Risultati da 1 a 6 di 6
  1. #1
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    Predefinito In AMerica le case discografiche gettano la spugna di fronte al p2p

    Rivoluzione copernicana nella lotta ai pirati della musica. Dopo anni di futili quanto costose azioni legali, le major discografiche americane rappresentate dalla Riaa (Recording Industry Association of America) hanno gettato la spugna. L'industria del disco ha annunciato che rinuncerà a perseguire in tribunale chi scarica musica illegalmente dalla rete.
    I singoli utenti non verranno penalizzati, ma si cercheranno invece accordi con i provider in modo da ridurre la loro banda web.
    La strategia dell'attacco legale ai singoli pirati, lanciata nel 2003, aveva portato a mettere sotto accusa circa 35 mila persone, ma nei fatti si era rivelata inefficace: il numero degli scambi 'peer to peer' nel frattempo sono cresciuti (cinque miliardi al mese secondo le stime della Electronic Frontier Foundation), la mole dei downloading illegali è tuttora monumentale, l'industria discografica continua ad essere in crisi.
    Oltre ad essere state infruttuose, le azioni legali si erano rivelate un disastro di pubbliche relazioni per l'industria del disco: tra le vittime messe alla gogna c'erano state giovani madri, una ragazzina di 13 anni, perfino un morto. Le nuove iniziative di lotta contro i pirati della musica sono state concordate dalla Riia con il ministro della Giustizia dello Stato di New York Andrew Cuomo e con alcuni provider che il Wall Street Journal non ha identificato.
    Il primo passo sarà di allertare i provider che uno o più dei loro utenti scaricano illegalmente brani musicali: a loro volta i provider procederanno a intimare ai 'piratì di interrompere il downloading. Sono previsti due avvertimenti: al terzo potrebbe scattare la riduzione della banda web fino al taglio completo del servizio per i più irriducibili.
    L'azione della Riia assomiglia alla controversa iniziativa varata in novembre dal Parlamento francese: la regola dei 'tre strikes' ha aperto un contenzioso tra Francia e parlamentari della Ue che hanno votato per costringere i provider a ottenere un'ingiunzione di tribunale prima di staccare il servizio ai cybernavigatori impenitenti.
    Intanto l'industria del disco continua a dare segni di crisi: nel 2003 gli album venduti erano stati 656 milioni, scesi a 500 milioni nel 2007.


    http://www.ilsole24ore.com/art/SoleO...lesView=Libero
    There are only 10 types of people in the world: those who understand binary and those who don't

    http://openflights.org/banner/f.pier.png

  2. #2
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    Predefinito

    Citazione Originariamente Scritto da Oli Visualizza Messaggio
    Rivoluzione copernicana nella lotta ai pirati della musica. Dopo anni di futili quanto costose azioni legali, le major discografiche americane rappresentate dalla Riaa (Recording Industry Association of America) hanno gettato la spugna. L'industria del disco ha annunciato che rinuncerà a perseguire in tribunale chi scarica musica illegalmente dalla rete.
    I singoli utenti non verranno penalizzati, ma si cercheranno invece accordi con i provider in modo da ridurre la loro banda web.
    La strategia dell'attacco legale ai singoli pirati, lanciata nel 2003, aveva portato a mettere sotto accusa circa 35 mila persone, ma nei fatti si era rivelata inefficace: il numero degli scambi 'peer to peer' nel frattempo sono cresciuti (cinque miliardi al mese secondo le stime della Electronic Frontier Foundation), la mole dei downloading illegali è tuttora monumentale, l'industria discografica continua ad essere in crisi.
    Oltre ad essere state infruttuose, le azioni legali si erano rivelate un disastro di pubbliche relazioni per l'industria del disco: tra le vittime messe alla gogna c'erano state giovani madri, una ragazzina di 13 anni, perfino un morto. Le nuove iniziative di lotta contro i pirati della musica sono state concordate dalla Riia con il ministro della Giustizia dello Stato di New York Andrew Cuomo e con alcuni provider che il Wall Street Journal non ha identificato.
    Il primo passo sarà di allertare i provider che uno o più dei loro utenti scaricano illegalmente brani musicali: a loro volta i provider procederanno a intimare ai 'piratì di interrompere il downloading. Sono previsti due avvertimenti: al terzo potrebbe scattare la riduzione della banda web fino al taglio completo del servizio per i più irriducibili.
    L'azione della Riia assomiglia alla controversa iniziativa varata in novembre dal Parlamento francese: la regola dei 'tre strikes' ha aperto un contenzioso tra Francia e parlamentari della Ue che hanno votato per costringere i provider a ottenere un'ingiunzione di tribunale prima di staccare il servizio ai cybernavigatori impenitenti.
    Intanto l'industria del disco continua a dare segni di crisi: nel 2003 gli album venduti erano stati 656 milioni, scesi a 500 milioni nel 2007.


    http://www.ilsole24ore.com/art/SoleO...lesView=Libero
    Hanno copiato dalla "dottrina Sarkozy", in Francia nel 2009 faranno lo stesso, così come accadrà in Nuova Zelanda ed in UK. Sembra che la commissione Bondi sia intenzionata a redigere un progetto di legge simile da introdurre anche in Italia.

  3. #3
    Speriamo non sia tardi
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    Il punto debole di questa cosa è chi è che farà le indagini allo scopo di verifica chi scarica cosa?

  4. #4
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    per l'esattezza, un download non è mai illegale, a meno che il file scaricato non venga venduto traendone lucro
    questo almeno secondo la legge italiana

  5. #5
    Speriamo non sia tardi
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    Citazione Originariamente Scritto da DrugoLebowsky Visualizza Messaggio
    per l'esattezza, un download non è mai illegale, a meno che il file scaricato non venga venduto traendone lucro
    questo almeno secondo la legge italiana

    Se lo metti in condivisione commetti comunque un illecito penale

  6. #6
    Speriamo non sia tardi
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    Predefinito

    ...e se lo scarichi solamente senza metterlo in condivisione e senza essere il detentore del diritto d'autore compi comunque un illecito amministrativo

 

 

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