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    Predefinito Vita a Gaza sotto le bombe

    ■ Video, raid israeliano su Gaza
    Pubblichiamo integralmente il testo dell'agenzia Ansa con la testimonianza di Safwat Al-Kahlut, giornalista dell'Ansa che vive a Gaza.

    di Safwat Al-Kahlut
    GAZA (28 dicembre) - «La scorsa notte è stata una delle più fredde che abbiamo avuto finora. Mio figlio di cinque anni Abdelrahman - che noi chiamiamo Abbud - ha voluto dormire con me assieme ai suoi quattro fratelli e sorelle. Hanno paura di restare soli per i continui bombardamenti israeliani. Abdelrahman mi ha chiesto di chiudere le finestre della stanza perché aveva molto freddo. Ma io gli ho spiegato che era meglio tenerle aperte perché il bombardamento potrebbe mandarle in frantumi. Ma non mi ha capito. Per riscaldare i miei figli ho portato loro altre coperte».

    «Sono stato fortunato nel decidere di tenere aperte le finestre perché un aereo israeliano ha colpito molti siti vicino a casa, come prevedevo. Tra questi le emittenti TV di Hamas Al Aqsa e Moschea Al-Shifa, che distano non più di 400 metri da casa».

    «Il mattino dopo, quando mi sono svegliato, Abbud ha chiesto alla mamma di dargli il latte ma lei gli ha risposto che non ne avevamo. Perché? Ha chiesto meravigliato e lei gli ha risposto che gli israeliani non fanno passare i generi alimentari. Ma lui non ha capito. La madre allora gli ha detto: 'Perché non prendi il tè? Lui: Sì, il tè mi piace'».

    «Ma poi mia moglie è venuta da me per dirmi che non c'era l'acqua per il tè perchè mancava l'elettricità, che a Gaza è necessaria per pompare l'acqua nei cassoni sui tetti delle case. Ho quindi speso molte ore per cercare il gasolio necessario per azionare il generatore per pompare un po' d'acqua nel serbatoio di casa».

    «Più tardi, mentre ero in strada, un cacciabombardiere F.16 israeliano ha attaccato la prigione di Gaza, e le bombe hanno fatto tremare le case tutto attorno. Poco dopo l'eco di una sparatoria di kalashnikov ha rotto il silenzio. Era la sparatoria che accompagnava i funerali delle persone uccise ieri. 'Vendetta, vendetta o Ezzedin Al Qassam (è il nome del braccio armato di Hamas, ndr)', 'Morte all'America, morte a Israele', gridava la folla attorno alle salme ricoperte dalle bandiere palestinesi. Molte salme sono quelle di agenti della polizia di Hamas, uccisi nei raid aerei di ieri. Quello di Israele, esclamavano molti tra la folla, 'è stato un vero massacro a sangue freddo'».

    «Le strade di Gaza sono anche oggi quasi vuote, ad eccezione dei funerali, delle tende per il lutto dove si ricevono le condoglianze per i parenti uccisi, delle ambulanze che corrono dopo ogni bombardamento seguite dalle auto della stampa».

    «La scorsa notte mi ha svegliato il suono del mio telefono cellulare. Era il mio amico Abu Ahmed che aveva molta paura. Ha detto che sua moglie ha ricevuto sul suo cellulare un messaggio registrato dell'intelligence israeliana. Nel messaggio, secondo Abu Ahmed, una voce anonima diceva: 'alla popolazione civile di Gaza: vi ammoniamo a non portare armi e a non tenerle in casa altrimenti ve la bombarderemo'. È aggiungeva: 'se siete in contatto con terroristi anche voi sarete un obiettivo'. Io ho cercato di calmarlo, dicendogli: 'non stanno per colpirti e questo messaggio è stato mandato a molta gente'. Ma per tutta la notte Abu Ahmed è stato sveglio per la paura».

    «A Gaza ci sono due stazioni radio popolari, quella di Hamas si chiama Al Aqsa e quella della Jihad Islamica, che si chiama Al Quds. Mentre sentivo il notiziario su Al Quds, improvvisamente si è inserita una strana voce ed è cominciato questo messaggio registrato: 'Questo è l'esercito israeliano. Ammoniamo gli abitanti di Gaza a tenersi lontani dai terroristi altrimenti saranno colpiti'».

