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    Predefinito I missili di Hamas? Scusate, non ci credo - di Maurizio Blondet

    I missili di Hamas? Scusate, non ci credo

    Maurizio Blondet

    Il sito israeliano Debka: «La cinquantina di missili e razzi che
    Hamas ha lanciato a colpire Israele il 24 dicembre, insieme a decine
    di colpi di mortaio, rappresentano non oltre un quarto delle sue
    capacità, dicono nostre fonti militari. Ufficiali dell´Israeli
    Defense Forces calcolano che il gruppo palestinese fondamentalista
    può sparare 200 missili al giorno, alla pari con lo sbarramento fatto
    da Hezbollah contro la Galilea nella guerra del Libano 2006, con
    conseguenze devastanti in perdite umane e danni alle proprietà... Il
    gabinetto sulla sicurezza israeliano ha concluso che Israele deve
    ricorrere all´azione militare per spegnere la crescente pioggia di
    missili, mortai e razzi da Gaza, che mercoledì hanno lasciato 57
    vittime di shock, di cui metà bambini, e rovinato case, veicoli,
    negozi, officine e strade. I ministri hanno tenuto conto che Hamas
    reagirebbe agli attacchi aerei israeliani su Gaza dispiegando i suoi
    missili a lungo raggio che si ritiene abbiano una gittata di 42
    chilometri».
    Strano che questo continuo sbarramento di missili, una cinquantina in
    un sol giorno, non faccia una sola vittima in Israele. perché, come
    ha scritto Yoel Marcus su Haaretz: «... Nessuno è stato ucciso dalla
    pioggia di razzi dopo la cessazione ufficiale della tregua (con
    Hamas). Ciò non significa che sia una situazione in cui sia possibile
    vivere, ma la reazione isterica del pubblico in generale e dei
    politici in particolare pare sorgere essenzialmente dal fatto che il
    Paese è in periodo elettorale».
    I missili di Hamas, anche a 50 al giorno, non ammazzano mai nessuno
    nel territorio israeliano. Le 57 «vittime» di cui parla Debka, hanno
    subito «lo shock». In compenso, uno di questi razzi, venerdi, ha
    colpito una casa nella striscia di Gaza uccidendo due bambine, una di
    5 e una di 13 anni: palestinesi.
    Quando si tratta di ammazzare palestinesi, i razzi palestinesi sono
    efficacissimi, mica producono solo «shock». Fanno cilecca solo contro
    gli israeliani.
    Lungi da me, che non ho mai fatto il militare, dare consigli ai
    comandi di Hamas; ma se fossi in loro, darei una ripassata ai von
    Braun di casa, prima di fare la guerra ad Israele. C´è qualcosa che
    non funziona nella tecnologia, e dopo anni di lanci, dovrebbero
    cominciare a chiedersi cosa.
    Il puntamento approssimativo? La carica esplosiva insufficiente? Il
    comburente annacquato?
    Non è possibile andare avanti così, signori fondamentalisti islamici.
    Dovreste aver capito che i vostri mezzi balistici - che fanno al
    massimo un buco su un pezzo d´asfalto, o rovinano qualche tegola -
    attraggono invariabilmente una reazione israeliana di volume cento
    volte superiore, con elicotteri, missili teleguidati, bombe
    intelligenti radar-guidate, bordate d´artiglieria navale, ferro e
    fuoco da cielo, terra, aria.
    Un proiettile del cannone del carro armato Merkava - ci hanno fatto
    vedere in TV un caro soldatino che lo caricava - è già più lungo dei
    vostri razzi, ed enormemente più esplosivo; infallibile nel
    puntamento, grazie all´apparato elettronico che nel Merkava consente
    il tiro mirato anche mentre il carro armato corre sobbalzando.
    Debka dice che quelli di Gaza, con 50 lanci, hanno usato «solo un
    quarto delle loro capacità»; che possono lanciare anche 200 missili,
    «alla pari con la potenza di fuoco di Hezbollah» nella guerra del
    Libano.
    Uno si domanda: 200 missili al giorno, o 200 missili in tutto? Se poi
    vogliamo chiamarli missili.
    Quelli di Hezbollah erano numerosi, eppure non produssero «perdite
    devastanti» fra gli israeliani, nonostante tutto lo sforzo della
    propaganda di portare i giornalisti e le troupes TV a vedere i danni.
    Debka informa che Hamas dispone di missili «a lungo raggio»: 42
    chilometri. Non si sono mai visti, simili razzi. Ma decisamente, la
    tecnologia di Hamas avanza e migliora di giorno in giorno. Con una
    simile gittata, la cosa si fa seria. Tanto che (dice Debka) «una
    striscia di 30 chilometri con 30 località è stata collegata con il
    sistema di allarme precoce del Comando Interno; unità operative sono
    state spiegate nella zona con squadre di pronto soccorso, antincendio
