Solstizio 2008 - Monti Sibillini

"L'inizio esoterico dell'anno si celebra al Solstizio d'Inverno, quando si depone un 'seme' sotto terra, un'idea, un progetto e si esprime un proposito da attuare nell'arco dell''anno. All' Equinozio di Primavera, se lo abbiamo protetto e nutrito bene, uscirà dalla terra e apparirà alla luce del sole." (cit. in "Le porte di Luce")

Noi celebriamo nei riti di fuoco solstiziali la consunzione di tutto quanto è destinato a perire, vale a dire tutte quelle forme illusorie in cui è prigioniera la nostra mente: rancori, rabbie, invidie, gelosie, paure. L'uomo vecchio e le sue malattie, i vincoli con i quali s'incatena al servaggio della "vita-senza-vita", arde tra i lembi di fiamma e si dissolve nel silenzio della Notte. Allo stesso tempo, nella notte più lunga dell' anno, il Cuore del devoto si apre al Cosmo e ne indirizza la Volontà al compimento nell' Amore. "Il Solstizio d'Inverno è dunque l'inizio, l'avvio del ciclo, dal punto di vista esoterico. E' perciò il momento adatto per piantare nella nostra mente e nel nostro cuore il seme, formulare il progetto e stabilire il proposito che determinerà la qualità del prossimo anno." Rivolgiamo pertanto ai Lettori e ai Camerati gli auguri di un buon Solstizio e di un felice Natale affinchè "idee senza parole" tornino a fecondare la nostra Terra.

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