Incontrandolo per le vie di Monaco durante il tumultuoso 1919 che vide la nascita della Repubblica di Weimar, non gli avreste concesso più di uno sguardo, confondendolo nella massa di soldati reduci dalla Grande Guerra, ora utilizzati come ausiliari per sedare le rivolte interne delle fazioni di sinistra.
Quell'uomo invece, proprio dal 1919, inizia il suo percorso di discernimento dalla massa, proteso verso l'unicità, verso un posto tra i grandi della storia.
Il Destino lo invia a controllare la riunione di un piccolo partito formatosi nel marzo di quello stesso anno, il DAP (Deutsche ArbeiterPartei), egli condivide la linea generale di quel partito, interviene nella discussione, il fondatore del partito Anton Drexler rimane colpito dalla sua potente retorica e lo invita ad unirsi a loro.
Due anni più tardi, nel luglio 1921, egli ne assume la guida.
Intanto il partito ha assunto la denominazione di NSDAP (NationalSozialistische Deutsch ArbeiterPartei) e ha assunto come vessillo una svastica nera in campo bianco con contorno rosso. La svastica è un simbolo orientale, di una potenza attrattiva notevole, in passato era la raffigurazione del Sole, ora il simbolo di un movimento votato a dare nuova luce allo spirito germanico.
In principio come leader del NSDAP segue una linea intransigente e rivoluzionaria, ma il putsch del 1923 è un fallimento. Sarà però l'errore provvidenziale, in carcere scrive il Mein Kampf, compendio della dottrina nazionalsocialista e decide per la via democratica al potere.
A partire dal rilascio inizia quella che si può definire la più grande impresa politica della storia. La rifondazione di un movimento oramai disgregato, la ricostituzione del partito e l'ascesa irrefrenabile, in via democratica, verso lo status di prima forza politica tedesca e di conseguenza l'accesso al potere.
Oggi, condizionati dal vedere una politica oramai come mera amministrazione di interessi clientari, con partiti e politici fotocopia e soprattutto nell'essere abituati a vedere sempre le solite forze politiche primeggiare, ormai solo per la forza della tradizione e dell'apparato gerarchico di potere che rappresentano, è difficile comprendere da dove nasce, da dove si è originata la forza trainante che in pochi anni ha condotto un movimento da piccoli comizi in birrerie, alla guida di una nazione.
Una risposta si può trovare nella vocazione quasi religiosa che egli metteva nella politica, nel perseguimento del proprio Ideale. Vocazione che si può intravendere in quelle ormai celebri orazioni, in cui più che uno scambio di parole avveniva un vero e proprio invio di energia emotiva tra l'oratore e gli adunati.
Un altro aspetto fondamentale che lo differenzia dalla maggior parte degli uomini politici, è il fatto che egli non si accontentò della presa del potere, che considerava come una semplice tappa nel percorso di realizzazione dell'Idea.
Iniziò così una progressiva trasformazione della società tedesca, la riproposizione degli antichi culti germanici nei rituali delle SS rappresentavano in nuce ciò che in definitiva avrebbe dovuto essere l'intera nazione.
Poi la guerra, come affermazione dello "spazio vitale" della nazione tedesca e dominio sui popoli inferiori, tra cui i russi macchiati particolarmente dalla loro adesione al comunismo, l'olocausto con lo sterminio di 6 milioni di ebrei, la più grande operazione genocida e criminale della storia. Ed infine la caduta, terribile, senza appello, definitiva.
Ma proprio la caduta può rappresentare una sorta di espiazione, perchè come diceva Nietzsche "Io amo gli uomini che cadono, se non altro perchè sono quelli che attraversano."







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