"Costruiamo insieme una vera alternativa"



MANIFESTO di PROGRAMMA





Cari amici,

oggi 29 Novembre 2008 ho preso una decisione importante, quella di scrivere e dialogare con quanti come me, in Italia, credo tanti, sono desiderosi di essere rappresentati da una classe politica migliore.
Una politica che sappia realmente ascoltare la voce della gente comune, che arrivi diritto al cuore di quanti, come me, vogliono uscire fuori da un torpore che, giorno dopo giorno, sta inaridendo i cuori e i sogni dei nostri figli.
Tutto questo ha determinato una netta presa di distanza dalla stragrande maggioranza dei rappresentanti politici a tutti i livelli, che continuano a svolgere il mandato elettivo fornito dai cittadini come se fosse una professione… e per taluni un hobby!
Sbagliato! Noi… siamo stati obbligati a chiedere a coloro che ci sono stati imposti nella veste di politici di rappresentarci all’interno delle istituzioni parlamentari, politiche, etc…
Dove sono finiti i veri politici? Questa specie pare essere in via d’estinzione.
Egr. potenziali amici della rete, non amo in modo viscerale l’uso di Internet, ma credo che oggi sia rimasto l’unico “Tratto Democratico Libero” che ci consente di potere esprimere liberamente il pensiero e soprattutto di ascoltare quanti dissentono dalla linea e dalla classe politica attuale.
Ascolto ed osservo i giovani durante il mio lavoro di insegnante in un liceo psico-pedagogico di Palermo e vengo assalito dal malessere provocatomi dall’impotenza di fornire risposte adeguate ai loro quesiti!
Mi preoccupo ancor di più quando penso che questi giovani, pronti a sfidare il duro percorso formativo che li attende, sono stati annichiliti da una riforma Gelmini che intende etichettarli per una società fatta di caste succubi di un vertice piramidale.
Il Diritto allo Studio viene mortificato da un tentativo squallido di far scomparire migliaia di presidi scolastici, in un territorio che, - ahimè! - caro Ministro, ha una morfologia che deve tenere conto delle asperità che madre natura ci ha “donato” e che, sommate all’ incapacità della classe politica, non possono essere scaricate sui nostri figli, che intendono avvalersi di quanto scritto nella Costituzione Italiana, e quindi del Diritto allo Studio.
E cosa dire di una paventata “privatizzazione dell’Università” che sancirebbe definitivamente uno spartiacque tra chi ha possibilità economiche e chi come me è riuscito a formarsi grazie a una scuola pubblica?
Egr. Ministro Gelmini, crede veramente che gli Italiani siano così stupidi da non discernere quanto (pochissimo) di buono è stato inserito nel progetto di Riforma? Crede veramente che gli studenti e le famiglie italiane siano contrarie alla chiusura di una serie di Dipartimenti senza alcuno sbocco, nati per soddisfare gli appetiti di una classe politica che pur di accaparrarsi la benevolenza elettorale ha strutturato sul territorio una serie di dislocamenti di sedi dispendiose e inutili?
L’inviolabilità del Diritto allo Studio è uno dei punti fondamentali se si vuole costruire un progetto di rinascita democratica.
Il ruolo dei giovani è determinante. Una società libera e democratica deve sì avvalersi del contributo fondamentale dei veterani e di quanti con il proprio vissuto sono in grado di fornire gli strumenti e l’esperienza indispensabile, ma non possiamo tralasciare l’entusiasmo dei giovani e il loro spirito innovativo che sono un ingrediente irrinunciabile per l’arricchimento di una sana Democrazia.
Ho voluto iniziare questo percorso di dialogo e di costruzione sul tema dell’Istruzione perché da meridionale, nello specifico da siciliano, credo di poter affermare che il sud abbia pagato un prezzo altissimo a causa di un analfabetismo durato quasi un secolo e di un successivo isolazionismo culturale, che ci ha allontanato pericolosamente dal resto d’Italia.
Credo ad oggi che questa pericolosa deriva “culturale” possa investire gli italiani nella sua globalità, mietendo tra le sue “vittime” in prima istanza i giovani.
Sento la necessità di reagire a questa sorta di incapacità che giorno dopo giorno ha, di fatto, reso inefficaci anche gli ultimi rappresentanti politici che malgrado le buone intenzioni non riescono a fornire una risposta concreta all’avanzare di questa “bruma” che, in modo opaco e strisciante, pervade la società.
È necessaria un’opposizione vera che sappia dire in modo netto e chiaro NO!

