Risultati da 1 a 8 di 8

Discussione: uhm...

  1. #1
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    Predefinito uhm...

    l leader del Pd: nelle prossime ore faremo una riflessione compiuta
    «Quel che è accaduto è gravissimo»

    Veltroni soddisfatto per la liberazione di D'Alfonso: «Ma la vicenda ha dentro di sè gravi implicazioni»

    ROMA - «Quello che è avvenuto a Pescara è gravissimo». Il segretario del Pd, Walter Veltroni, affida ad una nota il suo commento a caldo alla decisione del gip di revocare gli arresti domiciliari a carico del sindaco dimissionario di Pescara Luciano D’Alfonso. Aggiunge Veltroni: «Esprimo a D'Alfonso che torna pienamente libero la mia soddisfazione. Ma la vicenda ha dentro di sé gravi implicazioni che meritano una riflessione più compiuta che ci riserviamo di fare fin dalle prossime ore».

    «MA IL DANNO RESTA» - Anche Massimo Brutti, commissario del Pd in Abruzzo, ha commentato la vicenda. «È assolutamente sconcertante - ha detto - che il gip di Pescara abbia appena nove giorni fa firmato una ordinanza di arresti domiciliari nei confronti di Luciano D'Alfonso sulla base di accuse ed argomentazioni pesantissime, sconfessate ora dallo stesso giudice, con una nuova ordinanza che capovolge la precedente». «Evidentemente i recenti interrogatori - ha aggiunto - hanno indotto il magistrato a riconoscere l'infondatezza delle sue stesse valutazioni. Ma la prima ordinanza, adesso clamorosamente smentita, ha prodotto effetti gravi sotto il profilo istituzionale, poichè è stata la premessa dello scioglimento del Comune, ed ha turbato fortemente l'opinione pubblica. Questa drammatica altalena si poteva e si doveva evitare. Sono convinto che nove giorni fa sarebbe stata necessaria e giusta una ponderazione maggiore nel decidere». Secondo Brutti «la libertà personale di D'Alfonso - anche se egli era indagato - meritava un maggiore rispetto». «Il ripensamento di oggi - ha proseguito - non annulla il danno. Non possiamo che esprimere una profonda amarezza ed una critica severa di fronte ad una vicenda giudiziaria che ha sconvolto la vita di un cittadino e che ferisce la credibilità della giustizia».

    24 dicembre 2008

    http://www.corriere.it/politica/08_d...4f02aabc.shtml

    Questa indagine e questo arresto hanno provocato un gravissimo danno elettorale al Pd.
    Che ne pensate della opportunità di procedere proprio nel momento delle elezioni?
    Non era forse meglio aspettare 15 giorni per non disturbare la consultazione?

    Questo magistrato ha operato in modo encomiabile?

    Quanti dubbi su questa (magari piccola parte) magistratura che ha "cambiato referente politico".

  2. #2
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    L'Ucpi chiede al governo di avviare quanto prima la riforma della giustizia

    Unione camere penali: «I giudici
    hanno la cultura dell'inquisizione»


    Una dura nota che prende spunto dai casi del sindaco di Pescara e del trasferimento di De Magistris

    ROMA – L'Unione camere penali italiane (Ucpi) rinnova le proprie critiche al Consiglio superiore della magistratura (Csm) e chiede al governo di avviare quanto prima una profonda riforma della giustizia. «Un giudice per le indagini preliminari, dopo avere arrestato dieci giorni fa un politico di Pescara, recependo completamente le tesi dell'accusa e ricalcando le parole durissime della richiesta di cattura del pubblico ministero, oggi è costretto a scarcerarlo», scrive l'Ucpi in una nota.
    INQUISIZIONE - «Inoltre, un pubblico ministero (De Magistris, ndr), noto per le sue inchieste in Campania e Basilicata, è stato invece trasferito dal Csm a fare il giudice del Tribunale del Riesame dove, nel decidere sulla libertà dei cittadini, occorrono doti di equilibrio non comuni anche nell'ascoltare entrambe le parti e nel soppesare le tesi difensive», prosegue l'Ucpi nel comunicato stampa. Secondo l'Unione delle camere penali si tratta di gravi esempi di malfunzionamento del sistema giustizia e indice di una scarsa cultura della giurisdizione. Per l'Ucpi «la contiguità tra giudici e pm fa sì che i giudici si nutrano non di una cultura della giurisdizione, bensì di una cultura dell'inquisizione».

