La Lega e il decreto anti-crisi: soldi soltanto agli italiani
di
Bianca Di Giovanni
Non passi lo straniero. Neanche se povero. La Lega presenta i suoi emendamenti al decreto cosiddetto anti-crisi, e subito traccia il suo steccato nazionalista. In tutti i campi. Dallo
scudo anti-scalata, per difendere le imprese italiane dei settori strategici (una per tutte: l’Eni) da eventuali acquirenti indesiderati (per esempio i libici), all’
esclusione dal bonus famiglia dei cittadini extracomunitari. Il Carroccio propone poi una
nuova card ricaricabile, per l’
accesso ai servizi di prima infanzia (
anche questa soltanto per gli italiani). Infine, tra le proposte segnalate dal gruppo degli uomini di Bossi, un aiuto anche ai
mutuatari a tasso fisso (il testo prevede un intervento solo sui variabili). Importante l’intervento previsto sugli
studi di settore: in sostanza
si scardinano gli indici di normalità previsti dal passato governo. Come dire: si torna ai vecchi parametri che erano tanto inadeguati da non consentire più veri controlli sui contribuenti.
Il testo dell’emendamento anti-scalate prevede l'autorizzazione preventiva del ministero dell'Economia all'acquisizione diretta o indiretta da parte di società straniere di partecipazioni complessivamente superiori al 2% del capitale sociale o delle azioni con diritto di voto. I settori strategici sono: «difesa, trasporti, tlc, fonti di energia, altri servizi pubblici». Insomma, sarebbe
una diversa forma di golden share da parte del governo, che continuerebbe ad esercitare un ruolo dirigista nell’economia. «Già nella passata legislatura facemmo da soli una battaglia per la reciprocità nella legge sull’Opa - spiega Maurizio Fugatti, capogruppo alle Finanze - Oggi manteniamo la stessa direzione». Quanto all’esclusione degli stranieri, Fugatti non argomenta: «È la nostra linea politica».
Il Pdl deciderà mercoledì la selezione delle proposte da depositare, una volta superato il filtro dell’ammissibilità. Intanto dal governo arrivano segnali timidi di apertura. «Se ci sono modifiche utili e percorribili le faremo nostre - ha dichiarato il sottosegretario Luigi Casero - ma sempre all’interno dei saldi». Tradotto: non si può spendere di più, anche se c’è la crisi. In settimana dovrebbe essere varata definitivamente anche la Finanziaria, che torna alla Camera in terza lettura. Il voto è stato fissato per venerdì, dopo un colloquio tra Giulio Tremonti e Gianfranco Fini.