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    La coscienza sporca del centrosinistra

    Abbiamo sentito la notizia dell'arresto di Domenico Crea, per anni del centrodestra poi accolto a braccia aperte dall'Ulivo e poi tornato alla DC di Rotondi. La notizia va inquadrata nell'ambito delle numerose inchieste in Calabria che portano alla luce un intreccio affaristico-clientelare con legami con la criminalità organizzata.Nel centro destra spesso gli elettori sono stati presi in giro mentre chiedevano di cambiare.

    MA NEL CENTRO SINISTRA NESSUNO SI LAMENTA? dopo aver additato per anni e anni sempre "gli altri" come i corrotti, ladri, etc., si scopre che molti dall'agire discusso, siedono negli scranni del centrosinistra........ma i loro elettori che dicono? il PD nasce con persone tra i fondatori appartenenti alla vecchia classe dirigente DC uniti al sistema clientelare proprio anche dei DS nelle regioni meridionali (e non solo).

    Beh credo valga la pena di ripercorrere alcune vicende legate al centro sinistra che non è proprio tutt'oro....che luccica, anche per aiutare chi volesse farsi un'idea più vicina alla realtà

    http://www.lavocedifiore.org/SPIP/ar...d_article=2633

    sul rinvio a giudizio dell'attuale Presidente della Regione Calabria, ad opera di Luigi De Magistris, contro cui si sono scatenati i furori di Mastella e che il Ministro della Giustizia ad interim, Prof. Prodi, ha riconfermato in pieno, esprimendo solidarietà piena al suo predecessore dimissionario che ha visto il suo partito, l'UDEUR, falciato dall'inchiesta campana delle nomine dei dirigenti ASL
    Prodi infatti non ha mosso un dito per fermare l'accanimento che si è scatenato contro De Magistris, che ora si vede non solo togliere l'inchiesta Why not (dove era saltato fuori anche il nome di Prodi medesimo), ma addirittura si preannuncia un traferimento.....ad opera del CSM, che il csx ha sempre difeso come sacro luogo di "autodeterminazione delle sorti della magistratura indipendente" ()

    L'inchiesta continua.....

  2. #2
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    Predefinito La Margherita sfiorita

    Non è tutt'oro quel che riluce...