    e salvataggio... 200 ambulanze sono in allerta nella zona sud-
    occidentale di Israele».
    Già questo dovrebbe indurre i comandi di Hamas a rinunciare: contro i
    loro 200 missili, gli israeliani mettono in allerta 200 ambulanze.
    Una per ogni missile. La disparità di mezzi è evidente anche solo da
    questo.
    D´altra parte, si può obbiettare che anche le capacità israeliane non
    sono eccelse quanto sembrano.
    Israele controlla tutti i varchi da cui entrano merci a Gaza; anzi li
    ha chiusi tutti, al punto che delle 47 panetterie di Gaza, ne
    lavorano oggi solo 14; e ci sono file lunghissime di gente in attesa
    del pane; i rifornimenti bastano per 24 ore.
    Ebbene: Israele riesce a non far passare la farina né i medicinali,
    ma non riesce a bloccare i materiali che servono per la fabbricazione
    di 200 razzi, missili o quel che sono, tanto più di 42 chilometri di
    raggio?
    Gaza non riesce a procurarsi il pane (e non parliamo del
    companatico); dipende dalle razioni dell´ONU; com´è che invece riesce
    a procurarsi lunghi tubi d´alluminio o d´acciaio speciale, tonnellate
    di esplosivo per 200 testate, attrezzature sofisticate per motori a
    razzo (mica facili da fabbricare in una officina, senza elettricità e
    forza motrice, specie per gittate da 42 chilometri), oltre che
    combustibile e carburante per i motori?
    Quelli sono materiali voluminosi, altamente infiammabili e instabili,
    pericolosi da trasportare. E a proposito: i razzi palestinesi vanno a
    combustibile liquido o solido? Nessuno ce lo spiega mai. Ma lasciamo
    correre.
    Tutta roba che arriva dai tunnel che Hamas ha praticato sotto il
    confine con l´Egitto, si potrà rispondere. Anche a voler ammettere
    che Hamas usi questi tunnel solo per rifornimenti bellici e non per
    la farina, condannando alla fame i suoi palestinesi (si sa, Hamas è
    irrazionale, tutti i musulmani sono ferocemente irrazionali), la cosa
    non convince.
    Israele sorveglia ogni metro quadrato di Gaza. Con i satelliti suoi e
    americani, con tutti i suoi droni senza pilota, con tutti gli altri
    apparati di sorveglianza elettronici per cui è leader di mercato
    mondiale, con le spie interne che assolda (e ne trova, perché spiare
    per Israele è magari la condizione per poter mandare la mamma o il
    figlio malati in un ospedale israeliano) Israele è in grado di
    rilevare qualunque movimento sospetto in quel fazzoletto di terra:
    tanto è vero che quando vuole colpisce persone precise, di cui
    conosce l´identità e la intenzioni, e le incenerisce seduta stante.
    Com´è che questa impareggiabile e sofisticatissima sorveglianza
    preventiva fa cilecca, quando si tratta di missili e loro parti?
    Rilevano un´auto con dentro un paio di militanti di Hamas, e poi non
    rilevano camion che portano bombole di comburente ossigenato? E
    quintali di cordite?
    C´è una falla nel sistema israeliano. E´ uno scandalo che deve
    finire: danneggia anche il business, l´immagine commerciale del
    massimo venditore mondiale di rinomati sistemi di repressione.
    --------------------------------------------------------------------------------
    Armi palestinesi
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    Armi israeliane
    Ma ammettiamo che l´armamento pesante di Hamas venga contrabbandato
    attraverso i famosi tunnel. Questi tunnel comunicano con l´Egitto.
    Allora bisognerebbe ammettere che l´Egitto, sotto sotto, arma Hamas
    contro Israele.
    Ma non è così. Il Cairo ha tenuto bordone all´assedio di Gaza e alla
    sua morte per fame, mantenendo chiuso il varco di confine di Rafah. E
    come ha riportato Al-Quds al-Arabi, quotidiano pubblicato a Londra,
    il 24 dicembre, Amos Gilad, il capo del settore diplomazia-sicurezza
    del ministero della Difesa israeliano, s´è incontrato al Cairo con
    Omar Suleiman, capo delll´intelligence egiziano, per comunicargli
    l´intenzione di compiere l´annunciatissima incursione a Gaza. E
    Suleiman ha risposto che l´Egitto non si oppone se lo scopo è
    limitato al rovesciamento di Hamas.
    Pochi giorni prima, dopo che Israele ha maleducatamente respinto una
    debole proposta di Mubarak di ritentare di arrivare a una nuova
    tregua (anche quella di prima era stata mediata dall´Egitto), si è
    limitato a chiedere che Israele si comporti con «restraint», nella
    sua azione militare contro Gaza. Che si trattenga un po´, insomma.
