Salve a tutti. Piacere di comunicare con voi.
Chiedo se è possibile postare uno pesudo articolo di mia mano sul libertarismo.
Buona giornata
Salve a tutti. Piacere di comunicare con voi.
Chiedo se è possibile postare uno pesudo articolo di mia mano sul libertarismo.
Buona giornata


piacere, credo non ci siano problemi..
Grazie. Era più che altro una premura .
Piacere mio.
Scusate i possibili errori logici o le ripetizioni. Chiaramente passibile di errore, mi sottopongo alla correzione di chi mi è superiore in competenza. Auspico però che il discorso non devi dalla base che intendevo esporre ed altresì spero risulti interessante ed oserei dire, fondante , per tutti i veri libertari. Per altri invece, a cui potrebbe sembrare banale, chiedo venia.
CRITICA AGLI ANARCHICI, ELOGIO E INCONGRUENZE DEI LIBERTARI
Ritengo che molti siano anarchici, pochi siano i libertari.
Per essere anarchico basta essere contro lo stato( in modo categorico ); il libertario è invece l’amante ed il difensore della libertà, e quindi di tutto ciò che da essa deriva. Se si conviene, si comprenderà il seguito, alché non si vuole dare a questo termine l’esclusivo significato qui esposto per comodità, si potrebbe ben trovare un’altra parola. La si è usata perché così la ritengo, e così credo la si intenda , e dovrebbe significare , se le parole hanno importanza e coerenza.
Ogni statalista è un oppressore. Assunto questo si procede.
Dei sognatori psicotici collettivisti parleremo così: indubbiamente per scusarne (e non giustificarne, sia chiaro ) gli atteggiamenti anti umani; le loro posizioni antilibertarie sono palesi; le insulsaggini che propugnano sballate da cima a fondo ma essendo o individui di scarsa levatura intellettuale, o semplicemente persone alquanto ingenue che si sono lasciate gabbare, non possono essere a mio avviso completamente responsabili degli abominevoli errori teorici che abbracciano( tralasciamo le infamie che conseguirebbero )
Pensassero quello che più li aggrada, non mi valgono una lira.
Una società basata su tali non principi può reggersi per ben poco, anzi, la sua stessa formazione riporterebbe indirettamente la ricostruzione dell’oppressione statale.
Ripeto, pensassero come credono. La loro presenza deve far comprendere come elementi di tal fatta o vadano puniti o vadano scacciati da una civiltà. E’ chiaro che ci si riferisce ad atti concreti rivolti al conseguimento di tale obiettivo meschino atto a riproporre lo stato, non alla libertà di pensare o parlare di idiozie del genere; i loro non principi contro la libertà, contro l’uomo, contro la proprietà rappresentano idealità impossibili tanto dannose quanto non così percepite da loro stessi.
Si comprende come l’istituzione di varie milizie sia necessaria non certo per attaccare, ma per fronteggiare la tirannia che si creerebbe accanto casa propria se vi si radunassero elementi del genere , tirannia che può certo rimanere in pacifica, cosa di cui la storia ha però dimostrato spesso il contrario,e la prudenza non è mai troppa.
In fondo essendo le idealità in questione talmente infantili, è inutile approfondire la critica rivolta, che poi è ovvia. E’ probabile che , avvicinandosi nella lotta , molti dei plagiati collettivisti ( anche degli statalisti contrari al sistema vigente, non si sa mai… ) possano aderire ad idee libertarie. E’ innegabile che le proteste fanno parte della sinistra storica, che ha elaborato strategie serie ed interessanti, accorgendosi dei problemi e scovando dappertutto i segni dell’oppressione. Questa nobiltà sinistrorsa per così dire è però genericamente degenerata nel conseguimento di fini basati su idee sballate che nel corso delle rivoluzioni della storia hanno portato il mondo in baratri sempre più profondi. Convertire i mezzi da loro elaborati ad obiettivi sani, basati su veri principi non può che essere utile per la lotta.
Ora però la maggioranza di coloro che combattono il sistema e lo stato hanno mentalità degenerate. Questo si pone certamente a discapito dei libertari , che si troverebbero a collaborare per la distruzione di un vecchio ordinamento e l’edificazione di un altro ben peggiore, come la corsa decadente dell’ Europa testimonia.
Si impone per ogni libertario il rendersi conto della cospirazione globale, la critica al Nuovo ordine mondiale. Gli atteggiamenti violenti in generale dell’ala sinistrorsa anarchica, degli statalisti comunisti ed anche dei vari fascisti non possono che risultare funzionali ai nemici.