    Storia di una Margherita



    Grazie all’incredibile exploit del centrosinistra nelle regionali del 2005, il partito di Fortugno ha eletto nove consiglieri (compreso il Presidente della Regione, Agazio Loiero). Di sana e robusta costituzione democristiana, come lo stesso Loiero, le cui vicende personali sono riassunte in calce a questo articolo, la compagine margheritina calabrese è composta in parte di ex : ex udeur, ex ccd…anche ex socialisti. E adesso, nel fermento elettorale, si è ulteriormente spaccata, dato che Loiero si è “allontanato” da Rutelli e Marini per costituire una sua lista personale, puntando al Parlamento assieme a qualcuno dei suoi consiglieri.
    Una struttura di partito, alla prova dei fatti, poco coesa e debolissima, capace di riunirsi e compattarsi solo per una stagione, stagione finita con la morte di Fortugno. La cui vedova, dott.sa Laganà, si candida anch’essa, ma con la Lista Unitaria Ds-Margherita.
    Un segno? È degno di nota il fatto che dopo l’omicidio, colui che è subentrato a Fortugno in consiglio regionale è Domenico Crea. Il quale è approdato alla Margherita da poco, dopo essere stato assessore al turismo con la passata giunta di centrodestra. Si candidò in tempo per cavalcare l’onda lunga ulivista, lunga sì, ma non abbastanza, risultando il primo dei non eletti.
    Ora, un destino crudele gli ha aperto le porte del Palazzo a Catanzaro. Secondo le informazioni pubblicate dal quotidiano La Repubblica, in una corposa inchiesta dei giornalisti Attilio Bolzoni e Francesco Viviano, sospettato di essere “uno dei mandanti” dell’agguato è Alessandro Marcianò, dirigente della stessa Asl nella quale lavoravano sia Fortugno che la moglie, signora Laganà.
    A parte le dichiarazioni del pentito, nulla lega Marcianò ai fatti (lui, infatti, nega), ma, sempre per rimanere in quel clima che stiamo esaminando, e per sua stessa orgogliosa ammissione, veniamo a sapere che Marcianò è “compare d’anello” del boss di Locri Cosimo Cordì; che nel 2005 ha fatto campagna elettorale proprio per Crea, mentre nel 2000 l’aveva fatta per Francesco Fortugno (e precedentemente per AN); che suo figlio Giuseppe è in carcere per traffico di droga e di armi, e che è amico di Salvatore Ritorto, l’esecutore materiale del delitto Fortugno. E il figlio di Marcianò, prima di essere arrestato, “aveva trovato una sistemazione come spicciafaccende nella segreteria politica di un consigliere regionale della Margherita.” Lo scenario, il clima, nel partito, qualunque sia la verità, non è comunque sereno. Scontri e subentri Dunque a Fortugno è subentrato Crea, ex casa delle libertà.
    Ad Agazio Loiero, che era senatore, e che nel maggio 2005 ha lasciato lo scranno per la presidenza della Calabria, è invece succeduto in parlamento un altro ex DC, Nicodemo Oliverio, il 9 giugno 2005, eletto nelle suppletive. In quella tornata elettorale, si presentò anche Saverio Zavettieri, leader del Nuovo Psi calabrese. La sua storia è interessante, perché è sintomatica, emblematica della politica italiana degli anni 2000. Esponente di spicco del Nuovo PSI di Bobo Craxi e Gianni de Michelis, ex deputato negli anni ’80, partecipa come assessore (pur non essendo eletto) a pubblica istruzione e turismo* (leggasi la precisazione) della giunta di Chiaravallotti (centrodestra).
    La sua gestione non deve essere stata una gran cosa, se è vero quel che dice oggi su di essa un candidato della lista Loiero, il consigliere della Margherita, Pirillo: “Bilanci in passivo, perdite di esercizio, richiami della Corte dei conti”. In ogni caso, Zavettieri è un uomo potente, amico di Craxi e grande manovratore del partito nella sua regione e oltre. Il peso dei socialisti locali, eredi del grande Mancini, è notevole anche a livello nazionale. E sotto l’impulso di Zavettieri, cresce: dal 2,7% delle elezioni del 2000, fino al 5,4% delle regionali del maggio 2005 (sempre come alleati del Polo). Questo impulso, e la generale vittoria dell’Ulivo in tutta Italia, spingono Bobo Craxi e Zavettieri ad una mossa esplorativa: presentarsi autonomamente alle suppletive di un mese più tardi, per vedere sulla gente l’effetto che fa.
    Ed infatti, il 9 giugno 2005, gli elettori del collegio lasciato libero da Loiero, trovano tre nomi e tre simboli: Oliviero per l’Ulivo, Calzone per la Casa delle Libertà e Zavettieri per il Nuovo Partito Socialista. Ed è un successo: vince la sinistra, ma il NPSI si becca la bellezza del 15%, superando addirittura gli ex alleati della destra riuniti di mezzo punto percentuale.
    A questo punto, con questi numeri, i socialisti diventano appetenti, e appetibili. E, come ben sappiamo, Fassino, Rutelli e Prodi fiutano l’affare. Zavettieri , che era sempre stato insofferente all’interno del Polo, diventa uno degli alfieri del ritorno a sinistra. E la “mozione 1” che, al congresso del Nuovo PSI dell’ottobre 2005, determina il passaggio sotto le ali dell’Unione prodiana e la contemporanea scissione di De Michelis, Moroni e Caldoro (che rimangono con Forza Italia), è firmata proprio Craxi-Zavettieri.
    In questa veste, di ambasciatore per il centrosinistra, diventa punto di riferimento per l’intero sud e per la trattativa politica a Roma. La trattativa va in porto trionfalmente, con tanto di visita di Prodi all’ulteriore congresso del Nuovo PSI del gennaio 2006, e la candidatura (voltando la gabbana) per il parlamento di Bobo Craxi in Lombardia e di Saverio Zavettieri in Calabria.
    A questo punto, in Calabria, i conti si fanno anche con l’oste, la lista “ I Socialisti”, che come tutti i parvenu, fa più chiasso degli altri. Zavettieri infatti critica duramente Loiero per aver abbandonato la Margherita, e si fa paladino, chissà quanto richiesto, della unione dell’Unione (scusate il gioco di parole).
    Il clima arroventato della politica locale è però inscindibile dalle vicende personali. Zavetteri, che è stato quindi determinante a livello nazionale (con il suo peso e significato in ambito regionale) per l’assunzione dei craxisti nella alleanza di centrosinistra, è anche colui che, nel febbraio 2004, fu oggetto di un attentato a Bova Marina, assieme al fratello Domenico, sindaco di quella località. Spararono contro le finestre della loro abitazione.
    Ne risultò lievemente ferito*. E apparentemente non scoraggiato né impaurito. I motivi del gesto sono rimasti sconosciuti. Come sono rimasti sconosciuti i motivi dell’omicidio, nel 1992, di un suo cugino di secondo grado, anch’egli socialista. E come rimane avvolta nel mistero la vicenda del 1988, quando a Ferruzzano (RC), a conclusione di un vertice politico al quale avevano partecipato alcuni esponenti socialisti, tra cui lo stesso Zavettieri, e alcuni uomini della famiglia Cordì di Locri, il padrone di casa, l’imprenditore Giuseppe Galluccio, fu assassinato da alcuni killers praticamente davanti agli occhi dei suoi ospiti*. (leggasi la smentita in alto, in questo stesso articolo) Se tutto questo, con la politica, non c’entra nulla, mantiene però pesante il clima nel rinnovato connubio PSI-DC in Calabria.