    Del resto anche gli europei, anche l´ONU, hanno detto sì: solo,
    hanno chiesto gentilmente di poter portare qualche camion in più di
    cibo dentro Gaza, in modo che sotto le bombe i palestinesi,
    oltretutto, non comincino a morire anche di fame - come in ogni lager
    che si rispetti, o sarebbe «una catastrofe umanitaria».
    Israele ha generosamente consentito, «sotto le fortissime pressioni
    internazionali». Così tutto è moralmente a posto, potremo guardare in
    TV l´attacco, sicuri che non è una catastrofe umanitaria. Anzi,
    guardare probabilmente no: non ci saranno telecamere a Gaza, saranno
    tutte a Sderot, a riprendere le tegole sbrecciate dai missili
    palestinesi che ammazzano solo palestinesi.
    A nessuno è simpatico Hamas. Non ha alleati. Anzi no, contrordine:
    notoriamente, Hamas è aiutata ed armata da Iran (come?) e da
    Hezbollah. Per questo i capi di Hamas continuano a tirare i loro
    razzi contro Sion; perché sanno di avere le spalle coperte.
    Infatti, c´informa la preziosissima Debka: «Hamas ha fatto appello a
    Teheran il 25 dicembre, chiedendo che l´Iran la sostenga con la
    minaccia di intervenire se Israele lancia un attacco contro la
    striscia di Gaza... Khalaad Meshal, il capo del politburo di Hamas
    che ha sede a Damasco ha telefonato a un funzionario dell´ambasciata
    iraniana chiamato Abolfazl ed ha chiesto con urgenza una
    dichiarazione da Teheran che scoraggiasse Israele dall´attacco».
    I capi di Hamas non hanno manco una linea con il Supremo Ayatollah, o
    almeno con Ahmadinejad. Sono ridotti a chiamare a caso l´ambasciata
    iraniana a Damasco e a parlare al primo che alza il telefono - tale
    Abolfazl, di cui nemmeno il Mossad sa nulla - per chiedere un aiutino.
    E che aiutino: mica armamenti, e nemmeno minacce d´intervento, ma una
    dichiarazione che intimorisca Israele.
    Dunque Hamas non vuole la guerra, sta cercando di dissuadere
    attraverso Teheran. Non sarebbe più semplice se smettesse di tirare
    quei missili, che non beccano mai un bersaglio che sia uno?
    E Teheran? Escluso che accenda i motori dei suoi jets, che li carichi
    con le sue bombe atomiche (ce le ha, e se non ce le ha le avrà), e
    voli per tremila chilometri a colpire l´Agnello di Sion, farà almeno
    la dichiarazione per intimidirlo? Si sa che Israele tende facilmente
    a lasciarsi intimidre. Da dichiarazioni, soprattutto.
    Invece no. Persino Debka deve ammettere che «dopo l´SOS di Hamas», il
    consiglio di sicurezza nazionale dell´Iran «ha deciso di non
    rigettarlo immediatamente, ma di informare Meshaal che l´Iran
    attendeva gli sviluppi e che seguiva da vicino le operazioni militari
    israeliane per vedere come si sviluppavano». Come facciamo tutti,
    Meshaal.
    Andato buco questo tentativo, Meshaal fa un´altra telefonata: A
    Nasrallah, il capo di Hezbollah a Beirut. Stavolta, informa Debka,
    «usando la loro speciale linea telefonica» (dunque il Mossad
    intercetta la speciale linea telefonica di Hezbollah: come mai non
    intercetta i missili e i razzi di Gaza?). E cosa chiede il capo di
    Hamas all´alleato, il temibile Hezbollah?
    «Una dichiarazione di sostegno al popolo di Gaza». In questo caso
    però, «con l´aggiunta di una velata minaccia di aprire un secondo
    fronte contro Israele attraverso lanci di razzi dal Libano».
    Un secondo fronte! Allora sì che l´Agnello di Sion, con le sue povere
    200 bombe atomiche, vettori balistici, F-16 a dozzine, e carri
    Merkava a centinaia, viene veramente minacciato nella sua stessa
    esistenza!
    Non che debba dare corso alla minaccia, Hezbollah; basta che la
    ventili «velatamente». E come ha reagito Hezbollah?
    Con qualche «frase emotiva sulla ‘sofferenza´ dei palestinesi e il
    loro ‘eroico atteggiamento´ di fronte alla ‘aggressione´
    sionista» (le virgolette sono di Debka). Insomma, nessuna minaccia di
    entrare in guerra a fianco di Gaza. Nulla. Secondo Debka, «L´Iran ha
    ordinato a Nasrallah di evitare di fare minacce pubbliche».
    Hezbollah infatti, come sanno tutti, è agli ordini di Teheran.
    E però non obbedisce. Infatti, il 26 dicembre, «militari del genio
    libanese scoprono e disinnescano 13 razzi (di Hezbollah) puntati
    sulle città del nord Israele». Li abbiamo visti, finalmente, questi
    razzi; ce li hanno mostrati nei telegiornali, li hanno trovati in
    territorio libanese controllato da UNIFIL, ossia dall´ONU; hanno
