Roma, 18 dic. - (Adnkronos) - ''Non abbiamo intenzione di entrare nella vicenda della beatificazione di Pio XII, non e' affare del mondo ebraico. Ma se la si vuole fare per descriverlo alla storia quale non e', noi non lo possiamo accettare". E' quanto dichiara il presidente della Comunita' ebraica di Roma, Riccardo Pacifici, in un'intervista a Red.tv.
Pacifici ricorda che Pio XI ''combatte il nazismo'' e ''nel 1937 fa un'enciclica in tedesco perche' vuole combattere il nazismo, che rappresenta in quel momento un'ideologia pagana che minaccia la Chiesa cattolica. Poi si attiva per condannare i provvedimenti sulla razza ariana'', anche se, secondo il presidente della Comunita' ebraica romana, non tanto ''per la parte della discriminazione degli ebrei''. ''Sta per realizzare un enciclica in difesa degli ebrei, quando muore - aggiunge - e Pio XII non fa nulla per proseguire nell'opera, rimane in silenzio''.
Insomma, sostiene, ''non ci sono prove'' di nessun genere che Papa Pacelli si sia opposto alle leggi razziali, di suo pugno, sottolinea, ''non c'e' una riga di condanna'' su quelle leggi, che, conclude Pacifici, ''piu' che razziali definerei razziste''.
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Favorevole agli Alleati e soccorrevole verso gli ebrei, Pio XII era anche revisionista. È proprio il suo scetticismo di revisionista, e non una comune ignoranza dei fatti, che spiega il suo silenzio sul preteso sterminio fisico degli ebrei, sulle pretese camere a gas naziste e sui pretesi sei milioni di vittime ebree di ciò che si chiama oggi "l'Olocausto" o "la Shoah".