    «Gli israeliani hanno aumentato la pressione e oggi hanno cominciato a colpire anche i tunnel usati per contrabbandare merci (anche armi, secondo Israele) dall'Egitto a Gaza. Dopo la decisione israeliana di chiudere i valichi sono rimasti gli unici canali aperti per ricevere cibo e merci».

    «A Gaza molti sono furibondi con l'Egitto. Fai Barhum, portavoce di Hamas, ha attaccato il presidente palestinese Abu Mazen (Mahmud Abbas, ndr) e il ministro degli esteri egiziano Ahmed Abul Gheit perché hanno criticato Hamas e lo hanno accusato di essere responsabile di questa crisi. Barhum ha detto che Hamas non si piegherà mai».

    «Dense nuvole di fumo nero dei bombardamenti oscurano i cieli di Gaza, segnalando che l'offensiva di Israele continua. Nelle vie i passanti circolano portando radioline accese per sentire le ultime notizie, sperando che siano buone».



    Fonte Il Messaggero

  2. #2
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    Gaza/ Bombe su Rafah, uccisi tre fratelli
    Un bambino e due adolescenti le vittime

    Gaza, 29 dic. (Ap) - L'aviazione israeliana ha bombardato la città meridionale di Rafah, al confine tra la Striscia di Gaza e l'Egitto, uccidendo tre fratelli: un bambino piccolo e due adolescenti. Le bombe erano dirette a un comandante di Hamas.

