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  1. #1
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    Predefinito Gioacchino Murat un grande re Duo Siciliano

    http://it.youtube.com/watch?v=ydfTIa1fs

    Onore al merito a un grande nemico, ma anche ottimo re del nostro regno.

    Dedicato ad Alex


    Borbonico
    Rivoluzionario da Tastiera meridionale

  2. #2
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    non condivido!il germe murattiano contaminò lo stato napoletano continentale di ideologie cesariste e napoleoniche(istituzione dei prefetti,matrimonio civile e divorzio,codice civile napoleonico,istituzione delle province,aumento della tassazione sui patrimoni,obbligo di leva)e fu propio il partito murattiano nel 1860 a contribuire insieme alle logge massoniche del sud al successo della disintegrazione dell antico regno.POSSO AMMIRARE DI LUI SOLO 2 COSEA STALLIERE DI UMILI ORIGINI RIUSCI A DIVENIRE SOVRANO DI UNO STATO E SI INSERI BENE NELLA MENTALITà PARTENOPEA(ERA DIFFIDENTE VERSO IL PROSSIMO UN PO COME NOI MERIDIONALI)

  3. #3
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    Fortunatamente Il Principe Luciano Murat Nel 1861 Pretendente Al Trono Delle Due Sicilie Nbon Accettò Le Offerte Dell Imperatore Napoleone Iii E Si Avvicinò Al Partito Guelfo

  4. #4
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    Citazione Originariamente Scritto da luigi maria op Visualizza Messaggio
    non condivido!il germe murattiano contaminò lo stato napoletano continentale di ideologie cesariste e napoleoniche(istituzione dei prefetti,matrimonio civile e divorzio,codice civile napoleonico,istituzione delle province,aumento della tassazione sui patrimoni,obbligo di leva)e fu propio il partito murattiano nel 1860 a contribuire insieme alle logge massoniche del sud al successo della disintegrazione dell antico regno.POSSO AMMIRARE DI LUI SOLO 2 COSEA STALLIERE DI UMILI ORIGINI RIUSCI A DIVENIRE SOVRANO DI UNO STATO E SI INSERI BENE NELLA MENTALITà PARTENOPEA(ERA DIFFIDENTE VERSO IL PROSSIMO UN PO COME NOI MERIDIONALI)

    Non si possono negare le sue vittorie militari ne tantomeno le sue riforme amministrative, giudiziarie e tanto altro ancora. Fu proprio per la sua incoronazione che fu coniato il termine Due Sicilie. Quando Ferdinando IV, ritornò sul trono del Regno di Napoli, conservò tutte le migliorie apportate da Murat e conservò anche il nome del nuovo regno. Quindi marchiare di giacobinismo tutto, significa in questo caso non riconoscere anche quello che venne dopo.

    Borbonico
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  5. #5
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    IO OVVIAMENTE SONO DI PARTE, PER I PRIVILEGI CHE LA MIA CITTA' HA AVUTO DURANTE IL PERIODO DEL SUO REGNO.

    Gioacchino Murat, Non era venuto per caso in Calabria, era venuto perchè sapeva di poter contare sopra gli abitanti di Monteleone per preparare una sommossa e riprendersi il regno di Napoli ma invece qui si compì il suo destino e lasciò la vita subendo la fucilazione nel castello di Pizzo Calabro.
    Però nulla toglie che sia stato un grande re e un valoroso combattente camminando e guardando sempre impavido la morte in faccia senza timore alcuno.

    IL MOMENTO DI MASSIMA POTENZA DI MONTELEONE
    Il momento di massima potenza vissuto nel corso del periodo che la città venne chiamata Monteleone, che sarebbe quel lasso di tempo che intercorre tra la prima volta in cui questo nome appare in un documento scritto da Federico II cioè l’anno 1239, ad arrivare fino al 3 Gennaio 1928 anno (VI E. F.) data dell’avvenuta mutazione in Vibo Valentia. La data di giorno 8 agosto del 1806 riveste un’importanza basilare nella storia della città di Monteleone, perché quel giorno avvenne che la Calabria viene divisa in due province: la Calabria Citeriore con capitale Cosenza, e la Calabria Ulteriore con capitale Monteleone, con competenza territoriale sui distretti di Reggio, su Catanzaro, Monteleone stessa, e Gerace.
    Un'intendente del capoluogo di Monteleone fu lo storico Pietro Colletta nato a Napoli - 1775 - morto a Firenze nel 1831, e autore del libro - Storia del reame di Napoli

  6. #6
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    bhè io ho già espresso altre volte il mio pensiero,murat è stato un buon re per napoli e e le sicilie a lui dobbiamo l'ammodernamento dello stato a lui dobbiamo gli interventi per salvare dalla miserai le comunità rurali a lui dobbiamo la commisione feudale, le intendenze, l'apparato amministrativo, le province iol catasto onciario unica arma del popolo rurale contro i feudatari....
    sapeva essere re ed è morto da condottiero unico non borbone amato dal popolo è vero sin dai tempi di ferrante d'aragona o forse anche prima.....
    legittimista ma critico eh, anni fà sostenni a spada tratta gioacchino in una discussione a...
    piccolo consiglio leggetevi "gioacchino murat e l'italia meridionale" di angela valente

  7. #7
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    Citazione Originariamente Scritto da Giopizzetto Visualizza Messaggio
    bhè io ho già espresso altre volte il mio pensiero,murat è stato un buon re per napoli e e le sicilie a lui dobbiamo l'ammodernamento dello stato a lui dobbiamo gli interventi per salvare dalla miserai le comunità rurali a lui dobbiamo la commisione feudale, le intendenze, l'apparato amministrativo, le province iol catasto onciario unica arma del popolo rurale contro i feudatari....
    sapeva essere re ed è morto da condottiero unico non borbone amato dal popolo è vero sin dai tempi di ferrante d'aragona o forse anche prima.....
    legittimista ma critico eh, anni fà sostenni a spada tratta gioacchino in una discussione a...
    piccolo consiglio leggetevi "gioacchino murat e l'italia meridionale" di angela valente
    Condivido e aggiungo che fu il primo re delle Due Sicilie, che sotto di lui si risolse il problema del brigantaggio spece in Calabria.

    p.s.
    Vedo che hai fatto le ore piccole.

  8. #8
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    non parlerei di progresso in riferimento alle norme eversive contro la feudalità,agli intendenti,alla soppressione degli ordini eligiosi etc etc

  9. #9
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    aveva il murat una visione centralistica e burocratica della politica

  10. #10
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    Citazione Originariamente Scritto da luigi maria op Visualizza Messaggio
    non parlerei di progresso in riferimento alle norme eversive contro la feudalità,agli intendenti,alla soppressione degli ordini eligiosi etc etc
    Ti dico solo, ed è un dato di fatto, che Ferdinando IV le adottò in toto a riprova della loro bontà. Non solo, alcuni ex esponenti del governo di Murat, furono riconfermati anche nel Regno Borbonico.

 

 
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