    fatto vedere un nostro generale italiano vicino a questi razzi.
    Lunghi, neri, in mezzo a un frutteto.
    Ci sono, ci sono i razzi, come dubitarne?
    Strano solo questo: che nel 2006, quando Israele aggredì Hezbollah,
    il glorioso Tsahal non riuscì a scoprirne uno solo, dei numerosissimi
    razzi che Hezbollah aveva - evidentemente - nascosto benissimo.
    Tant´è vero che la gloriosa aviazione di Sion dovette bombardare
    tutto il Libano, case, scuole, centrale elettrica e centrale del
    latte compresa, per cercare di colpire (alla cieca) una di queste
    postazioni. Invisibili, imprenditbili, sotterranee.
    E invece stavolta, Hezbollah mette i suoi 13 razzi in un frutteto. In
    piena vista, tanto che li scoprono i famosi genieri dell´armata
    libanese, e il generale italiano dell´UNIFIL - immediatamente
    avvertito della scoperta - li va a vedere, e tutte le telecamere sono
    lì a riprendere.
    Debka riferisce: «I razzi sono stati disattivati appena prima che i
    loro apparati a tempo li lanciassero contro Naharya e Maalot». Capito?
    I terroristi Hezbollah fanno così: piazzano i razzi nel frutteto e se
    la squagliano, dopo aver caricato i timer. Ecco perché Sion, nel
    2006, si è fatta cogliere di sopresa dalle tattiche Hezbollah.
    Strano però che i Caschi Blu dell´UNIFIL, che sono lì da mesi e non
    hanno mai trovato nulla, di colpo si fanno bagnare il naso dai
    genieri del Libano; che proprio lì trovano razzi Hezbollah pronti al
    lancio. E proprio quando Israele ha bisogno di una prova
    dell´esistenza dei fantomatici razzi, per giustificare il suo attacco
    per rovesciare Hamas. Molto strano. Che razzi sono, poi?
    Debka ce lo spiega: «Otto lanciarazzi iraniani ultimo modello, capaci
    di doppio caricamento, sicché ciascuno lanciatore può sparare 16
    razzi. Non tutti erano completamente carichi. I genieri libanesi
    (sempre loro!) hanno trovato 13 razzi con un raggio di 20-22
    chilometri. Tre dei lanciatori erano pronti a sparare razzi RAAD da
    107 millimetri e cinque erano caricati con Grad-Katyusha da 122
    millimetri».
    Insomma sono katyushe, non proprio missili. Certo fanno impressione
    nelle foto e nei TG: lunghi neri, messi lì sui loro trespoli. Un po´
    più impressionanti di quelli che certe agenzie hanno passato, in
    queste ore, come «razzi di Hamas».
    --------------------------------------------------------------------------------
    Una di queste foto ve la proponiamo qui. Come vedete, ci sono due
    terroristi mascherati: sicuramente di Hamas. In un verde frutteto,
    verdeggiante in pieno inverno. Guardate bene il razzo, con quella
    temibile testa verniciata di rosso. Il fotografo l´ha ripreso
    dall´alto (sarà salito su una scaletta?) e col grandangolo.
    Fa paura, vero? Ma sotto la testata, cosa vedete?
    Non c´è il motore del missile, nè i serbatoi del carburante, come
    occorre per un razzo di presunta gittata di 15-20 chilometri. C´è una
    canna metallica di piccolo diametro. A guardar bene, non è un
    missile, e nemmeno un razzo: è un RPG, un´arma anticarro vecchia, che
    certo ha un raggio non superiore a mille metri.
    Kawter Salam, un blogger che scrive da Gaza raccontando giorno per
    giorno la vita nel lager assediato e bombardato, protesta: «Come
    l´agenzia ORF (agenzia tedesca che ha pubblicato la foto) e gli altri
    media vengono in possesso di una tale immagine - c´è anche il video -
    che presuntivamente mostra “guerriglieri di Hamas” che sparano razzi
    tra gli alberi da frutta?».
    «Hamas ha portato i giornalisti sul posto per mostrare le proprie
    attività militari? Hamas ha arrestato dei giornalisti che cercavano
    di riprendere casi come questo».
    «Se c´è motivo di dubitare che questi razzi vengano sparati da Gaza,
    da quale altro posto possono essere lanciati? Dal territorio di
    Israele, magari? E´ possibile che il lancio di questi razzi sia un
    campagna di propaganda dell´IDF per “giustificare” il massacro, da
    tempo pianificato, del popolo di Gaza?».
    «Può essere che l´IDF usi gli abitanti di Sderot, di Askelon e di
    altri luoghi (israeliani) attorno a Gaza per fabbricare una
    giustificazione per il genocidio di un popolo che è già quasi mezzo
    morto per fame?».
    «E perché nessuno pone queste domande prima di mostrare video di
    questo tipo da diverse TV europee?».
    Perché se no ci chiamano antisemiti, Salam, che forse non
    sopravviverai domani. Addio, e buon Natale.