    (...)

    Agazio Loiero, passato a suo tempo dall’ Udeur alla Margherita, ora si presenta con una sua lista indipendente alle elezioni del 9 aprile 2006. Presidente della Regione Calabria. Ex senatore, è stato ministro degli Affari regionali del secondo governo Amato; già sottosegretario e poi ministro nel primo e nel secondo governo D'Alema. Sotto processo per due anni presso l'ottava sezione del Tribunale di Roma per abuso d'ufficio per la seguente vicenda:Negli anni '90, quando era nella DC calabrese, e poi in Parlamento, ottenne dal Servizio Segreto Civile due "segretarie in appalto", Anna Maria Santaniello e Anna Maria Ferrante, che però utilizzava (spesate e stipendiate, ovviamente, dallo stesso Sisde) per battere a macchina e classificare il suo enorme schedario di richieste di raccomandazione. Le stesse segretarie hanno raccontato la vicenda con profusione di particolari. In qualità di ministro (prima dei Beni Culturali, poi degli Affari Regionali), Loiero riuscì a rimandare le udienze decine di volte, adducendo impedimenti di servizio: un antesignano del "metodo Previti". Il 20 luglio 2000, nell'udienza che doveva essere dedicata alla requisitoria del pm Bruno, ci fu l'ennesimo rinvio di ben quattro mesi. Ma, nel frattempo, nel settembre del 2000, giunse la salvifica e tanto attesa prescrizione.

    http://www.democrazialegalita.it/mar...a27marzo06.htm

  3. #3
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    Predefinito CHI è davvero Loiero? (soprattutto che interessi difende?)

    Leggete bene...sembrano accuse quelle di Loiero verso Crea ma...ripeto leggere bene...si parla di candidatura DECISA IN ACCORDO CON ROMA, ossia: RUTELLI, MARINI...poi si parla pure del sen. Fuda, quello del comma della Finanziaria 2006 che salvava il culo agli amministratori pubblici corrotti...e se ne parla mica male di questo Fuda...e via di seguito

    L'accusa di Loiero «Crea si dimetta, anzi lasci la politica»

    di Dino Martirano, Corriere - 26 Giugno 2006
    ROMA — Il governatore della Calabria, Agazio Loiero, è un politico accorto che però va subito al sodo: «Io non ce l'ho con i dirigenti nazionali della Margherita, non infierisco su Rutelli e Marini. Ce l'ho con questa classe dirigente locale che non brilla perché non è sottoposta a una vera selezione qualitativa...».

    Andiamo al punto. In consiglio regionale, al posto di Francesco Fortugno siede Domenico Crea della Margherita, un ex esponente dell'Udc molto legato ai due presunti mandanti arrestati per l'omicidio Fortugno. Che dire, presidente Loiero?
    «Dico una cosa semplice. Non credo, davvero, che Crea abbia responsabilità. E lo credo d'accordo con i magistrati. Però...».

