La Nuova Sardegna, 18 gennaio 2009
È stato trovato in un appartamento di piazza Dettori, abbandonato all’indietro su un divano, come se stesse riposando. Sul tavolino di fronte c’era una banconota da 50 euro arrotolata, e un mucchietto di polvere bianca: forse la droga che lo ha ucciso. È morto così, Renato Farinelli, sassarese di 35 anni, due giorni dopo essere uscito di galera.
Alle spalle, il giovane aveva una lunga "carriera" fatta di piccoli furti, evasioni e detenzione di stupefacenti. Farinelli era uscito dal carcere di Alghero tre giorni fa, dove era detenuto per furto e per evasione. Ma i suoi guai con la giustizia non erano ancora finiti, perché era in attesa di giudizio per un altro furto. Le sue prime ore di libertà, Renato Farinelli, le stava passando in un appartamento di Santa Maria di Pisa, al primo piano del numero 10/a di piazza Dettori. Il giovane potrebbe essere morto tra la sera di giovedì e la mattina di ieri.
Ad accorgersi che c’era qualcosa che non andava, è stato un vicino di casa, che ieri mattina ha provato a bussare alla porta di casa di Farinelli. Non ricevendo risposta, e vedendo che all’interno c’era una luce accesa, il vicino ha preso una scala ed è entrato dalla finestra. L’allarme è stato dato immediatamente e sul posto sono intervenute diverse volanti della polizia, gli uomini della scientifica e un’ambulanza medicalizzata del 118, anche se per il giovane non c’era più nulla da fare. Per verificare le esatte cause della morte di Renato Farinelli, il pm di turno ha disposto che venga eseguita l’autopsia.
Il corpo del giovane, infatti, nel primo pomeriggio di ieri è stato trasferito nel reparto di medicina legale per essere sottoposto all’esame autoptico. Dai primi rilievi fatti sul posto, e dal particolare della banconota arrotolata, usata probabilmente per sniffare, sembrerebbe che Farinelli sia stato vittima di una overdose. Tuttavia non è escluso che il giovane sia stato colto da un malore. L’ultimo episodio del quale il pregiudicato si era reso protagonista, era avvenuto nel marzo del 2008.
Assieme a un complice, Renato Farinelli aveva tentato un colpo ai danni di un negozio di ferramenta di Predda Niedda. Mentre cercavano di portare via una pesante stufa a pellet, nel capannone erano piombati i carabinieri. Il complice si era nascosto nel controsoffitto, precipitando ai piedi di militari, mentre Farinelli si era lanciato dalla finestra, da un’altezza di otto metri, salvandosi per miracolo ma finendo praticamente tra le braccia dei carabinieri.




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