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    Predefinito Il caso Englaro (non dimentichiamolo)

    ... e non dimentichiamo il vergognoso atteggiamento del ministro sacconi

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  2. #2
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    Pressing di Cl su Berlusconi


    • da l'Opinione del 2 dicembre 2008, pag. 1

    di Alessandro Litta Modignani

    La notizia, in sé, potrebbe sembrare trascurabile. Magdi Cristiano Allam lascia il giornalismo ed entra in politica, fondando un nuovo partito di ispirazione schiettamente religiosa. La lettura del manifesto dei “Protagonisti per l’Europa cristiana” è estremamente istruttiva, persino illuminante in alcuni passaggi. Il testo rappresenta un autentico concentrato del pensiero cattolico-integralista e illiberale, cioè di quella cultura che punta a sostituire lo Stato moderno, laico e di diritto, con uno Stato etico di tipo confessionale. Nel testo si sprecano le maiuscole, neanche fosse scritto in tedesco: Fede, Verità, Valori, Civiltà, poi ancora Testimoni, Costruttori, Protagonisti e via delirando. La denominazione stessa scelta per il movimento testimonia dell’estremismo del progetto. Perciò è giusto chiedersi: questa minaccia diretta alla libertà degli individui è reale, oppure è soltanto il velleitarismo di un esaltato? Esistono possibilità concrete che Allam riesca a costruire il suo partito, trovando spazio, alleanze e consensi? La risposta spontanea - no, sarà il solito buco nell’acqua ed è persino inutile parlarne e fargli pubblicità - non è poi così scontata. Nel paese in cui ha sede il Vaticano, qualsiasi progetto politico-religioso, che prescinda dalle intenzioni delle gerarchie ecclesiastiche, è destinato a non fare molta strada. Dunque molto dipenderà dall’atteggiamento della Cei. Nel marzo scorso il Vaticano scelse di spettacolarizzare al massimo la conversione di Allam al cristianesimo, facendolo battezzare a Roma dal Papa in persona, nel giorno di Pasqua. E’ difficile pensare che queste due operazioni politiche – lo show di allora e il partito di oggi – non fossero già collegate e preparate da tempo. L’appoggio annunciato da parte di monsignor Fisichella al nuovo partito lascia intendere che esso parte con la “benedizione” di un potentissimo sponsor.

    E’ noto, del resto, che le gerarchie sono sempre più irritate dall’atteggiamento neutrale di Silvio Berlusconi sui temi cosiddetti “eticamente sensibili”, da ultimo sul caso Englaro. Avere definito il PdL “anarchico” sul piano valoriale per i religiosi è una colpa imperdonabile, e infatti su questo Allam attacca apertamente il premier. Se la prende anche con Casini, reo di non volere l’abrogazione della legge 194 sull’aborto. Il fondamentalismo religioso è per sua natura fazioso, non ammette mediazioni di sorta: se la fede non è negoziabile, neppure il programma di un partito fideista può esserlo. Attraverso Allam, la corrente di Comunione e liberazione, pesantemente sconfitta al momento della formazione del governo, si accinge forse a esercitare il pressing su Silvio Berlusconi, per conquistare nuovo potere. Quale migliore occasione delle prossime elezioni europee, con tanto di proporzionale e preferenze, ma che comunque non possono compromettere l’equilibrio politico generale? Non a caso Maurizio Lupi, padrino di battesimo di Allam e aspirante ministro, è fra gli artefici dell’operazione. Pur in mancanza di riscontri ufficiali, è possibile immaginare che anche Roberto Formigoni, dopo aver acquisito benemerenze con il rifiuto opposto dalle strutture sanitarie lombarde a Beppino Englaro, potrebbe essere della partita – specie nel segreto dell’urna. Nessuno può dire con certezza se il disegno illiberale di Magdi Cristiano Allam abbia effettivamente speranze di successo, oppure se il personaggio andrà a infoltire la schiera dei “crociati falliti”, sulle orme di Marcello Pera e Giuliano Ferrara. Staremo a vedere. Intanto il personaggio annuncia i suoi primi obiettivi programmatici: no all’aborto, al divorzio, all’eutanasia e ai matrimoni gay. Un progetto troppo pericoloso perché lo si possa semplicemente snobbare, come pure meriterebbe.