  2. #2
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    Mi fai un riassunto?

  3. #3
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    Citazione Originariamente Scritto da willyI Visualizza Messaggio
    Mi fai un riassunto?

    Blondet scrive che i missili dei terroristi non sono veri missili ma razzi non guidati, e questo si sapeva, fra l'altro sono i media che li chiamano missili essendo ignoranti in materia.

    Blondet si chiede anche perche, nonostante ne vengano lanciati su Israele un numero rilevante, purtroppo, fanno pochi morti.

    Forse si è già risposto da se appunto constatando che non sono appunto missili guidati ma razzii non guidati e con poca potenza esplosiva fra l'altro, così che la maggior parte centra zone rurali o disabitate.

    Oltre a questo contesta che uno dei pochi missili/razzi che ha centrato qualcosa ( fra l' altro una casa Palestinese ) ha ucciso appunto due bambine palestinesi e non israeliane.. ( sic.. peccato.. signor Blondet ) quindi in pratica è una prova no certa ma certissima che Israele si spara i razzi contro per così avere un pretesto per bombardare a sua volta.

    Contesta anche che vi è una disparità di mezzi fra Israeliani e terroristi di Hamas, cosa che certamente è vera, ma ora visto che il suo sito è a pagamento penso che potrebbe mandare il 50% dei proventi ad Hamas, così magari risolleva un pò le sorti dei poveri terroristi e lui si assicura articoli da scrivere e quindi da campare anche per i prossimi venti anni.

  4. #4
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    Citazione Originariamente Scritto da SuperMario Visualizza Messaggio
    Blondet scrive che i missili dei terroristi non sono veri missili ma razzi non guidati, e questo si sapeva, fra l'altro sono i media che li chiamano missili essendo ignoranti in materia.

