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    Predefinito L'ossesione Usa: far pagare agli altri paesi il rallentamento economico

    la decisione della Fed di far fluttuare in una bada bassima (praticamnte zero) il tasso ufficiale di sconto ha annullatto il recente rafforzamento del dollaro nei confronti dell'euro.

    in più si veda l'ossessione dell'Amminitrazione in carica e di quella entrante per il salavtaggio di posti di lavoro. Dai piani per i salvataggio delle banche e dei tre Big dell'Auto in bailout all'attivismo repentino dell'FBI nello scovare i presunti truffatori della finanza di Wall Street.

    Ora per Obama l'economia è diventata una ossessione che si combatte con una sola arma: l'aumento della gravità degli errori:

    USA: ECONOMIA PEGGIO PREVISTO, OBAMA ALLARGA NEW DEAL / ANSA 3 MILIONI POSTI LAVORO IN 2 ANNI. PIANO SALE OLTRE 700 MILIARDI 21/12/2008 - 19:21 (ANSA) - WASHINGTON, 21 DIC - Da quando ha vinto le elezioni, Barack Obama non ha fatto che ricevere informazioni sempre piu' cupe sullo stato dell'economia americana.
    Ma, in una riunione a porte chiuse nei giorni scorsi a Chicago, a Obama e' stato illustrato un quadro da vero e proprio allarme rosso, che parla del rischio per gli Usa di avere altri 4 milioni di nuovi disoccupati nel 2009.
    Per questo, il presidente eletto ha deciso di 'allargare' il proprio New Deal: piu' spesa pubblica e offensiva a tutto campo del governo federale per creare o salvare tre milioni di posti entro il 2011. Obama e' alle Hawaii per trascorrere una vacanza fino a Capodanno con la famiglia e ricaricare le batterie, dopo un intenso anno elettorale.
    Ma il successore di George W.
    Bush ha portato con se' in spiaggia le preoccupazioni per lo stato di salute del 'sistema America'.
    ''L'economia rischia di affondare'', ha detto senza giri di parole il suo vice Joe Biden in un'intervista domenicale.
    E il settimanale Newsweek, nel proclamare Obama l'uomo piu' potente del 2009, gli ha affidato un compito epocale: ''Salvare il capitalismo americano''. Martedi' scorso, rivelano fonti dello staff della transizione, in una riunione con i propri consiglieri economici Obama ha ricevuto nuovi dati e previsioni messe a punto da Christina Romer, l'economista di Berkeley studiosa della Grande Depressione degli anni '30, nominata alla guida dei consulenti economici della futura Casa Bianca.
    La Romer ha descritto uno scenario secondo il quale l'attuale recessione creera' una crisi economica ''piu' seria di qualsiasi altra abbiamo vissuto nell'ultimo mezzo secolo''. Senza interventi drastici, gli Usa rischiano di veder evaporare altri 4 milioni di posti di lavoro nel 2009, il doppio di quelli andati persi quest'anno, e il tasso di disoccupazione schizzerebbe oltre il 9% (e' attualmente al 6,7%).
    L'ultima volta che la disoccupazione e' stata cosi' alta, fu all'inizio della presidenza di Ronald Reagan negli anni Ottanta. La reazione che Obama e i suoi collaboratori stanno mettendo a punto, pero', e' praticamente l'opposto della 'Reaganomics' e delle sue ricette di tagli alla spesa pubblica, libero mercato e incentivi fiscali.
    Il prossimo presidente intende invece dar vita a un gigantesco programma di interventi pubblici alimentato da uno 'stimolo' le cui dimensioni continuano a crescere nelle previsioni: le ultime indiscrezioni parlano di un piano economico compreso tra 675 e 775 miliardi di dollari che Obama intende contrattare con il Congresso (ma potrebbe gonfiarsi fino a mille miliardi).
    Massicci programmi di costruzione di opere pubbliche, ristrutturazioni di scuole ed edifici federali e sviluppo dell'informatizzazione, saranno al centro del piano. Solo poche settimane fa, Obama aveva promesso di creare entro il 2011 tra i due e i 2,5 milioni di nuovi posti di lavoro.
    Ma dopo aver discusso con i collaboratori le previsioni della Romer, il presidente eletto ha deciso che non era abbastanza.
    Il traguardo diventa ora quello di creare o preservare tre milioni di posti in due anni, cercando nel frattempo di limitare il numero di quelli che andranno perduti.
    Obama, secondo le indiscrezioni, ha dato ordine ai suoi collaboratori di essere ''piu' coraggiosi'' nel preparare la ricetta che il presidente eletto comincera' a presentare ai leader di Camera e Senato al suo ritorno dalle vacanze il 2 gennaio.
    Il nuovo Congresso verra' inaugurato il 6 gennaio e l'obiettivo e' mettere a punto una legge di stimolo da far approdare sulla scrivania di Obama in tempo per il suo insediamento, il 20, nello Studio Ovale. Oltre a nuove spese, nel piano ci sara' un massiccio taglio fiscale da 150 miliardi di dollari per le famiglie a basso e medio reddito.
    I destinatari degli sforzi per la ripresa saranno la classe media e le famiglie dei lavoratori, come Obama ha confermato annunciando una nuova iniziativa: la creazione di una task force per la classe media alla Casa Bianca, che sara' guidata da Biden.
    (marco.bardazzi@ansa.it) (ANSA).