• NO!... al finanziamento delle banche.
Perché da italiano dovrei contribuire a pagare una struttura che in qualsiasi momento può rifiutare un prestito ad un cittadino comune, bisognoso, che deve pagare le tasse? (proprio in questi giorni il numero uno dell’ABI, Corrado Faissola, ha sottolineato chiaramente la necessità di “garantire il carattere privatistico del sistema bancario”.)
Ma soprattutto perché finanziare una banca che ancora oggi attribuisce stipendi munifici ai suoi direttori generali, advisors e amministratori delegati, chiedendo al cittadino italiano un sacrificio per soddisfare tutti i loro privilegi, mandandoci a dire attraverso i suoi gregari (la politica) che ciò è indispensabile altrimenti le banche taglierebbero in modo drastico il finanziamento alle piccole e medie imprese che di conseguenza si ritroverebbero sul lastrico?…
Vergogna!

• NO!...ad un Parlamento delegittimato.

• NO!... ai politici indagati per Mafia o condannati definitivamente.

• NO!... ad una televisione che negli ultimi 15 anni ha “normalizzato” con i suoi programmi-spazzatura le aspirazioni e le ambizioni di buona parte degli Italiani.

• SI ad una politica corretta che riconduca al centro del programma politico i bisogni dei cittadini che non riescono ad arrivare alla quarta e neanche alla terza settima del mese.

• SI ad un’ informazione veramente libera, seria e veritiera.

• SI ad una giustizia equa che processi veramente tutti.
(Compresi gli amministratori che hanno mandato sul lastrico intere città e che per l’ennesima volta costringono il cittadino bisognoso a pagare lo scotto della delinquenza politica, tagliando le risorse agli indigenti, ai bambini soli e accuditi presso strutture o case famiglia o agli anziani che per una visita medica devono aspettare anche due anni…)


E’ arrivato il momento di dire basta!