    Però?
    «Non sono un moralista ma qua siamo davanti a un omicidio. Confesso che se fossi al suo posto non rimarrei un giorno di più in consiglio regionale, ma neanche in politica. Io me ne andrei sapendo che due "miei" amici sono in carcere con l'accusa di avere ucciso Fortugno per fare posto a "me" nel consiglio. Sento di doverlo dire come presidente della giunta anche perché vedo tanta reticenza in giro ».

    Il consigliere Crea avrebbe già dovuto dimettersi?
    «Io avrei fatto così».

    A marzo, Crea attaccò chi lo metteva in relazione con l'inchiesta sull'omicidio Fortugno: «Chi è quel bastardo che ha messo in giro queste illazioni? E' solo gentaglia che pagherà per quello che ha fatto». Che linguaggio è questo?
    «Non lo conosco benissimo ma qui abbiamo un personaggio molto impetuoso, che segue l'istinto e si accende con molta facilità. Questo è il suo temperamento».

    Lei comunque, che pure era contrario all'ingresso del transfuga Crea nella Margherita, disse a Giovanni Bianconi del «Corriere della Sera»: «E che c'entra il cambio di casacca con la criminalità?». Conferma?
    «Confermo. Parliamoci chiaro: alle regionali mi ha votato anche il centro destra visto che abbiamo vinto con un margine molto ampio e, in parte, questo lo sapevamo anche prima delle elezioni. Per questo ho resistito all'ingresso di Crea nella Margherita: beninteso, l'ho fatto non perché lo ritenessi un mafioso anche se c'era stata qualche chiacchiera ma lui ne era uscito, da quello che so, indenne. Io dicevo che non aveva senso imbarcare Crea. Perché prendersi un uomo dell'Udc, uno che aveva militato per oltre 10 anni nel partito di Casini, e portarlo da questa parte significava caricarsi un altro fardello. Non aveva senso anche se lui era accreditato di 15 mila voti che diventavano 30 mila in caso di cambio di casacca».

    Lei dunque si oppose con forza all'ingresso di Crea nella Margherita.
    «Non aveva senso perché il nostro vantaggio era enorme. A Rutelli e D'Alema dicevo: "Non abbiate dubbio sulla vittoria"».

    E Fortugno era d'accordo con lei.
    «Fortugno viveva sulla pelle questa situazione perché lui e Crea insistevano sullo stesso territorio. Magari la Margherita diventava più forte ma lui poteva risultare non eletto e quindi si ribellava... Però Meduri e Oliverio hanno forzato la mano mentre io ho cercato di compensare la presenza di Crea votando per Fortugno».

    Luigi Meduri, attuale sottosegretario alle Infrastrutture della Margherita, le dà del «cretino» mentre parla al telefono con Crea.
    «Del "cretino" a me e dell'"idiota" al povero Fortugno. Vede, io sono contrario alla diffusione indiscriminata delle intercettazioni telefoniche, tuttavia le conversazioni tra Crea e Meduri mettono bene a fuoco un contesto di vincoli, di allusioni, di comparaggio allucinante. Qui sta la vera colpa della Margherita, del delegato nel territorio e di chi ancora si basa sul vecchio sistema delle tessere. Meduri non ha grandi voti: spingeva Crea perché gli fortificava il collegio e, purtroppo, qualcuno a Roma raccoglieva quei discorsi».

    Perché, ancora tre giorni fa, il segretario regionale della Margherita, Franco Bruno, ha voluto ricordare che le liste erano decise solo a livello locale?
    «La vicenda calabrese spaventa il vertice nazionale: loro non hanno colpe specifiche anche se c'è un'accondiscendenza con i referenti locali. Lui ha detto questo per salvaguardare Roma».

    Enrico Fierro, sull'«Unità», fa una ricostruzione secondo la quale la candidatura di Crea fu gestita col vertice romano. E' corretta?
    «La candidatura è stata decisa in Calabria colplacet di Roma».

    Presidente, chi l'ha fatta fuori dalla Margherita?
    «E' stato deciso a livello regionale dai vari Oliverio e Meduri. E pensare che io, come Rutelli, ci credevo nel grande progetto di far confluire nella Margherita le varie anime di un'area politica».