I mezzi e la collaborazione nella lotta devono quindi essere ponderati. E’ un rischio e credo quindi che per un libertario l’azione agorista , cioè la prassi della lotta, debba dipendere dalle sue inclinazioni, e non credo possa ritenersi prassi collettiva di un movimento, ma semplice scelta individuale di ogni libertario, nel rispetto imprescindibile, sia chiaro, dell’Etica che ci caratterizza e della libertà al grado con cui si vuole incidere.
La guerra principale è quindi ancora una volta culturale. L’azione viene dalla riflessione, entrambe importantissime, ma si impone quindi un ordine di subordinazione dove l’azione è chiaramente il soggetto dipendente.
Disdegnare però la lotta, oltre che lasciare gli individui negli astrattismi, ne lascia l’animo fiacco, facilmente soggetto ad incoerenze e a compromessi che porterebbero alla distruzione stessa del libertarismo. Vorremmo forse tutti diventare dei reazionari per lo stato minimo ? Senza azione è ipotesi plausibile.
Ecco perché giocare agli intellettualismi di una società non esistente, se non per dirimere le questioni fondamentali inerenti ai principi di non aggressione od al giusnaturalismo, è quanto di più negativo possa darsi a mio parere.
Ciò per addentrarmi in un rischio che probabilmente è fittizio, ma sempre presente. I cattolici di oggi sono nemici come la maggior parte dell’umanità; spero venga inteso il termine nemico nel modo in cui vada inteso, senza alcuna sentenza o spregio, poiché d’altronde le responsabilità oggettive ricadono ben poco su di loro.
Altri anarchici sono invece nel panorama:gli individuali assolutisti. Si ritengono completamente a favore della libertà senza fronzoli e perbenismi e relative degenerazioni moralistiche. Non si può non ritenerli libertari. Sono estremamente egoisti.
Il problema di una civiltà libertaria è garantire l’egoismo di tutti, cioè garantire la libertà. Essa sarebbe garantita non certo da uno stato ma da se stessa, per natura.
Sarebbe quindi egoista? Non completamente, perché assicurerebbe intrinsecamente la libertà a tutti. Sarebbe quindi altruista? E come potrebbe esserlo? Queste tendenze troverebbero libera espressione in libere associazioni. Ecco quindi che le premure collettivistiche trovano un certo tipo realtà in una vera concezione della comunità e delle relazioni, nel rispetto, dove quindi l’omissione e l’indifferenza sono legittime e non vi l’obbligo d’intervento, ma neanche terrorismo contro l’altro. Dove il soccorso, la vera solidarietà, la cooperazione sarebbero genuine. Sarebbe nient’altro che una società equilibrata, ciò che ho iniziato dall’inizio a chiamare civiltà.
L’atteggiamento ed il pensiero di individui assolutisticamente egoisti , chiaramente lecito , come anche quello dei collettivisti d’altronde, non porterebbe per logica conseguenza alla legge della giungla.
Siamo di fronte a persone libertarie estremamente oneste ed estremamente stronze.
Si sa con chi si ha a che fare, ed il comportamento di individui del genere , fintanto che non sfocia in danni, può permettere la permanenza all’interno di una civiltà libertaria.
Non si immagina certo la civiltà libertaria come una società priva di aggressioni. Essa però oltre a non giustificarle , non da possibilità di azione coercitiva se non nella libera individualità in relazione alle altre individualità, in una situazione di scontro alla pari se così si può scrivere, dove ognuno è responsabile dei suoi atti.
L’ egoismo, riconoscendo la propria limitatezza ed i propri mezzi, non circoscrive come unica conseguente possibilità che presunti superuomini vadano a conquistare ed imporre il loro dominio in giro. Ognuno sarebbe messo innanzi alla sua impotenza e deciderebbe di conseguenza , l’importante è non rompere.
Ma anch’essi compiono un errore teorico dei più gravi. Se i collettivistici non possono dirsi libertari , l’assolutista egoista non può che esserlo solo a metà. Egli non vede che se stesso; accusa i libertari di imporre una discriminante oggettiva che non si può provare, frutto di convenzioni umane.
C‘è da dire che se questo fosse vero, il vero libertario sarebbe lui. Ma non è così.