  3. #3
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    domenica, dicembre 28, 2008
    Testimoni internazionali raccontano il bombardamento di Gaza
    Per maggiori informazioni vi invitiamo a visitate il sito http://www.FreeGaza.org oppure a contattare le persone elencate in fondo all'articolo.
    (Gaza assediata, Palestina - 27 dicembre 2008) - Difensori dei diritti umani di Libano, Regno Unito, Polonia, Canada, Spagna, Italia e Australia si trovano a Gaza, dove sono testimoni dei bombardamenti in corso.
    A causa della politica israeliana di negare l'accesso ai media internazionali, ai difensori dei diritti umani e alle agenzie di aiuti umanitari alla Striscia di Gaza Occupata, molti di questi difensori dei diritti umani sono arrivati a Gaza con le barche del Movimento Free Gaza. Le barche di Free Gaza hanno spezzato l'assedio di Gaza cinque volte negli ultimi quattro mesi.
    “Al momento degli attacchi mi trovato sulla via Omar Mukhtar e ho visto un ultimo razzo colpire la strada a 150 metri da me, dove la folla era già accorsa per estrarre i morti dalle macerie. Ambulanze, camion, auto, tutti i mezzi vengono usati per portare i feriti agli ospedali. Gli ospedali hanno dovuto evacuare i loro pazienti per fare spazio ai feriti. Mi hanno detto che negli obitori non c'è abbastanza posto per i cadaveri e che c'è una grande carenza di sangue nelle banche del sangue. Ho appena saputo che tra i civili uccisi oggi c'era la madre dei miei cari amici del campo di Jabalya”.
    - Eva Bartlett (Canada), Movimento di Solidarietà Internazionale
    “I missili israeliani hanno colpito un campo giochi e l'affollato mercato di Diere Balah, abbiamo visto le conseguenze, molti erano feriti e a quanto si dice alcuni sono morti. Tutti gli ospedali della Striscia di Gaza sono già pieni di feriti e non hanno né i farmaci né le possibilità di curarli. Israele sta commettendo crimini contro l'umanità, sta violando il diritto internazionale e i diritti umani, ignorando le Nazioni Unite e progettando attacchi ancora peggiori di questo. Il mondo deve agire immediatamente e intensificare gli appelli per il Boicottaggio, il Disinvestimento e le Sanzioni contro Israele; i governi non devono limitarsi alle parole di condanna ma porre freno subito e attivamente a Israele e togliere l'assedio di Gaza”
    - Ewa Jasiewicz (polacca e britannica) Movimento Free Gaza
    “L'obitorio dell'ospedale di Shifa non ha più posto per i cadaveri, così cadaveri e resti umani sono sparsi per tutto l'ospedale.”
    - Dr. Haidar Eid, (palestinese, sudafricano) Professore di Studi Sociali e Culturali, Università di Al Aqsa, Gaza
    “Le bombe hanno cominciato a cadere proprio mentre i bambini tornavano da scuola. Sono uscito sulle scale e una bambina terrorizzata di cinque anni si è precipitata tra le mie braccia singhiozzando”.
    - Sharon Lock (australiana) Movimento di Solidarietà Internazionale
    “È incredibilmente triste. Questo massacro non porterà a una maggiore sicurezza per lo Stato di Israele né gli permetterà di far parte del Medio Oriente. Adesso ovunque si sentono chiamate alla vendetta”.
    - Dr. Eyad Sarraj - Presidente del Centro di Salute Mentale della Comunità di Gaza
    “Mentre sto parlando hanno appena colpito un edificio a 200 metri da qui. C'è fumo ovunque. Stamane ero andata nell'edificio vicino a dove vivo, a Rafah, che era stato colpito. Due ruspe hanno cercato subito di sgombrare le macerie. Pensavano di avere trovato tutti i corpi. Quando siamo arrivati ne hanno trovato un altro”.
    - Jenny Linnel (britannica) Movimento di Solidarietà Internazionale
    “La casa in cui sto è situata davanti all'edificio di sicurezza preventiva. Si sono rotti tutti i vetri delle finestre. La casa è stata gravemente danneggiata.
    A causa dell'assedio non ci sono né vetro né materiali edilizi per riparare i danni. Un ragazzino nella nostra casa è svenuto. Un ragazzino di otto anni è rimasto tremante a terra per un'ora. Di fronte alla nostra casa abbiamo trovato i corpi di due ragazzine sotto una macchina, completamente carbonizzate. Stavano tornando a casa da scuola. Questo è più di una punizione collettiva. Ci trattano come animali da laboratorio. Ho vissuto il bombardamento israeliano di Beirut e il messaggio di Israele a Gaza è lo stesso, il massacro di civili. C'è appena stata un'altra esplosione, fuori!”
    - Natalie Abu Eid (Libano) Movimento di Solidarietà Internazionale
    -----
    Difensori dei diritti umani a Gaza (disponibili per interviste):
    Dr. Eyad Sarraj (arabo e inglese) 972 599400424
    Ewa Jasiewicz, Co-coordinatrice di Free Gaza a Gaza (polacco, arabo, inglese) - 972 59 8700497
    Dr. Haider Eid (inglese e arabo) 972 59 9441766
    Sharon Lock (inglese) 972 59 8826513
    Vittorio Arrigoni (italiano) 972 59 8378945
    Fida Qishta (inglese e arabo) 972 599681669
    Jenny Linnel (inglese) 972 59 87653777
    Natalie Abu Shakra (arabo e inglese) 0598336 328
    Per maggiori informazioni sul Movimento Free Gaza o o sul Movimento di Solidarietà Internazionale (ISM), contattare in Cisgiordania:
    Adán Taylor (ISM) - 972 59 8503948
    Lubna Masarwa (Free Gaza) - 972 50 5633044
    ###########
    Il Movimento Free Gaza, un gruppo di difensori dei diritti umani, ha mandato due barche a Gaza nell'agosto del 2008. Sono state le prime navi internazionali a giungere in quel porto dopo 41 anni. Da agosto si sono svolti altri quattro viaggi che hanno portato a Gaza parlamentari, attivisti dei diritti umani e altre personalità perché documentassero le conseguenze delle misure draconiane applicate da Israele ai civili di Gaza.
    Originale: International Witnesses speak out from Gaza
    Articolo originale pubblicato il 27/12/2008
    Manuela Vittorelli è membro di Tlaxcala, la rete di traduttori per la diversità linguística. Questo articolo è liberamente riproducibile, a condizione di rispettarne l'integrità e di menzionarne autori, traduttori, revisori e la fonte.
    Etichette: Free Gaza, Gaza, Israele, Palestina

 

 

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