "purché questi si impegni a mantenere la ricerca in Sardegna".

I rapporti col fiduciario. Il fiduciario nominato da Soru (i due non potranno comunicare fra loro per tutta la durata del negozio) entrerà - come prevede la normativa - nel consiglio di amministrazione di tutte le società in cui il presidente aveva quote. "Ho deciso di spogliarmi di qualsiasi partecipazione, non voglio prestare il fianco a critiche per tutto il tempo che mi sarà dato di fare politica", ha spiegato Soru. "Nei prossimi giorni annuncerò anche una soluzione alla questione della proprietà di Funtanazza", sulle coste di Arbus. "Ringrazio il professor Racugno per aver accettato l'incarico senza compenso, per puro spirito di servizio", ha poi aggiunto Soru. "E' il suo modo di essere al servizio della politica regionale. Da oggi sarà membro del consiglio di amministrazione di Tiscali e dell'Unità e potrà fare ciò che vuole".

Lunedì o martedì la decisione sulle dimmissioni. Soru ha confermato che si pronuncerà sul ritiro o la conferma delle sue dimissioni soltanto al termine del dibattito in Consiglio regionale previsto fra lunedì e martedì prossimi, senza spazzare i dubbi su eventuali elezioni anticipate a febbraio. Il presidente ha anche smentito voci di pressioni ricevute dai vertici del Pd perché ritirasse le dimissioni: "Veltroni mi ha solo espresso la solidarietà e il suo sostegno, lasciandomi libero di prendere la mia decisione". "Mi sto candidando a un secondo mandato, se i sardi lo riterranno utili per loro. Ho in mente solo questo", ha poi replicato a una cronista che gli chiedeva se nel suo futuro rientravano ipotesi di incarichi a livello nazionale.
(19 dicembre 2008)
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