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  2. #2
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    Crolla la fiducia dei consumatori in USA a 38 punti il dato più basso mai registrato dall'inzio della rilevazione. i pronostici degli analisti puntavano a una contrazione contenuta (data la tenuta della spesa per consumi personali a novembre) rispetto ai 44, 7 della precendente rilevazione.

  3. #3
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    tutto questo rischia di prolungare gli effetti della crisi, non bisognerebbe cedere allo statalismo in momenti come questo

  4. #4
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    negli Stati Uniti in dicembre sono tati bruciati 638.000 posti di lavoro (il dato è decisamente preoccupante) nonostante il deficit federale abbia toccato nel 2008 la cifra astronomica di 1200 mld di dollari (più di due terzi del pil italiano).


    se il presidente Obama riuscirà a far approvare il suo piano di 800 mld di dollari il deficit potrebbe toccare il 10 % del pil.


    Ora è forse il caso di rivedere qualche aspetto della cd crisi finanziaria.

    si dice spesso che la crisi era nata in ambito finanziario (qualcuno, come il presidente del consigli italiano, pubblicamente si diceva fiducioso di poterla confinare in ambito finanziario e impedire una sorta di contagio alla cd economia reale) nel campo dei mutui immobiliari e degli strumenti finanziari derivati.

    questo modo di affrontare, già dal punto di vista lessicale il problema delle crisi economiche va, secondo me preso molto con le pinze perchè è estremamente fuorviante.
    Se è adatto a una prima grezza descrizione dei fatti non può formare l'analisi successiva e più approfondita.

    questo modo raccontare la crisi descrive i fatti in modo estremamente semplice e superficiale: la crisi si è manifestata primariamente in termini cronologici nell'attività delle banche che prestavano soldi a fronte, talvolta, di semplici autocerificazioni del reddito, senza nessuna inquiry sulla capacità reddituale del cliente e senza nessuna classificazione del merito di credito.
    Altro fattore è quello della crescita esponenziale degli strumenti finanziari basati su scommesse relative a qualsivoglia livello di indici e prezzi dei valori mobiliari e merci, il cui calo nella seconda metà del 2008 ha bruciato e brucerà somme quasi incalcolabili di liquidità.
    La domanda che mi pare da porsi è : "Da dove proveniva la liquidità che ha consentito la crescita dei mutui e dell'uso degli strumenti finanziari?"
    La liquidità che ha consetito l'emissione di mutui proveniva da banche, di antica e di recente costituzione. Che cosa ha favorito la messa in circolo con così scarse precauzioni, di quantità enormi di liquido?
    La enorme liquidità in circolazione infatti e la sua messa a disposizione da parte delle banche in modo massiccio ha infatti portato la domanda di beni a livelli non naturali, non sostenibili, ha innescato pressioni sui prezzi delle matierie prime, in un circolo vizioso di autoalimetazione fino alla crisi attuale, quando coloro che hanno ricevuto i prestiti hanno dimostrato la loro incapacità reddituale e di restituzione portandosi dietro il calo delle mterie prime e degli indici azionari che hanno innescato la crisi degli strumenti finanziari ad esse collegati, la chiusura di fondi speculativi e il fallimento delle banche che con più spregiudicatezza aveva iniettato liquidità ai bassi livelli del sistema. Sono quindi spariti i osti di lavoro legati a queste attività e da questo potrebbe discendere un calo della domanda. Questo è successo non solo negli Stati Uniti ma un po' ovunque nel mondo. La sparizione della parte drogata della domanda farà calare la crescita del pil in Asia (in Cina si prevede una crescita del pil dell'8% nel 2009, due punti percentuali inferiore a quella del 2007 e del 2008.

    L'eccesso di liquidità in circolazione da diversi anni può essere spiegato dalla politica dei tassi "stimolanti" (cioè innaturalmente bassi) tenuti dalla Fed di Alan Greenspan, da una sua scarsa attenzione per i coefficienti di riserva delle banche, e dalle operazioni di iniezione di liquidità in tempi di crisi che si sono ripetute nel corso del 2008.