    Rimpianti?
    «Mi sono dispiaciuto, ma non tornerei mai indietro. Messo fuori brutalmente da un grigio apparato di partito. Ma devo dire che dopo le elezioni mi ha fatto piacere che Marini mi abbia chiamato anche se lui era stato duro nei miei confronti. Avevamo un senatore (Fuda, ndr) che lo aveva votato volentieri...».

    A proposito di Pietro Fuda, ex Forza Italia eletto in Calabria per il centro sinistra nella lista che a lei è costata l'espulsione dalla Margherita: mette la mano sul fuoco che non volterà le spalle al governo Prodi?
    «No, Fuda non volterà le spalle a nessuno. Non voterà per me, non voterà per Prodi. Voterà per sé. Per la continuità della legislatura».

    Perché della Calabria si parla solo in termini negativi?
    «Lo so, è così. Eppure, ci sono le Università, i ragazzi di Locri gli imprenditori coraggiosi come Callipo, monsignor Bregatini... Sono tanti quelli che rischiano per dare un messaggio positivo».

    E lei, ha paura?
    «Io? Potevo stare a Roma tranquillamente, sperare di entrare nel governo... Eppure eccomi qua, in prima linea».


    http://www.margheritaperlulivo.it/cg...doc=4012&sid=2

    RICORDIAMOCI CHE DE MAGISTRIS NON INDAGHERA' PIU' SU LOIERO... DOPO AVERNE CHIESTO ED OTTENUTO IL RINVIO A GIUDIZIO E' STATO INFATTI RIMOSSO DALL'INCHIESTA E VERRA' PRESTO TRASFERITO SU ORDINE DEL CSM..........

  4. #4
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    MA NEL CENTRO SINISTRA NESSUNO SI LAMENTA? dopo aver additato per anni e anni sempre "gli altri" come i corrotti, ladri, etc., si scopre che molti dall'agire discusso, siedono negli scranni del centrosinistra........ma i loro elettori che dicono? il PD nasce con persone tra i fondatori appartenenti alla vecchia classe dirigente DC uniti al sistema clientelare proprio anche dei DS nelle regioni meridionali (e non solo).
    credo che la differenza sostanziale riguardo l'argomento "lamentele" da parte dell'elettorato sia tutto qui:

    la questione morale a sinistra è vista come una ferita apertissima. puoi leggere i tred su consorte e vedrai che una buona fetta dell'elettorato di csx quando legge certe cose si incazza. e di brutto.

    cosa che invece vedo fare rarissimamente nei casi che riguardano il cdx.

  5. #5
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    Nel centro sinistra se uno di loro ruba la responsabilità è individuale - Se rubano dall'altra parte è collettiva .

  6. #6
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    Citazione Originariamente Scritto da durrutibus Visualizza Messaggio
    credo che la differenza sostanziale riguardo l'argomento "lamentele" da parte dell'elettorato sia tutto qui:

    la questione morale a sinistra è vista come una ferita apertissima. puoi leggere i tred su consorte e vedrai che una buona fetta dell'elettorato di csx quando legge certe cose si incazza. e di brutto.

    cosa che invece vedo fare rarissimamente nei casi che riguardano il cdx.
    Ti sbagli...nel csx ci s'incazza ma poi ci si ritiene sempre e cmq "moralmente superiori" () salvo casi rari di umiltà sincera

    e poi cmq si continua a votare sempre la stessa gente. Es: DE MITA dov'è adesso? nel comitato costituente del "neo" Partito Democratico

    così per Jervolino, Bassolino etc..................NON PRENDIAMOCI IN GIRO

    se il popolo sinistro davvero si fosse inkazzato come ha fatto demonizzando Berlusconi per 15 anni, non avrebbe accettato che certa gente sedesse ancora nei posti di comando

    Nel centro sinistra se uno di loro ruba la responsabilità è individuale - Se rubano dall'altra parte è collettiva .
    non posso che quotarti caro fieramosca

