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    Predefinito “Più poveri dell’Italia?”. Inghilterra sotto choc

    Rassegna stampa

    “Più poveri dell’Italia?”. Inghilterra sotto choc

    I registratori di cassa tintinnano, i denari passano di mano, tutti si affrettano perché Natale è ormai alle porte. I negozianti trattengono il respiro: siamo all’ultimo weekend di acquisti, la prova del nove. Ma c’è poco da stare allegri


    I registratori di cassa tintinnano, i denari passano di mano, tutti si affrettano perché Natale è ormai alle porte. I negozianti trattengono il respiro: siamo all’ultimo weekend di acquisti, la prova del nove. Ma c’è poco da stare allegri.
    La grande crisi, in Gran Bretagna, è calata come un maglio. Oltre mezzo milione di piccole e medie imprese lasceranno i dipendenti in vacanza per più di tre settimane. Non c’è lavoro. Inutile spendere soldi in riscaldamento. Ecco allora che i britannici si trovano davanti a loro il «Christmas Break» più lungo da 16 anni a questa parte. E si scoprono molto, molto più poveri di quanto credessero. «Mamma mia (in italiano), la crisi ci ha reso più poveri degli italiani?» titolava ieri un provocatorio Guardian. Col timore che la risposta presto potrebbe essere sì.

    L’incubo di ogni inglese che si rispetti si è materializzato: la parità tra euro e sterlina. Un crollo vertiginoso, strabiliante. Che dal primo di ottobre a oggi ha polverizzato il potere d’acquisto dei britannici di circa il 20%.
    Non che sul fronte del dollaro le cose vadano meglio: nello stesso arco di tempo la sterlina è passata da 1,85 a 1,49.
    Risultato? I britannici hanno riannodato il filo delle tradizioni. L’Europa è oggi un po’ più lontana, nonostante il collegamento Eurostar, e le ex colonie - Estremo oriente e Sud Africa in testa - sono tornate a essere meta privilegiata di vacanza.
    E pure la madrepatria, benché un po’ piovosa, non è poi così male. La Baa, il maggior operatore aeroportuale britannico, prevede un calo del traffico del 4,5%. Traduzione: 373 mila britannici quest’anno non prenderanno l’aereo.

    Anche il mercato interno segna il passo. «Le strade saranno molto più tranquille questo Natale perché oltre un terzo delle persone ha deciso di tagliare i viaggi a lunga percorrenza per risparmiare quattrini», ha detto al Guardian Edmund King, presidente della Aa, il corrispettivo britannico dell’Aci. Stessa storia per le ferrovie: meno un milione di viaggiatori.
    La gente, insomma, si prepara, perché del domani non v’è certezza. La crisi nel 2009 promette di picchiare ancora più duro e tracimare definitivamente nell’economia reale.
    La Jaguar Land Rover, fiore all’occhiello dell’industria automobilistica britannica, acquistata recentemente dal colosso indiano Tata, ha chiesto al governo un prestito da un miliardo di sterline. Le linee di credito bancarie si sono infatti prosciugate, e il prestito ponte pare essere l’unico modo per proteggere i 15 mila dipendenti del polo industriale sito nel West Midlands. Secondo l’Independent l’intesa sarà raggiunta entro Natale. E proprio il settore bancario è il tallone d’Achille della Gran Bretagna di Gordon Brown - un Paese che dista anni luce dalla cool Britannia di Tony Blair.
    John Varley, boss di Barclays, ha messo giusto ieri in guardia governo e cittadini: «La fetta di credito disponibile si sta riducendo. È un processo doloroso. Vedremo una ripresa del settore finanziario solo quando i prezzi degli asset si saranno stabilizzati. E ci vorranno altri 18 mesi».
    Ancora un anno e mezzo di passione, dunque. Nel 2009, allora, potrebbe succedere di tutto. La Banca d’Inghilterra, stando ad alcune previsioni, potrebbe portare i tassi d’interesse a zero. E avrà esaurito a quel punto tutte le sue cartucce.
    La sterlina, di conseguenza, potrebbe persino scendere al di sotto dell’euro. Gordon Brown, che ha definito gli interventi a sostegno della valuta «una cosa del passato», si concentrerà sulla spesa e su interventi di stimolo fiscale. «Le nazioni che nel 2009 spenderanno» ha detto il premier durante la sua conferenza stampa di fine mese «saranno quelle che usciranno più forti dalla crisi».
    I numeri, d’altra parte, fanno sudare freddo. La Cbi - la Confindustria britannica - ha rivisto in peggio le previsioni effettuate il settembre passato: ora si aspetta una contrazione dell’economia dell’1,7%. La disoccupazione, invece, salirà al 9% entro il 2010: tre milioni di persone fuori dal mercato del lavoro.
    Raccontare la crisi di un Paese che ha vinto due guerre mondiali e si è sorbito la cura da cavallo di Margaret Thatcher è però ardua impresa: le contraddizioni impazzano. Marchi a prova di saldi come Burberry e Mulberry hanno dovuto mettere da parte reputazione e orgoglio e tagliare i prezzi già prima di Natale. Le strade dello shopping londinese traboccano di gente e i turisti europei armati di super-euro fanno affari senza precedenti.
    E se il crollo dei prezzi degli immobili - meno 15-25% - funesta i sonni di milioni di proprietari, l’afflusso di capitali stranieri si prevede il prossimo anno più che copioso: «Passerà del tempo prima che si rivedano questi prezzi», ha detto Ed Mead, direttore di Douglas&Gordon. Londra, d’altra parte, non è la Gran Bretagna. «Guardati intorno», diceva ieri un banchiere alle prese con il suo champagne durante la festa d'ufficio di fine anno, «le cose non vanno bene. Ma questo posto è a prova di recessione». Se lo augura anche Gordon Brown.
    fonte Mattia B. Bagnoli - La Stampa