Amici,
siamo stanchi di subire supinamente l’“indifferenza” di una classe politica che per la quasi totalità ha mostrato la sua inadeguatezza a perseguire i bisogni, le istanze e le ambizioni nostre e dei nostri figli.
Siamo riluttanti a pensare che ancora una volta squallidi personaggi politici si arroghino il diritto di rappresentanza in modo autoreferenziale.
Credo sia arrivato il tempo per un profondo e radicale cambiamento del modo di fare politica. Desidero come voi, cari amici, poter fidarmi della mia rappresentanza politica… qualunque essa sia.
E’ tempo che i cittadini, quelli veri e non i professionisti della politica, prendano in mano le sorti di questo paese operando solo ed esclusivamente per il benessere della società.
Stiamo ormai arrivando ad un punto di non ritorno…
Questo, cari amici, vuole essere il primo passo verso la politica del buon governo, un progetto che nasce dal semplice e umile contributo del cittadino comune; verso la condivisione di un programma politico che scaturisca dalle proposte di tanti sconosciuti alla grande politik, una vera espressione dei bisogni di buona parte dei circa sessanta milioni di italiani.
Prima di fare questo passo ho riflettuto sulla proposta che mi accingo a lanciare e che mi auguro di condividere con parecchi di voi.
Ho messo in conto le varie opzioni di modelli di attacchi a cui potrei essere sottoposto: insuccesso della proposta del Manifesto-Programma, accuse di opportunismo politico-sociale, ricerca di popolarità, etc…
Ciò che mi ha aiutato a non desistere dal mio intento è innanzitutto il credere fermamente nell’essere umano quale testimone di un processo chiamato esistenza che ognuno di noi ha ricevuto in dono e che ogni essere umano è libero di attribuire alla scienza, alla fantascienza o a un Dio che ogni cittadino ha il diritto di pregare liberamente. La vita non è un opzione, non è cedibile e deve essere vissuta comunque al meglio delle nostre possibilità, non dimenticando e non tralasciando i bisogni di tutti coloro che, meno fortunati di noi, vivono un’esistenza ai confini della povertà e che oggi, forse, non hanno la possibilità di conoscere internet e di scambiarsi delle idee per costruire come noi un progetto politico.
Molti milioni di Italiani non hanno gli strumenti e neanche il tempo da dedicare alla politica, perché avviliti dai problemi che giorno per giorno attanagliano le famiglie.
Noi abbiamo innanzitutto il dovere di rappresentare tutti quei cittadini che non hanno voce.
Noi, cari amici, abbiamo il dovere di dare risposte all’uomo di strada, alla massaia, ai giovani e a tutti coloro che affidano nelle mani della politica il loro futuro.
E’ una grande responsabilità che va onorata con dignità, dedizione, abnegazione e professionalità.
E’ quello che ormai si è perso, il senso dello Stato, il rispetto delle istituzioni, l’onore di rappresentare lo stato attraverso un mandato elettorale.
I nostri politici bivaccano nelle televisioni alla ricerca dell’immagine migliore che aumenti la popolarità e l’apprezzamento da parte del cittadino.
Sbagliato! Caro amico politico, siamo ben disposti a perdonarti la barba non fatta, il capello non perfettamente “gellato”, ma rincuoraci con il lavoro da parlamentare libero che svolgi in nome e per conto dei tuoi elettori.
Affrancaci dal pensare che il mandato parlamentare sia divenuto una passerella per entrare a far parte della nomenclatura dei VIP.
Cari rappresentanti politici, malgrado lo sforzo, non riesco ad essere ottimista.
Rilevo il grande disagio e la difficoltà internazionale circa la sfavorevole congiuntura economica, ma non riesco ad apprezzare, nello specifico quadro della politica economica italiana, una svolta vera e profonda a favore delle fasce deboli. Rilevo un risicato e insufficiente aiuto economico, inefficace rispetto all’entità della crisi economica italiana.
Siamo alle porte di un Natale che si prospetta essere il peggiore dal dopoguerra e, cari i miei rappresentanti politici, non mi affranca e non mi convince vedere in televisione, in modo pilotato, cittadini che affollano i grandi magazzini per farci credere che questa crisi sia venuta meno.
Sappiamo perfettamente che circa un quarto degli italiani ha notevoli problemi economici e non certamente perché non riesce a bandire la tavola con aragosta o altre prelibatezze, ma parliamo dei beni di prima necessità ovvero pane, pasta, etc…
Cari amici, sforziamoci di costruire una proposta politica che sappia dare risposte concrete ai cittadini italiani, investiamo le nostre migliori idee per offrire ai giovani una certezza lavorativa per il futuro.
Egr. politici, smettetela di pensare solo al vostro presente, noi vogliamo guardare al futuro dei nostri giovani e delle nuove generazioni.
Cari amici del web se ci siete battete un colpo! Insieme possiamo realmente dare una scossa a quest’immobilismo politico.
Contribuiamo insieme alla stesura del manifesto programmatico di un movimento che dia realmente voce e corpo ai bisogni, alle aspettative e, perché no?, ai sogni degli italiani.
Si! Cari amici, riappropriamoci del piacevole gusto del sognare, un esercizio splendido che i nostri genitori ci hanno insegnato e che noi abbiamo cancellato nelle nuove generazioni.
Basta! Con il regalare ai nostri giovani illusorie emozioni attraverso i reality, e ancora con programmi televisivi contenitori di realtà irreali e fuorvianti mirati a costruire falsi modelli di vita lontani anni luce dal puro realismo e dal vissuto quotidiano.
Quello che i nostri vecchi politici vorrebbero creare e sviluppare in ognuno di noi è il prototipo di un “modello di cittadino cyber-elettore” fondamentalmente utile per la “vecchia politica del terzo millennio”.



Matteo Croce

















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