  7. #7
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    Citazione Originariamente Scritto da gfieramosca Visualizza Messaggio
    Nel centro sinistra se uno di loro ruba la responsabilità è individuale - Se rubano dall'altra parte è collettiva .
    Infatti...ovviamente il Problema è più Generale,come tanti di noi cercano di far capire,inascoltati,da Anni...nel SUD la Collusione e l'infiltrazione del malaffare mafioso nella Politica è un fatto da considerare e da cercare di combattere...POLITICIZZARE (come dico da 5-6 anni su POL) queste robe è solo perdita di tempo (oltre che un FAVORE ALLA MAFIA)...tanto è inutile fare la classifica di "Chi è più mafioso di Chi?"...è un Reality Show sponsorizzato da Di Pietro ed Orlando che farebbe molti ascolti ma come il Grande Fratello...è tutta una balla...in Calabria,come in Campania la situazione è stata per anni sottovalutata solo perchè al Governo c'era la Sinistra...bei risultati!!!!!!!!!!!

  8. #8
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    Citazione Originariamente Scritto da Mantide Visualizza Messaggio
    Infatti...ovviamente il Problema è più Generale,come tanti di noi cercano di far capire,inascoltati,da Anni...nel SUD la Collusione e l'infiltrazione del malaffare mafioso nella Politica è un fatto da considerare e da cercare di combattere...POLITICIZZARE (come dico da 5-6 anni su POL) queste robe è solo perdita di tempo (oltre che un FAVORE ALLA MAFIA)...tanto è inutile fare la classifica di "Chi è più mafioso di Chi?"...è un Reality Show sponsorizzato da Di Pietro ed Orlando che farebbe molti ascolti ma come il Grande Fratello...è tutta una balla...in Calabria,come in Campania la situazione è stata per anni sottovalutata solo perchè al Governo c'era la Sinistra...bei risultati!!!!!!!!!!!
    NOn è confortante vedere che le due grosse regioni meridionali in mano alla sinistra da parecchio tempo, ossia Campania e Calabria, siano messe così...in Campania poi oltre al malaffare, si aggiungono le tonnellate di munnezza che i signori Bassolino-Jervolino-Pecoraio hanno lasciato marcire...

    E' di oggi poi la seguente notizia su un noto politico di centrosinistra campano, che ha aderito al PD:

    Camorra: consigliere Pd indagato, favori ai clan

    Un consigliere regionale della Campania ha ricevuto un'informazione di garanzia per concorso esterno in associazione mafiosa nell'ambito dell'inchiesta che portato oggi ai fermi di presunti appartenenti al clan Misso attivo al Rione Sanità. E' Roberto Conte (eletto nella Margherita, ora nel Partito democratico). Conte fu coinvolto anche nelle scorse settimane in un' altra indagine condotta dalla sezione Reati contro la pubblica amministrazione della Procura sulle forniture al Consiglio regionale e al Comune di Napoli.

    L'esponente politico avrebbe ottenuto l'appoggio per la campagna elettorale nel 2001 in cambio di promesse di assunzioni e appalti a favore della camorra. "Questa è la prima puntata, presto ce ne saranno altre...", ha detto il procuratore della Repubblica di Napoli, Giovandomenico Lepore.

    L'avviso è stato firmato dal procuratore aggiunto Franco Roberti, coordinatore della Dda e dai pm Barbara Sargenti, Giuseppe Narducci, Sergio Amato e Paolo Itri. L'operazione eseguita dai carabinieri e dalla guardia di finanza ha portato anche al sequestro di beni per un valore di oltre dieci milioni di euro.
    Le indagini sul clan Misso che hanno portato a sei fermi si basano sulle dichiarazioni fatte da diversi pentiti tra i quali Giuseppe ed Emiliano Zapata Misso, nipoti del boss del Rione Sanità. Un contributo alle indagini é stato offerto dallo stesso "storico" capoclan Giuseppe Misso, il quale negli ultimi tempi ha avviato una collaborazione con gli inquirenti.

    Le rivelazioni riguardano, tra l'altro, anche la faida esplosa al Rione Sanità tra il 2005 e il 2006 tra l'organizzazione dei Misso e quella "scissionista" che fa capo a Salvatore Torino. I fermati sono Vincenzo Candurro, di 56 anni, Gennaro Palmieri, 60, Carmine Grosso, 43, Giovanni Penniello, 55, Nicola Sequino 39, e Salvatore Sequino, 34. Nell'inchiesta si fa riferimento anche all'omicidio di Mario Ferraiuolo, avvenuto a Napoli il 15 maggio 2001.