Ecco quindi libertari che si impone la presa di coscienza dell’arma politica, economica, sociale, ambientale, liberale che è nelle nostre mani, e non può che essere che un rispolvero di antiche consapevolezze.
Se il giusnaturalismo con il principio di non aggressione risultano essere Principi, cioè verità, non si comprende dove sia l’intoppo, quale paura dovrebbe frapporsi, quale mancanza di coraggio frenarci, quale dubbio ingarbugliarci.
Rimarrebbe invece il metodo migliore e più giusto, ma per forza di cose perbenista e bigotto,se fondato su assunti tratti dal relativo e quindi relativi per forza di cose.
E’ necessario applicarsi nel desumere le conseguenze di una questione che è invece la questione, l’unica questione, cioè l’oggettività intrinseca del principio, l’esistenza di qualcosa di assoluto, affinché non si ribalti tutto.
Alcuni questo qualcosa lo chiamano Dio. Non è importante il nome quanto il concetto, e non è importante la propria adesione quanto il sapere determinare che c’è.
Se quindi c’è il principio assoluto esso è Verità ed esso è Legge, poiché si impone al libero intelletto di chiunque la sua oggettività universale. Esso è ciò che è, vero per forza di cose, e non può trovare altra descrizione intelligibile oltre che questa, pena descrivere le sue proprietà mischiandole con le più impure rappresentazioni.
Mantenendo una posizione libertaria sulla Verità si dovrebbe riflettere sul fatto che la Verità non è autoritaria. La Verità è vera.
Si è sentito dire da grandi Maestri che la Verità rende liberi. Il libertario diventa inequivocabilmente il difensore della Verità per quanto ne riesca a comprendere in base alle sue capacità.
Si può come sempre è accaduto rifiutare la Verità; ciò lo è anche a riguardo della Legge naturale che detta l’ordine; chiunque quando vuole può trasgredirla con crimini.
Criminale sarebbe chi trasgredisce e sovverte i principi.
Non si tratta di sentenze morali a cui ognuno può accolare la sua dose emotiva a piacere, si tratta che chi sbaglia paga, chi di spada ferisce di spada perisce.
Ribadisco il fatto che la libera disposizione riguardo la Verità non è accusata. I vizi non sono crimini e sono proprio i vizi, cioè i fastidi che ci arrecheremo durante tutta la nostra vita, quelli che verranno regolamentati dal common law liberamente assunto e determinato dagli individui in una data cultura e dato tempo. E’ con ciò veramente incongruente ipotizzare l’uniformità globale. I vari temperamenti, il clima e l’ambiente, gli usi e costumi dei popoli, formerebbero common law diversi in ogni dove.
Si ricorda che comunque i fastidi possono altresì essere tollerati o risolti amichevolmente. Non siamo robot, e se un common law è flessibile e può adattarsi alle vicende , di certo può anche non essere interpellato. Questa è libertà.
Conseguirebbe inoltre che chiunque combatta la verità abbia per forza di cose compiuto un’aggressione. Ciò è fondamentale…diventa quindi punibile l’azione sobillatrice e di plagio? Non so rispondere ma rifletto che i paladini della Verità e della Libertà che ne deriva , se imponessero alla libera ragione degli individui la Verità ( che certamente è qualcosa di giusto in sè) siarebbero dei criminali della stessa risma di coloro che potremmo, per il loro atteggiamento nichilista soggettivista contro la verità, definire dei terroristi.
Si provi a considerare tutto come se si fosse in una civiltà già libertaria.
E’ chiaro che un vizio risulta fastidioso ed intacca la nostra personale visione e turba , ma è tollerabile, anzi la tolleranza è nel rispetto dei deficit di ognuno, ma a chi girassero le balle, legittimamente il tribunale è a sua disposizione.Non si ha un crimine ma una intromissione non voluta.Tutto ciò conforme a regole di proporzionalità ? si può discutere...
Non possiamo poi negarci questo: la Chiesa al riguardo ha avuto una parte negativa.
Io personalmente reputo ciò una chiara degenerazione, fatto sta che chiunque consideri un vizio un crimine, cioè una aggressione lesiva , va combattuto e chiunque imponga la verità o su di essa discrimini non nei giudizi intellettuali o riguardo le azioni, perché la libertà di espressione va rispettata, ma in inibizioni ed aggressioni mentali che i preti sanno esercitare molto bene non sono tollerabili.