    http://www.radicali.it/view.php?id=133113

  3. #3
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    Eluana Englaro. Farina Coscioni: faccio un appello a tutte le coscienze laiche e autenticamente liberali sia del centrosinistra che del centro destra perché si mobilitino e questo scempio di umanità e diritto abbia finalmente fine


    10 dicembre 2008
    • Maria Antonietta Farina Coscioni, deputata radicale e co-presidente dell’Associazione Luca Coscioni ha rilasciato la seguente dichiarazione:

    La vicenda di Eluana Englaro assume aspetti e connotazioni ogni giorno più sconcertanti. In nome di non si sa quale preteso diritto alla vita si impedisce da 17 anni la fine di un calvario, si nega un elementare gesto di misericordia, quello che venne accordato a Giovanni Paolo II, quando venne lasciato libero di andare alla casa del Padre.
    C’è qualcosa di barbaro nell’accanimento con cui ci si oppone a che sia rispettata la volontà di Eluana che mai avrebbe acconsentito e voluto continuare a vivere la vita non vita che le viene imposta; e c’è qualcosa di violento e di immorale nel protrarre ai famigliari di Eluana un dolore e una sofferenza come quello che viene loro imposto.
    La volontà di Eluana è stata ricostruita; c’è un dettato costituzionale inequivocabile; ci sono sentenze della magistratura; c’è la volontà degli italiani che ogni volta che possono esprimersi, a stragrande maggioranza dicono che mai vorrebbero vivere come Eluana è costretta a vivere.
    Faccio un appello a tutte le coscienze laiche e autenticamente liberali sia del centrosinistra che del centrodestra perché si mobilitino e questo scempio di umanità e diritto abbia finalmente fine.

  4. #4
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    Eluana, no di Udine alla morte in clinica


    • da Corriere della Sera on line del 10 dicembre 2008

    di Grazia Maria Mottola

    Non sarà a Udine l'ultimo viaggio di Eluana. Né all'orizzonte sembrano esserci nuove alternative. Almeno per il momento. A quasi un mese dalla sentenza della Cassazione che le ha confermato il via libera alla sospensione di alimentazione e idratazione artificiali, manca ancora una struttura dove metterla in pratica: «un hospice o altro luogo di ricovero confacente », condizione tassativa, secondo quanto decretato a luglio dalla Corte d'appello di Milano, per interrompere il trattamento che la tiene in vita attraverso un sondino naso-gastrico. Dopo gli stop di Lombardia (il presidente Formigoni ha posto il veto in tutte le strutture) e Toscana (le polemiche hanno sbarrato l'ingresso nell'hospice delle ex Oblate di Firenze), tramonta anche l'ipotesi di accoglierla all'ospedale Santa Maria della Misericordia di Udine, come conferma Gian Luigi Gigli, uno dei neurologi cattolici firmatari di un appello contro il decreto, proprio alle dipendenze della struttura: «Da quello che mi risulta non ha alcun fondamento l'ipotesi di un ricovero in un ospedale pubblico friulano ».

    Sfuma così il ritorno in Carnia per Eluana, nella terra paterna, dove le si erano aperte le porte per un addio tra parenti a amici, grazie all'amicizia della famiglia Englaro con il senatore Ferruccio Saro e il presidente della Regione, Renzo Tondo. Un calvario apparentemente senza fine quello della donna in stato vegetativo da quasi 17 anni, che neppure la decisione della Suprema corte sembra aver portato in dirittura d'arrivo. E se prima del 13 novembre, la prospettiva era quella di far passare in giudicato il decreto della Corte d'appello, oggi i tempi risultano allungarsi oltre misura alla ricerca di un luogo adeguato. Non se ne fa una ragione la curatrice speciale di Eluana, Franca Alessio, nominata nel novembre 2005 dal Tribunale di Lecco, per la prima volta al cospetto del padre di Eluana, Beppino Englaro, nell'udienza del successivo 15 dicembre (si sono conosciuti lì): «Per adesso la struttura sanitaria non c'è — spiega l'avvocato —. Non sappiamo quanto tempo ci sarà ancora da attendere».

