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RAudisio
Come sono cambiati i tempi! Una volta era umiliante il lavoro da mezzemaniche del "Monsù Travet" di Vittorio Bersezio, il posto fisso del "Rag. Fantozzi" di Paolo Villaggio presso l'azienda del "SUPERDIRETTOREMEGAGALATTICO!".
Ma avete mai pensato che il primo precario è l'imprenditore che ogni giorno apre la sua bottega senza sapere quanto incasserà a fine giornata ma sa già che e quanto dovrà pagare di Commercialista, di Tasse, di Affitto, di energia elettrica etc etc...? Qui si che troverete molte situazioni umilianti!
Lo sappiamo bene Renzo. Altrochè.
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Originariamente Scritto da
RAudisio
si prego... ma per favore non leggere le cose a metà! Così fan tutti perchè questa è la Democrazia... ed il problema non è la chiesa, i partiti o i sindacati il problema è l'Istituzione, lo Stato. l'Autorià.
Come scrisse già nel XIX sec. Bastiat : "...quella grande finzione per la quale ciascuno cerca di vivere alle spalle degli altri"
Secondo me, il problema e' un po' da dividersi, intanto la chiesa e' uno stato che collabora attivamente con lo stato italiano e con altri stati. Poi io nella chiesa o nelle altre strutture che vivono di stato vedo dei complici degli stati e degli oppositori alla riduzione o alla eliminazione stessa dello stato. Grazie allo sforzo di tanti uomini liberi esistono anche strutture, imprenditori e associazioni che operano senza l'aiuto dello stato. Con questi bisogna lottare per smantellarlo, con gli altri chiesa inclusa bisogna combatterci perche' complici di questo stato di cose. Ovvio che e' un mio punto di vista!
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teo scarpellini
Ma ribadiamo pure che il papa, a prescindere dal suo diritto di parlare, ha detto bene. Il precariato è umiliante, e perché le cose siano eque il dipendente deve essere tanto libero di poter intraprendere quanto lo è il padrone di licenziare. Altrimenti è ovvio che, espandendo artificialmente l'offerta di lavoro (comprimendo le possibilità di domanda, di intrapresa) se ne abbatte il costo. Insomma la plutocrazia corporativa occidentale vuole demolire le possibilità di accumulare risparmio = proprietà = libertà. E' evidente anche dal sistema del welfare: la pesante tassazione obbliga la massa a ricorrervi, usufruendo di servizi ben più scadenti di quelli che potrebbe permettersi, mentre la nuova nobiltà dopo aver pagato le tasse (o ancor meglio eluse legalmente con l'aiuto di un fiscalista) ha ancora di che pagarsi il meglio, privato.
Senza precariato ci sarebbero situazioni piu' umilianti come una condanna alla disoccupazione per milioni di individui che avrebbero difficolta' a trovare un impiego fisso come lo invoca il mago tedesco, e che oggi grazie ad una occupazione "precaria" possono trovare un piccolo sostentamento. Concordo con Renzo, che gli imprenditori sono i piu' precari sul mercato, che oltre a rischiare di rimetterci il proprio lavoro, rischiano anche capitali investiti (risparmi) e tante volte anche proprieta'....Praticamente la loro precarieta' in molti casi puo' determinare la loro "fine". Il mago ex Hitler Jugend e quelli come lui (sindacati e partiti) che fanno gli appelli contro il precariato non hanno mai rischiato nulla e creano protezioni su protezioni, barriere su barriere pur di restare dentro il loro verde e rigoglioso orticello lasciando tutti gli altri fuori!
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Average Joe
In altri casi. In queseto caso no.
Ne sei certo?