Il Pastore faccia il suo compito, ed abbia pazienza verso una pecora indisposta, messa lì a motivo della sua santificazione e sappia di essere sottoposto anche lui alla legge d'ordine universale, salvo fintanto che le sue magagne non vengano alla luce.
Delineato questo, con una apparente digressione , se il giusnaturalismo è vero, chiunque lo osteggi idealmente o è un criminale o è un potenziale criminale. Se è criminale va punito,se non lo è, merita di essere libero. Cosa significa questo? Significa scrollarsi di dosso gli ultimi residui ipocriti.
Allora c’è o on c’è l’assoluto, e la sua essenza in cosa consiste? Questa libertari diventa la domanda. Non mi accontento di essere giusto, voglio anche essere libertario.
Insomma, pane al pane vino al vino, Dio è o non è.
Per favore non lasciamoci spaventare od irritare. Spesso il Dio presentato dalle religioni è la brutta copia di qualcosa di più nobile. In fondo le stesse religioni sono degenerate e le stesse religioni hanno collaborato nell’oppressione. Fatto sta che esse hanno nella loro completezza la giustizia e la libertà assicurate dottrinalmente , ed è per questo che nel paleo libertarismo non c’è limite imposto a chi abbia concezioni religiose.
Dio è o non è ?
Ciò non significa negare la possibilità di non essere religiosi, o la possibilità di non riconoscersi nei precetti religiosi e quindi di non seguirli. Non significa negare la possibilità dell’indifferenza e dell’omissione. Ciò può convivere benissimo, anzi, potrebbe capitare il paradosso, come già nella situazione attuale accade, che molti non credenti siano “più credenti” dei credenti stessi.
Se si è in una civiltà libertaria i soprusi e gli obblighi imposti non avranno spazio ed anche Dio rimarrà fuori da sé, se lo si vorrà.
Rendiamoci conto però di una cosa. Se non fosse , se l’assoluto non fosse, gli unici libertari sarebbero i paleolibertari credenti e gli assolutisti individualisti super egoisti. I primi degli illusi, ma libertari a ragione della propria illusione, dei libertari nella mentalità ma comunque non nei fatti.
I secondi consapevoli libertari, totalmente, perché sono legge a se stessi.
Noi, credendo in un assoluto a convenzione, non saremmo né illusi e neanche libertari( sia mentalmente che nei fatti ). Consapevoli come il resto dell’umanità atea; non infantili però, perché superiori alle derive collettiviste sovversive.
Si tratta di interrogarsi in che cosa consista l’assoluto, dopodiché assumersi la piena responsabilità della propria scelta e di ciò che ne consegue.
Non è ammesso parlare di convenienza dell’assoluto.
Potremmo essere consapevoli certo, non crediamo alle favole…ma senza assoluto , siamo utilitaristi, e per il fatto di assumere ad assoluto una convenzione siamo degli oppressori nel caso realizzassimo una società tale.
Infatti finché una civiltà libertaria non venga eretta, ogni anarchico può assumere velleità libertarie.
Una società che però ponga un discrimine tramite un principio fasullo non permette un libertarismo, anche se non ci fosse lo stato. Si imporrebbe però uno stato mentale…ecco la questione prima toccata, un’aggressione non può per forza di cose non comprendere la totalità psico – fisiologica dell’individuo.
Diverrebbe quindi solo e soltanto l’uomo, e la sua forza a garante di se stesso. Anche i collettivisti troverebbero una scusante ai loro abomini, perché l’ “homo homini lupus” potrebbe trovare applicazione diffusa.
Una mia ultima considerazione, mia singolare , sull’utilità dell’indipendenza individuale come esistenzialmente espressa dagli individualisti superegoisti assolutisti. In un mondo contro la libertà è necessario assumere una indipendenza del genere, come dei vari collettivisti si apprezza il fiuto per l’oppressione ( tranne che per la propria… ) ed i mezzi di lotta, di questi altri individui si deve ammirare la tenace aristocrazia interiore. L’ isolazionismo, sottraendosi agli artigli statali può fornire una risposta pratica e tale radicale scelta non può che essere presa , o almeno “dovrebbe”, da chi si è reso conto dei condizionamenti culturali e mentali della società spettacolare odierna, che impone una dittatura omnicomprensiva peggiore di ogni totalitarismo passato.
Ma non crediamo di fare gli ottimisti. Dai super egoisti si può ricavare anche la consapevolezza che solo su di se ( e dall’ Assoluto ovviamente , a base di se) si può contare…la realtà odierna non preclude niente di buono. Forse essere libertari oggi non può che significare un modus totale dell’individuo.