    RIFORMA - L'Unione delle camere penali sul caso De Magistris si rivolge da un lato all'opposizione, ricordando che la riforma Mastella doveva impedire il passaggio da pubblico ministero a giudice, e dall'altro al governo lamentando l'assenza della «riforma organica della giustizia più volte promessa». L'Ucpi auspica che nel 2009 l'Italia possa iniziare a essere un «Paese normale, in cui la terzietà del giudice è garantita dalla differenziazione delle carriere di chi accusa e di chi giudica», e infine ne ha anche per l'Associazione nazionale magistrati (Anm) e i suoi «slogan» che confondono «giurisdizione con inquisizione».

    24 dicembre 2008
    http://www.corriere.it/cronache/08_d...4f02aabc.shtml

  3. #3
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    n. 307 del 2008-12-24 pagina 9
    "Nessun complotto: il Pd è nella palude"
    di Laura Cesaretti

    L’ex presidente della Camera: "C’è ormai un groviglio incestuoso tra dirigenti e interessi privati che tocca tutti". "Sbagliato inseguire Di Pietro. Il Pdl non faccia come noi durante Mani Pulite: non usi la giustizia come arma politica"
    Presidente Violante, ha letto che un grande vecchio del suo partito come Alfredo Reichlin sospetta che la bagarre giudiziaria sul Pd si sia scatenata per bloccare il dialogo che lei aveva aperto sulla riforma della giustizia? Si è pentito?
    «Reichlin è un uomo troppo serio per aver detto una sciocchezza simile. Piuttosto mi auguro che il centrodestra non faccia lo stesso grave errore che fece la sinistra ai tempi di Tangentopoli».
    Quale errore?
    «Pensò che il problema non la riguardasse. E che fosse sufficiente delegarne la soluzione alla magistratura. Ci furono le inchieste, i processi, molti vennero condannati e alcuni assolti; furono confiscati miliardi illegalmente guadagnati; i vecchi partiti di governo si sciolsero e quel sistema politico finì. Ma a guadagnarne non fu la sinistra. Furono coloro che apparvero i più estranei: la Lega e Silvio Berlusconi. Ora che la questione morale investe il Pd, spero che la destra eviti di usarla come arma politica, disinteressandosi della questione di fondo, che è la ricostruzione di una rigorosa etica pubblica. Se la vigilanza sull’etica pubblica continua a essere delegata alla magistratura, dandole un compito improprio, tra dieci anni ci ritroveremo ancora una volta senza soluzioni e con un Paese ancora più sfibrato».
    E qual è invece la risposta giusta?
    «C’è una questione morale che investe l’intero Paese. Le inchieste su esponenti del Pd sono una parte del tutto. L’Italia è un Paese di massiccia evasione fiscale ed è percepita come un Paese ad alto livello di corruzione. La mafia ha un giro d’affari di 130 miliardi, 8 punti di Pil. Ieri ero a Fiumicino e c’era una situazione disastrosa da Quarto mondo. C’è instabilità delle regole, confusione normativa e amministrativa, totale incertezza sui principi di legalità e di responsabilità. Qual è la regola? E chi risponde per la sua violazione? Il più delle volte la risposta è casuale. Dipende dal luogo, dalle persone, dal giudice, dall’avvocato, dalle amicizie. Scivoliamo verso la Repubblica degli amici. Non sto celando le responsabilità del Pd, che esistono e sono gravi. Ma se la politica non si assume le proprie responsabilità e si limita a battere le mani quando passa la carretta dei condannati,condanniamo il Paese allo sfacelo. I problemi restano e si riproporranno».