    http://www.diariodelweb.it/Articolo/...81221&id=63621

  2. #2
    Nafela Babel
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    Mamma mia! Has the financial crisis really made us poorer than the Italians?

    It was a hammer blow to British pride so devastating that some have credited the so-called sorpasso - overtaking - with starting the slide that led to Margaret Thatcher's removal from power three years later. In 1987 the Italians, perceived stereotypically as chaotic and corrupt, announced they were more prosperous than the British despite eight years of painful reform imposed by the Tories.
    And now guess what? They've done it again. Just as most of us thought the economic crisis could get no worse, La Stampa yesterday declared: "Italy beats England [sic] with the euro."
    Such has been the depreciation of the pound, the paper said, that Britain's gross domestic product was now worth less than Italy's. Applying Wednesday's exchange rate to the two countries' output last year, La Stampa calculated that Italy's was 0.7% higher.
    And not only that. "For some weeks we have been individually richer on average," the paper said. The standard measure of prosperity is GDP per head, and on that count Italians were also in front, by almost €900 (£855) a year.
    However sobering for Britons, the latest arithmetic should have the bittersweet taste of revenge for Italy, a country whose sorpasso was quickly reversed and which, three years ago, was branded "the real sick man of Europe" by the Economist because of its economic languor. Yet Italians yesterday were not so much toasting their achievement as scratching their heads.
    Even La Stampa acknowledged "it seems absurd at a time when company warehouses are packed with unsold merchandise and people talk of nothing but trouble ahead". Italy, too, is in recession, and next year its economy is forecast to shrink, though according to most forecasts not by as much as Britain's.
    Surprisingly Italy's prime minister, Silvio Berlusconi, did not seize on the news as proof of the wisdom of his government's policies, and Professor Amedeo Panci, whose Real Economy Research Centre is close to the governing coalition, said: "Frankly, I wouldn't go shouting about an economic miracle." It was an "arithmetical, statistical phenomenon", he said.
    "The big issue here is purchasing power," said Professor Tito Boeri, who teaches economics at Milan's Bocconi university. The fact that Italians, along with other inhabitants of the eurozone, had been piling into London to do their Christmas shopping proved the fall in the value of sterling had brought about an imbalance that needed to be compensated for to produce truly comparable figures.
    "In 2007, when the purchasing power adjustment for the two countries was about the same, Britain was more than 15% richer," said Boeri. "Since inflation in the two countries has been broadly similar since then, I would imagine that in terms of purchasing power parity we're still at much the same point. The difference is still there, I'm afraid. And I'm speaking as an Italian who would like to feel richer."
    Sergio Rizzo, co-author of a bestseller on Italy's gradual economic decline, saw no reason to reassess its underlying thesis. "In the last 10 years, and allowing for inflation and purchasing power, Britain's economy grew by almost 55%, while for Italy the figure was less than 29%." Rizzo reeled off reasons why Italy is the eurozone's laggard.
    "Organised crime controls a large part of the south; because of that, the mezzogiorno [southern Italy] now attracts less than one per cent of all foreign investment," said Rizzo. "The courts are slow, so creditors routinely have to wait for 10 years to get their money back from bankrupt companies, and the phrase 'sue me then' has become a standard response to demands for money owed. Our public administration is inefficient, poorly computerised and wasteful."
    Panci nevertheless thought the shock of the "reovertaking" might help focus attention on overlooked strengths in the Italian economy that could enable it to survive the global recession better than some other countries, including Britain.
    "Our banking system, for example, has long been criticised for being insufficiently enterprising and too rigidly regulated. But it has so far coped admirably with the crisis," he said.
    Berlusconi noted earlier this month that while Italy had huge public debt (of more than its annual GDP, in fact), its private borrowings were small because of Italians' legendary preference for saving rather than spending.
    "Italy's aggregate debt is lower than that of the US or Great Britain - a positive fact that ought to be better appreciated," he said.
    He expressed optimism that his compatriots' qualities of enterprise and industriousness would pull them through the crisis. They were, he said, like "virtuous ants".
    UK v Italy