A mio parere, cospirazionisticamente parlando, l’oppressione statale non può essere estirpata. E’ libero non pensarla così , ma imperativo tenerne conto, il ché non inficia la validità della posizione paleo libertaria agorista.
Siamo indubbiamente in una guerra amici, ed è bello non farsi deprimere da questa situazione. Il nostro stesso amore per la Libertà lo impedisce.
E’ però imperativo constatare l ‘Assoluto ed a questo vi invito, sia esso chiamato Dio, Principio totale, Infinito, Tao, Essere universale o quant ’altro… sia esso invece nient’altro che te stesso…
Non si richiede la dimostrazione dell’assoluto. Può mai essere dimostrato l’evidente, cioè l’ovvio che è sotto gli occhi di tutti ( universale )?
Necessitiamo però, per il nostro impianto di una rigorosa spiegazione oggettiva, constatabile e coerente.
Cordiali saluti
Alcune aggiunte:
-È utile capire che il sottoprodotto umano che ad oggi ci schiavizza è caratterizzato dai vari super egoisti assolutizzanti di se stessi ad un tal grado che , reputando gli altri bestie, utilizzano gli ideologismi modernistici e progressisti a loro uso per imporre il loro dominio.
Queste persone meritano un doveroso disprezzo intellettuale di una ferma intransigenza. Per me, moralmente parlando, si tratta di infami di cui non avere compassione. Giudizio individuale, cricorscritto alla mia esistenza, per inenderci.
Ciò a ribadire una derivata questione. Un vero libertario è indifferente e menefreghista o difensore della Verità e quindi dell'oggettività principiale intervenendo e prodigandosi al riguardo. Alché credere che questa differenza puramente limitata al campo dell'azione distingua i primi come egoisti ed i secondi come altrusiti vuol dire far entrare la morale in un regno che non le compete. Ad ognuno la sua scelta e la sua morale, dove l'adesione ad una morale "superiore" è libera e non obbligata e soprattuto non obbligante, o perlomeno cosi dovrebbe essere.Sia chiaro questo!
Si comprende per conseguenziale deduzione che un assolutista individualista super egoista, riconoscendo l'universalità dei Principi che diffondono i paleo nell'anarchismo, abbandonando il nichilismo, quindi semplicemente accettando quelli che sono Principi ( cioè l'origine che fonda )rientra nel caso del menefreghismo libertario legittimo, incontestabile ed inoppugnabile. Se ciò si ritiene essere stronzo, si riconosca la libertà di esserlo; si desume nell'impossibilità della perfezione di ogni umano, che traduce la propria sentenza "stronzo!" rispetto ad un dato attegiamento in una corrispettiva risposta equivalente su di altri campi di cui il moralizzatore può non avvedersi. Perfezionarsi religiosamente è infatti adesione personale, lasciamo che a convertire sia Iddio o ciò che è , e non "noi" , a dispetto dei vari veli con cui tale Evidenza è proposta per intenderLo,che può assumere naturalmnet aspetti anche esentati da categorie più precise ed intendibili come può essere la religione.
Alché, come al solito (può risultare pedante lo immagino ) senza assoluto incontestabile, prodigarsi a difesa della Libertà , assumendo un comportamento opposto al menefreghista può portare a una qualche pretesa ingiustificata che non può che collimare con un certo tipo di malattia mentale, oda ad un super egoismo artificiosamente camuffato.
E' ciò altrettanto fondamentale, poiché la condanna degli oppressori si deve basare sulla loro capacità di comprensione e sulla loro malafede. Gli agenti migliori sono sempre coloro che sono in buona fede. I collettivisti, i fascisti, i comunisti di solito risultano , come già accennavo, essere i primi gabbati, con intenti anche nobili probabilmente , ma non sono di certo loro i COMPLETI responsabili della nostra schiavitù.
I novelli Lucifero o Prometeo, se si riesce alla luce di quanto scritto a comprenderne la sostanza, non sono certo appariscenti e di certo non seguono le false idealtà( perché le idee son cosa seria ) che hanno diffuso nel mondo.
Gli spauracchi satanici non servono a nient'altro che ad incutere timore, convengo. L'errore è infatti dimenticarsi che Satana siamo noi stessi, o forse anche noi stessi, a seconda di quale punto di vista si voglia assumere, non religioso o religioso.