    Un'attesa snervante, iniziata sin dallo scorso luglio: «Hanno impugnato il decreto della Corte d'appello quando eravamo già sicuri di poterlo mettere in atto — racconta Franca Alessio —: hanno tentato di mettersi di traverso e ci stanno provando ancora». «Prese di posizione, pressioni, intromissioni indebite »: un percorso a ostacoli, appunto, l'ultimo viaggio di Eluana. Se a luglio la strada per «realizzare le volontà» della ragazza, sembra essere finalmente sgombra dopo anni di battaglie legali, in agosto è la Procura generale di Milano, sollecitata da un appello firmato da 25 neurologi cattolici, capofila Gigli, a impugnare e chiedere la sospensione del decreto. Così da agosto si arriva all'11 novembre. I giudici delle sezioni riunite ascoltano le ragioni delle parti. Al termine delle dichiarazioni degli avvocati di Eluana, il procuratore generale della Cassazione stupisce chiedendo l'inammissibilità del ricorso milanese per «mancanza di legittimazione ». Dopo tre giorni, la Cassazione respinge il ricorso; per Beppino Englaro è il via definitivo: «Non voglio restare un minuto di più in questo inferno », dice a caldo. Ma il seguito va oltre l'immaginazione: quel minuto oggi è diventato quasi un mese.



    E gli avvocati protestano: «Ci sono persone che fanno ostruzionismo, posizioni ideologiche che vogliono prevalere rispetto a quello che è un diritto sancito dal potere giudiziario — sottolinea Franca Alessio —. Nonostante la sentenza sia definitiva, non si riesce ad attuarla: questo perché le strutture sono controllate a livello politico e il potere politico vuole prevalere su quello giudiziario». Poche parole per il collega Vittorio Angiolini: «Siamo in uno Stato poco serio. Uno Stato serio garantirebbe l'esecuzione di una sentenza definitiva. Vedremo comunque se non riusciremo ad attuarla». La ricerca di una struttura non si ferma. «Non perdo la speranza di un esito positivo — precisa Franca Alessio —, non immagino proprio che non si trovi una soluzione». Una missione più che un incarico. Secondo le parole più volte ripetute da papà Beppino: «La storia di Eluana è un patrimonio per tutti: ci ha fatto capire fino a che punto può spingersi la medicina creando situazioni come quella di mia figlia, e fino a dove può arrivare l'ordinamento giuridico con una sentenza esemplare che lascerà un segno: ora niente sarà più come prima».

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    si mi ricordo bene il balletto del presidente Berlusconi, quando per evadere la domanda (se condividesse l'operato del Min Sacconi), nominava secondo presidente del Consiglio della Repubblica Italiana, Gianni Letta.

    Solo con Berlusconi potevamo arrivare ad avere due presidenti del Consiglio in carica.

  6. #6
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    La campagna per fermare papà Englaro


    • da La Repubblica del 11 dicembre 2008, pag. 32

    di Corrado Augias

    Caro Augias, poiché sono persuasa che il buon Dio non voglia assolutamente che le sue creature abbiano a soffrire inutilmente, e del resto anche se lo volesse io sarei ugualmente di parere contrario, qualora dovesse capitarmi (non si sa mai nella vita) di essere affetta da una malattia incurabile e di trovarmi in uno stato terminale, non desidero il prolungamento del mio morire. Ritengo, infatti, sia più saggio volare subito in paradiso anziché star li a soffrire come una cretina. Se invece dovessi venirmi a trovare in stato vegetativo, sono certa che del mio corpo non me ne importerebbe un fico secco, e quindi se qualcuno dovesse sentirsi gratificato nel coccolarmi come una bambola oppure nel curarmi come se fossi una pianta da concimare e annaffiare, faccia pure, ché mi fa sempre piacere compiere una buona azione. Certo i medici devono essere certissimi che nel mio corpo non sia rimasto un barlume di coscienza e sensibilità, altrimenti preferisco che si sospenda ogni cura, ed anche alimentazione, idratazione, e ventilazione artificiale, giacché mi terrorizza il pensiero di trovarmi prigioniera in una statua di carne ed ossa senza la possibilità di comunicare; per me sarebbe un po’ come risvegliarmi (Dio ne scampi; che brividi) nella bara, dopo la sepoltura. Miriam Della Croce

