I compagni infastiditi dalla situazione interna non si offendano, c'è da parlare di quello che sta accadendo in queste ore, ammesso che cambi qualcosa
Prc, un week end di resa dei conti
Marzia Bonacci, 10 dicembre 2008, 182
Politica Sabato si terrà la prima assemblea de La sinistra che vede coinvolti nel progetto della costituente anche i giordano-vendoliani. Nello stesso giorno la segreteria di Ferrero ha convocato il Cpn del partito, provocando non poche polemiche da parte dell'area della minoranza. Continua a crescere il casus Liberazione e lo scontro Ferrero-Sansonetti
Sabato il partito si riunirà per il suo Comitato politico nazionale, mentre nello stesso giorno, al teatro Ambra Jovinelli di Roma, l'associazione La sinistra debutterà ufficialmente, dopo la presentazione a metà novembre del documento che ne sanciva la nascita intorno all'obiettivo di rilanciare la costituente della sinistra, ad opera della Sinistra democratica di Claudio Fava, i Verdi di Paolo Cento e Loredana De Petris, il PdCI di Umberto Guidoni e Katia Belillo e Rifondazione per la sinistra, la componente dei giordano-vendoliani del Prc. Due appuntamenti che fin dall'inizio apparivano in contrasto logistico tra loro perchè la decisione della segreteria di Paolo Ferrero di indire nello stesso giorno il Cpn (che proseguirà anche domenica), cioè proprio quando la minoranza sarà in tutt'altre faccende affaccendata, ha provacato non pochi mal di pancia da parte dei giordano-vendoliani.
Alla prima assemblea nazionale del neonato movimento i soggetti aderenti arrivano con non poca distanza interna. Se per la componente dell'ex correntone e dei comunisti italiani bisogna accelerare, per i seguaci del governatore pugliese la questione è più complessa. Il partito unico della sinistra si tradurrebbe in una scissione dal Prc che la maggioranza dell'area, anche se non all'unanimità (per esempio l'ex capogruppo dei deputati Gennaro Migliore sarebbe stato anche favorevole al grande salto fuori da Rifondazione), ha per il momento deciso di accantonare. Oltre alle prospettive politiche singole, legate alle singole necessità, sul tavolo del confronto, come portata tutt'altro che semplice da digerire, si presenta anche il nodo dell'elezioni europee. Oggi sul giornale del partito l'ex segretario Franco Giordano ha esortato le varie forze della sinistra a non sbriciolarsi ma a serrare i ranghi pur mantenendo le rispettive differenze: "lista unitaria segnata da un possibile programma minimo" è la formula indicata da Giordano per far fronte comune ed evitare quello che gli sembra "molto plausibile" ovvero "il ritorno per vie surrettizie del voto utile e dannoso a favore del Pd e dell'Idv". Questa ipotesi, ha specificato l'ex segretario, "lascerebbe inalterate le diverse opzioni strategiche. E' in ciò la diversità con l'ipotesi fallita della Sinistra arcobaleno". Un messaggio lanciato dunque alla segreteria del suo partito per chiedere un momentaneo armistizio in vista della tornata elettorale e per superare l'empasse relativa all'uscita o meno dal Prc. In sostanza un modo per tutti di riossigenarsi per guadagnare il fiato per qualche mese, evitando un precipitare degli eventi proprio a ridosso di appuntamenti importanti come quelli elettorali che, se affrontati separatamente, potrebbero significare un colpo mortale per tutti. Nessuno escluso. Dopo la tornata europea, a giugno, si deciderà che fare: ciò se stare o meno dentro il partito, oppure abbandonare la casa comunista per la costituente e la nuova formazione. Quella a cui guardano con grande convincimento sia Fava sia i comunisti italiani, sempre più rattristati dalla prospettiva di permanere dentro le ormai asfittiche pareti di un partito, quello di Oliviero Diliberto, in cui non si riconoscono più. Per altro da tempo. Così che questa assemblea, che a novembre era stata presentata come un'occasione per avanzare simbolo e lista unica, cioè di fatto il partito nuovo della sinsitra, in verità sarà con soltanto l'occasione di un confronto con la base. Il progetto appare infatti rallentato rispetto a qualche settimana fa, soprattutto per la difficile situazione vissuta dalla componente rifondarola.