E' determinante l'assoluto, ancora una volta, per il super egoista assolutista.
E' necessario l'assoluto, ancora una volta, per l'incapace progressista-modernista-collettivista-statalista.
Ad interessarsene è chiamato drasticamente , anche il libertario paladino della Verità (indi per cui della Libertà ) che tale assoluto ha riconosciuto e per cui si prodiga in maniera liberamente totalizzante.
A nessuno è comunque imposta tale scelta.
Chiunque a questo è giunto e poi diverge è un traditore.
Inoltre 'etichetta altruista non calza aprioristicamente per colui che per comodità chiamiamo paladino a difesa della Verità, applicandosi per tali individui ugualnete sia l'aggettivo altruista che egoista.Non si può forse assumere tale posizione per il proprio godimento personale e per propria coerenza, quasi infischiandosene degi altri in fin dei conti?
Non so, perché non ho ragionato al riguardo, ma neanche il menefreghista libertario, l'indifferente, non è assolutamente indifferente, può probabile che abbia altri modi di esser altruista.
Se tale individuo, che potremmo chiamare paladino della Libertà/ Verità è sulle balle, ben venga , sia lode e onore all'assoluto che non può non evitarlo e di cui ,se ci va ,possiamo indagare l'essenza. C'è libertà di esprimersi.
Ma non ci sarebbe imposizione, poiché se tale coerenza sia presuntuosa o più piacevole ai liberi gusti degli altri individui ciò dipenderà da tale individuo, dal suo attegiamento e non dalla funzione svolta,.
Ah certo...senza assoluto... si ha ( secondo mia morale, ognuno interscabi queste parole con le proprie opinioni o gusti , de gustibus non disputandum est) un'altra infame carogna...
probabile che le degenerazioni di vari ambienti religiosi sia il trasporre qeusta legittima azione a preservazione del Principio alle regolamentazioni dei vizi, come si è accennato.
-Si ricorda che il Diritto è il far valere la Legge, la pretesa che la Legge si rispetti … “a buon diritto” si soleva dire. Di conseguenza il diritto ad andare contro i principi di non aggressione e di quello che è stato chiamato giusnaturalismo non sarebbe affatto un diritto. Credere ciò manifesta la più palese confusione del tema trattato e rivela quanto il potere delle parole sia a tutto vantaggio di chi manipola le coscienze. Non a caso è l’ala socialista – comunista – collettivista – progressista vero braccio culturale dello statalismo, che viene usata come testa di ponte o cavallo di Troia per la confusione dei concetti più elementari. L’infrazione della Legge d’ Ordine intrinseca ( che non consiste in un’ imposizione come si è cercato di render chiaro ma di una semplice constatazione ed affermazione dell’ovvio ) non è vietata. Tale parola si capisce ed ha senso solo con lo Stato e con le varie Religioni quando risultano ad uno...stato...degenerate.
Tale infrazione sarebbe invece nient’altro che combattuta i una civiltà equilibrata. Difatti l’opporsi ai Principi è una possibilità fruibile da chiunque. San Paolo ad esempio scrive “ Tutto è lecito, ma non tutto giova”. Sarebbe utile concentrarsi sul fatto che lecito è ciò che può essere fatto. Ogni crimine può essere fatto, basta prepararsi od organizzarsi al riguardo. La possibilità quindi permane, di certo un crimine non giova, essendo una aggressione lesiva.
Un ipotetico common law non formerebbe in nessun modo Leggi, quanto semmai regolamentazioni. Ciò è fatale, e d’altronde non si vede come potrebbe essere possibile una cosa del genere.
Tutto ciò tenendo presente un conformarsi intono ai Principi ( assoluti ). Si demolisca questo e varranno chiaramente le condizioni più sopra esposte, in linea con queste aggiunte.
Un'altra notazione. Il parlare soltanto di aspetti economici o trattare ciò che di economico non ha che ben poco tramite terminologie economiche , oltre che ad essere una crassa improprietà, denota innanzitutto la voglia di non esporsi.