    Risponde Corrado Augias: Com'è crudele la campagna intimidatoria contro il signor Englaro, padre e tutore di Eluana, condotta sulla base di un morali­smo melenso e di una buona dose di menzogne scientifiche. Il dottor Gian Domenico Borasio, neurologo con cattedra in cure palliative all'uni­versità di Monaco di Baviera, ha chiarito pochi giorni fa (su questo giornale) come l'accusa terro­rizzante che la povera Eluana morirebbe di fame e di sete sia infondata: «Dal punto di vista neuro­logico è un controsenso, poiché le parti del cer­vello che sono necessarie per creare la sensazione di fame e di sete non funzionano più. Anche come palliativista posso assicurare che, quando i mala­ti muoiono senza nutrizione e idratazione, si trat­ta di una delle morti più pacifiche». La menzogna su Eluana equivale (a parte le differenti gravita) a quella diffusa ai tempi del referendum sul divorzio: donne, attente, questa legge vi porterà via i mariti.

    Contraffazioni della verità (collaudate nei seco­li) propalate per spaventare gli spiriti semplici ma con uno scopo preciso. In paesi più progrediti dal punto di vista dei diritti della persona, compresa la Germania di papa Ratzinger, qualsiasi inter­vento medico è considerato a priori una violazio­ne dell'integrità fisica della persona ed è passibile di azione penale se non viene condotto con il con­senso del paziente, comprese ventilazione e nu­trizione artificiali. In Italia l'intento di far passare i medici per assassini e il padre di Eluana per un crudele tiranno ha la precisa finalità di preparare il terreno ad una legge, ormai ritenuta da tutti in­dispensabile, che obbedisca, come nel caso della procreazione assistita, all'ideologia e non ai desi­deri di chi ne ha bisogno.

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    Caro Nichi accogliamo Eluana in Puglia


    • da Liberazione del 12 dicembre 2008, pag. 20

    di Imma Barbarossa

    Lettera aperta al presidente della Regione Puglia Nichi Vendola e all'assessora alla Solidarietà sociale Elena Gentile

    Caro Nichi, cara Elena,
    Eluana Englaro attende ancora di essere accompagnata dai suoi genitori verso la fine della sua esistenza. La Magistratura ha pronunziato una parola di saggezza e di umanità concedendo il permesso di sospendere alimentazione e idratazione secondo la volontà della ragazza accuratamente ricostruita. Il padre ha dovuto subire le ingerenze feroci di una predicata morale invasiva e arrogante, una morale che si pretende e si impone come assoluta e totale; subisce ancora l'offesa di quanti/e portano bottiglie di acqua davanti alla clinica di Lecco dove Eluana è ricoverata, sobillati da quel feroce movimento per la vita i cui esponenti più di trent'anni fa solevano esporre nelle scuole piccoli feti a dimostrazione dell'egoismo e della cattiveria delle donne.
    Ebbene, ancora oggi i presidenti di alcune Regioni negano nelle strutture sanitarie dei loro territori l'applicazione della sentenza per Eluana, anche il Friuli. Eluana ancora viene respinta, raminga come Maria di Nazareth che, non trovando posto in alberghi e locande, partorì in una stalla riscaldata da non umani. Ebbene, caro Nichi e cara Elena, sarebbe buono e giusto che voi approntaste una "stalla" in Puglia, la nostra regione laboratorio, affinché Eluana possa finalmente concludere in pace la sua esistenza e i suoi genitori trovino accoglienza nella nostra terra ospitale.
    Nelle famiglie contadine pugliesi una volta, la sera prima del 2 novembre, si lasciava la tavola apparecchiata per una possibile visita dei parenti defunti, perché non si sentissero dimenticati. Ricordo che mia madre apparecchiava con castagne e vino per le mie nonne, morte prima che io nascessi.
    Apparecchiamola la tavola in Puglia, per Eluana, e che sia una mensa affettuosa e ospitale secondo i suoi desideri.

