Nei telegiornali locali di ieri solo il TG3 ha letto il comunicato del Partito Sardo d'Azione, a firma del segretario, in cui si prendeva posizione contro l'annuncio di querela da parte di Soru al nostro esponente in Consiglio Regionale.

Lo sottoscrivo come simpatizzante (e più) sardista ma ancor più per il rispetto che ho nei confronti di Paolo Mainchedda come persona e per il lavoro che ha fatto in questi anni, per le battaglie che ha condotto e per l'informazione libera che attua da sempre. In questi anni Paolo ha espoto con documenti, atti e domande lecite le incongruenze formali e sostanziali sull'operato della Giunta. Difendere la legalità è condizione necessaria per creare fiducia nelle istituzioni.

La querela di Soru, annunciata più come uno sfregio da chi ha il potere economico e mediatico per assoggettare le voci libere è un insulto a chi desidera difendere e lottare per i diritti dei Sardi costruendo democrazia, cedendola a favore della cooperazione dei sardi. Questo sta scritto dentro lo statuto dei sardisti e questo Paolo ha fatto.

La querela e la richiesta danni è solo un atto misero di un potente che ha tentato a più riprese di svendere l'Isola alle lobby finanziarie amiche d'oltremare.

Come sardista mi sento solidale e sono sicuro che Paolo dimostrerà che questo è solo un ennesimo gioco di prestigio dell'affabulatore del Partito Democratico italiano.