    L'ex affiliato del clan Misso fu ammazzato per aver accusato il boss Misso al processo per la strage del rapido 904 del 23 dicembre del 1984, accusa dalla quale Misso fu poi assolto dalla Cassazione. Per tale delitto è indicato come uno degli esecutori Carmine Grosso. Tra i beni sequestrati vi sono 39 immobili e in particolare un appartamento di undici stanze a Largo Donnaregina a Napoli, residenza dei Misso, nonché l'ex albergo Bassani in vico Duchessa, articolato su cinque livelli, un lussuoso appartamento di dodici vani in via Foria, una villetta a Casamicciola nell'isola d'Ischia, una cappella cimiteriale della famiglia Misso dal valore di 90 mila euro, il 50 per cento delle quote del ristorante "Il Delicato". Sequestrati anche 32 veicoli, tra cui auto di lusso e sei aziende e 15 quote di società.

    http://www.ansa.it/opencms/export/si..._10522798.html

    Fanno solo pena quelli che vengono qui a fare la morale al cdx...ma credono che gli italiani siano così COGLIONI?

  9. #9
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    Talking Approfondimenti

    Citazione Originariamente Scritto da Dr.Hans Visualizza Messaggio
    NOn è confortante vedere che le due grosse regioni meridionali in mano alla sinistra da parecchio tempo, ossia Campania e Calabria, siano messe così...in Campania poi oltre al malaffare, si aggiungono le tonnellate di munnezza che i signori Bassolino-Jervolino-Pecoraio hanno lasciato marcire...

    E' di oggi poi la seguente notizia su un noto politico di centrosinistra campano, che ha aderito al PD:
    C'è un articolo che riporta qualche dato in più, in particolare sui finanziamenti della campagna elettorale di questo Conte del PD, finanziamenti a quanto pare avuti dalla camorra, da un boss che pareva "legato ad ambienti di estrema destra" ma avrebbe deciso di guardare anche nella sponda opposta :

    Roberto Conte, eletto nella Margherita e ora nel Pd, coinvolto nell'inchiesta che ha portato
    al fermo di sei presunti camorristi e al sequestro di beni per dieci milioni


    Napoli, indagato consigliere regionale
    Il procuratore: "E' solo l'inizio"





    NAPOLI - "Questa è la prima puntata, presto ce ne saranno altre". Così il procuratore della Repubblica di Napoli, Giovandomenico Lepore, ha commentato l'indagine sulla presunta collusione tra clan della camorra ed esponenti politici che vede tra gli indagati il consigliere regionale Roberto Conte, eletto nella Margherita e appartenente al Partito democratico. L'inchiesta ha portato oggi al fermo di cinque presunti appartenenti al clan Misso, attivo nel Rione Sanità, e al referente dello stesso quartiere del clan Lo Russo. Disposto inoltre il sequestro preventivo di beni per un valore complessivo di oltre 10 milioni di euro.

    Secondo indiscrezioni Conte è indagato perché avrebbe ottenuto l'appoggio per la campagna elettorale nel 2001 in cambio di promesse di assunzioni e appalti a favore della camorra. Nelle scorse settimane l'esponente del Pd era stato coinvolto anche in un'altra indagine condotta dalla sezione "reati contro la pubblica amministrazione" della Procura sulle forniture al Consiglio regionale e al Comune di Napoli.

    Il coordinatore della Dda di Napoli, Franco Roberti, ha parlato - senza farne il nome - dell'esponente politico sottoposto a indagini: si ipotizza che "avesse chiesto un appoggio elettorale al clan, in cambio di promesse di posti di lavoro e partecipazione ad appalti". Riguardo al fatto che il boss Misso è considerato da sempre vicino ad ambienti di estrema destra, Roberti ha replicato che in questo caso "ha messo da parte la fede ideologica per appoggiare un candidato di una sponda opposta".