    Che idea si è fatto delle inchieste in corso sul Pd?
    «Segnalano una palude dalla quale emergono fatti diversi, alcuni sono reati, molti altri sono casi di malcostume. Ma soprattutto emerge un groviglio incestuoso di relazioni sociali, influenze amicali, funzioni pubbliche e interessi privati che coinvolgono politici, imprenditori e funzionari. E in questo groviglio finiscono anche persone oneste e del tutto estranee. Sono coinvolti esponenti di molti partiti; ma questo non consola per nulla il Pd. È tutta la politica che deve recuperare autorevolezza, altrimenti perde credibilità e spalanca la porta all’avventurismo. In Abruzzo il centrosinistra ha perso 170.000 voti; ma il centro destra ne perde 150.000».
    Quali rimedi propone?
    «Rendersi conto della gravità e della vastità della malattia. Riproporre forti gerarchie di valori, mettere in campo una vera capacità regolatrice, guardare alle priorità dei cittadini. In molti parlamenti, Usa in testa, esistono comitati etici che vigilano non sui reati dei parlamentari,dei quali si occupano i tribunali, ma sulla correttezza dei loro comportamenti. Perché non possiamo introdurli anche noi? Secondo: i partiti devono allontanare chi appare coinvolto in vicende di malapolitica, anche se non è ancora intervenuto il magistrato».
    Ma si può dare sempre retta alle inchieste della magistratura? Non tutte si sono rivelate fondate, in passato.
    «Infatti sostengo una totale autonomia della responsabilità politica dalla responsabilità penale. In vasti settori dell’opinione pubblica e anche in qualche settore della magistratura c’è l’idea che i rapporti tra politica e economia siano di per sé criminali, e bastano i “sintomi” per provare una colpa. Ho letto le carte della richiesta di arresto per Margiotta (deputato Pd lucano, ndr): se un pm chiede l’arresto portando come prova fondamentale del rischio di inquinamento delle prove il fatto che quell’accusato parlava poco al telefono, c’è qualcosa che non va. Se, come fanno alcuni leader politici o intellettuali, si arriva a dire che chiunque sia sfiorato da un’inchiesta è di certo un corrotto, ci vuol poco a consegnare il Paese a una soluzione autoritaria che si presenti come salvifica. Ma le profezie non bastano. Bisogna prendere misure rigorose nei partiti e nella pubblica amministrazione, altrimenti è difficile combattere queste spinte distruttive».
    Come mai tutta questa ondata di inchieste sul Pd?
    «Non ci sono complotti. Ci sono i fatti e c’è una concentrazione informativa che ha messo insieme i tasselli sparsi di tante inchieste diverse. Ora fa notizia anche un fuscello che si muova a sinistra. Tra sei mesi potrebbe succedere a destra. Il Paese si muove nel fango, per responsabilità di parti grandi delle sue classi dirigenti, politiche, amministrative e imprenditoriali. Se non ci rimbocchiamo le maniche per prosciugare la palude prevarrà nell’opinione pubblica l’idea che la politica è malaffare e che tutto va affrontato per via giudiziaria».
    Zagrebelski accusa il Pd di essere diventato un “partito di cacicchi”.