    UK
    Teacher £30,594 (€32,206)
    Doctor: £74,220 (€78,140)
    Nurse £23,898 (€25,161)
    Train driver £39,448 (€41,525)
    Cappuccino £2.30 (€2.42)
    Pizza margherita £5.75 (€6.05 )
    Big Mac £2.09 (€2.20)
    Black Prada handbag £580 (€610)
    World Cups 1
    Italy
    Teacher €30,571
    Doctor €55,944
    Nurse €23,121
    Train driver €28,760
    Cappuccino €2.50
    Pizza margherita, €9.00
    Big Mac €3.40
    Black Prada handbag €780
    World Cups 4

    http://www.guardian.co.uk/world/2008...ain-currencies

  3. #3
    Più mercato (del pesce)
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    appunto:
    UK vs Italy
    Teacher €32,206 - €30,571
    Doctor: €78,140 - €55,944
    Nurse €25,161 - €23,121
    Train driver €41,525 - €28,760
    Cappuccino €2.42 - €2.50
    Pizza margherita €6.05 - €9.00
    Big Mac €2.20 - €3.40
    Black Prada handbag €610 - €780
    World Cups 1 - 4
    ... che la pizza margherita si paghi di più a milano che a londra mi sembra un'enormità. Per il resto questo illustra bene tanti motivi della lunga decadenza italica.
    Perchè nella definizione di un prezzo sopportabile ci stanno tantissime cose, dalla ricchezza in infrastrutture ai più diversi parametri antropologici e culturali del paese.
    Noi siamo poverissimi di infrastrutture e di orgoglio di identità nazionale e ricchissimi di SUV in leasing.

  4. #4
    calici amari
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    Citazione Originariamente Scritto da Marco123 Visualizza Messaggio
    Mamma mia! Has the financial crisis really made us poorer than the Italians?



    UK v Italy

    UK
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    Doctor: £74,220 (€78,140)
    Nurse £23,898 (€25,161)
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    Cappuccino £2.30 (€2.42)
    Pizza margherita £5.75 (€6.05 )
    Big Mac £2.09 (€2.20)
    Black Prada handbag £580 (€610)
    World Cups 1
    Italy
    Teacher €30,571
    Doctor €55,944
    Nurse €23,121
    Train driver €28,760
    Cappuccino €2.50
    Pizza margherita, €9.00
    Big Mac €3.40
    Black Prada handbag €780
    World Cups 4

    http://www.guardian.co.uk/world/2008...ain-currencies
    Si tratta di stipendi lordi o netti? E quanto costa l'affitto in Inghilterra? E la pressione fiscale?

  5. #5
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    Citazione Originariamente Scritto da gigionaz Visualizza Messaggio
    appunto:
    ... che la pizza margherita si paghi di più a milano che a londra mi sembra un'enormità. Per il resto questo illustra bene tanti motivi della lunga decadenza italica.
    Perchè nella definizione di un prezzo sopportabile ci stanno tantissime cose, dalla ricchezza in infrastrutture ai più diversi parametri antropologici e culturali del paese.
    Noi siamo poverissimi di infrastrutture e di orgoglio di identità nazionale e ricchissimi di SUV in leasing.
    Se vai in Svezia pizza e birra le paghi poco piu' di 5 euri. Fiche' dura anche li'... :-)

  6. #6
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    mah, in svezia una birra costa + di 5 euro, visto che hanno delle sovratassazioni x scoraggiare il consumo di alcol... invece in danimarca in alcuni pub costa 3 euro, nonostante la danimarca sia dopo la norvegia il paese con gli stipendi + alti d'europa... ormai una bevuta in italia costa 6 euro... io ho smesso di fare consumazioni nei locali da un pezzo, visto che al supermercato una bottiglia di rhum di quello schifoso (ovvero di quello che usano nei locali) costa 3 euro

  7. #7
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    I cambi secondo me influiscono poco.
    In UK prendono sterline e spendono sterline.

  8. #8
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    un cappuccino 2,50? una pizza 9 euro? ma dove hanno raccolto i dati questi qua, a piazza di spagna?

  9. #9
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    Citazione Originariamente Scritto da dedelind Visualizza Messaggio
    mah, in svezia una birra costa + di 5 euro, visto che hanno delle sovratassazioni x scoraggiare il consumo di alcol... invece in danimarca in alcuni pub costa 3 euro, nonostante la danimarca sia dopo la norvegia il paese con gli stipendi + alti d'europa... ormai una bevuta in italia costa 6 euro... io ho smesso di fare consumazioni nei locali da un pezzo, visto che al supermercato una bottiglia di rhum di quello schifoso (ovvero di quello che usano nei locali) costa 3 euro
    Pagati dal sottoscritto: non oltre i sei euri. Che poi ti mandino lo psichiatra a casa per un nonnulla, non ci piove, ma alcune iniziative sono condivisibili. Io l'ho scritto perche' pizza e birra piu' care di quelle italiane non esistono.

  10. #10
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    Citazione Originariamente Scritto da thematrix Visualizza Messaggio
    un cappuccino 2,50? una pizza 9 euro? ma dove hanno raccolto i dati questi qua, a piazza di spagna?
    Avranno paragonato Londra con Milano, le due citta' piu' costose di UK e Italia.

 

 
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