    Le ultime indagini si basano sulle dichiarazioni fatte da diversi pentiti tra i quali Giuseppe ed Emiliano Zapata Misso, nipoti del boss del Rione Sanità. Un contributo alle indagini è stato offerto dallo stesso "storico" capoclan Giuseppe Misso, il quale negli ultimi tempi ha avviato una collaborazione con gli inquirenti. Le rivelazioni riguardano, tra l'altro, anche la faida esplosa al Rione Sanità tra il 2005 e il 2006 tra l'organizzazione dei Misso e quella "scissionista" che fa capo a Salvatore Torino.

    I fermati sono Vincenzo Candurro, di 56 anni; Gennaro Palmieri, 60; Carmine Grosso, 43; Giovanni Penniello; 55, Nicola Sequino, 39; Salvatore Sequino, 34. Nell'inchiesta si fa riferimento anche all'omicidio di Mario Ferraiuolo, avvenuto a Napoli il 15 maggio 2001. L'ex affiliato del clan Misso fu assassinato per aver accusato il boss Misso al processo per la strage del rapido 904 del 23 dicembre del 1984, accusa dalla quale Misso fu poi assolto dalla Cassazione. Per tale delitto è indicato come uno degli esecutori Carmine Grosso.

    Tra i beni sequestrati vi sono 39 immobili e in particolare un appartamento di undici stanze a largo Donnaregina a Napoli, residenza dei Misso; l'ex albergo Bassani in vico Duchessa, un edificio su cinque livelli; un lussuoso appartamento di dodici vani in via Foria; una villetta a Casamicciola nell'isola d'Ischia; una cappella cimiteriale della famiglia Misso dal valore di 90 mila euro; il 50 per cento delle quote del ristorante "Il Delicato". Sequestrati anche 32 veicoli, tra cui auto di lusso e sei aziende e 15 quote di società.

    (28 gennaio 2008)

    http://www.repubblica.it/2007/12/sez...tica-clan.html

    Niente male in quanto a beni...forse che aveva promesso a Bassolinoe De Mita, capi della Margherita campana, di metterli a disposizione per le riunioni di partito?

  10. #10
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    Citazione Originariamente Scritto da Mantide Visualizza Messaggio
    in Calabria,come in Campania la situazione è stata per anni sottovalutata solo perchè al Governo c'era la Sinistra...bei risultati!!!!!!!!!!!
    PM Napoli confermano richiesta processo per Bassolino

    Scritto da Redazione (Fonte AGI) mercoledì 06 febbraio 2008

    I pm napoletani Giuseppe Noviello e Paolo Sirleo hanno confermato oggi davanti al gup Marcello Piscopo la loro richiesta di rinvio a giudizio per il presidente della Giunta campana Antonio Bassolino, commissario per l'emergenza dal 2002 al 2004, i vertici Impregilio e circa altri ventitre' imputati nell'ambito dell'indagine sul ciclo di smaltimento dei rifiuti nella regione con ipotesi di accusa che vanno dalla truffa alla frode. Nel corso dell'udienza preliminare, che dovrebbe concludersi il prossimo 28 febbraio, i pm hanno sottolineato che per chi ha lavorato per la struttura commissariale la durata dell'emergenza era fonte di guadagni non commisurabili a quelli normalmente previsti nella pubblica amministrazione tale da creare interesse a che la crisi perdurasse. Bassolino, inoltre, hanno sostenuto i due magistrati, non aveva semplicemente un ruolo politico, ma aveva compiti amministrativi legati proprio al l'incarico commissariale e quindi non poteva non essere a conoscenza delle irregolarita' commesse da Impregilo rispetto al contratto stipulato con la Regione Campania.

    http://www.giustiziagiusta.info/inde...=2178&Itemid=1

    Bisogna dire di più...in almeno 40 anni di amministrazione comunale a Napoli, non risultano livelli di corruzione e malgoverno così alti come negli ultimi 15 anni della famosa "primavera napoletana"...anche prima si rubava e si pagavano tangenti, ma stipendi così altyi decisi dal commissario straordinario per se stesso, e così tanta monnezza per strada, SI VEDONO SOLO ORA CON IL CENTROSINISTRA...............E POI HANNO PURE IL CORAGGIO DI DIRE CHE LA COLPA E LE RESPONSABILITA' SONO "COMUNI"??? quando a sbagliare è il centrodestra, è perchè è corrotto, quando è il csx, allora è un problema di responsabilità comuni e culturali???

 

 
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