  8. #8
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    Citazione Originariamente Scritto da Hayekfilos Visualizza Messaggio
    si mi ricordo bene il balletto del presidente Berlusconi, quando per evadere la domanda (se condividesse l'operato del Min Sacconi), nominava secondo presidente del Consiglio della Repubblica Italiana, Gianni Letta.

    Solo con Berlusconi potevamo arrivare ad avere due presidenti del Consiglio in carica.
    e ai talebans vaticani non basta nemmeno questo...

  9. #9
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    vendola? vendolaa? vendolaaa??
    si sarà consultato col suo amico, don "coso", ed è sparito...

  10. #10
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    Il caso Englaro è la nuova breccia di Porta Pia


    • da Liberazione del 12 dicembre 2008, pag. 20

    di Maurizio Mori

    Anticipiamo l'introduzione dell'ultimo saggio di Maurizio Mori, a giorni nelle librerie.</SPAN>
    Perché non permettere ai genitori di Eluana di liberare la figlia dai vincoli tecnici che la tengono prigioniera in una condizione di "non vita" che da lei era aborrita e lo sarebbe ancora di più oggi? Perché tanti contrasti?
    (...) Più che di per sé (di persone ne muoiono tante, anche in situazioni ben peggiori), il caso Eluana è importante per il suo significato simbolico. Da questo punto di vista è l'analogo del caso creatosi con la breccia di Porta Pia attraverso cui il 20 settembre 1870 i bersaglieri entrarono nella Roma papalina. Come Porta Pia è importante non tanto come azione militare quanto come atto simbolico che ha posto fine al potere temporale dei papi e alla concezione sacrale del potere politico, così il caso Eluana apre una breccia che pone fine al potere (medico e religioso) sui corpi delle persone e (soprattutto) alla concezione sacrale della vita umana. Sospendere l'alimentazione e l'idratazione artificiali implica abbattere una concezione dell'umanità e cambiare l'idea di vita e di morte ricevuta dalla tradizione millenaria che affonda le radici nell'ippocratismo e anche prima nella visione dell'homo religiosus, per affermarne una nuova da costruire.
    Come Porta Pia segna la fine del papa re e di un paradigma del ruolo sacrale della religione in politica, gettando le basi di un'aurorale democrazia in Italia, così il caso Eluana segna la fine (sul piano teorico) del paternalismo in medicina e di un paradigma medico fondato sul vitalismo ippocratico, gettando le basi di un aurorale controllo della propria vita da parte delle persone. Come c'è voluto parecchio tempo prima che in campo politico la democrazia si consolidasse e il diritto di voto diventasse fatto acquisito e rilevante, così è probabile che ci vorrà ancora del tempo prima che in campo medico si consolidi l'idea che il paziente deve avere il controllo della propria vita, e che l'autodeterminazione (col suo consenso informato) diventi davvero il centro della pratica clinica. Come Porta Pia ha dato origine a quella durissima opposizione della Chiesa cattolica romana che ha portato alla "questione romana", al Non expedit e al papa che, per oltre mezzo, secolo si è ritenuto "prigioniero" e "usurpato", così il caso Eluana ha suscitato opposizioni e ostruzionismi davvero straordinari e fuori dal comune, anche se non sappiamo per quanto tempo ancora durerà il turbamento per il tabù violato.
    Se vale l'analogia, allora si può anche azzardare una previsione: è facile che, prima o poi, anche sulla "breccia di Eluana" ci sarà la conciliazione, come è avvenuto con la "breccia di Porta Pia". Anche quest'ultima all'inizio sembrava una tragedia, un danno irreparabile: come osservava nel 1962 l'allora cardinale Gian Battista Montini (diventato l'anno seguente papa Paolo VI), la perdita dello Stato pontificio «parve un crollo (…) e parve allora, e per tanti anni successivi, a molti ecclesiastici ed a molti cattolici non potere la Chiesa romana rinunciarvi». Eppure, «la Provvidenza, ora lo vediamo bene, aveva diversamente disposto le cose». Infatti, oggi è comune ritenere che sia stato un bene per la Chiesa cattolica romana non essere più gravata dalle incombenze del potere temporale. È facile che qualcosa del genere accada anche con il caso Eluana: ora ai cattolici romani pare impossibile poter accettare l'autonomia e l'autodeterminazione in bioetica, valori