27/12/2008 (13:6) - LA STORIA
Rubano i doni destinati ai bimbi
Rissa tra vicini
Un romeno si impossessa dei pacchetti
PIER FRANCESCO QUESITONIO
TORINO
Attenzione a non lasciare mai i doni natalizi per i bimbi, la notte di Natale, sul pianerottolo di casa. Qualcuno potrebbe equivocarne le ragioni e portarseli via. E’ accaduto, infatti, poco prima delle 24 in via Madama Cristina 100 e c’è mancato poco che la notte di festa finisse in un match pugilistico, evitato solo grazie all’intervento di quattro volanti della polizia.
Protagoniste, quattro famiglie, due romene e due italiane. I tre fratelli Augusto, Roberto e Adriano P., come tutti gli anni, avevano deciso di trascorrere la vigilia nella casa dei genitori, in via Madama Cristina. Poi la solita scenetta, cioè simulare per i loro bimbi l’arrivo di Babbo Natale carico di doni. Così, pacchi e pacchetti sono stati per qualche minuto ben disposti sul ballatoio. «Santa Claus» avrebbe bussato, un attimo prima di riprendere il suo viaggio sulla slitta trainata dalle renne, e i bambini si sarebbero cullati nella dolce illusione.
Peccato però che, mentre i fervevano i preparativi, i signori del piano di sopra, Dumitru I., la moglie Elena Paula, gli amici Maricel E. e la consorte, Cornelia E., mentre se ne tornavano a casa loro, visti i regali, hanno pensato bene di impadronirsene. I fratelli P., quando hanno aperto la porta, non hanno affatto pensato a un ritardo del solitamente puntuale Babbo Natale. Specie nel momento in cui, uno dei tre ha visto una velocissima Elena Paula sgattaiolare lungo le scale carica di pacchi. Subito è scattata la contro-spedizione; i tre sono saliti nella casa della famigliola romena. Per terra, i resti delle confezioni, carta stellata e fiocchetti; poi uno dei loro bambini, piuttosto contento per la sorpresa, nascosto dietro un divano, eccolo intento a godersi i giochi dei vicini.
Ne è nato uno spiacevole parapiglia. I romeni hanno capito che, forse, il loro comportamento aveva superato un certo limite e hanno deciso, viste anche le maniere decise dei derubati, a restituire i giocattoli, biciclettina compresa.
Ma la discussione non era finita lì. Nel frattempo, qualcuno aveva fatto intervenire le volanti del 113. In strada era ancora in corso il «chiarimento» tra i maschi delle famiglie rivali, mentre il povero Babbo Natale aveva preferito dirottare altrove la slitta, in case più tranquille. I romeni, incassati una serie di schiaffi («Anche pugni», hanno tenuto a precisare), si sono mostrati stupiti per l’arrivo della polizia, costretta a mobilitare quattro pattuglie per sedare gli animi. Dumitru, amareggiato e polemico, ha detto, rivolto ai vicini: «Italiani di m..., ve li abbiamo restituiti i regali, cosa volete ancora?». I poliziotti li hanno separati e hanno iniziato il primo interrogatorio.
«Vede, agente - hanno spiegato Maricel e Cornelia - nel nostro Paese non c’è l’abitudine di lasciare i regali fuori dalla porta chiusa. Noi, quando li abbiamo visti, ci siamo guardati e abbiamo pensato: “Ma che bella idea natalizia, troppo gentili, troppo buoni”. Pensavamo fosse il frutto di un gesto benefico da parte di qualche associazione, insomma, una donazione per tutti gli inquilini. Un simpatico omaggio, tanto per sottolineare lo spirito della festa».
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Bell’equivoco, non c’è che dire. I fratelli P., ancora abbastanza nervosi, stanno ancora riflettendo se credere o no alle fantasiose e geniali giustificazioni dei vicini. Intanto, la polizia ha denunciato per furto in concorso i quattro romeni.