    Blondet si chiede anche perche, nonostante ne vengano lanciati su Israele un numero rilevante, purtroppo, fanno pochi morti.

    Forse si è già risposto da se appunto constatando che non sono appunto missili guidati ma razzii non guidati e con poca potenza esplosiva fra l'altro, così che la maggior parte centra zone rurali o disabitate.

    Oltre a questo contesta che uno dei pochi missili/razzi che ha centrato qualcosa ( fra l' altro una casa Palestinese ) ha ucciso appunto due bambine palestinesi e non israeliane.. ( sic.. peccato.. signor Blondet ) quindi in pratica è una prova no certa ma certissima che Israele si spara i razzi contro per così avere un pretesto per bombardare a sua volta.

    Contesta anche che vi è una disparità di mezzi fra Israeliani e terroristi di Hamas, cosa che certamente è vera, ma ora visto che il suo sito è a pagamento penso che potrebbe mandare il 50% dei proventi ad Hamas, così magari risolleva un pò le sorti dei poveri terroristi e lui si assicura articoli da scrivere e quindi da campare anche per i prossimi venti anni.
    Forse si è totalmente rincoglionito con l'età, non ci sono altre spiegazioni.

  5. #5
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    Ecco: questi sono i qassam. Sono missili rudimentali, senza possibilità di mira efficace, lanciati a casaccio verso un territorio non intensamente abitato, e che il più delle volte non fanno vittime, ma solo perchè cadono in un frutteto dove non c'è nessuno.

    A volte, invece, centrano un edificio, provocando qualche danno. Diventano veramente pericolosi quando esplodono all'aperto, per l'esplosione di schegge che possono essere micidiali.

    Ma basta ripararsi dietro un muro per evitarle. Ecco il motivo per cui hanno ammazzato e storpiato solo pochi ebrei, perloppiù vecchi e bambini, con grande disappunto degli amici di hamas.

    Quel pezzo arzigogolato che vorrebbe insinuare dubbi su complotti sionisti ha una falla.

    Se hamas è veramente così innocuo, così agnello sacrificale come la fantasia malata del giornalista vuole fare intendere, perchè non si arrende, non cede le poche ridicole armi di cui dispone (forse nessuno ha mai visto un carro americano squarciato da un innocuo RPG in Iraq), e non si avvia afflitto al tavolo delle trattative con il cospicuo sostegno morale dei tanti benpensanti?

  6. #6
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    blondet sbaglia sicuramente a dispiacersi che i missili di hamas facciano pochi danni, ma quello che dice è abbastanza vero. La reazione israeliana è, come sempre, sproporzionatissima, crea un danno a israele stessa e fa un piacere ai terroristi. Ma gli israeliani non lo capiranno mai. Mai.

  7. #7
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    Citazione Originariamente Scritto da Valerio2 Visualizza Messaggio
    Se hamas è veramente così innocuo, così agnello sacrificale come la fantasia malata del giornalista vuole fare intendere, perchè non si arrende, non cede le poche ridicole armi di cui dispone (forse nessuno ha mai visto un carro americano squarciato da un innocuo RPG in Iraq), e non si avvia afflitto al tavolo delle trattative con il cospicuo sostegno morale dei tanti benpensanti?
    già, secondo te perché?

  8. #8
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    Valerio ma non ti sei mai chiesto come mai sei praticamente l'unico a difendere gli ebbrei? Purtroppo mi vien da immaginare che pensi di essere l'unico intelligente in mezzo a milioni di ignoranti.

  9. #9
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    Citazione Originariamente Scritto da Razza Piave Visualizza Messaggio
    Valerio ma non ti sei mai chiesto come mai sei praticamente l'unico a difendere gli ebbrei? Purtroppo mi vien da immaginare che pensi di essere l'unico intelligente in mezzo a milioni di ignoranti.
    Probabilmente è un ebreo sionista fondamentalista.

  10. #10
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    Citazione Originariamente Scritto da Razza Piave Visualizza Messaggio
    Valerio ma non ti sei mai chiesto come mai sei praticamente l'unico a difendere gli ebbrei? Purtroppo mi vien da immaginare che pensi di essere l'unico intelligente in mezzo a milioni di ignoranti.
    Guarda che voi antisemiti di POL siete solamente una minoranza rumorosa, e divertente, aggiungerei.

 

 
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