che sono condannati essendo il frutto avvelenato di un individualismo possessivo e selvaggio. Ma anche in passato condannavano la democrazia, l'autonomia in politica, la libertà di pensiero e via dicendo: verranno dapprima a più miti consigli e poi, forse, anche a riconoscere che l'autodeterminazione sulla vita è centrale per la realizzazione personale. Può darsi anche che in qualche modo riconosceranno di avere sbagliato o che, storicizzando, attribuiranno agli "eccessi" degli individualisti o dei nichilisti la ragione dell'attuale dura opposizione, venendo a concludere che da sempre l'autonomia e l'autodeterminazione sono stati "valori cristiani", e che gli attuali contrasti sul caso Eluana sono il frutto di meri e banali fraintendimenti.
    Oggi, però, lo scontro è durissimo: "tremendo", come direbbe Beppino Englaro. E non sembra che sia per qualche fraintendimento, ma perché ci sono reali, forti e insanabili divergenze su punti cruciali - che ho cercato di chiarire nel libro. L'uomo è animale simbolico che ha bisogno di significati: vive anche (o forse soprattutto) di simboli, non di solo pane. Come ha scritto Peter Berger: «Il significato è il fenomeno centrale della vita sociale (…). Né la vita collettiva né quella individuale è possibile senza un'intelaiatura di significato (…). Una società non può stare in piedi senza una serie di significati condivisi dai suoi membri; un individuo non può dare un senso alla propria vita senza una simile serie di significati». Lo scontro sul caso Eluana è durissimo perché esso scardina la tradizionale "mappa di significati", fenomeno questo che getta alcune persone in quella terribile e insopportabile condizione che è l'anomia, ossia la situazione di totale disorientamento e di privazione di simboli in cui le persone si sentono quando sono prive di riferimenti, di mete da raggiungere, di valori in cui credere.
    In particolare, si ripropongono per il campo biomedico i problemi che già si sono posti in passato per altri aspetti della modernità. Come ricorda sempre Berger, nelle società premoderne i «significati sono presentati all'individuo come fatti scontati, generalmente sacri, sui quali egli può esercitare tanta poca scelta quanto sui fatti naturali: i valori che governano la vita familiare, per esempio, esistono più o meno come esiste una roccia, un albero e il colore dei propri capelli. Invece nelle società moderne un numero sempre maggiore di significati importanti è offerto all'individuo in una sorta di supermercato dei significati, in cui egli si aggira come un consumatore con ampie possibilità di scelta: per esempio fra diversi valori familiari, stili di vita, e anche preferenze sessuali [ed ora anche sulla vita biologica stessa]. Di conseguenza, il "diritto al significato" implica nei due tipi di società cose quasi opposte: in una società moderna implica il diritto dell'individuo di scegliere i propri significati; nelle società premoderne implica il suo diritto di attenersi alla tradizione».
    L'asimmetria tra le due opposte "mappe di significati" o "paradigmi morali" non è da poco, perché nel primo caso i significati "ci sono", sono "dati" (come le pietre o le case), mentre nell'altro "sono da costruire". Per questo il nuovo è in svantaggio e chi sostiene la tradizione difende a gran voce i bei tempi passati. Consapevole di questa situazione, ho cercato di esaminare gli argomenti a sostegno dell'una e dell'altra prospettiva per indicare le buone ragioni della nuova risposta etica al caso Eluana. L'uomo ha bisogno di simboli e l'etica è una grande costruzione simbolica. Quando un'etica diventa inadeguata e incapace di dare risposte soddisfacenti, alcuni hanno la sensazione del "crollo" e protestano perché si sentono sull'orlo del precipizio o già sprofondare nel baratro. Altri però sono perplessi e non sanno che dire; e altri ancora intuiscono la positività del nuovo, magari senza riuscire ad articolarne le ragioni. In queste situazioni c'è bisogno di presentare le ragioni morali che sostengono la nuova "mappa di significati" o il nuovo "paradigma morale". Dando una risposta alle domande postemi da Beppino Englaro ho cercato anche di esplicitare le ragioni che sostengono la moralità della richiesta di sospendere la terapia nutrizionale di Eluana.</SPAN>

 

 
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