Cadere in questo difetto di forma mentis ( si comprende il perché l’agorismo movimento rifiuti allora il termine capitalismo che invece andrebbe ripristinato e perché poi cerchi nel progressismo di ricordarsi che l'uomo vive anche di altro, tensioni legittime ed anzi ben motivate...non di sola economia vive l'uomo, anche se per via di un'ingenuità forse congenita dell'essere umano si finisce nelle braccia della sovversione quando tali temi potrebbero essere dibattuti e riportati a giusta osservazione in casa; inoltre è anch’esso impregnato del difetto in questione quando si fossilizza, disperdendo la propria sua attività e vitalità, in concetti di lotta di classe, senz'altro corretti ) risulta essere a mio avviso una delle più grandi vittorie di Marx, o più che altro di chi gli fu dietro : dopo di lui l’economia o la scienza economica è stata il feticcio riconosciuto inconsciamente da tutti( Il temine grano fa pensare al denaro…e così via )a comando di tutto il resto. Tutto è più o meno un’industria, e lo spettacolo come Debord ha fatto magistralmente notare è l’economia delle immagini e della socialità da essa dominata , seguente l’industria delle mentalità avuta con i vari ideologismi. Una civiltà libertaria non ha industrie , spero si intenda il senso della proposizione…Ciò può essere approfondito o presentato in un modo più consono, con debite precisazioni, ma è importante. Non si pretende di decretare sbrigativamente fenomeni la cui spiegazione risulterebbe forse impossibile, ma se si legge qua e la di secessioni contro lo stato e secessioni individuali, sarebbe più conveniente essersi assicurati di camminare anche nella giusta direzione per la più grande secessione che è quella mentale. Ciò senza sminuire le azioni e le proteste che testimoniano coraggio. Meritano stima e certe volte ammirazione, almeno per me.
ESTREMAMENTE IMPORTANTE
Disse qualcuno che il libertarismo è unico. Difatti è così.
Questa tensione è comune a chiunque lo voglia. Un problema ulteriore è che chi si volge a non - principi derivanti dalla nomenklatura di sinistra assume posizioni chiaramente sballate e non proporzionali incappando in contraddizioni ineludibili.
Se la cultura conservatrice aspira più facilmente alla virtù che quella progressista ciò è lasciato alla libera morale di chiunque. Dovrebbe risultare comunque intuibile, poiché questa è salda su Principi immutabili. Epperò quel bigottismo tanto manifesto , che in sé non è altro che un altro vizio ed una saccenza di chi probabilmente non ha compreso la potenza di ciò che professa, quel moralismo probabile che rende individui del genere veramente antipatici, può essere portato al tribunale comune se un individuo bigotto turba realmente la "proprietà" altrui...più che altro ci starebbe un bel pugno in faccia per intenderci che io chiamerei legittima difesa sproporzionata.Relative punizioni ad entrambi.
In casa propria però non vedo limiti a dei propri libertinismi, e non vedo perché qualcuno debba e dovrebbe sindacare al riguardo...veramente cari amici è prorpio con questo pathos che ci dividono, e proprio con questo pathos che ognuno di noi ha ,che si creano agoristi, paleo e left rothbardiani.
Credersi più saggi di quel che si è veramente è spesso disastroso.Sarebbe forse possibile una società del genere. Credo purtroppo di no. Questa è la mia conclusione su absi cospirazionistiche da tener in ogni caso presenti anche in caso di risposta affermativa, per lo meno per una lotta contro l'oppressore più efficace.
Lottare per questa unità di intenti è stupido ed anche inutile? NO, perché è un atto eroico (per me) visto da terzi, un atto caritativo estremo per gli altri, un atto egoistico estremo per la propria indipendenza.
La risposta a tutto questo può risultare dall'indagine sull'Assoluto.
A me, povero stolto, basta sapere che c'è ed assumere o riconoscere di conseguenza quei principi che mi permettono di sancire che ogni colettivismo, statalismo, imposizione ed aggressione psico-fisiologica sono crimini. Sarei Agnostico. Se lo ignoro compeltamente Ateo( è qui la posizione assolutista individual egoistica...un utilitarismo che può di certo risiedere nel "recinto" di una civiltà libertaria per convenienza, ma che ,se volesse sancire la sua legittimità impossibile, perché è legittimo solo ciò che è secondo legge e quindi secondo verità e quindi principio assoluto, si tramuterebbe in un nemico da bandire od estirpare ). Ce lo spieghi la religione, se ne è ancora capace...
Questa non sarebbe una società tollerante, ma una civiltà rispettosa!
Ma ragioniamo ulteriormente...chi di noi non ha un vizio? Parliamo tra di noi che riconosciamo il principio di non agressione ed il giusnaturalismo.
Chi di noi non ha un vizio? Ed un vizio in sé non è un libertinismo,od una tendenza a questo volendo esagerare un po' ?
