E' quanto il sovrano dello stato Pontificio dichiarò in seguito al varo della legislazione razziale italiana. Sostiene Philippe Cheanaux, docente di Storia contemporanea e storia della Chiesa alla Pontificia università lateranense, che la contrarietà del papa alla politica degli stati sovrani dell'Asse emerge particolarmente dalle conversazioni private tenute sia con i dignitari dell' Ambasciata germanica presso la Santa Sede sia con mons.Tardini allorquando, parlando delle leggi razziali, le bollava come "un' infamia".
fonte: La Voce, 19 Dicembre




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