Ma la proposta di Giordano, che non fa che ripetere quanto già richiesto da Vendola nell'ultimo mese, viene rispedita al mittente dalla maggioranza del Prc. "Soggetti politici con riferimenti internazionali diversi, che siedono in tre gruppi distinti al Parlamento europeo, non mi sembra possano rientrare in una unica lista", ci spiega Claudio Grassi coordinatore di Rifondazione. Rispetto a questa possibilità, meglio sarebbe, sempre secondo Grassi, che il Prc "si presenti autonomamente come previsto da Chianciano, ma in unità con le forze a sinistra del Pd attraverso un coordinamento che lavori ad iniziative comuni, rispettando e garantendo diversità progettuali che non si possono cancellare". Nei fatti sarebbe la strada di una lista di Rifondazione aperta agli altri partiti, a condizione che "le forze si riconoscano nello stesso gruppo europeo", spiega sempre Grassi. Ma l'ipotesi di "soggiogare" al Prc non sembra convincere molto i comunisti di Diliberto, che almeno chiedono un cambiamento di simbolo. "Il Prc è disponibile ad aprire la sua lista a esponenti di altre formazioni che aderiscano alla stessa famiglia europea, sul tema dell'integrazione dei simboli grafici ci si può venire incontro tentando di rappresentare tutti". Mentre è completamente bocciata da Sd che non fa mistero di guardare al Pse e non al Gue. Un fattore secondario, perché la proposta di Ferrero e del suo coordinatore è evidente che si rivolge principalmente al PdCI, essendo la formazione di Fava orientata in tutt'altra direzione, sul piano politico interno e europeo.
Per quanto riguarda il Cpn di sabato e domenica, con alta probabilità non potrà che vedere presente sul tappeto del confronto interno anche la questione del giornale del partito. Lo scontro fra Sansonetti e il segretario è ormai cristallizzato da tempo: secondo il direttore infatti dietro il paravento della crisi economico-editoriale si nasconde il tentativo della nuova maggioranza di liquidare una redazione giudicata troppo filovendoliana. Accuse che la stessa segreteria mette a tacere come rumors polemici. Lo scontro comunque è stato ravvivato nell'ultima settimana dal "caso" Venezia. Sabato scorso, infatti, nella città della Laguna si è tenuto un incontro dal titolo "Crisi economica: come uscire a sinistra". A prenderne parte oltre al segretario di Rifondazione, anche Oskar Lafontaine, presidente della Die Linke, partito della sinistra d'opposizione tedesca, Gianni Rinaldini, segretario nazionale della Fiom, Augusto Rocchi, responsabile Economia del Prc, e Dino Greco, della Cgil di Brescia. Secondo Ferrero, il quaotidiano non avrebbe coperto adeguatamente l'appuntamento, preferendo insistere sulla vittoria di Luxuria all'Isola dei Famosi o, sostengono voci interne, sull'anniversario Thyssen, con lo scopo di colpire il segretario assente alle celebrazioni. "Sono rimasto particolarmente incredulo di fronte al fatto che un fatto editorialmente e politicamente significativo come la prima volta che il leader della Linke tedesca, il compagno Oskar Lafontaine, veniva in Italia e partecipava a un dibatttito pubblico organizzato a Venezia da Rifondazione, sia stato trattato da Liberazione come un fatto di secondaria importanza", ha detto Ferrero, che ha poi voluto specificare come "nessuno, tantomeno io, ha intenzione di trasformare Liberazione in un "megafono" del partito o in un suo "inutile bollettino"". Il problema, ha ricordato, è solo di natura economica e richiede una riposta su questo fronte. "Vista l'enorme quantità di denaro che il quotidiano del partito costa al partito medesimo, sarebbe utile e necessario avere un giornale che riesca ad aumentare le vendite e non solo farsi portavoce di un progetto politico che vuole "superare" Rifondazione comunista", ha bacchettato alludendo alla troppa vicinanza con l'area della minoranza. Secca e chiara la replica di Sansonetti: "se un editore vuole cambiare un direttore lo facesse e non rompesse le palle". Sabato è probabile che voleranno stracci a via del Policlinico. Anche su questo tema.
http://www.aprileonline.info/notizia.php?id=10251




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vvero la capacità di utilizzare lo stesso alfabeto, di condividere la stessa ricerca, di affrontare lo stesso mare”. Più chiari di così si muore, visto anche che al nome Rifondazione è affiancata la parola comunista. Singolare fra l’altro la distinzione “ faviana” fra chi “ è comunista dentro e chi festeggia l’orgoglio comunista ogni giorno”. Insomma puoi anche essere comunista, in fondo non è un delitto, ma non farlo sapere. Cosa faranno i vendoliani per ora solo in viaggio da una sala all’altra? Girano indiscrezioni. Bertinotti, il padre nobile di Rifondazione, si è incontrato con gli esponenti di “ Rifondazione per la sinistra” che confluiscono in “ Per la sinistra”. 