E poi cos'è questo fantomatico male assoluto?
Si dovrebbe imporre alla logica di chiunque che non è possibile un assunto totalmernte negativo.Il male assoluto c'è ed è il niente, l'unica cosa vietata in una civiltà libertaria, poiché inesistente, inconcepibile cioé il nulla. Satana stesso ha un qualcosa di positivo altrimenti non sarebbe, qualunque cosa si intenda con questo.
Non si può dire niente del nulla, ciò è scontato.Qualcuno ha detto che Cristo o Buddha hanno convertito i loro vizi in virtù...non avevano più vizi. Bellissimo.
ma a me non mi va...
Se te ne importa , qual è il problema?e se non te ne improta, qual è il problema?
- il Medioevo è stato un epoca non completamente libetaria, di cui le proporzioni le lascicamo all'indagine dei competenti ed agli inconsistenti gusti di ognuno.Basti questo, spero.
A future elaborazioni, si asupica di aver compiuto opera gradita, e di averla terminata senza ulteriori aggiunte
:-)
Saluti


molto lungo questo articolo, lo leggerò a breve e appena possibile.






Vi ringrazio dell'attenzione.
E' tentazione comune cercare di adeguare la Verità ad i nostri intendimenti, sempre se ci sia...
Un altro problema da comprendere è che non tutti possono dedicarsi ad ogni cosa in base al loro gusto, sia per se stessi e sia per la comunità, poiché ciò porta al disordine ed allo squilibrio, e quindi , successivamente allo stato.
...un uomo non può pretendere di partorire, come una donna non può pretendere di essere muscolarmente più forte dell'uomo, come un basso di 1.50 m non può pretendere di arrivare a 3.50 m saltando...la natura dispone i limiti stessi di ogni individuo.
E' perciò questo che impone una radicale critica del democraticismo, dell'egualitarismo poiché come è evidente ed è stato detto, gli uomini neanche dispongono di uguali possibilità.Non si possono dare a tutti gli uomini le stesse opportunità, poiché è proprio per il fatto che siamo diversi che le possibilità a nostra disposizioni sono diverse, oppure se disponibili ad una certa categoria di uomini, maggiori o minori.
Così in una società libertaria , in dati campi ed attività l'accesso non è per tutti dato che la natura stessa delle cose dispone una discriminazione ed impuntarsi nel pretendere di fare qualcosa per cui non si è portati, qualcosa per cui in fin dei conti non si ha la capacità per portarla al meglio, oltre che uno spreco ed un danno alla propria sostanza, è un danno alla propria felicità.
Un pesce che volesse "finalmente" emanciparsi dall'ambiente marino creera solo problemi, ma prima di tutto farà del male a se stesso e non sarà mai felice.Si intende no?
Come però è mai stato possibile che tal pesce sia arrivato a credere una stronzata del genere?
Il plagio, la manipolazione dei concetti e della mentalità , questo è stato il primo passo per la creazione dello stato.
La natura e la sostanza individuale di ogni uomo dispongono questo a determinate attività la cui adempienza è lo sviluppo di dati talenti, la sua vocazione, riconducendo tutto a termini religiosi occidentali.
Di certo ognuno può fare come gli pare, ed infatti vediamo i risultati innanzi a noi.Ma non si potrebbe mai comprendere perché un uomo debba scegliere e bramare la propria infelicità e distruzione e dissoluzione, cosa che è in contraddizione con il principio di autoconservazione.
Nel paradiso dell'Eden, la conoscenza del bene e del male non era certo tutto questo granché.Ciò che là accadeva era tutto bene, manon era chiamato così, poiché bene esiste solo in relazione a male.Ciò che lì era , semplicemente era giusto.
Quando qualcuno invece tenta, sobilla, plagia, distorce, si coglie quella mela.Il risultato è desiderare ( per condurre l'analogia presa in prestito ed un po' forzosa ) di essere altro da sè, il risultato è combattersi, volere da pesci vivere sulla terra ferma.
Questa caduta è da tener presente. Ho usato questa illustrazione non per parlare della religione in sé, spero sia chiaro...
ecco un altro fattore di cui tener conto, se ci fosse la Verità.
saluti


Vorrei ulteriori chiarimenti sulla frase per la quale i cattolici sono nemici del libertarismo. In un certo verso penso di averla compresa ma vorrei saperne un pò di più del tuo pensiero. Saluti libertari.
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