    «Si è creato un rapporto distorto tra centro e periferia. A volte c’è uno scambio silenzioso e non formalizzato: tu nella tua zona fai quello che ti pare, ma in cambio porti voti. Manca ancora la struttura del partito come rete solidale che vigila e evita il consolidarsi di notabilati locali autoreferenti. Questo è un problema che hanno anche altri partiti. Uno dei limiti specifici del Pd è secondo me il governo ombra, non per le persone, che sono eccellenti, ma per la sua funzione».
    E perché mai?
    «Perché il ministro ombra, come quello vero, non si occupa del partito, non tiene i rapporti con il territorio nel suo campo di azione e condiziona l’azione dei gruppi parlamentari. La conseguenza è una eccessiva parlamentarizzazione dell’iniziativa del Pd, incentrata sul governo ombra, che finisce per svuotare di ruolo i gruppi parlamentari e lasciare la periferia a se stessa».
    La crisi del Pd sta ingrassando il vostro alleato Di Pietro. Lei era favorevole all’apparentamento con Idv?
    «No, e lo dissi. Di Pietro non c’entra con la sinistra riformista. Se si decide di andare da soli, scelta che condivisi profondamente, si va da soli e basta. Ora Di Pietro sta ponendosi come chi è estraneo al sistema per incassare il dividendo della crisi. Non dobbiamo inseguirlo. Ma bisogna rispondere in modo giusto alle domande alle quali egli risponde in modo sbagliato».
    Intanto è finito anche lui nelle intercettazioni.
    «Ho visto interpretazioni molto diverse e non intendo unirmi al coro. Questo fango prima lo si affronta meglio è per tutti».
    Il Pd non gode di ottima salute politica, però.
    «Veltroni non si discute, sta mettendo l’anima in questa impresa e va sostenuto. Ma chi guida il partito deve avere attorno gente solida, strutturata, autorevole e autonoma, capace anche di dirgli di no. Dicendo sempre sì, i caporali finiscono per scavare la fossa ai generali».
    Ricambio, dunque?
    «Serve un gruppo dirigente fondato su un mix di generazioni perché l’innovazione e il merito non si possono basare solo sull'anagrafe. E lo dico io che sono uno dei pochi che si sono spontaneamente fatti da parte scegliendo di non rientrare in Parlamento. Prendiamo il caso De Mita, ad esempio: è un gran rompiscatole, e senza dubbio è anziano. Ma in nessun Paese ci si sarebbe privati della sua esperienza e intelligenza politica. Da chi è stato sostituito? Non ne ho idea. Ci sono tanti bravi ragazzi e ragazze; ma non vanno bruciati, buttandoli in pista prima che siano pronti. Bisogna prepararli; altrimenti si distruggono. La Lega ad esempio ha molti parlamentari giovani, ma vengono tutti da esperienze amministrative che li preparano. Comunque, finché non si cambia la legge elettorale è inevitabile che i segretari di partito si facciano i gruppi a loro immagine. Lo hanno fatto tutti».
    Mettere mano alle riforme, dunque? Ma un Pd così sotto botta non rischia di essere ancor più restio a confrontarsi con questo governo?
    «Veramente chi ha detto no al confronto col Pd finora è stato il presidente del Consiglio, sia pure a fasi alterne. Da 25 anni, un quarto di secolo, sappiamo di cosa c’è bisogno per far funzionare meglio l’Italia. Dunque si discuta del merito. Il resto sono chiacchiere. Il federalismo fiscale è indispensabile: si entri nel dettaglio. C’è un consenso sulla cosiddetta bozza Violante? E allora che si proceda, che aspettiamo? Cominciamo a costruire un nuovo sistema politico istituzionale, applicando i principi fondamentali della Costituzione, anche per la giustizia. Senza baruffe preventive. L’intero Paese è sul Titanic».

