Le suore rapite non se le fila nessuno.
Anche il vasto e organizzato mondo cattolico se ne dà pena, ma conscarsi risultati di ascolto. Non è che siano mancate informazioni, sia pure sporadiche, qualche appello e qualche iniziativa di solidarietà come d’abitudine.
E’ evidente però che manca una pur minima reazione dell’opinione pubblica al sequestro di Rinuccia Giraudo e Maria Teresa Olivero, il 9 novembre scorso, a El Wak, piccolissimo villaggio in territorio kenyano al confine (puramente teorico) della Somalia in cui spadroneggiano i miliziani islamici.
A fine novembre sembrava che la faccenda potesse risolversi e c’era chi
si sbilanciava parlando di “trattative informali per la loro liberazione” e di
testimoni locali che le avrebbero viste “in buona salute”.
Poi il silenzio e l’attesa angosciata dei familiari e della comunità da cui provengono le due missionarie, il “Movimento contemplativo Missionario Padre de Foucauld” di Cuneo.
Che ieri ha diffuso un appello ai rapitori “nel nome del Dio misericordioso”,
tipica giaculatoria musulmana che viene quotidianamente infangata dai fanatici jihadisti.
Quasi cent’anni fa una banda di predoni ammazzava Charles de Foucauld,
ufficiale francese di sangue blu ritiratosi nel Sahara per pregare e assistere
i poveri tuareg.
Non ne aveva convertito nemmeno uno in cinquant’anni, e dire che non era una mammoletta.
Della stessa stoffa sono fatte queste due sorelle che da decenni servono
bambini, malati e anziani. Tornerebbero subito a farlo, una volta liberate.
E’ il loro mestiere, e forse per questo la variabile del sequestro viene messa
in conto da un’opinione pubblica sonnecchiante.
E poi sono suore e non preti, non hanno potere. Invece bisogna
agire. Tra pochi giorni Margherita Boniver sarà in missione in Kenya per conto del ministro degli Esteri Frattini.
Se c’è da pagare un riscatto, lo si faccia (e poi si tenga la bocca chiusa).
Potrebbe perfino costare meno di quanto si è sborsato per tanti queruli
connazionali rapiti in Iraq e dintorni.

www.ilfoglio.it di ieri

saluti