    Attualmente le banche stanno aumentando i quozienti di capitalizzazione, il mercato del prestito interbancario è praticamente annullato a causa della crisi di fiducia delle banche nelle operazioni tra loro stesse. L'eccesso di liquidià che fino a poco tempo fa veniva scaricato nel sistema ora viene immobilizzato nei conti delle banche presso le banche centrali (dato che ora la politica monetaria del credito è cooordinata tra le maggiori banche centrali).

    l'eccesso di liquità in circolazione, la scarsa cogenza delle buone regole di prudenza nell' affidamento del credito, le politiche economiche che frenano lo sviluppo dell'impresa e di grandi settori dell'economia a torto ritenute facenti parte di un male espresso interesse nazionale hanno causato a crisi attuale che solo per convenienza può essere definita una crisi finanziaria.

    In realtà si tratta di una crisi del sistema economico regolato e della stessa regolazione in primis che ha favorito rendite di posizione, ha ceduto troppo al protezionismo e che dalla bocca dei protagonisti attuali rischia di farci ricadere nell'eterno errore di temere la concorrenza e la positiva sfida per il migliore soddisfacimento delle esgenze del consumatore.

    La liquidità è uno strumento per il funzionamento del sistema e non la bacchetta magica per la crescita continua dei sistemi economici. L'uscita della politica populista dalla gestione della moneta e l'adozione di regole proconcorrenziali è l'unico rimedio per la crisi attuale. Non mi pare che l'attuale quadro politico sia favorevole questa direzione, tutt'al più si può registrare una certa resistenza alle più vistose deviazioni del populismo interazionale.

  5. #5
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    devo dire che benchè io sia un difensore estremo del libero mercato, va sottolineato come in un periodo di crisi, e con un piano di salvataggio come quello proposto dal neoeletto presidente statunitense, sarebbe una manovra folle provare a diminuire il deficit, purtroppo va lasciato salire in questo periodo non chiudendosi però in un economia chiusa, bisogna cercare in un secondo momento (anche con una svalutazione della moneta) di aumentare le esportazioni. così facendo secondo me gli USA potranno uscire semiindenni dalla crisi. se invece si chiudessero nell'autarchia e nel proibizionismo bhè sarebbero fregati

  6. #6
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    Citazione Originariamente Scritto da buccia Visualizza Messaggio
    devo dire che benchè io sia un difensore estremo del libero mercato, va sottolineato come in un periodo di crisi, e con un piano di salvataggio come quello proposto dal neoeletto presidente statunitense, sarebbe una manovra folle provare a diminuire il deficit, purtroppo va lasciato salire in questo periodo non chiudendosi però in un economia chiusa, bisogna cercare in un secondo momento (anche con una svalutazione della moneta) di aumentare le esportazioni. così facendo secondo me gli USA potranno uscire semiindenni dalla crisi. se invece si chiudessero nell'autarchia e nel proibizionismo bhè sarebbero fregati



  7. #7
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    Citazione Originariamente Scritto da Hayekfilos Visualizza Messaggio
    a mali estremi estremi rimedi

  8. #8
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    Predefinito cresce a ritmi eccezionali la disoccupazione USA

    09/01/2009 140 - Usa: il tasso di disoccupazione sale al 7,2%
    Il Dipartimento del lavoro ha comunicato che a dicembre la prima economia mondiale ha fatto registrare una perdita di 524 mila posti di lavoro, che porta il totale delle buste paga perse per il 2008 a 2,6 mln, il dato peggiore dalla Seconda Guerra Mondiale (con 1,9 mln di posti persi negli ultimi 4 mesi). Il tasso di disoccupazione è salito al 7,2%, il più alto degli ultimi 16 anni (+632 mila a 11,1 mln). Gli analisti avevano pronosticato -475 mila payrolls con la disoccupazione al 7%.

  9. #9
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    il dato sulla disoccupazione è un segnale rilevante e il problema non può essere affrontato come previsto dal piano Obama.

    primo la creazione di posti di lavoro dovrebbe avvenire attraverso l'alleviamento del peso fiscale sulle imprese e il disboscamento dell normativa che rende rigido il mercato del lavoro

    secondo il problema dei consumi non può essere affrontato regalando 1000 dollari l'anno all'85% degli americani perchè questo non porta a nessun umento dei consumi.

    terzo la spesa pubblica per investimenti non può essere aumentata in pochi anni perchè occorre tenere cont dei tempi burocratici per la progettazione e le autorizzazioni (sarebbe pure necessario in questi casi un preciso vaglio di utilità delle opere che non avviene mai)

  10. #10
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    09/01/2009 16:15 - Usa: -7,1% m/m per le vendite all’ingrosso di dicembre
    Il Dipartimento del Commercio ha comunicato che le scorte all’ingrosso sono scese per il terzo mese consecutivo, facendo registrare a dicembre un calo dello 0,6%. -7,1% mensile per le vendite.

 

 
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