    http://www.ilgiornale.it/a.pic1?ID=316706&PRINT=S

    Tralasciando le considerazioni politiche sulla situazione del Pd, che magari fanno comodo al giornale e al suo lettore, trovo che Violante debba e possa essere ascoltato.

    e che la giustizia (tra le tante altre cose) vada riformata.

  4. #4
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    Citazione Originariamente Scritto da Gigione Visualizza Messaggio

    Questa indagine e questo arresto hanno provocato un gravissimo danno elettorale al Pd.
    Che ne pensate della opportunità di procedere proprio nel momento delle elezioni?
    Non era forse meglio aspettare 15 giorni per non disturbare la consultazione?

    Questo magistrato ha operato in modo encomiabile?

    Quanti dubbi su questa (magari piccola parte) magistratura che ha "cambiato referente politico".
    ma il sindaco di Pescara è stato arrestato ad elezioni concluse e a scrutinio già iniziato... il GIP ha aspettato di proposito (proprio per non permettere che si dicesse che era una manovra politica, che i giudici volevano colpire un partito etc etc etc le solite cose sparate su tutte le tv per 15 anni) che si chiudessero le urne per emettere il provvedimento.

  5. #5
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    Citazione Originariamente Scritto da Enrico1969 Visualizza Messaggio
    ma il sindaco di Pescara è stato arrestato ad elezioni concluse e a scrutinio già iniziato... il GIP ha aspettato di proposito (proprio per non permettere che si dicesse che era una manovra politica, che i giudici volevano colpire un partito etc etc etc le solite cose sparate su tutte le tv per 15 anni) che si chiudessero le urne per emettere il provvedimento.
    hai ragione, lo ha fatto dopo.
    Però ha compiuto un errore grave.

    Magari poi questa è l'inchiesta più sacrosanta tra le sacrosante, ma continuo a chiedermi il perchè d questa simultaneità, anche se le parole della ministra ombra chiariscono tutto alla perfezione.

  6. #6
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    Caso D'alfonso, Violante: "Servono prudenza e una valutazione seria"
    Luciano
    L'esponente del Pd: «È caduta amministrazione per ragioni a quanto pare insussistenti». Matteoli: «Veltroni dovrebbe difendere gli avversari così come difende i suoi»
    ROMA
    Il "caso Pescara" dimostra che serve «molta prudenza» ma anche «una valutazione seria dei dati che va fatta nei confronti di tutta la magistratura». Lo afferma Luciano Violante commentando la scarcerazione del sindaco di Pescara Luciano D’Alfonso.

    Spiega l’ex presidente della commissione Affari costituzionali della Camera: «Non sussistevano le ragioni per le quali è stato arrestato il sindaco di Pescara. Credo ci voglia molta prudenza perchè è caduta una amministrazione per ragioni, a quanto pare, insussistenti». Violante rivolge quindi «un invito alla prudenza» come ad «una valutazione seria dei dati che va fatta nei confronti di tutta la magistratura».

    Matteoli: "Veltroni difende il Pd, lo faccia pure con gli avversari"
    Sostenendo che quanto è accaduto a Pescara è «gravissimo», Walter Veltroni «difende il suo partito, forse un amico, ma dovrebbe farlo anche quando ci sono gli avversari». Lo sostiene il ministro dei Trasporti Altero Matteoli che, ai microfoni di Sky Tg24, commenta le parole del leader democratico dopo la scarcerazione del sindaco di Pescara Luciano D’Alfonso.
    http://www.lastampa.it/redazione/cms...9504girata.asp

  7. #7
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    Eh Violante....che personaggio.

  8. #8
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    allora,o ho letto i commenti sul sito di repubblica,sono quasi nella totalita'pro dipietro e violentemente contro il pd,e allora,mi chiedo,hanno letto le dichiarazioni di Tenaglia o le hanno scartate in toto?Non mi sembra che siano dichiarazioni improntate ad un atteggiamento conflittuale contro i magistrati,,,dire serve piu'prudenza e' una bestemmia per tutti lettori della Repubblica,a me ,sembra,invece un cosa di buon senso e basta,poi a titare le conclusioni nel senso che si fara'un accordo con la pdl per la riforma della giustizia,ne deve passare di acqua sotto i ponti e la dirigenza lo sa bene,chiaro che ha la convenienza a dire siamo diponibili a trattare ma alle nostre condizioni,che poi non sono esattamente quelle della pdl,quindi non lo si potra'accusare in futuro di non avere voluto riformare la giustizia,vorrebbe riformarla,ma non alle condizioni della pdl,quindi l'accordo non si fara',punto e a capo.....e parliamo della crisi economica,non di giustizia dove il dipietro ci sguazza e basta,partito ad personam e e basta e fascista.

 

 

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